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Il blog di Mauro Boscarol sulla gestione digitale del colore dal 1998

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La mia applicazione riconosce i profili ICC nei file?

Non so se si possa dire che sbagliano. Hanno imparato a usare le curve e preferiscono continuare così. Ma credo (e spero) che ormai siano una minoranza.

La mia applicazione riconosce i profili ICC nei file?

Perché quella degli stampatori è una categoria molto ancorata alle tecniche del loro passato. Ne fanno una questione di “equilibri” delicati che temono di rompere.

Perché le foto che carico su web le vedo diverse?

Evidentemente in quel caso non viene fatta la compensazione monitor, oppure viene fatta male. Non ho Windows e non posso controllare il comportamento di Chrome.

C1: tab Quick, profilo ICC e curva tonale

Un profilo ICC di fotocamera è attendibile solo per il singolo illuminante per il quale è stato creato (per esempio tungsteno, daylight 50, daylight 65, fluorescente ecc).
Un profilo DNG se è stato creato per un singolo illuminante funziona come un profilo ICC. Ma un profilo DNG può essere creato anche per due illuminanti e in tal caso vale per qualunque illuminante perché il calcolo viene fatto per interpolazione o estrapolazione tra i due illuminanti.

C1: tab Quick, profilo ICC e curva tonale

Il bilanciamento del bianco è una operazione indipendente dal profilo.
Qui c’è qualche dettaglio: http://www.boscarol.com/blog/?p=21337
Tipicamente tutti i profili ICC hanno un gamma > 1, il che significa che tipicamente sono tutti non lineari.

C1: tab Quick, profilo ICC e curva tonale

Ogni profilo di fotocamera è fatto per un dato illuminante. Non è possibile adattare un profilo, fatto per un dato illuminante, ad una altro illuminante. Per ogni illuminante diverso deve essere usato un profilo diverso. Si veda anche nella terza immagine dall’alto dove ci sono due profili per la stessa camera: Olympus E1 Generic e Olympus E1 Tungsten.

Altre tecnologie di stampa industriale

Il retino stocastico in realtà è più semplice da creare nelle stampanti a getto d’inchiostro, elimina il moire ed ha numerosi vantaggi nella resa del colore. Il retino tradizionale richiede una tecnologia più complessa, come PostScript, e soffre del problema del moire.

Adobe RGB non è adatto per la stampa fine art, meglio ProPhoto

Dipende dalla situazione. Se devo fare vedere la prova a un cliente non attiverei la simulazione carta (che corrisponde ad un colorimetro assoluto). Se devo vedere io può darsi che mi interessi la colorimetria assoluta e allora attivo la simulazione carta.

La saturazione di un colore (cioè una pienezza relativa)

Conosci senz’altro lo spazio Lab. Conosci anche lo spazio LCh? (su Photoshop non c’è, ma la C è la croma, proprio nel senso di croma e non di saturazione). Per vedere se una operazione mantiene la croma basta vedere se mantiene la C.

La saturazione di un colore (cioè una pienezza relativa)

HSB e HSL sono spazi con nomi dati un po’ a caso (hue, saturation, brightness, lightness) quindi no, la S non è la saturazione e la B non è la brightness (brillanza). In generale in Photoshop quando scrivono “saturazione” intendono “croma”.

Photoshop: che spazi di lavoro scelgo?

Meglio ancora che la conversione la faccia il labo.
In ogni caso il più tardi possibile, tenendo sotto occhio una soft proof.

Eizo ColorEdge CG242W - misure e commenti

Non l’ho mai usato, ma mi pare che Elements non faccia il profilo del monitor, ma solo un tipo di calibrazione.

La compensazione monitor

Oppure produrre le immagini nello spazio del monitor

Wide Gamut

Comunque questo post si riferisce allo spazio RGB Wide Gamut, non ai monitor wide gamut. Sono due cose diverse.

Wide Gamut

È il segno che la compensazione monitor non viene fatta.
http://www.boscarol.com/blog/?p=10486

Wide Gamut

Non lo sconsiglio, anzi lo consiglio caldamente.

La compensazione monitor

Non ne ho idea, non uso Windows.