{"id":12820,"date":"2009-10-11T22:54:29","date_gmt":"2009-10-11T20:54:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=12820"},"modified":"2018-12-23T02:39:07","modified_gmt":"2018-12-23T01:39:07","slug":"la-supremazia-passa-agli-arabi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=12820","title":{"rendered":"2.2.1 Monasteri cristiani, cultura carolingia e islam"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"#islam01\">I monasteri cristiani come centri culturali<\/a><br \/>\n<a href=\"#islam02\">La nascita e lo sviluppo dell\u2019impero islamico<\/a><br \/>\n<a href=\"#islam03\">La nascita e lo sviluppo del Sacro Romano Impero<\/a><br \/>\n<a href=\"#islam04\">La&nbsp;<em>schola palatina<\/em><\/a><br \/>\n<a href=\"#islam05\">La&nbsp;prima filosofia scolastica<\/a><\/p>\n<p class=\"standard\">Alla fine del IV secolo la Chiesa cristiana era andata al potere e aveva imposto la supremazia del sacerdozio sul regno. Nel 391 il Serapeo, uno degli edifici della Biblioteca, era stato distrutto dal vescovo di Alessandria, <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Teofilo<\/span> (la Biblioteca verr\u00e0 definitivamente distrutta nel 642 dagli islamici). I giochi olimpici che si sarebbero dovuti tenere in Grecia nel 393, considerati una festa pagana, erano stati annullati (saranno ripresi in versione moderna solo nel 1896). Nel 415 <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Ipazia<\/span>, che era alla guida della scuola neoplatonica di Alessandria, era stata assassinata da estremisti arruolati dal vescovo <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Cirillo<\/span> (370-444), successore di Teofilo.<\/p>\n<p class=\"standard\">Nel 395 <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Teodosio<\/span> aveva diviso l\u2019Impero in due parti: quella occidentale con capitale Milano e quella orientale con capitale Costantinopoli. Nel 476 <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Odoacre<\/span> (433-493), capo delle trib\u00f9 germaniche dell\u2019esercito romano, era avanzato su Ravenna, aveva deposto il giovane imperatore d\u2019Occidente <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Romolo<\/span> Augusto (461-511) e era diventato re d\u2019Italia. L\u2019imperatore bizantino aveva preso la sovranit\u00e0 anche sull\u2019impero d\u2019Occidente, che aveva cessato di esistere ed \u00e8 in questa data che si pone convenzionalmente la fine dell\u2019et\u00e0 antica e l\u2019inizio del Medioevo.<\/p>\n<p class=\"standard\">Alla deposizione dell\u2019ultimo imperatore d\u2019Occidente segue il periodo (circa un secolo) dei cosiddetti regni romano-barbarici. La maggior parte dei popoli barbari (Visigoti, Ostrogoti, Svevi, Vandali, Burgundi, Longobardi) si erano convertiti al cristianesimo nella confessione ariana, mentre solo i Franchi avevano aderito alla confessione cattolica.&nbsp;<span id=\"footnote-022-backlink\"><a class=\"_idFootnoteLink _idGenColorInherit\" href=\"#footnote-022\">1<\/a><\/span> La successiva divisione dell\u2019impero tra i conquistatori ha come conseguenza il declino della civilizzazione romana, la dissoluzione delle infrastrutture, il graduale decadimento della cultura romana e dell\u2019antica conoscenza greca. Invece la struttura della Chiesa cattolica, fondata su clero e fedeli, sopravvive quasi intatta alle invasioni e ai regni romano-barbarici e anzi a partire dal VI secolo si rafforza con la diffusione del monachesimo. Alcuni monaci, invece dell\u2019eremitismo, iniziano a praticare una vita comunitaria in monastero sotto la guida di un padre spirituale.<\/p>\n<p><a name=\"islam01\"><\/a><\/p>\n<p class=\"paragrafo\">I monasteri cristiani come centri culturali<\/p>\n<p class=\"standard\">Il filosofo neoplatonico Severino <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Boezio<\/span> (475-525) \u00e8 <span class=\"w_lat\">magister officiorum<\/span> di Teodorico il Grande, re degli Ostrogoti, che regn\u00f2 in Italia dal 493 al 526. Nel 523 Teodorico lo fa imprigionare con l\u2019accusa di praticare arti magiche e lo sostituisce con Cassiodoro. Boezio scrive in carcere a Pavia il <span class=\"b_lat\">De consolatione philosophiae<\/span>, uno dei principali canali per la conoscenza della cultura classica e in particolare della filosofia aristotelica, platonica e neoplatonica, letto da <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Tommaso<\/span> e celebrato da <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Dante nel X canto del <\/span><span class=\"b_ita\">Paradiso<\/span>.<\/p>\n<p class=\"standard\">Flavio Magno Aurelio <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Cassiodoro<\/span> (ca 490-583) succede a Boezio e successivamente \u00e8 funzionario e consigliere dell\u2019imperatore d\u2019Oriente. Dopo la fine della guerra gotica (535-553) si stabilisce definitivamente nella sua citt\u00e0 natale di Scolacium (oggi Squillace), in Calabria, dove fonda nel 555 il monastero cristiano <span class=\"w_lat\">Vivarium<\/span>. <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Cassiodoro<\/span> \u00e8 persona colta di mentalit\u00e0 ellenistica e unisce alla vita religiosa quella culturale. Secondo lo storico Franco <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Cardini<\/span>, <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Cassiodoro<\/span><\/p>\n<blockquote class=\"citazione\"><p>\u2026ha colto la profondit\u00e0 della crisi in Italia e ha salvato l\u2019essenziale: il rapporto tra fede cristiana e vita politico-culturale, pi\u00f9 lucidamente di <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Benedetto<\/span>. [<span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Cassiodoro<\/span>] \u00e8 l\u2019anello di congiunzione con il mondo antico, il traghettatore di una cultura. Appartiene sicuramente alla grande tradizione culturale ellenistica e mediterranea, pi\u00f9 greca che romana, ma \u00e8 profondamente cristiano.&nbsp;<span id=\"footnote-021-backlink\"><a class=\"_idFootnoteLink _idGenColorInherit\" href=\"#footnote-021\">2<\/a><\/span><\/p><\/blockquote>\n<p class=\"standard\">Nel monastero di <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Cassiodoro<\/span> ci sono uno <span class=\"w_lat\">scriptorium<\/span> per la riproduzione dei testi della sacra scrittura, della patristica occidentale e degli autori classici (<span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Aristotele<\/span>, <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Tolomeo<\/span>, <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Ippocrate<\/span>) e una biblioteca per la loro raccolta e conservazione. Lo <span class=\"w_lat\">scriptorium, <\/span>dove i monaci si dedicano allo studio e alla copiatura, \u00e8 una novit\u00e0 nel monachesimo cristiano occidentale e <span class=\"w_lat\">Vivarium<\/span> \u00e8 il primo di cui si abbia testimonianza, ma rester\u00e0 attivo solo per un secolo.<\/p>\n<p class=\"standard\">All\u2019altro capo dell\u2019Europa, l\u2019Irlanda, che era rimasta ai margini della conquista romana ed era abitata da popolazioni di lingua e cultura celtica, vede sorgere un\u2019altra forma di monachesimo cristiano. La diffusione del cristianesimo nell\u2019isola viene fatta risalire al vescovo scozzese <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Patrizio<\/span> (385-461) che riusce ad introdurlo rapidamente e senza imporre fratture con l\u2019antica cultura celtica. Fonda monasteri in varie localit\u00e0 irlandesi che diventano uno dei pochi luoghi in Occidente in cui la cultura viene promossa e preservata attraverso l\u2019introduzione dell\u2019alfabeto latino e la copiatura dei manoscritti. Il monachesimo irlandese assumer\u00e0 una forma definitiva con il missionario <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Colombano<\/span> (542-615), che attorno al 591 detta la sua <span class=\"w_ita\">Regola<\/span> e fonda numerosi monasteri nel continente, il primo dei quali \u00e8 quello di Bobbio (614, oggi in provincia di Piacenza) su un terreno concesso dalla cattolica <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Teodolinda<\/span> (570-627) allora regina dei Longobardi, che dal 568 avevano occupato varie parti dell\u2019Italia. Il successore di <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Colombano<\/span> a Bobbio, l\u2019abate <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Attala (morto nel 627)<\/span>, istituisce presso il monastero la biblioteca e lo <span class=\"b_lat\">scriptorium<\/span> che fino al IX secolo (cio\u00e8 per tutto il regno longobardo e poi per quello carolingio) \u00e8 stato il maggior centro di produzione libraria dell\u2019Italia centro-settentrionale.&nbsp;<span id=\"footnote-020-backlink\"><a class=\"_idFootnoteLink _idGenColorInherit\" href=\"#footnote-020\">3<\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"standard\">Ma la grande diffusione del monachesimo nei territori di quello che era stato l\u2019impero romano inizia con <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Benedetto<\/span> da Norcia (480-547) inizialmente eremita e successivamente fondatore dei monasteri di Subiaco e Montecassino dove verso il 540 scrive la sua <span class=\"b_ita\">Regola<\/span> che riprende quella della precedente tradizione monastica di Pacomio.&nbsp;<span id=\"footnote-019-backlink\"><a class=\"_idFootnoteLink _idGenColorInherit\" href=\"#footnote-019\">4<\/a><\/span> A partire dal VII secolo il monachesimo irlandese con la sua grande tradizione culturale si fonde gradualmente con quello benedettino che rester\u00e0 la forma predominante del monachesimo cenobita per mezzo millennio, fino a <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Francesco<\/span> e <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Domenico<\/span>.&nbsp;<span id=\"footnote-018-backlink\"><a class=\"_idFootnoteLink _idGenColorInherit\" href=\"#footnote-018\">5<\/a><\/span> Cos\u00ec la scarsa vita intellettuale dal V al VII secolo si perpetua nei monasteri irlandesi prima e benedettini poi, che conservano il patrimonio culturale dell\u2019antichit\u00e0 e si diffondono in Italia e in tutta Europa diventando centri religiosi, economici e culturali; nei loro <span class=\"w_lat\">scriptoria<\/span> si copiano i manoscritti, principalmente le opere dei padri della Chiesa (<span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Ambrogio<\/span>, <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Agostino<\/span>, <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Girolamo<\/span>, <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Gregorio<\/span>) ma anche i classici scientifici e letterari dell\u2019antichit\u00e0, che vengono poi raccolti e conservati nelle loro biblioteche, e le loro abbazie diventano i centri del sapere medievale.<\/p>\n<p class=\"standard\">Una figura che lega il mondo classico alla cultura medievale \u00e8 Isidoro (570-636) vescovo di Siviglia nella Spagna dei Visigoti. Isidoro scrive quando il mondo classico \u00e8 ormai al tramonto, ma ancora presente tra gli intellettuali e i monaci. La sua opera principale <span class=\"b_lat\">Etymologi\u00e6 sive origines<\/span> (\u201cEtimologie o origini\u201d) \u00e8 la prima enciclopedia della cultura medievale, un\u2019opera in venti libri sugli aspetti pi\u00f9 vari del sapere. Ci sono anche le definizioni di <span class=\"w_lat\">lux<\/span> e <span class=\"w_lat\">lumen<\/span>: \u201c<span class=\"w_lat\">lux<\/span> \u00e8 la sostanza stessa, <span class=\"w_lat\">lumen<\/span> \u00e8 ci\u00f2 che emana dalla <span class=\"w_lat\">lux<\/span>, cio\u00e8 il suo splendore, ma gli autori, tuttavia, confondono i due termini\u201d .<span id=\"footnote-017-backlink\"><a class=\"_idFootnoteLink _idGenColorInherit\" href=\"#footnote-017\">6<\/a><\/span> C\u2019\u00e8 anche l\u2019etimologia del nome \u201ccolomba\u201d: deriva dal fatto che il suo collo, ogni volta che si gira, cambia colore. Il libro XIX ha una parte abbastanza ampia intitolata <span class=\"w_lat\">De coloribus<\/span> che inizia collegando il colore con il calore: \u201ci colori sono stati cos\u00ec chiamati perch\u00e9 elaborati con il calore del fuoco o del sole\u201d,&nbsp;<span id=\"footnote-016-backlink\"><a class=\"_idFootnoteLink _idGenColorInherit\" href=\"#footnote-016\">7<\/a><\/span> e continua elencando una serie di pigmenti con il loro nome, la loro origine e varie informazioni sul loro uso.<\/p>\n<p><a name=\"islam02\"><\/a><\/p>\n<p class=\"paragrafo\">La nascita e lo sviluppo dell\u2019impero islamico<\/p>\n<p class=\"standard\">Intanto da un\u2019altra parte del mondo iniziava il suo cammino un\u2019altra religione monoteista, dopo quella ebraica e quella cristiana: l\u2019islam. <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Maometto<\/span> (ca 570-632) nasce alla Mecca, in Arabia. Nella sua citt\u00e0 gli ebrei e i cristiani sono numerosi e parlano di un unico Dio. <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Maometto<\/span> considera questa visione del mondo superiore a quella del paganesimo arabo e nel 610 comincia a predicare la sua religione, l\u2019islam (letteralmente \u201csottomissione a Dio\u201d) che minaccia alla base la societ\u00e0 del tempo e nel 622 (che diventa l\u2019anno 1 dell\u2019era islamica ) \u00e8 costretto a fuggire a Medina. Nel 628 gli viene permesso di ritornare nella sua citt\u00e0 natale e nel 630 entra trionfalmente alla Mecca alla testa dei suoi seguaci, i musulmani (da <span class=\"w_gre\" lang=\"el-GR\">muslim<\/span>, sottomesso a Dio).<\/p>\n<p class=\"standard\">Prima di <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Maometto<\/span> non esisteva una nazione araba vera e propria, ma solo un sistema di trib\u00f9 beduine che abitavano questa terra da tempo immemorabile.&nbsp;<span id=\"footnote-015-backlink\"><a class=\"_idFootnoteLink _idGenColorInherit\" href=\"#footnote-015\">8<\/a><\/span> Alla sua morte nel 632, gli arabi (che i cristiani chiamavano \u201csaraceni\u201d) avevano trovato coesione ma non era stato creato alcuno Stato. Con i successori di <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Maometto<\/span> (<span class=\"w_eng\" lang=\"en-US\">khal\u012bfa<\/span>, italianizzato \u201ccaliffo\u201d, cio\u00e8 \u201csuccessore\u201d) il popolo arabo, fino allora vissuto ai margini della storia, inizia una serie di conquiste e riesce a creare in pochi decenni un dominio pi\u00f9 vasto di quello romano. Il Medio Oriente era allora diviso tra l\u2019impero bizantino e quello persiano (sotto i sasanidi). Nel 637 gli arabi conquistano l\u2019impero persiano, Siria, Palestina ed Egitto. Nel 638 viene occupata Gerusalemme, nel 642 Alessandria. Con la conquista del litorale del Mediterraneo sud-orientale, gli arabi furono in grado di creare una flotta marina. Nel 649 venne attaccata Cipro e nel 655 la battaglia navale lungo le coste della Licia ruppe la tradizionale supremazia bizantina in mare. In Oriente l\u2019islam arriv\u00f2 a conquistare Kabul (oggi in Afghanistan) e Samarcanda (oggi in Uzbekistan); in Occidente dal 647 al 663 venne conquistata tutta l\u2019Africa del nord. Entro il 705 Tunisi e il Marocco erano in mano agli arabi e iniziava il lento e faticoso processo di islamizzazione delle popolazioni berbere, estranee alla civilizzazione romana e cristianizzate solo di recente.&nbsp;<span id=\"footnote-014-backlink\"><a class=\"_idFootnoteLink _idGenColorInherit\" href=\"#footnote-014\">9<\/a><\/span> Nel 711 inizia la conquista della penisola iberica che era stata una provincia dell\u2019impero bizantino, ora in mano ai Visigoti, con Toledo capitale. Entro il 720 tutta la penisola iberica \u00e8 in mano araba. Gli islamici avanzano anche in Aquitania (regione sud-occidentale dell\u2019odierna Francia) ma vengono fermati nel 732 a Poitier da <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Carlo<\/span> <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Martello,<\/span> maestro di palazzo dei re dei Franchi che occupavano la terra a nord dei Pirenei, che viene cos\u00ec conservata al cristianesimo.<\/p>\n<p class=\"standard\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-24152\" title=\"L'Europa di Carlo Magno\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/as14_3.jpg?resize=512%2C384\" alt=\"Europa di Carlo Magno\" width=\"512\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/as14_3.jpg?w=640 640w, https:\/\/i2.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/as14_3.jpg?resize=300%2C225 300w\" sizes=\"(max-width: 512px) 100vw, 512px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><br \/>\nTratto da <a href=\"http:\/\/www.silab.it\/storia\/?pageurl=14-viii-x-sec-l-europa-di-carlo-magno\" target=\"_blank\">Atlante Storico<\/a><\/p>\n<p class=\"standard\">Dall\u2019827 (sbarco a Mazara del Vallo) gli islamici occuperanno anche la Sicilia, allora parte dell\u2019impero bizantino, che terranno per oltre due secoli (caduta di Noto, 1091). Al termine dell\u2019espansione islamica il Mediterraneo, che per anni era stato il <span class=\"w_lat\">mare nostrum<\/span> dei Romani, il centro dell\u2019impero, perde questo carattere. Le invasioni arabe hanno portato via parti integranti della civilt\u00e0 romana come il Medio Oriente e il Nord Africa, dando cos\u00ec un primo colpo all\u2019unit\u00e0 del Mediterraneo. Sar\u00e0 <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Carlo Magno<\/span> a trarne, in qualche modo, le conseguenze, e a dare vita ad un nuovo spazio geopolitico, in cui il Mediterraneo non \u00e8 pi\u00f9 il centro, ma diventa un confine tra civilt\u00e0. Il nuovo centro \u00e8 il fiume Reno, che sorge nelle Alpi svizzere, si dirige verso nord tra Francia e Germania per 1200 chilometri e sfocia nel Mare del Nord.<\/p>\n<p><a name=\"islam03\"><\/a><\/p>\n<p class=\"paragrafo\">La nascita e lo sviluppo del Sacro Romano Impero<\/p>\n<p class=\"standard\">Negli stessi anni in cui nasceva <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Maometto<\/span>, un popolo non federato con l\u2019impero romano, i Longobardi guidati dal re <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Alboino,<\/span> aveva invaso l\u2019Italia occupando tutto il centro-nord. Fra il 568 e il 569 caddero in mano ai Longobardi le pi\u00f9 importanti citt\u00e0 dell\u2019Italia settentrionale: Aquileia, Vicenza, Verona, Milano e Pavia. Per due secoli i Longobardi governano l\u2019Italia da Pavia, senza tuttavia riuscire a riunirla tutta sotto un unico dominio.<\/p>\n<p class=\"standard\">Il regno longobardo confinava con quello dei Franchi. Tra i due popoli a periodi di pace si erano alternati periodi di guerre, fino a che nel 774 i Longobardi vengono definitivamente sconfitti dai Franchi di <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Carlo<\/span>.&nbsp;<span id=\"footnote-013-backlink\"><a class=\"_idFootnoteLink _idGenColorInherit\" href=\"#footnote-013\">10<\/a><\/span> I Franchi avevano un rapporto privilegiato con la Chiesa dei papi perch\u00e9 erano stati i primi barbari che nel 496 con il loro re <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Clodoveo<\/span> si erano convertiti al cristianesimo cattolico, contrariamente alla maggioranza degli altri popoli germanici che avevano aderito al cristianesimo ariano. La Chiesa romana guardava con diffidenza a tutti i popoli germanici, mentre ricorrereva all\u2019aiuto franco quando veniva attaccata e minacciata dai Longobardi. Nei primi anni del regno di <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Carlo<\/span> il rapporto con i Longobardi era buono, tanto che <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Carlo<\/span> aveva sposato la figlia dell\u2019ultimo re longobardo <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Desiderio<\/span> (Ermengarda nell\u2019<span class=\"b_ita\">Adelchi<\/span> di Manzoni).&nbsp;<span id=\"footnote-012-backlink\"><a class=\"_idFootnoteLink _idGenColorInherit\" href=\"#footnote-012\">11<\/a><\/span> Ma d\u2019un tratto <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Carlo<\/span> decide di cambiare linea politica, ripudia <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Ermengarda<\/span> e sollecitato dal papa <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Adriano<\/span> pianifica la sua prima guerra, l\u2019invasione del regno Longobardo, che crolla rapidamente e <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Carlo<\/span> si intitola re dei Franchi e dei Longobardi. Dal 772 <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Carlo<\/span> sottomette (e fa battezzare) i Sassoni, che occupavano l\u2019attuale Germania nord-occidentale e che erano ancora pagani, quindi intraprende una guerra contro gli Avari, un altro popolo pagano che sta in Oriente, in Pannonia, anche loro da sottomettere e cristianizzare. Nel 778 pianifica una campagna contro gli arabi che si trovano al di l\u00e0 del confine dei Pireni e alla fine riesce ad occupare un piccolo pezzo di Spagna, che dal XII secolo si chiamer\u00e0 Catalogna.&nbsp;<span id=\"footnote-011-backlink\"><a class=\"_idFootnoteLink _idGenColorInherit\" href=\"#footnote-011\">12<\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"standard\">Nel 794 <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Carlo<\/span> sceglie <span class=\"w_lat\">Aquis Villa<\/span> (oggi <span lang=\"de-DE\">Aachen<\/span> in tedesco, Aquisgrana in italiano, <span lang=\"fr-FR\">Aix-la-Chapelle<\/span> in francese) come residenza stabile e vi fa costruire una cattedrale, la Cappella Palatina, strutturata sul modello della basilica di San Vitale a Ravenna. Dopo aver affermato il suo dominio in Europa e aver difeso e propagato il cattolicesimo, la mattina di Natale dell\u2019800 papa Leone III lo incorona a San Pietro imperatore del Sacro Romano Impero, che avrebbe dovuto continuare, dopo una sospensione, l\u2019Impero Romano d\u2019Occidente. <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Carlo<\/span> si trova cos\u00ec ad essere il capo di tutti i cristiani che vivono in Occidente (eccetto quelli delle isole britanniche) e anche in Spagna e in Terrasanta. \u00c8 un momento importante, in cui attorno a <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Carlo<\/span> si coagula uno spazio che, in linea di massima, corrisponde politicamente all\u2019Europa di oggi e religiosamente ad un \u201cimpero cristiano occidentale\u201d.<\/p>\n<p class=\"standard\"><span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Carlo<\/span> muore nell\u2019814, lasciando l\u2019impero all\u2019unico figlio superstite, Ludovico il Pio, alla morte del quale, con il trattato di Verdun dell\u2019843, i suoi tre figli dividono l\u2019impero carolingio in tre regni. <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Carlo<\/span> il Calvo riceve la parte occidentale (che sarebbe divenuta la Francia), Ludovico la parte centrale (Paesi Bassi, Lorena, Alsazia, Borgogna, Provenza e Italia) e Lotario la parte orientale (che sarebbe divenuta una parte della Germania). Questa divisione segna l\u2019inizio della digregazione del Sacro Romano Impero che formalmente verr\u00e0 abolito solo da Napoleone nel 1806.<\/p>\n<p><a name=\"islam04\"><\/a><\/p>\n<p class=\"paragrafo\">La <em><span class=\"Parola_Parola-latina-in-nero\">schola palatina<\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"standard\">Nei suoi 46 anni di regno (dal 768 all\u2019814) <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Carlo Magno<\/span> ha avuto un ruolo molto importante non solo sul piano militare e politico ma anche sul piano culturale. Pur non essendo un intellettuale n\u00e9 particolarmente colto (sapeva leggere, ma non scrivere) considerava la cultura un\u2019arma politica e uno strumento di governo. Ancora prima di fissare la propria sede ad Aquisgrana, era solito riunirsi con le migliori intelligenze del suo tempo, che lo seguivano nella sua vita itinerante, per discutere di temi letterari, scienze naturali, classici latini, sacre scritture. Alcuino (735-804) colto anglosassone capo della scuola cattedrale di York, entra al servizio di <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Carlo<\/span> nel 782. \u00c8 sugli <span class=\"w_lat\">scriptoria<\/span> e sulle biblioteche monastiche benedettine che <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Carlo<\/span> e Alcuino fanno affidamento per la rinascita culturale dell\u2019Europa nell\u2019VIII e IX secolo.<\/p>\n<p class=\"standard\">Nel 784 <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Carlo<\/span> costituisce un cenacolo di di studiosi e letterati provenienti da ogni parte dell\u2019impero carolingio che, pi\u00f9 tardi, sarebbe stato definito complessivamente <span class=\"w_eng\" lang=\"en-US\">schola palatina<\/span> (\u201cscuola del palazzo del re\u201d) e che era frequentata dai figli dell\u2019alta nobilt\u00e0. La scuola palatina serv\u00ec da modello per la diffusione della cultura classica in tutto l\u2019impero. Nel 789 <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Carlo<\/span> impone a molte abbazie benedettine (tra le quali quelle di Fulda, Corbie, San Gallo, Tours, Metz, Magonza) di istituire scuole con caratteristiche simili a quella palatina e raccomanda a tutti i cristiani di mandare i figli a studiare presso un monastero o un vescovo. Il sistema scolastico ed educativo su vasta scala organizzato da <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Carlo<\/span>, il primo nella storia dell\u2019Occidente, era finalizzato all\u2019istruzione, alla diffusione del sapere e alla compattezza dell\u2019Impero. A tal fine si serviva dei monaci benedettini, che avevano salvaguardato la cultura dei classici tramite la copiatura dei testi antichi.<\/p>\n<p class=\"standard\">Gli insegnamenti erano divisi nelle sette branche del sapere teorico, le cosiddette \u201carti liberali\u201d (da <span class=\"w_lat\">liber<\/span>, senza impedimenti, probabilmente chiamate cos\u00ec perch\u00e9 non finalizzate al guadagno)&nbsp;<span id=\"footnote-010-backlink\"><a class=\"_idFootnoteLink _idGenColorInherit\" href=\"#footnote-010\">13<\/a><\/span>: il <span class=\"w_ita\">trivio<\/span> con le tre scienze del linguaggio cio\u00e8 la grammatica (la lingua latina), la retorica (l\u2019arte di comporre il discorso e parlare in pubblico) e la dialettica (l\u2019arte del dialogare); il <span class=\"w_ita\">quadrivio<\/span> con le quattro scienze della natura cio\u00e8 l\u2019aritmetica (le operazioni sui numeri), la geometria (le operazioni sulle figure), l\u2019astronomia (gli eventi celesti) e la musica (l\u2019organizzazione dei suoni). Questa struttura culmina con la teologia (nel senso di sistema dottrinale relativo alle verit\u00e0 di fede della tradizione cristiana), considerata la pi\u00f9 alta attivit\u00e0 di ricerca.&nbsp;<span id=\"footnote-009-backlink\"><a class=\"_idFootnoteLink _idGenColorInherit\" href=\"#footnote-009\">14<\/a><\/span> Il sapere pratico (considerato inferiore a quello teorico) era invece organizzato nelle arti meccaniche: lana, architettura, navigazione, agricoltura, caccia e pesca, medicina, teatro.<\/p>\n<p class=\"standard\">Preposto all\u2019insegnamento delle arti liberali era lo <span class=\"w_eng\" lang=\"en-US\">scholasticus<\/span>, a cui in seguito si affianc\u00f2 un <span class=\"w_eng\" lang=\"en-US\">magister artium<\/span>, di grado superiore, esperto in teologia. Le lezioni erano svolte dapprima nei monasteri, poi progressivamente nelle scuole annesse alle cattedrali (la pi\u00f9 importante delle quali era quella di Chartres, in Francia, dove si insegnava la filosofia neoplatonica di <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Agostino<\/span> e la teologia cristiana) e riguardavano soltanto il clero. Avviene cos\u00ec che nelle mani del clero<\/p>\n<blockquote class=\"citazione\"><p>\u2026si concentra tutta l\u2019istruzione e [il clero] si allontana sempre pi\u00f9 dal popolo di cui si considera, per volere divino, la guida.&nbsp;<span id=\"footnote-008-backlink\"><a class=\"_idFootnoteLink _idGenColorInherit\" href=\"#footnote-008\">15<\/a><\/span><\/p><\/blockquote>\n<p><a name=\"islam05\"><\/a><\/p>\n<p class=\"paragrafo\">La prima filosofia \u201cscolastica\u201d<\/p>\n<p class=\"standard\">Alcuino era stato il maggiore artefice della rinascita carolingia ma la sua scuola palatina non era andata oltre la filosofia del mondo classico e la teologia del mondo patristico. Era stato uno dei suoi successori, <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Scoto<\/span> <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Eriugena,&nbsp;<\/span><span id=\"footnote-007-backlink\"><a class=\"_idFootnoteLink _idGenColorInherit\" href=\"#footnote-007\">16<\/a><\/span> maestro di palazzo alla corte di <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Carlo<\/span> il Calvo attorno all\u2019840, che aveva cercato di inserire le arti liberali nel contesto teologico, in modo da farle diventare strumenti di ricerca anche all\u2019interno delle verit\u00e0 cristiane. Giovanni Scoto, che Bertrand Russel considera \u201cil pi\u00f9 sorprendente personaggio del IX secolo\u201d&nbsp;<span id=\"footnote-006-backlink\"><a class=\"_idFootnoteLink _idGenColorInherit\" href=\"#footnote-006\">17<\/a><\/span> poneva la ragione al di sopra della fede e non teneva conto dell\u2019autorit\u00e0 degli ecclesiastici.<\/p>\n<p class=\"standard\">Siamo nella fase preparatoria della cosiddetta filosofia \u201cscolastica\u201d che avr\u00e0 un avvio effettivo due secoli dopo con il monaco benedettino Anselmo d\u2019Aosta (1033-1109), che sostiene sia necessario usare lo strumento della ragione per affrontare la teologia, e con il filosofo francese Pietro <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Abelardo<\/span> (1079-1142), che attua il passaggio della teologia dallo stato di filosofia a quello di scienza. Con la sua opera <span class=\"b_lat\">Sic et Non<\/span> Abelardo dimostra come la ragione possa risolvere le problematiche teologiche con la dialettica ricorrendo alla dottrina aristotelica. Un suo allievo, l\u2019inglese Giovanni di Salisbury (1115-1180) nominato vescovo di Chartres in Francia nel 1176, apprezza la logica e la dialettica, ma \u00e8 fautore di una chiara distinzione tra la fede e la ragione, la quale deve ammettere alcuni suoi limiti. Guglielmo di Champeaux (1070-1121) per distaccarsi da <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Abelardo<\/span> con il quale era entrato in polemica nella disputa sul problema degli universali,&nbsp;<span id=\"footnote-005-backlink\"><a class=\"_idFootnoteLink _idGenColorInherit\" href=\"#footnote-005\">18<\/a><\/span> fonda a Parigi la scuola di san Vittore all\u2019interno dell\u2019abbazia omonima di canonici regolari che seguivano la regola di <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Agostino<\/span>.&nbsp;<span id=\"footnote-004-backlink\"><a class=\"_idFootnoteLink _idGenColorInherit\" href=\"#footnote-004\">19<\/a><\/span> Il gruppo di filosofi che aderiscono alla scuola \u00e8 tra i primi, nella filosofia scolastica, a sviluppare una corrente di pensiero che unisce fede e scienza: \u00e8 dalle sacre scritture che proviene l\u2019ispirazione per la comprensione del sapere profano.&nbsp;<span id=\"footnote-003-backlink\"><a class=\"_idFootnoteLink _idGenColorInherit\" href=\"#footnote-003\">20<\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"standard\">Molti padri della Chiesa erano stati ostili al colore. \u00c8 futile, sterile, \u00e8 legato all\u2019inganno e alla dissimulazione e la Bibbia stessa cita pochi nomi di colori. Gregorio Magno (540-604) nella sua esegesi al <span class=\"b_ita\">Cantico dei cantici<\/span> considera \u201cstolto colui che coglie i colori di una pittura ignorando le cose che vi sono raffigurate\u201d.&nbsp;<span id=\"footnote-002-backlink\"><a class=\"_idFootnoteLink _idGenColorInherit\" href=\"#footnote-002\">21<\/a><\/span> Solo in epoca carolingia inizia a prevalere un atteggiamento positivo verso il colore.<\/p>\n<p class=\"standard\">Sugerio (1081-1151), abate dell\u2019abbazia di Saint-Denis vicino a Parigi, aderisce alla scuola di San Vittore. Tra il 1127 e il 1140 ricostruisce la sua chiesa abbaziale e ne fa la prima grande chiesa costruita in stile gotico in Francia. Sugerio apprezza particolarmente le vetrate a colori e nelle pareti della chiesa inserisce grandi finestre con mosaici di vetri colorati dai quali viene immessa la luce. In un\u2019opera in cui tratta dei significati della nuova estetica usa la terminologia di Avicenna: la parola <span class=\"w_lat\">lux<\/span> indica la luce esterna che arriva dal sole e dalla natura; quando entra dalla vetrata colorata la <span class=\"w_lat\">lux<\/span> diventa <span class=\"w_lat\">lumen<\/span> e quando passa attraverso l\u2019occhio del credente diventa <span class=\"w_lat\">illuminatio<\/span> e porta all\u2019elevazione della mente e al rinnovamento dello spirito. In genere in tutto il Medioevo il gusto per il colore \u00e8 spontaneo. Umberto Eco scrive che<\/p>\n<blockquote class=\"citazione\"><p>\u2026la bellezza del colore \u00e8 uniformemente sentita come bellezza semplice, di immediata percepibilit\u00e0, di natura indivisa, non dovuta a un rapporto o a una relazione come avveniva per la bellezza proporzionale [che prevaleva nell\u2019et\u00e0 antica].&nbsp;<span id=\"footnote-001-backlink\"><a class=\"_idFootnoteLink _idGenColorInherit\" href=\"#footnote-001\">22<\/a><\/span><\/p><\/blockquote>\n<p class=\"standard\">Molti apprezzano il colore ma non Bernardo di Chiaravalle (1091-1153, <span class=\"w_lat\">doctor mellifluus<\/span>) abate e fondatore dell\u2019abbazia cistercense di Clairvaux (oggi nel territorio di Ville-sous-la-Fert\u00e9 in Francia) il quale ritiene che i colori siano materia e non luce, e dunque spregevoli, indegni e inutili. I fenomeni colorati sono indicativi di peccaminosit\u00e0 e in vari sermoni predica che \u201csiamo accecati dai colori\u201d (<span class=\"w_lat\">caecitas colorum!<\/span>).&nbsp;<span id=\"footnote-000-backlink\"><a class=\"_idFootnoteLink _idGenColorInherit\" href=\"#footnote-000\">23<\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"standard\">Anche con questi passaggi l\u2019originale filosofia cristiana, la patristica, lascia il posto alla successiva filosofia, la scolastica, che arriver\u00e0 a lambire la cosiddetta \u201crivoluzione scientifica\u201d del XVII secolo. Mentre il carattere dominante della patristica era stato la lotta contro il paganesimo e le eresie, quello della scolastica sar\u00e0 l\u2019illustrazione delle verit\u00e0 della fede cristiana ormai dominante mediante l\u2019uso della ragione, verso la quale si nutriva un atteggiamento positivo. Nella scolastica i problemi filosofici vengono trattati in un contesto cristiano sulla base della Bibbia e degli scritti dei padri fondatori, che a loro volta si basavano sul neoplatonismo di derivazione greca. La tendenza \u00e8 ora quella di approfondire i dati rivelati e dunque viene privilegiata la sistematizzazione del sapere gi\u00e0 esistente rispetto all\u2019elaborazione di nuove conoscenze. Ancora Pirenne scrive che<\/p>\n<blockquote class=\"citazione\"><p>\u2026per secoli non ci sar\u00e0 pi\u00f9 scienza se non nella Chiesa. Cos\u00ec dunque la scienza e la cultura intellettuale, nel momento stesso in cui si affermano, si rarefanno. La Rinascita carolingia coincide con il generale analfabetismo dei laici. Questi sapevano ancora scrivere in epoca merovingia, non sanno pi\u00f9 farlo sotto i Carolingi.<\/p><\/blockquote>\n<p class=\"standard\">\u00c8 invece in Oriente, nell\u2019impero islamico, che la scienza laica potr\u00e0 svilupparsi liberamente, almeno fino a quando le credenze religiose non prevarranno sui dati sperimentali.<\/p>\n<p class=\"paragrafo\">\nNote<\/p>\n<div class=\"_idFootnotes\">\n<div id=\"footnote-022\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"nota\"><a class=\"_idFootnoteAnchor _idGenColorInherit\" href=\"#footnote-022-backlink\">1<\/a> Nel primo concilio ecumenico del mondo cristiano che Costantino aveva convocato a Nicea nel 325 viene discussa la dottrina elaborata dal presbitero Ario (256-336). Questa dottrina non nega la Trinit\u00e0 ma subordina il Figlio al Padre, negandone la \u201cconsustanzialit\u00e0\u201d. Secondo la dottrina di Ario, Ges\u00f9 non ha natura divina come il Padre, quindi \u00e8 una sorta di semidio, non identificabile con Dio stesso. A Nicea questa dottrina venne condannata come eretica.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-021\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"nota\"><a class=\"_idFootnoteAnchor _idGenColorInherit\" href=\"#footnote-021-backlink\">2<\/a> Tratta da una intervista a <span class=\"b_ita\">Famiglia Cristiana<\/span> in occasione dell\u2019uscita del libro di Franco Cardini <span class=\"b_lat\">Cassiodoro<\/span><span class=\"b_ita\"> il Grande<\/span> Jaca Book 2011.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-020\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"nota\"><a class=\"_idFootnoteAnchor _idGenColorInherit\" href=\"#footnote-020-backlink\">3<\/a> Per esempio pare che l\u2019editto di Rotari del 643 sia stato materialmente redatto proprio presso lo <span class=\"w_lat\">scriptorium<\/span> di Bobbio.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-019\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"nota\"><a class=\"_idFootnoteAnchor _idGenColorInherit\" href=\"#footnote-019-backlink\">4<\/a> La pi\u00f9 antica regola comunitaria era stata scritta dall\u2019egiziano Pacomio (292-348) considerato il fondatore del monachesimo cristiano cenobita.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-018\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"nota\"><a class=\"_idFootnoteAnchor _idGenColorInherit\" href=\"#footnote-018-backlink\">5<\/a> Formalmente l\u2019ultimo monastero celtico verr\u00e0 soppresso da Pio IX nel 1862.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-017\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"nota\"><a class=\"_idFootnoteAnchor _idGenColorInherit\" href=\"#footnote-017-backlink\">6<\/a> Isidoro <span class=\"b_lat\">Etymologi\u00e6 sive origines <\/span>XIII X 14: <span class=\"w_lat\">Lux, ipsa substantia; lumen, quod a luce manat, id est candor lucis: sed hoc confundunt auctores.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-016\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"nota\"><a class=\"_idFootnoteAnchor _idGenColorInherit\" href=\"#footnote-016-backlink\">7<\/a> Isidoro <span class=\"b_lat\">Etymologi\u00e6 sive origines <\/span>XIX XVII: <span class=\"w_lat\">Colores autem dictos quod calore ignis vel sole perficiuntur<\/span>.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-015\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"nota\"><a class=\"_idFootnoteAnchor _idGenColorInherit\" href=\"#footnote-015-backlink\">8<\/a> I beduini sono i nomadi abitanti il deserto della penisola araba e dediti all\u2019allevamento.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-014\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"nota\"><a class=\"_idFootnoteAnchor _idGenColorInherit\" href=\"#footnote-014-backlink\">9<\/a> I berberi sono le popolazioni autoctone del Nordafrica.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-013\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"nota\"><a class=\"_idFootnoteAnchor _idGenColorInherit\" href=\"#footnote-013-backlink\">10<\/a> <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Carlo<\/span> (742-814, solo in tarda et\u00e0 gli verr\u00e0 dato l\u2019appellativo Magno) nasce in un luogo imprecisato, probabilmente nell\u2019odierno Belgio. Suo nonno \u00e8 <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Carlo<\/span> <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Martello<\/span> che aveva fermato gli arabi a Poitier e suo padre \u00e8 Pipino il Breve, maestro di palazzo e poi re dei Franchi, alla morte del quale nel 769 <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Carlo<\/span> gli succede insieme al fratello Carlomanno che muore nel 771. Con una serie di campagne militari <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Carlo<\/span> espande il regno dei Franchi fino a comprendere una vasta parte dell\u2019Europa occidentale. La notte di Natale dell\u2019800 papa Leone III lo incorona imperatore dei Romani. Muore nell\u2019814 e viene seppellito nella cattedrale di Aquisgrana.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-012\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"nota\"><a class=\"_idFootnoteAnchor _idGenColorInherit\" href=\"#footnote-012-backlink\">11<\/a> Nella tragedia <span class=\"b_ita\">Adelchi<\/span> del 1822 <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Manzoni<\/span> narra in modo romanzato le vicende della caduta del regno longobardo a opera di <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Carlo Magno<\/span> (<span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Adelchi<\/span> \u00e8 figlio del re <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Desiderio<\/span>).<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-011\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"nota\"><a class=\"_idFootnoteAnchor _idGenColorInherit\" href=\"#footnote-011-backlink\">12<\/a> \u00c8 durante questa campagna che si inquadra la battaglia di Roncisvalle e la morte di <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Orlando<\/span> (o <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Rolando<\/span>), secondo gli storici ucciso dai cristiani baschi e non dagli arabi.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-010\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"nota\"><a class=\"_idFootnoteAnchor _idGenColorInherit\" href=\"#footnote-010-backlink\">13<\/a> Barbero, Frugoni <span class=\"b_ita\">Dizionario del Medioevo<\/span> Laterza 2008.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-009\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"nota\"><a class=\"_idFootnoteAnchor _idGenColorInherit\" href=\"#footnote-009-backlink\">14<\/a> La concezione delle sette arti pare risalire alla Grecia classica. L\u2019assetto definitivo del gruppo di sette arti liberali fu raggiunto nel IV secolo e la loro suddivisione nei due sottogruppi fu accolta e divent\u00f2 tradizionale a partire dalla rinascita carolingia. I due termini <span class=\"w_eng\" lang=\"en-US\">trivium<\/span> e <span class=\"w_eng\" lang=\"en-US\">quadrivium <\/span>sono stati coniati dagli enciclopedisti latini a partire dal IX secolo.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-008\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"nota\"><a class=\"_idFootnoteAnchor _idGenColorInherit\" href=\"#footnote-008-backlink\">15<\/a> Henri Pirenne <span class=\"b_ita\">Maometto e Carlomagno<\/span> Newton 1997.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-007\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"nota\"><a class=\"_idFootnoteAnchor _idGenColorInherit\" href=\"#footnote-007-backlink\">16<\/a> Giovanni Scoto Eriugena (ca 810-877) \u00e8 un monaco irlandese. <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Scoto<\/span> deriva da Scotia Maior che allora era l\u2019Irlanda, <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Eriugena<\/span> significa nato in Eriu, altro nome antico dell\u2019Irlanda.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-006\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"nota\"><a class=\"_idFootnoteAnchor _idGenColorInherit\" href=\"#footnote-006-backlink\">17<\/a> Bertrand Russel <span class=\"b_ita\">Storia della filosofia occidentale<\/span> TEA 2004, pag. 388.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-005\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"nota\"><a class=\"_idFootnoteAnchor _idGenColorInherit\" href=\"#footnote-005-backlink\">18<\/a> Boezio aveva posto il problema degli \u201cuniversali\u201d: che cosa sono le nozioni di genere e di specie? Sono semplici nomi (nominalismo, Guglielo di Ockham) oppure sono concetti (concettualismo, Abelardo, Tommaso) oppure sono cose metafisiche sussistenti (realismo, Guglielmo di Champeaux, Duns Scoto)?<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-004\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"nota\"><a class=\"_idFootnoteAnchor _idGenColorInherit\" href=\"#footnote-004-backlink\">19<\/a> Il \u201ccanonico secolare\u201d indica il chierico che \u00e8 al servizio di una chiesa con a capo un vescovo. Il \u201ccanonico regolare\u201d \u00e8 il chierico che fa vita comune secondo una regola. Storicamente i primi canonici regolari sono stati quelli riuniti attorno ad <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Agostino<\/span> quando fece ritorno ad Ippona nel 391 e ancora oggi la regola tipica dei canonici regolari \u00e8 quella di <span class=\"Nome-proprio_Nome-italiano\">Agostino<\/span>.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-003\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"nota\"><a class=\"_idFootnoteAnchor _idGenColorInherit\" href=\"#footnote-003-backlink\">20<\/a> <span class=\"w_lat\">Schola<\/span> e <span class=\"w_lat\">scholasticus<\/span> (per indicare il maestro che dirige una <span class=\"w_lat\">schola<\/span> e in genere lo studioso di arti liberali) sono termini medievali mentre scolastica (per indicare la filosofia sulla quale era basato l\u2019insegnamento nelle <span class=\"w_lat\">schol\u00e6<\/span>) ha origine nel Rinascimento e inizialmente ha un significato leggermente dispregiativo.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-002\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"nota\"><a class=\"_idFootnoteAnchor _idGenColorInherit\" href=\"#footnote-002-backlink\">21<\/a> <span class=\"w_lat\">Stultus est qui sic picturae coloribus inhaeret, ut res, quae pictae sunt, ignoret<\/span>. Il significato \u00e8 che (nella Sacra Scrittura) occorre andare oltre le parole (i colori) per cogliere il senso delle cose. La pittura \u00e8 l\u2019unione di <span class=\"w_lat\">colores<\/span> e <span class=\"w_lat\">res<\/span>, cos\u00ec come la Sacra Scrittura \u00e8 l\u2019unione di <span class=\"w_lat\">verba<\/span> e <span class=\"w_lat\">sensus<\/span>.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-001\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"nota\"><a class=\"_idFootnoteAnchor _idGenColorInherit\" href=\"#footnote-001-backlink\">22<\/a> Umberto Eco \u201cLe estetiche della luce\u201d capitolo di <span class=\"b_ita\">Arte e bellezza nell\u2019estetica medievale<\/span> Bompiani 1987 ora in <span class=\"b_ita\">Scritti sul pensiero medievale<\/span> Bompiani 2012.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-000\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"nota\"><a class=\"_idFootnoteAnchor _idGenColorInherit\" href=\"#footnote-000-backlink\">23<\/a> M. Pastoureau \u201cL\u2019\u00c9glise et la couleur\u201d <span class=\"b_fre\" lang=\"fr-FR\">Biblioth\u00e8que de l\u2019\u00e9cole des chartes<\/span> 1989, 147, pag. 203.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I monasteri cristiani come centri culturali La nascita e lo sviluppo dell\u2019impero islamico La nascita e lo sviluppo del Sacro Romano Impero La&nbsp;schola palatina La&nbsp;prima filosofia scolastica Alla fine del IV secolo la Chiesa cristiana era andata al potere e aveva imposto la supremazia del sacerdozio sul regno. 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