{"id":12965,"date":"2009-10-21T15:42:59","date_gmt":"2009-10-21T13:42:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=12965"},"modified":"2018-12-23T02:40:22","modified_gmt":"2018-12-23T01:40:22","slug":"nel-medioevo-lottica-diventa-perspectiva","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=12965","title":{"rendered":"2.3.1 L&#8217;avvio della <i>perspectiva<\/i>: Grosseteste e Roger Bacon"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"#luce\">La luce \u00e8 sostanza o accidente<\/a><br \/>\n<a href=\"#species\"><em>Species<\/em> sensibili e <em>species<\/em> intelligibili<\/a><br \/>\n<a href=\"#colori\">Colori \u201creali\u201d e colori \u201capparenti\u201d<\/a><br \/>\n<a href=\"#robert\">Robert Grosseteste<\/a><br \/>\n<a href=\"#metodo\">Il metodo della fisica e il metodo della <em>perspectiva<\/em><\/a><br \/>\n<a href=\"#perche\">Il \u201cperch\u00e9\u201d dell\u2019arcobaleno secondo Grosseteste<\/a><br \/>\n<a href=\"#ordinamento\">Ordinamento dei colori<\/a><br \/>\n<a href=\"#roger\">Roger Bacon<\/a><br \/>\n<a href=\"#perspectiva\"><em>Perspectiva<\/em> per Roger Bacon<\/a><br \/>\n<a href=\"#colore\">Il colore per Roger Bacon<\/a><br \/>\n<a href=\"#arcobaleno\">I colori dell&#8217;arcobaleno<\/a><\/p>\n<div>\n<p class=\"standard\">Le opere di <a id=\"idIndexMarker-1\"><\/a>ottica di Euclide e <a id=\"idIndexMarker-2\"><\/a><a id=\"idIndexMarker-3\"><\/a>Tolomeo sono disponibili per l\u2019Occidente latino dal XII secolo. Nel corso del XIII secolo l\u2019intero <span class=\"w_eng\" lang=\"en-US\">corpus<\/span> della letteratura greca e islamica di ottica \u00e8 disponibile in latino. L\u2019opera di <a id=\"idIndexMarker-66\"><\/a>Avicenna introduce nella cultura medievale la distinzione tra <span class=\"w_lat\">lux<\/span> e <span class=\"w_lat\">lumen<\/span>. La teoria emissionista di <a id=\"idIndexMarker-69\"><\/a><a id=\"idIndexMarker-68\"><\/a>Platone, accettata da <a id=\"idIndexMarker-67\"><\/a>Agostino, \u00e8 la pi\u00f9 autorevole durante tutta la permanenza della filosofia Scolastica dall\u2019XI al XV secolo.&nbsp;<a id=\"footnote-311-1-backlink\" class=\"_idFootnoteLink\" href=\"#footnote-311-1\">1<\/a><\/p>\n<p class=\"standard\">Dal XIII secolo nell\u2019ambito della Scolastica si pongono questioni che riguardano l\u2019ottica antica, cio\u00e8 la luce, la visione e il colore e che risalgono ad Aristotele e sono state trasmesse dai filosofi arabi aristotelici arabi (soprattutto Avicenna e Averro\u00e8). Tuttavia nella tradizione della Scolastica per qualche motivo il termine di derivazione greca <span class=\"w_lat\">optica<\/span> non viene mai usato. <span class=\"w_lat\">Perspectiva<\/span> \u00e8 il vocabolo latino con cui i traduttori (dall\u2019arabo e dal greco) indicano l\u2019ottica antica, cio\u00e8 la disciplina della visione in senso unitaro. Questa <span class=\"w_eng\" lang=\"en-US\">perspectiva<\/span> non va confusa con la \u201cprospettiva\u201d cio\u00e8 la tecnica di rappresentazione di figure tridimensionali su un piano che verr\u00e0 sviluppata nella pittura del Rinascimento. Si tratta invece proprio dell\u2019ottica antica anche se affrontata con metodi, per l\u2019epoca, moderni. \u00c8 soprattutto tra i francescani, tradizionalmente ispirati dal pensiero neoplatonico agostiniano, che inizialmente questa scienza riscuote maggiore successo (Grosseteste, Bacon, Bonaventura). Successivamente si \u00e8 affermato l\u2019aristotelismo domenicano per opera di Alberto Magno e Tommaso d\u2019Aquino.<\/p>\n<p class=\"standard\">Fino al XV secolo gli studiosi della <span class=\"w_eng\" lang=\"en-US\">perspectiva<\/span> affrontano e cercano di chiarire varie questioni ancora aperte, riordinando i diversi capitoli del pensiero greco e conciliandoli con le acquisizioni arabe. Appare subito che le interpretazioni di Alhacen, Avicenna e Averro\u00e8 non sono sempre concordanti e dunque il pensiero di <a id=\"idIndexMarker-72\"><\/a>Aristotele sulla luce e sul colore presenta aspetti problematici. Si tratta di operare una sintesi convincente dell\u2019ottica fisica (moltiplicazione delle specie, propagazione della luce), dell\u2019ottica geometrica di Euclide e Tolomeo (specchi, luce della luna, teoria dell\u2019arcobaleno) e della fisiologia (anatomia dell\u2019occhio, intromissione o estromissione, fusione delle immagini). Di seguito sono elencate alcune delle questioni che vengono trattate nell\u2019ambito della <span class=\"w_lat\">perspectiva<\/span>.<\/p>\n<p><a name=\"luce\"><\/a><\/p>\n<p class=\"paragrafo\">La luce \u00e8 sostanza o accidente?<\/p>\n<p class=\"standard\">Una prima questione sul tappeto fin dall\u2019inizio della <span class=\"w_lat\">perspectiva<\/span> riguarda la corporeit\u00e0 della luce. Un cardine del pensiero aristotelico \u00e8 il dualismo tra sostanza e accidente. Per Aristotele la sostanza \u00e8 la materia con la forma, cio\u00e8 le cose tri\u00ad\u00addimensionali, i corpi, che popolano il nostro mondo terrestre. L\u2019accidente invece \u00e8 ci\u00f2 che per la sua esistenza dipende da una sostanza alla quale si riferisce e della quale diviene attributo. Nessun accidente pu\u00f2 sussistere senza una sostanza, della quale sia l\u2019atto. Secondo Avicenna la sostanza \u00e8 \u201cquello che porta\u201d e l\u2019accidente \u00e8 \u201cquello che \u00e8 portato\u201d. E secondo gli scolastici \u201cnessuna sostanza \u00e8 conoscibile se non per mezzo dei suoi accidenti\u201d e \u201cquanti pi\u00f9 accidenti si conoscono di una sostanza, tanto pi\u00f9 essa \u00e8 conosciuta\u201d.&nbsp;<a id=\"footnote-311-2-backlink\" class=\"_idFootnoteLink\" href=\"#footnote-311-2\">2<\/a><\/p>\n<p class=\"standard\">Per Aristotele la luce non \u00e8 un corpo ma accidente il cui supporto \u00e8 un <span class=\"w_lat\">medium<\/span> trasparente (l\u2019acqua, l\u2019aria o nelle successive teorie ondulatorie il fantomatico etere). Tommaso \u00e8 aristotelico e scriver\u00e0 pi\u00f9 volte <em><span class=\"Parola_Parola-straniera\">lux seu lumen non est corpus<\/span><\/em> e cos\u00ec sar\u00e0 per gran parte degli scolastici e anche oltre la Scolastica per Descartes, Huygens e Fresnel.&nbsp;<a id=\"footnote-311-3-backlink\" class=\"_idFootnoteLink\" href=\"#footnote-311-3\">3<\/a> Il primo studioso ad avanzare, con molta prudenza, l\u2019ipotesi contraria sar\u00e0 nel XVII secolo il gesuita bolognese Francesco Maria Grimaldi, lo scopritore della diffrazione.<\/p>\n<p><a name=\"species\"><\/a><\/p>\n<p class=\"paragrafo\"><em>Species<\/em> sensibili e <em>species<\/em> intelligibili<\/p>\n<p class=\"standard\">Durante il medioevo la <span class=\"w_lat\">perspectiva<\/span> continua ad essere, come l\u2019ottica antica, lo studio unitario della visione e dunque l\u2019interazione tra osservatore e oggetto osservato \u00e8 fondamentale. Per Aristotele l\u2019oggetto proprio della visione \u00e8 solo il colore; la luce non \u00e8 oggetto della visione ma \u00e8 l\u2019attualizzazione del <span class=\"w_lat\">medium<\/span> trasparente che consente di vedere il colore. Gli scolastici vedono questo punto come un difetto della teoria di Aristotele e cercheranno di modificarlo, perch\u00e9, secondo loro, l\u2019attualizzazione del trasparente \u00e8 un ruolo in fin dei conti secondario per la luce che \u00e8 gi\u00e0 visibile per s\u00e9.<a id=\"footnote-311-4-backlink\" class=\"_idFootnoteLink\" href=\"#footnote-311-4\">4<\/a> In questo quadro si era collocato il pensiero di Avicenna e Averro\u00e8 sulla natura della luce e dei colori che aveva segnato l\u2019inizio della distinzione tra <span class=\"w_lat\">lux<\/span> e <span class=\"w_lat\">lumen<\/span>, legate a diverse interpretazioni del concetto di luce. Non \u00e8 sempre facile distinguere i due termini negli scrittori medievali, tuttavia la maggiore importanza data alla <span class=\"w_lat\">lux<\/span> oppure al <span class=\"w_lat\">lumen<\/span> sar\u00e0 fondamentale nello sviluppo dell\u2019ottica fino al XVII secolo quando si inizier\u00e0 a distinguere la parte fisica (alla quale verr\u00e0 riservato il nome di ottica) dalla parte fisiologia e psicologica della visione. A quel punto verr\u00e0 definitivamente stabilita la distinzione tra luce come capacit\u00e0 soggettiva del vedere (<span class=\"w_lat\">lux)<\/span> e luce come entit\u00e0 fisica entrante negli occhi (<span class=\"w_lat\">lumen<\/span>).<\/p>\n<p class=\"standard\">Quando un osservatore vede un oggetto, non \u00e8 il <span class=\"w_lat\">medium<\/span> (l\u2019aria e l\u2019occhio) che assume le qualit\u00e0 dell\u2019oggetto osservato, ma \u00e8 l\u2019osservatore che coglie alcune caratteristiche formali dell\u2019oggetto, che vengono dette <span class=\"w_lat\">species<\/span>. <span class=\"w_lat\">Species<\/span> \u00e8 un sostantivo molto usato dagli scolastici ed in generale \u00e8 la forma (opposta alla materia) dell\u2019oggetto che l\u2019anima apprende per mezzo del senso (<span class=\"w_lat\">species<\/span> sensibile e in particolare visibile) e per mezzo dell\u2019intelletto (<span class=\"w_lat\">species<\/span> intelligibile).&nbsp;<a id=\"footnote-311-5-backlink\" class=\"_idFootnoteLink\" href=\"#footnote-311-5\">5<\/a> Mediante la <span class=\"w_lat\">species<\/span> sensibile il senso conosce l\u2019oggetto, mediante la <span class=\"w_lat\">species<\/span> intelligibile l\u2019oggetto viene appreso. In qualche modo la <span class=\"w_lat\">species<\/span> somiglia al simulacro degli antichi atomisti ma con Grosseteste e Bacon assumer\u00e0 anche il senso pi\u00f9 vasto di forza, potere, influenza con la quale un oggetto agisce su un altro oggetto.<\/p>\n<p class=\"standard\">Per i filosofi della Scolastica il <span class=\"w_lat\">lumen<\/span> \u00e8 precisamente una <span class=\"w_lat\">species<\/span> della <span class=\"w_lat\">lux<\/span>. La <span class=\"w_lat\">species<\/span> visibile di un oggetto \u00e8 dunque una sua propriet\u00e0 attiva che mediante un mezzo (aria, acqua), \u00e8 in grado di agire sul sensibile (occhio) e di provocare una impressione (<span class=\"w_lat\">impressio<\/span>) nel soggetto che la percepisce. Agendo sul soggetto sensibile la <span class=\"w_lat\">species<\/span> provoca l\u2019attivit\u00e0 percettiva e conoscitiva dell\u2019anima, ed \u00e8 dunque uno stimolo per queste attivit\u00e0.<\/p>\n<p><a name=\"colori\"><\/a><\/p>\n<p class=\"paragrafo\">Colori \u201creali\u201d e colori \u201capparenti\u201d<\/p>\n<p class=\"standard\">Un\u2019altra importante questione posta dallo studio degli scritti di <a id=\"idIndexMarker-5\"><\/a>Aristotele era relativa ai colori dell\u2019arcobaleno, del prisma e in generale a tutti i colori prodotti direttamente dalla luce. La questione era se tali colori esistessero realmente come quelli dei corpi opachi, oppure fossero solo \u201capparenze\u201d. Aristotele non aveva citato il prisma di vetro ma la somiglianza tra i colori prodotti dal prisma e i colori dell\u2019arcobaleno era, attorno al Mille, un fenomeno noto da tempo e citato gi\u00e0 nel I secolo sia da Seneca nelle <span class=\"b_lat\">Naturales Questiones<\/span> (I, 7) che da Plinio il Vecchio nella <span class=\"b_lat\">Naturalis Historia<\/span> (XXXVII, 136).<\/p>\n<p class=\"standard\">Aristotele aveva distinto i colori dei corpi opachi (in <span class=\"b_lat\">Dell\u2019anima<\/span> e <span class=\"b_ita\">Del senso e dei sensibili<\/span>) dai colori dell\u2019arcobaleno (in <span class=\"b_lat\">Meteorologica<\/span>) trattandoli in maniera completamente diversa. I filosofi medievali chiamano colori \u201creali\u201d quelli dei corpi e colori \u201capparenti\u201d o \u201cenfatici\u201d quelli dell\u2019arcobaleno. I colori reali sono visibili solo in presenza di luce, e originano dal bianco e dal nero (o dal chiaro e dallo scuro). Tra questi due estremi <a id=\"idIndexMarker-28\"><\/a>Aristotele collocava (senza specificarne l\u2019ordine) altri cinque colori giallo, verde, rosso, blu e viola in base al rapporto tra nero e bianco in ognuno di essi.<\/p>\n<p class=\"standard\">D\u2019altra parte in Meteorologia Aristotele elabora una teoria diversa e riconosce nell\u2019arcobaleno solo tre colori apparenti: rosso, verde e violetto (\u201ci colori che i pittori non possono ottenere per mescolanza\u201d). Seguendo questa la teoria i colori dell\u2019arcobaleno hanno una natura diversa da quella dei colori reali.<\/p>\n<p class=\"standard\">Le discussioni sulla natura reale o apparente del colore continueranno per tutto il medioevo con interventi di <a id=\"idIndexMarker-47\"><\/a>Roger Bacon, Alberto Magno, Tommaso d\u2019Aquino, l\u2019allievo di questi Pietro di Alvernia (circa 1240-1304) e Teodorico di Friburgo tutti (a parte il primo) domenicani e tutti principali esponenti della Scolastica. In particolare Teodorico dar\u00e0 la prima completa analisi e spiegazione dei colori dell\u2019arcobaleno e sosterr\u00e0 che non sono apparenti, ma tutti reali, compreso il giallo che secondo Aristotele era un\u2019illusione della vista.<\/p>\n<p class=\"standard\">La questione proseguir\u00e0 fino a Cartesio e ai filosofi meccanicisti, che rifiuteranno ogni distinzione: i colori \u201capparenti\u201d sono, come i colori \u201creali\u201d, sensazioni provocate dalla luce, e la fonte di tale sensazione \u00e8 irrilevante. I colori non si possono ripartire in domini diversi, sono colori e basta.<\/p>\n<p class=\"standard\">Il primo pensatore della <span class=\"w_lat\">perspectiva<\/span>, in qualche modo il suo fondatore, \u00e8 stato un vescovo inglese con simpatie francescane, vissuto a cavallo tra il XII e il XIII secolo, Robert Grosseteste.<\/p>\n<p><a name=\"robert\"><\/a><\/p>\n<p class=\"paragrafo\"><a id=\"Anchor-1\"><\/a>Robert Grosseteste<\/p>\n<p class=\"standard\">Nel 1224 sbarcano in Inghilterra nove francescani guidati da Agnello da Pisa (1195-1236). Il gruppo fonda nello stesso anno conventi a <a id=\"idIndexMarker-50\"><\/a>Canterbury, Londra e Oxford (dove dal 1096 era gi\u00e0 operante uno <span class=\"w_lat\">Studium<\/span>) e altri negli anni successivi. Nei francescani della provincia inglese si forma subito un particolare clima intellettuale, una tradizione che dar\u00e0 all\u2019Occidente una serie di influenti filosofi e pensatori. In questo ambiente intellettuale si inizia praticare la <span class=\"w_eng\" lang=\"en-US\">perspectiva<\/span>, cio\u00e8 l\u2019ottica, con una impostazione particolare. Il primo grande esponente della scuola di Oxford \u00e8 un maestro della scuola francescana, Robert Grosseteste (ca 1170-1253).<\/p>\n<p class=\"minore\">Robert Grosseteste \u00e8 nato a Stradbroke, un villaggio dell\u2019Inghilterra, da genitori poverissimi.&nbsp;<a id=\"footnote-311-6-backlink\" class=\"_idFootnoteLink\" href=\"#footnote-311-6\">6<\/a> Molta parte della sua carriera non \u00e8 nota ma pare che abbia studiato teologia a Oxford e forse anche a Parigi. Nel 1214 diventa il primo cancelliere dell\u2019universit\u00e0 di Oxford e nel 1229 accetta l\u2019invito di frate Agnello da Pisa a insegnare nel convento che i frati francescani avevano fondato nel 1224. Nel 1235 viene nominato vescovo di Lincoln, nel 1245 prende parte al primo concilio di Lione e muore nella sua diocesi nel 1253. Pare non sia mai entrato nell\u2019ordine francescano, ma certamente aveva con loro grande affinit\u00e0 spirituale.<\/p>\n<p class=\"standard\">Grosseteste \u00e8 considerato uno dei maggiori dotti del suo secolo. Roger Bacon, che \u00e8 stato suo studente a Oxford, lo considera di cultura paragonabile a quella che Salomone, Aristotele e Avicenna avevano ai loro tempi.&nbsp;<a id=\"footnote-311-7-backlink\" class=\"_idFootnoteLink\" href=\"#footnote-311-7\">7<\/a> \u00c8 traduttore dal greco e probabilmente studia l\u2019ottica sui libri di <a id=\"idIndexMarker-45\"><\/a>Aristotele, Euclide, <a id=\"idIndexMarker-62\"><\/a>al-Kindi, Avicenna (ma pare che non conoscesse i libri di Tolomeo e Alhacen). Con lui comincia \u201cl\u2019et\u00e0 d\u2019oro della Scolastica\u201d, un periodo che vedr\u00e0 discussioni, critiche e controversie alle quali partecipano tutti i grandi pensatori dell\u2019epoca.<\/p>\n<p class=\"standard\">Come teologo Grosseteste \u00e8 influenzato dalle idee neoplatoniche e agostiniane ed \u00e8 considerato il fondatore di quella corrente di pensiero filosofico e religioso che \u00e8 stata chiamata \u201cmetafisica della luce\u201d ma che secondo Lindberg sarebbe meglio chiamare semplicemente \u201cfilosofia della luce\u201d, e che si svilupper\u00e0 fino al Rinascimento. Le idee di Grosseteste sulla luce e sul colore vanno viste sullo sfondo di questa filosofia della luce, che si sviluppa implicitamente in quattro distinti filoni:&nbsp;<a id=\"footnote-311-8-backlink\" class=\"_idFootnoteLink\" href=\"#footnote-311-8\">8<\/a><\/p>\n<ul>\n<li class=\"Elenco_Testo-elenco-primi\">epistemologia della luce di origine platonica e agostiniana, cio\u00e8 analogia tra la visione (la luce del sole illumina le cose visibili) e la conoscenza di Dio (la luce spirituale illumina le cose intelligibili);<\/li>\n<li class=\"Elenco_Testo-elenco-primi\">teologia della luce di origine evangelica e agostiniana, che utilizza metafore luminose per spiegare verit\u00e0 teologiche;<\/li>\n<li class=\"Elenco_Testo-elenco-primi\">vera e propria metafisica o cosmogonia della luce di origine plotiniana cio\u00e8 il fatto che i fenomeni della natura siano tutti spiegabili come opera della luce ;<\/li>\n<li class=\"Elenco_Testo-elenco-ultimo\">fisica della luce di origine plotiniana, secondo la quale tutto ci\u00f2 che succede nel mondo reale opera in analogia con la radiazione della luce. Al-Kindi aveva espresso questa idea in <span class=\"b_lat\">De radiis stellarum<\/span>&nbsp;e in Grosseteste l\u2019idea diventa la moltiplicazione delle <span class=\"w_lat\">species<\/span>.<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"standard\">Come filosofo della natura Grosseteste \u00e8 considerato l\u2019iniziatore di una tradizione che fonde la filosofia con la matematica e con la scienza sperimentale, tradizione che diventer\u00e0 caratteristica della scuola di Oxford, contrapposta alla speculazione pi\u00f9 metafisica che era prevalente a Parigi. Naturalmente le indagini sperimentali di allora non consistevano in esperimenti controllati tipici del metodo sperimentale moderno, ma in semplici osservazioni accompagnate da ragionamenti e da appelli all\u2019autorit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"standard\">L\u2019importanza della figura di Grosseteste non \u00e8 dovuta a particolari idee o scoperte significative, ma al fatto che era attivo nel periodo iniziale della ricezione e assimilazione dell\u2019ottica greca ed araba da parte dell\u2019Occidente, e cos\u00ec ha avuto un ruolo di transizione e di stimolo allo studio della visione e alla integrazione della dottrina platonica con alcune delle altre tradizioni rese disponibili dall\u2019attivit\u00e0 di traduzione. Grosseteste \u201cdetermin\u00f2 l\u2019indirizzo fondamentale che assunsero gli studi fisici nei secoli XIII e XIV\u201d.&nbsp;<a id=\"footnote-311-9-backlink\" class=\"_idFootnoteLink\" href=\"#footnote-311-9\">9<\/a> Il suo metodo matematico di matrice platonica (che verr\u00e0 contrapposto a quello fisico e aristotelico caratteristico dei domenicani) diventer\u00e0 tipico dell\u2019insegnamento francescano a Oxford e peculiare della filosofia inglese, e la sua influenza d\u00e0 origine ad una tradizione scientifica che raggiunger\u00e0 il culmine con Roger Bacon (<span class=\"w_eng\" lang=\"en-US\">doctor mirabilis<\/span>), John Peckham, John Duns Scotus, Guglielmo di Occam.<\/p>\n<p class=\"standard\">Nal campo della visione Grosseteste cerca di riconciliare le varie teorie antiche su una base sostanzialmente neoplatonica con aggiunte aristoteliche ed euclidee. In <span class=\"w_lat\">De iride<\/span> scrive che i filosofi naturali (Aristotele e i suoi seguaci) hanno ragione nel ritenere che l\u2019occhio \u00e8 passivo quando accoglie le forme dei corpi visibili. Ma anche i matematici (Euclide, al-Kindi) hanno ragione a considerare una radiazione che viene emessa dall\u2019occhio attivo. Platone aveva gi\u00e0 considerato la visione come una combinazione di passivit\u00e0 e attivit\u00e0, di intromissione ed estromissione, prevedendo l\u2019emissione dall\u2019occhio di un fuoco visuale (al quale Grosseteste d\u00e0 il nome di <span class=\"w_lat\">species<\/span>) che fonde con la luce esterna formando un mezzo che riporta l\u2019impressione all\u2019anima.<\/p>\n<p><a name=\"metodo\"><\/a><\/p>\n<p class=\"paragrafo\">Il metodo della fisica e il metodo della <span class=\"w_lat\">perspectiva<\/span><\/p>\n<p class=\"standard\">Tra le opere di filosofia naturale di Grosseteste si trovano due brevi trattati: <span class=\"Parola_Parola-straniera\">De iride<\/span> (sul colore dell\u2019arcobaleno) e <span class=\"b_lat\">De colore<\/span> (sul colore degli oggetti) che pare siano stati scritti tra il 1230 e il 1235. \u00c8 in <span class=\"b_lat\">De iride<\/span> che Grosseteste definisce la <span class=\"Parola_Parola-straniera\">perspectiva<\/span> come scienza che si occupa di ottica (cio\u00e8 luce e visione) senza ridurla completamente alla geometria, ma matematizzandola, in accordo con il metodo platonico di studio dei fenomeni naturali.<\/p>\n<p class=\"standard\">\u00c8 vero che i fenomeni naturali hanno natura fisica, ma il metodo migliore per discuterli \u00e8 quello matematico (il <span class=\"Parola_Parola-straniera\">propter<\/span> <span class=\"Parola_Parola-straniera\">quid<\/span>, il \u201cperch\u00e9\u201d<span class=\"Parola_Parola-straniera\">, <\/span>la dimostrazione del fenomeno, che procede dalle cause agli effetti), mentre quello fisico rimane una forma inferiore (il <span class=\"Parola_Parola-straniera\">quid<\/span>, il \u201ccosa\u201d, semplicemente la definizione del fenomeno, la \u201ccausa sostanziale\u201d di Aristotele). Il <span class=\"w_lat\">quid<\/span> \u00e8 sempre necessario ma non sufficiente, \u00e8 necessario anche saper dimostrare il perch\u00e9. Lo studioso di <span class=\"w_lat\">perspectiva<\/span> fa esattamento questo: non si limita ad indagare i principi essenziali dei fenomeni naturali come fa il il fisico, ma cerca di andare pi\u00f9 in l\u00e0 e dimostrare matematicamente la causa di questi fenomeni, partendo dal o arrivando al <span class=\"w_lat\">quid<\/span>.<\/p>\n<p class=\"standard\">Ora, per Grosseteste, ci\u00f2 che rende possibile la costruzione di una scienza che possa dimostrare l\u2019origine dei fenomeni naturali \u00e8 la luce perch\u00e9 \u00e8 il <span class=\"w_lat\">quid<\/span> comune a tutte le cose della natura. Secondo l\u2019insegnamento di Plotino, tutto ci\u00f2 che succede nel mondo reale opera in analogia con la radiazione della luce. Dunque per indagare la natura bisogna indagare la luce e questo \u00e8 appunto il compito della <span class=\"Parola_Parola-straniera\">perspectiva<\/span>. In questo modo Grosseteste fonde la dottrina neoplatonica della luce con l\u2019ideale scientifico aristotelico per il quale si conosce solo per il <span class=\"w_lat\">quid<\/span>. Questa \u00e8 la giustificazione scientifica della <span class=\"w_lat\">perspectiva<\/span>, l\u2019inquadramento dei fenomeni luminosi nel sistema della scienza aristotelica. Pur avendo, secondo questa definizione, un enorme campo di indagine:<\/p>\n<blockquote class=\"citazione\"><p>se considerer\u00e0 la luce spirituale avr\u00e0 per oggetto Dio \u2026 se considerer\u00e0 gli oggetti della creazione \u2026 sar\u00e0 una scienza astronomica; se studier\u00e0 le radiazioni dei corpi del mondo sublunare costituir\u00e0 una vera scienza fisica configurata come ottica.&nbsp;<a id=\"footnote-311-10-backlink\" class=\"_idFootnoteLink\" href=\"#footnote-311-10\">10<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p class=\"standard\">La <span class=\"w_lat\">perspectiva<\/span> si svilupper\u00e0 prevalentemente nelle ultime due direzioni, verso l\u2019astronomia e verso l\u2019ottica.<\/p>\n<p><a name=\"perche\"><\/a><\/p>\n<p class=\"paragrafo\">Il \u201cperch\u00e9\u201d dell\u2019arcobaleno secondo Grosseteste<\/p>\n<p class=\"standard\">In <span class=\"b_lat\">De iride<\/span> Grosseteste si propone di applicare il metodo della <span class=\"w_lat\">perspectiva<\/span> per trovare il <span class=\"w_lat\">propter quid<\/span> (la spiegazione matematica) della natura dell\u2019arcobaleno, visto che Aristotele in <span class=\"b_ita\">Meteorologia<\/span> aveva descritto solo il <span class=\"w_lat\">quid<\/span> (la spiegazione fisica). Secondo Grosseteste la <span class=\"w_lat\">perspectiva<\/span> consiste di tre parti che corrispondono ai tre modi in cui i raggi visuali possono giungere alla cosa osservata: per propagazione in linea retta (<span class=\"w_lat\">de visu<\/span>), per riflessione mediante uno specchio (<span class=\"w_lat\">de speculis<\/span>) e per rifrazione attraverso mezzi diversi. Ed \u00e8 proprio nella rifrazione che, secondo Grosseteste, va cercata la natura dell\u2019arcobaleno. Mentre i filosofi precedenti (Anassagora, Aristotele, Avicenna) avevano cercato di spiegare l\u2019arcobaleno mediante la riflessione, Grosseteste \u00e8 il primo a intuire correttamente che il fenomeno di base dell\u2019arcobaleno \u00e8 la rifrazione.&nbsp;<a id=\"footnote-311-11-backlink\" class=\"_idFootnoteLink\" href=\"#footnote-311-11\">11<\/a><\/p>\n<p class=\"standard\">Per la rifrazione Grosseteste trova anche una formula: l\u2019angolo di rifrazione \u00e8 met\u00e0 dell\u2019angolo di incidenza. Oggi sappiamo che questa formula non \u00e8 corretta, e come scrive Lindberg \u00e8 \u201cnotevolmente primitiva\u201d anche in confronto alle teorie greche ed islamiche allora note. Grosseteste evidentemente non aveva a disposizione l\u2019<span class=\"b_ita\">Ottica<\/span> di Tolomeo dove avrebbe potuto confrontare i suoi dati con le accurate tabelle di rifrazione preparate dall\u2019autore. In ogni caso Grosseteste utilizza la sua formula per spiegare il <span class=\"w_lat\">propter quid<\/span> della natura dell\u2019arcobaleno sviluppando una teoria che, sempre secondo Lindberg, \u201cnon pu\u00f2 spiegare nemmeno i fenomeni di base\u201d. Insomma, la parte quantitativa del <span class=\"b_lat\">De iride<\/span> \u00e8 fallimentare, ma almeno ha il merito di essere il primo tentativo di spiegazione dell\u2019arcobaleno mediante la rifrazione.<a id=\"footnote-311-12-backlink\" class=\"_idFootnoteLink\" href=\"#footnote-311-12\">12<\/a> Grosseteste tuttavia non associa esplicitamente i colori alla rifrazione, ma li associa a sei condizioni.<\/p>\n<p class=\"standard\">Dando per scontato che i colori varino da un arcobaleno all\u2019altro, e anche da una parte all\u2019altra di uno stesso arcobaleno, Grosseteste scrive che la variet\u00e0 di colori che appaiono nelle diverse parti di un arcobaleno \u00e8 principalmente dovuta alla intensit\u00e0 (<span class=\"w_lat\">multitudinem<\/span> e <span class=\"w_lat\">paucitatem<\/span>) dei raggi del sole: maggiore \u00e8 l\u2019intensit\u00e0, pi\u00f9 il colore appare <span class=\"w_lat\">clarus<\/span> <span class=\"w_lat\">et<\/span> <span class=\"w_lat\">luminosus<\/span>; minore \u00e8 l\u2019intensit\u00e0 pi\u00f9 il colore appare <span class=\"w_lat\">hyacinthino<\/span> <span class=\"w_lat\">et<\/span> <span class=\"w_lat\">obscuro. <\/span>Invece la differenza tra i colori di un arcobaleno e quelli di un altro arcobaleno \u00e8 dovuta alla <span class=\"w_lat\">puritate<\/span> et <span class=\"w_lat\">impuritate<\/span> del mezzo, oltre che alla <span class=\"w_lat\">claritate<\/span> et <span class=\"w_lat\">obscuritate<\/span> della <span class=\"w_lat\">lux<\/span>. Qual \u00e8 il significato che Grosseteste d\u00e0 ai termini che definiscono queste sei condizioni?<\/p>\n<p><a name=\"ordinamento\"><\/a><\/p>\n<p class=\"paragrafo\">Ordinamento dei colori<\/p>\n<p class=\"standard\">Grosseteste definisce il colore come \u201c<span class=\"w_lat\">lux<\/span> incorporata nella materia e resa manifesta un <span class=\"w_lat\">medium<\/span> diafano\u201d e da questa definizione sviluppa un interessante metodo combinatorio di ordinamento dei colori che definisce in <span class=\"b_lat\">De colore <\/span>e usa in <span class=\"b_lat\">De iride<\/span>.&nbsp;<a id=\"footnote-311-13-backlink\" class=\"_idFootnoteLink\" href=\"#footnote-311-13\">13<\/a> Grosseteste afferma quindi che si possono identificare queste qualit\u00e0:<\/p>\n<ul>\n<li class=\"Elenco_Testo-elenco-primi\">due qualit\u00e0 del <span class=\"w_lat\">medium<\/span>: <span class=\"w_lat\">purum<\/span> e <span class=\"w_lat\">impurum<\/span>;<\/li>\n<li class=\"Elenco_Testo-elenco-primi\">due qualit\u00e0 della <span class=\"w_lat\">lux<\/span>: <span class=\"w_lat\">clara<\/span> e <span class=\"w_lat\">obscura<\/span>;<\/li>\n<li class=\"Elenco_Testo-elenco-ultimo\">due intensit\u00e0 della <span class=\"w_lat\">lux<\/span>: <span class=\"w_lat\">multa<\/span> e <span class=\"w_lat\">pauca<\/span>.<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"standard\">\u00c8 combinando queste sei propriet\u00e0 che vengono generati i vari colori. I due colori principali, come insegnano gli antichi, sono bianco e nero e Grosseteste li definisce cos\u00ec: la bianchezza (<span class=\"w_lat\">albedo<\/span>) \u00e8 combinazione di molta <span class=\"w_lat\">lux<\/span> chiara con un <span class=\"w_lat\">medium<\/span> puro, la nerezza (<span class=\"w_lat\">nigredo<\/span>) \u00e8 combinazione di poca <span class=\"w_lat\">lux<\/span> scura con un <span class=\"w_lat\">medium<\/span> impuro.<\/p>\n<p class=\"standard\">Grosseteste non dice di pi\u00f9 sul significato di <span class=\"w_lat\">lux<\/span> <span class=\"w_lat\">clara<\/span> e <span class=\"w_lat\">obscura<\/span>. Del significato di purezza del <span class=\"w_lat\">medium<\/span> d\u00e0 alcune indicazioni: il mezzo \u00e8 puro quando \u00e8 separato dalla terra (implicitamente, l\u2019elemento fondamentale), ed \u00e8 impuro quando contiene terra. Ovviamente la quantit\u00e0 di terra eventualmente contenuta nel mezzo pu\u00f2 variare, quindi c\u2019\u00e8 continuit\u00e0 tra <span class=\"w_lat\">purum<\/span> e <span class=\"w_lat\">impurum<\/span>, anche se non sappiamo bene qual \u00e8 il limite massimo di impurezza.<\/p>\n<p class=\"standard\">Anche del significato di <span class=\"w_lat\">pauca<\/span> e <span class=\"w_lat\">multa<\/span> d\u00e0 una indicazione: <span class=\"w_lat\">multa<\/span> non significa <span class=\"w_lat\">lux<\/span> diffusa da un corpo grande, ma <span class=\"w_lat\">lux<\/span> che possiamo osservare in un punto dove si raccoglie una grande quantit\u00e0 di essa mediante uno specchio concavo e la luce che arriva sull\u2019intera superficie dello specchio esposta al solo viene riflessa nel centro della sfera dello specchio. In ogni caso pare capire che tutte le tre caratteristiche non abbiano solo due fattispecie, ma un numero superiore o addirittura un intervallo continuo.<\/p>\n<p class=\"standard\">Grosseteste scrive poi (senza nominarli)&nbsp;<a id=\"footnote-311-14-backlink\" class=\"_idFootnoteLink\" href=\"#footnote-311-14\">14<\/a> che ci sono esattamente sette colori prossimi alla bianchezza e che scendono verso la nerezza, e sette colori prossimi alla nerezza che salgono verso la bianchezza. Sette colori prossimi alla bianchezza e sette colori prossimi alla nerezza pi\u00f9 il bianco e il nero fanno sedici, quindi \u201cci sono sedici colori nell\u2019Universo\u201d e tra l\u2019uno e l\u2019altro di essi ci sono \u201cinfinite gradazioni\u201d, dalla pi\u00f9 intensa fino alla pi\u00f9 debole.<\/p>\n<blockquote class=\"citazione\"><p>Ci sono quindi sedici colori nell\u2019Universo: due estremi e quindi sette annessi ad ogni estremo, qui per intensit\u00e0 ascendente l\u00ec per intensit\u00e0 discendente che concorrono negli stessi colori in centro. Tutti gli altri colori di medio grado di intensit\u00e0 sono in numero infinito.<br \/>\n[Grosseteste <span class=\"b_lat\">De colore<\/span>]&nbsp;<a id=\"footnote-311-15-backlink\" class=\"_idFootnoteLink\" href=\"#footnote-311-15\">15<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p class=\"standard\">Questa descrizione ha portato ad immaginare l\u2019insieme dei colori di Grosseteste come i punti di un cubo tridimensionale, con otto vertici.&nbsp;<a id=\"footnote-311-16-backlink\" class=\"_idFootnoteLink\" href=\"#footnote-311-16\">16<\/a> Se la bianchezza \u00e8 uno degli spigoli di questo cubo, i sette colori vicini alla bianchezza sono rappresentati in questa figura:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-24711\" src=\"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/grosseteste.tif\" alt=\"Grosseteste\" width=\"610\" height=\"202\"\/><\/p>\n<p class=\"standard\">E analogamente possono essere rappresentati i sette colori vicini alla nerezza. L\u2019intensit\u00e0 della luce (<span class=\"w_lat\">multa<\/span> e <span class=\"w_lat\">pauca<\/span>) potrebbe rappresentare l\u2019asse acromatico (l\u2019asse dei grigi, la diagonale del cubo).<\/p>\n<p class=\"standard\">Non \u00e8 chiaro come interpretare questo cubo dei colori nei termini della moderna colorimetria ma l\u2019introduzione dei concetti di qualit\u00e0 del <span class=\"w_lat\">medium<\/span> e di qualit\u00e0 e intensit\u00e0 della <span class=\"w_lat\">lux<\/span> \u00e8 un\u2019indicazione del fatto che Grosseteste pensava al colore, in linea di principio, come a qualcosa di quantitativamente definibile.<\/p>\n<p class=\"standard\">Da citare infine uno studente di Grosseteste, Bartolomeo Anglico (ca 1203-1272, Bartholomaeus Anglicus), enciclopedista francescano nato a Suffolk in Inghilterra. Verso il 1250 compila in latino <span class=\"b_lat\">De Proprietatibus Rerum<\/span>, una enciclopedia in 19 libri influenzata dallo spirito platonico-agostiniano, molto diffusa nel medioevo. Stampata a partire dal 1470 \u00e8 stata tradotta in francese, inglese, tedesco e olandese. \u00c8 stata riassunta e tradotta anche in volgare romanzo attorno al 1300, dal notaio Vivaldo Belcalzer (ca 1250-1308) di Mantova.<\/p>\n<p class=\"standard\">Nell\u2019ultimo libro <span class=\"w_lat\">De accidentalibus<\/span> della sua enciclopedia Bartolomeo tratta anche il tema dei colori usando i termini di Grosseteste (<span class=\"w_lat\">clara<\/span>, <span class=\"w_lat\">multa<\/span>, <span class=\"w_lat\">impurum<\/span>) e basandosi sull\u2019elenco di Aristotele in <span class=\"w_lat\">De sensu et sensibili<\/span>. La serie dei colori \u201cprimari\u201d di Bartolomeo \u00e8 di sette colori, come quella di Aristotele, con bianco e nero agli estremi e, forse per la prima volta, rosso al centro (Aristotele non aveva specificato l\u2019ordine dei colori intermedi, n\u00e9 che il rosso fosse al centro):<\/p>\n<ul>\n<li class=\"Elenco_Testo-elenco-primi\">bianco (<span class=\"w_lat\">albus<\/span>)<\/li>\n<li class=\"Elenco_Testo-elenco-primi\">giallo (<span class=\"w_lat\">glaucus<\/span>)&nbsp;<a id=\"footnote-311-17-backlink\" class=\"_idFootnoteLink\" href=\"#footnote-311-17\">17<\/a><\/li>\n<li class=\"Elenco_Testo-elenco-primi\">arancio (<span class=\"w_lat\">puniceus id est citrinus<\/span>)<\/li>\n<li class=\"Elenco_Testo-elenco-primi\">rosso (<span class=\"w_lat\">rubeus<\/span>)<\/li>\n<li class=\"Elenco_Testo-elenco-primi\">viola (<span class=\"w_lat\">purpureus<\/span>)<\/li>\n<li class=\"Elenco_Testo-elenco-primi\">verde (<span class=\"w_lat\">virides<\/span>)<\/li>\n<li class=\"Elenco_Testo-elenco-ultimo\">nero (<span class=\"w_lat\">niger<\/span>)<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"standard\">In altre sezioni dell\u2019enciclopedia cita anche altri colori: giallo chiaro (<span class=\"w_lat\">pallidus<\/span>), zafferano (<span class=\"w_lat\">croceus<\/span>), rosa (<span class=\"w_lat\">roseus<\/span>). <span class=\"w_lat\">Minius<\/span> \u00e8 equivalente di <span class=\"w_lat\">coccinus<\/span> e <span class=\"w_lat\">vermiculus<\/span>; blu (<span class=\"w_lat\">blavius<\/span>) e <span class=\"w_lat\">violatius<\/span>. <span class=\"w_lat\">Lividus<\/span>, <span class=\"w_lat\">indicus<\/span>, <span class=\"w_lat\">venetus<\/span>.<\/p>\n<p><a name=\"roger\"><\/a><\/p>\n<p class=\"paragrafo\">Roger Bacon<\/p>\n<p class=\"standard\">Come ha indicato David Lindberg, gli sviluppi storicamente pi\u00f9 significativi dell\u2019ottica medievale si possono trovare nelle opere di Roger Bacon, di John Peckham e di Witelo.&nbsp;<a id=\"footnote-311-18-backlink\" class=\"_idFootnoteLink\" href=\"#footnote-311-18\">18<\/a> Della vita di Roger Bacon (ca 1214-1292, italianizzato Ruggero Bacone) si conosce poco e le date della sua biografia sono tutte approssimate.<\/p>\n<p class=\"minore\">Nasce ad Ilchester nel Somersetshire da una benestante famiglia inglese nel 1214 e studia nella scuola francescana di Oxford con Grosseteste. Tra il 1240 e il 1247 insegna la filosofia aristotelica alla facolt\u00e0 di arti dell\u2019Universit\u00e0 di Parigi, in particolare i libri sulla natura, <span class=\"b_ita\">Dell\u2019anima<\/span>, <span class=\"b_lat\">Del senso e dei sensibili<\/span>, <span class=\"b_lat\">Fisica<\/span>. Attorno al 1257 diventa frate francescano, e presto viene sospettato di eresia e di magia tanto che il ministro generale dell\u2019ordine dei francescani Bonaventura da Bagnoregio (1217-1274, <span class=\"Parola_Parola-straniera\">doctor seraphicus<\/span>) lo fa sorvegliare a Parigi e gli impedisce di pubblicare le sue opere. Dopo il 1268 viene fatto oggetto di una serie di accuse, arrestato e imprigionato per oltre dieci anni, fino a quando viene liberato per l\u2019intercessione di alcuni nobili inglesi. Nel 1292 scrive l\u2019ultima sua opera <span class=\"b_lat\">Compendium studii theologie<\/span> dove espone le sue idee sullo stato dell\u2019istruzione universitaria e probabilmente muore lo stesso anno.<\/p>\n<p class=\"standard\">Noto con l\u2019epiteto <span class=\"Parola_Parola-straniera\">doctor mirabilis<\/span>, Roger Bacon ha esercitato una grande influenza sullo spirito dei suoi tempi, quando era considerato l\u2019incarnazione dello studioso in possesso di conoscenze straordinarie.&nbsp;<a id=\"footnote-311-19-backlink\" class=\"_idFootnoteLink\" href=\"#footnote-311-19\">19<\/a> Personalit\u00e0 indipendente e dotata di grande intuizione, \u00e8 stato visto come il simbolo della scienza moderna che lotta per emergere durante il periodo medievale. In realt\u00e0, secondo Lindberg, Roger Bacon non era uno scienziato moderno (per i suoi tempi) ma un \u201cbrillante, combattivo, eccentrico studioso del XIII secolo che cercava di sfruttare le nuove conoscenze che allora diventavano disponibili, pur rimanendo fedele alle nozioni tradizionali, patristiche in origine, sull\u2019importanza da attribuire alla conoscenza filosofica\u201d.&nbsp;<a id=\"footnote-311-20-backlink\" class=\"_idFootnoteLink\" href=\"#footnote-311-20\">20<\/a><\/p>\n<p class=\"standard\">Durante l\u2019insegnamento a Parigi scrive un commento a <span class=\"b_lat\">Del senso e dei sensibili <\/span>di Aristotele che rivela anche la lettura di Avicenna, Alhacen e Averro\u00e8 (nelle traduzioni latine, perch\u00e9 Bacon non conosceva l\u2019arabo). Dopo essere tornato ad Oxford (attorno al 1250) Roger Bacon completa il commento che aveva scritto a Parigi e scrive <span class=\"b_lat\">De multiplicatione specierum<\/span> dove sviluppa una dottrina non sua ma che considera centrale per la sua filosofia: spiegare la percezione, in particolare quella visiva, mediante il concetto di <span class=\"w_lat\">species<\/span> e della loro radiazione.<\/p>\n<p class=\"standard\">In quest\u2019opera Bacon spiega che ogni oggetto visibile genera numerose <span class=\"w_lat\">species<\/span> di s\u00e9 ognuna delle quali a sua volta origina ulteriori <span class=\"w_lat\">species<\/span>, che si estendono in ogni direzione a partire da ogni punto dell\u2019oggetto.&nbsp;<a id=\"footnote-311-21-backlink\" class=\"_idFootnoteLink\" href=\"#footnote-311-21\">21<\/a> Gli oggetti cos\u00ec agiscono tramite la propagazione o moltiplicazione della loro <span class=\"w_lat\">species<\/span>. Quando raggiungono l\u2019occhio di un osservatore le <span class=\"w_lat\">species<\/span> visibili continuano a moltiplicarsi lungo i nervi ottici e portano ai sensi interni l\u2019impressione degli oggetti esterni. Il modello che Bacon ha seguito per la nozione di moltiplicazione delle <span class=\"w_lat\">species<\/span> in un <span class=\"w_lat\">medium <\/span>nel tentativo di integrare la filosofia aristotelica con quella neoplatonica \u00e8 il trattato <span class=\"b_lat\">De luce<\/span> di Grosseteste.&nbsp;<a id=\"footnote-311-22-backlink\" class=\"_idFootnoteLink\" href=\"#footnote-311-22\">22<\/a> Infatti l\u2019esempio pi\u00f9 accessibile di moltiplicazione delle <span class=\"w_lat\">species<\/span> \u00e8 quello della propagazione della luce:<\/p>\n<blockquote class=\"citazione\"><p>possiamo dire che il <span class=\"w_eng\" lang=\"en-US\">lumen<\/span> del sole nell\u2019aria \u00e8 la <span class=\"w_lat\">species<\/span> della <span class=\"w_eng\" lang=\"en-US\">lux<\/span> solare nel corpo del sole<br \/>\n[Roger Bacon <span class=\"b_ita\">De multiplication specierum<\/span>]<\/p><\/blockquote>\n<p class=\"standard\"><span class=\"b_lat\">De multiplicatione specierum <\/span>contiene molti principi fondamentali della <span class=\"w_lat\">perspectiva<\/span>, ma per Bacon le <span class=\"w_lat\">species<\/span> visibili sono solo l\u2019esempio di una generale moltiplicazione delle <span class=\"w_lat\">species<\/span> da parte di tutti gli oggetti dell\u2019universo:<\/p>\n<blockquote class=\"citazione\"><p>Ogni causa efficiente agisce attraverso il proprio potere che esercita sulla materia adiacente, come la <span class=\"w_lat\">lux<\/span> del sole esercita il suo potere nell\u2019aria (il cui potere \u00e8 <span class=\"w_lat\">lumen<\/span> diffuso in tutto il mondo dalla <span class=\"w_lat\">lux<\/span> solare). E questo potere \u00e8 chiamato <span class=\"w_lat\">similitudo<\/span>, <span class=\"w_lat\">ymago<\/span> e <span class=\"w_lat\">species<\/span> e con molti altri nomi ed \u00e8 prodotto sia da sostanza sia per accidente, spirituale e corporale. Queste specie producono ogni azione nel mondo, infatti agiscono sui sensi, sull\u2019intelletto e su tutta la materia del mondo per la generazione di cose.<br \/>\n[Roger Bacon <span class=\"b_lat\">Opus maius<\/span> 4 2]<\/p><\/blockquote>\n<p class=\"standard\">Quando Bacon si riferisce alla <span class=\"w_lat\">species<\/span>, come \u201cla forza o il potere con cui ogni oggetto agisce nei suoi dintorni\u201d<\/p>\n<blockquote class=\"citazione\"><p>\u2026connette numerose definizioni e significati. [La <em><span class=\"w_lat\">species<\/span><\/em>] \u00e8 ad un tempo similitudine, immagine, senso, intelletto, idolo, fantasma, simulacro, forma, intenzione, ombra dei filosofi, virt\u00f9, impressione, passione. Nel mediare le <span class=\"w_lat\">species<\/span> che riceviamo percettivamente creiamo ed emaniamo nuove <span class=\"w_lat\">species<\/span>. La mediazione stessa moltiplica le <span class=\"w_lat\">species<\/span>.<br \/>\n[Lindberg]<\/p><\/blockquote>\n<p><a name=\"perspectiva\"><\/a><\/p>\n<p class=\"paragrafo\"><em>Perspectiva<\/em> per Roger Bacon<\/p>\n<p class=\"standard\">Dopo il 1261 Bacon incontra il cardinale francese e delegato papale in Inghilterra Guy de Foulques, che si interessa alle sue idee e gli chiede di compilare un trattato sistematico delle sue scoperte. Nel febbraio del 1265 Guy de Foulques viene eletto papa a Perugia con il nome di Clemente IV.&nbsp;<a id=\"footnote-311-23-backlink\" class=\"_idFootnoteLink\" href=\"#footnote-311-23\">23<\/a> Il nuovo papa torna a sollecitare Bacon, il quale dapprima esita, a causa della proibizione di pubblicare senza un permesso specifico dell\u2019ordine, poi nel 1268 spedisce alla sede papale di Viterbo una raccolta di adattamenti di sue opere precedenti. Ma nel novembre dello stesso anno Clemente IV muore e Bacon cade nuovamente in disgrazia.<\/p>\n<p class=\"standard\">Le opere che Bacon aveva spedito al papa nel 1268 erano <span class=\"b_lat\">Opus maius<\/span> e <span class=\"b_lat\">Opus minus <\/span>e<span class=\"b_lat\"> Opus terzius<\/span>. La IV parte di <span class=\"b_lat\">Opus Maius <\/span>\u00e8 un trattato sulla <span class=\"Parola_Parola-straniera\">perspectiva<\/span> scritto probabilmente attorno al 1263. La <span class=\"Parola_Parola-straniera\">perspectiva<\/span> era un argomento al quale Bacon era molto interessato perch\u00e9 nessun altra scienza \u201cpossiede una utilit\u00e0 di tale fascino e bellezza\u201d. Come esempio dell\u2019utilit\u00e0 della <span class=\"Parola_Parola-straniera\">perspectiva<\/span> per l\u2019esegesi biblica cita questo passo dell\u2019Antico Testamento, che secondo lui non \u00e8 pienamente comprensibile se non si conosce la parte della <span class=\"Parola_Parola-straniera\">perspectiva<\/span> che riguarda l\u2019occhio:<\/p>\n<blockquote class=\"citazione\"><p>Custodiscimi come pupilla degli occhi,<br \/>\nproteggimi all\u2019ombra delle tue ali,<br \/>\ndi fronte agli empi che mi opprimono,<br \/>\nai nemici che mi accerchiano.<br \/>\n[<span class=\"b_ita\">Libro dei Salmi<\/span> 16,8]<\/p><\/blockquote>\n<p class=\"standard\">In realt\u00e0 il contributo di Bacon alla <span class=\"Parola_Parola-straniera\">perspectiva<\/span> \u00e8 modesto. La sua opera \u00e8 in gran parte un sommario di <span class=\"b_lat\">De aspectibus<\/span> di <a id=\"idIndexMarker-71\"><\/a>Alhacen &nbsp;del quale ripete gli esperimenti passo per passo e spesso parola per parola. Altre parti sono tratte da <a id=\"idIndexMarker-16\"><\/a><a id=\"idIndexMarker-13\"><\/a>Aristotele, Euclide, <a id=\"idIndexMarker-23\"><\/a><a id=\"idIndexMarker-24\"><\/a>Tolomeo, <a id=\"idIndexMarker-25\"><\/a><a id=\"idIndexMarker-12\"><\/a>Agostino, al-Kindi, <a id=\"idIndexMarker-27\"><\/a>Avicenna, Grosseteste. Il contributo originale di Bacon consiste nell\u2019aver raccolto questi disparati contenuti e averli fusi in una sintesi convincente.<\/p>\n<p class=\"standard\"><span class=\"w_lat\">Lumen<\/span> e <span class=\"w_lat\">color<\/span> sono le <span class=\"w_lat\">species<\/span> visuali dei corpi autoluminosi che si propagano in tutte le direzioni e causano la visione, che inizia quando la <span class=\"w_lat\">species<\/span> visuale raggiunge il cristallino, l\u2019organo principale della visione, e ne altera l\u2019umore e quindi appare al potere visivo e consente la formazione del giudizio. Quindi la <span class=\"w_lat\">species<\/span> procede nel vitreo, arriva al nervo ottico e lungo questo (riempito di spirito visuale) al chiasma sulla superficie del cervello che \u00e8 il vero organo della visione dove viene reso il giudizio finale.<\/p>\n<p class=\"standard\">Nella scienza della visione Bacon segue Avicenna, contribuisce a diffondere i principi della visione stabiliti da Alhacen, ma ricorre ad Agostino e alla tradizione emazionista neoplatonica per i processi causali di queste operazioni.&nbsp;<a id=\"footnote-311-24-backlink\" class=\"_idFootnoteLink\" href=\"#footnote-311-24\">24<\/a> Soprattutto aderisce alla visione platonica-matematica del suo maestro Robert Grosseteste del quale, nella quinta parte dell\u2019<span class=\"w_lat\">Opus maius<\/span>, riprende le idee del <span class=\"b_lat\">De luce<\/span> sottolineando il lato empirico della conoscenza e l\u2019importanza della geometria e dell\u2019ottica nella rilevazione delle leggi matematiche del mondo fisico:<\/p>\n<blockquote class=\"citazione\"><p>se nelle altre scienze vogliamo, com\u2019\u00e8 nostro dovere, arrivare ad una certezza che escluda ogni dubbio, e ad una verit\u00e0 che escluda ogni errore, \u00e8 necessario che la matematica diventi il fondamento del nostro conoscere, in quanto da essa preparati possiamo giungere alla piena certezza e alla verit\u00e0 anche nelle altre scienze.<br \/>\n[Roger Bacon <span class=\"b_lat\">Opus<\/span> <span class=\"w_lat\">Maius<\/span>]<\/p><\/blockquote>\n<p><a name=\"colore\"><\/a><\/p>\n<p class=\"paragrafo\">Il colore per Roger Bacon<\/p>\n<p class=\"standard\">Nel suo commento a <span class=\"b_ita\">Del senso e dei sensibili <\/span>Roger Bacon segue Aristotele ma espande diverse argomenti.&nbsp;<a id=\"footnote-311-25-backlink\" class=\"_idFootnoteLink\" href=\"#footnote-311-25\">25<\/a> Inizia con la descrizione dell\u2019occhio e della visione, senza la quale il colore non esiste. Distingue tra <span class=\"w_lat\">lux<\/span> e <span class=\"w_lat\">lumen<\/span>, il quale \u00e8 la replica, la <span class=\"w_lat\">species<\/span> della <span class=\"w_lat\">lux<\/span> che agisce sulla vista e genera il colore. Bacon scrive anche sul noto esempio del colore del collo della colomba che potrebbe aver preso dalla pseudo-Aristotele o da Lucrezio.<\/p>\n<p class=\"standard\">Il colore \u00e8 prodotto per \u201cremissione\u201ddalla luce alle estremit\u00e0 di un <span class=\"w_lat\">medium<\/span> trasparente (aria, acqua, vetro) e i singoli colori sono prodotti dalle \u201climitazioni\u201d del <span class=\"w_lat\">medium<\/span> stesso come rarit\u00e0\/densit\u00e0, purit\u00e0\/impurit\u00e0 e mescolanza in esso dei quattro elementi. Bacon cita la dispersione prismatica della luce nel ghiaccio, nel vetro, nell\u2019acqua e nel cristallo.<\/p>\n<p class=\"standard\">Da Porfirio (filosofo greco, 233-305) Bacon prende questi cinque termini e li applica ai colori nel senso di loro \u201cattributi\u201d:<\/p>\n<ol>\n<li class=\"Elenco_Testo-elenco-numerato-orimi\">genere;<\/li>\n<li class=\"Elenco_Testo-elenco-numerato-orimi\">specie;<\/li>\n<li class=\"Elenco_Testo-elenco-numerato-orimi\">differenza;<\/li>\n<li class=\"Elenco_Testo-elenco-numerato-orimi\">propriet\u00e0;<\/li>\n<li class=\"Elenco_Testo-elenco-numerato-ultimo\">accidente.<\/li>\n<\/ol>\n<p class=\"standard\">Il genere di un colore \u00e8 l\u2019appartenenza a uno dei seguenti gruppi: <span class=\"w_lat\">albedo<\/span> (bianchezza), <span class=\"w_lat\">glaucitas<\/span> (giallezza), <span class=\"w_lat\">rubedo<\/span> (rossezza), <span class=\"w_lat\">viriditas<\/span> (verdezza, che comprende anche gli azzurri), <span class=\"w_lat\">nigredo<\/span> (nerezza) che Bacon giudica \u201ccompletamente divisi e separati, e uno di questi non pu\u00f2 in nessun modo essere classificato in un altro\u201d. Le specie sono i singoli colori \u201cprimari\u201d all\u2019interno di ogni genere. Bacon collega il terzo attributo, la \u201cdifferenza\u201d, con la mescolanza dei colori \u201cprimari\u201d come sottospecie. L\u2019attributo \u201cpropriet\u00e0\u201d non \u00e8 usato, mentre con \u201caccidente\u201d Bacon intende i diversi gradi di chiarezza e scurezza di un singolo colore, diverse \u201cspecie accidentali\u201d.<\/p>\n<p class=\"standard\">Tra bianchezza e nerezza ci sono dunque tre generi intermedi (giallezza, rossezza, verdezza) e i tre colori specifici: giallo (<span class=\"w_lat\">glaucos<\/span>), rosso (<span class=\"w_lat\">rubeus<\/span>) e verde (<span class=\"w_lat\">viridis<\/span>), le tre \u201cspecie principali\u201d. A questo punto prende in considerazione la scala di Aristotele e si ferma su alcune incertezze e discrepanze relative ai nomi in greco dei sette colori \u201cprimari\u201d indicati da <a id=\"idIndexMarker-70\"><\/a>Aristotele, quindi manipola e ricostruisce la scala aristotelica dei primari in latino e secondo le proprie preferenze.<\/p>\n<p class=\"standard\">La scala di Aristotele ha cinque colori intermedi e Bacon ne inserisce altri due, il giallo pallido (<span class=\"w_lat\">flavus<\/span>) e il blu (<span class=\"w_lat\">c\u00e6ruleus<\/span>) cos\u00ec la sua nuova scala ha sette colori intermedi, con il rosso al centro come Bartolomeo:<\/p>\n<ul>\n<li class=\"Elenco_Testo-elenco-primi\">giallo pallido (<span class=\"w_lat\">flavus<\/span>) genere <span class=\"w_lat\">albedo<\/span><\/li>\n<li class=\"Elenco_Testo-elenco-primi\">giallo (<span class=\"w_lat\">glaucus<\/span>) genere <span class=\"w_lat\">glaucitas<\/span><\/li>\n<li class=\"Elenco_Testo-elenco-primi\">arancio (<span class=\"w_lat\">puniceus<\/span>) genere <span class=\"w_lat\">glaucitas<\/span><\/li>\n<li class=\"Elenco_Testo-elenco-primi\">rosso (<span class=\"w_lat\">rubeus<\/span>) genere <span class=\"w_lat\">rubedo<\/span><\/li>\n<li class=\"Elenco_Testo-elenco-primi\">viola (<span class=\"w_lat\">purpureus<\/span>) genere <span class=\"w_lat\">rubedo<\/span><\/li>\n<li class=\"Elenco_Testo-elenco-primi\">blu (<span class=\"w_lat\">caeruleus<\/span>) genere <span class=\"w_lat\">viriditas<\/span><\/li>\n<li class=\"Elenco_Testo-elenco-ultimo\">verde (<span class=\"w_lat\">viridis<\/span>) genere <span class=\"w_lat\">viriditas<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"standard\">Bacon non inserisce nella scala il bianco e il nero perch\u00e8 probabilmente intende che ogni singolo colore possa essere pi\u00f9 chiaro o pi\u00f9 scuro. In altre parole la linea del bianco e nero pu\u00f2 essere pensata ortogonale alla linea dei colori.<\/p>\n<p class=\"standard\">Sette \u00e8 comunque un numero che ricorre in Aristotele (sette sono i colori principali compreso bianco e nero) e in Grosseteste (sette sono i colori prossimi alla bianchezza e altri sette quelli prossimi alla nerezza) ma Bacon utilizza il sette solo per i colori centrali, per le sette gradazioni fondamentali della sua scala dei colori. Naturalmente tra esse si possano individuare altri colori intermedi, ulteriori sfumature dei sette colori fondamentali, andando dall\u2019uno al successivo per gradi, e anche ognuna di queste specie ha infiniti gradi di chiarezza e scurezza, cio\u00e8 un infinito numero di sottospecie.<\/p>\n<p class=\"standard\">Bacon vuole anche dare un nome latino a 20 colori (cio\u00e8 specie) nei cinque generi e il risultato \u00e8 questo:<\/p>\n<p class=\"standard\">gruppo dei bianchi (<span class=\"w_lat\">albedo<\/span>)<\/p>\n<ul>\n<li class=\"Elenco_Testo-elenco-primi\">candido (<span class=\"w_lat\">candidus<\/span>)<\/li>\n<li class=\"Elenco_Testo-elenco-primi\">bianco (<span class=\"w_lat\">albus<\/span>)<\/li>\n<li class=\"Elenco_Testo-elenco-primi\">avorio (<span class=\"w_lat\">lividus<\/span>) citato anche nel gruppo dei verdi<\/li>\n<li class=\"Elenco_Testo-elenco-ultimo\">giallo pallido (<span class=\"w_lat\">flavus<\/span>)<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"standard\">gruppo dei gialli (<span class=\"w_lat\">glaucitas<\/span>)<\/p>\n<ul>\n<li class=\"Elenco_Testo-elenco-primi\">giallo (<span class=\"w_lat\">glaucus<\/span>)<\/li>\n<li class=\"Elenco_Testo-elenco-primi\">colore della cera d\u2019api (<span class=\"w_lat\">ceruleus<\/span>)<\/li>\n<li class=\"Elenco_Testo-elenco-primi\">colore tra arancio e cera (<span class=\"w_lat\">pallidus<\/span>)<\/li>\n<li class=\"Elenco_Testo-elenco-primi\">arancio (<span class=\"w_lat\">citrinus<\/span>)<\/li>\n<li class=\"Elenco_Testo-elenco-ultimo\">arancio rossastro (<span class=\"w_lat\">puniceus<\/span>)<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"standard\">gruppo dei rossi (<span class=\"w_lat\">rubedo<\/span>)<\/p>\n<ul>\n<li class=\"Elenco_Testo-elenco-primi\">rossastro (<span class=\"w_lat\">rufus<\/span>)<\/li>\n<li class=\"Elenco_Testo-elenco-primi\">zafferano (<span class=\"w_lat\">croceus<\/span>)<\/li>\n<li class=\"Elenco_Testo-elenco-primi\">rosso (<span class=\"w_lat\">rubeus<\/span>)<\/li>\n<li class=\"Elenco_Testo-elenco-primi\">violetto-rosso (<span class=\"w_lat\">rubicundus<\/span>)<\/li>\n<li class=\"Elenco_Testo-elenco-ultimo\">viola o violetto (<span class=\"w_lat\">purpureus<\/span>)<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"standard\">gruppo dei verdi (<span class=\"w_lat\">viriditas<\/span>)<\/p>\n<ul>\n<li class=\"Elenco_Testo-elenco-primi\">verde (<span class=\"w_lat\">viridis<\/span>)<\/li>\n<li class=\"Elenco_Testo-elenco-primi\">verde marino (<span class=\"w_lat\">venetius<\/span>)<\/li>\n<li class=\"Elenco_Testo-elenco-primi\">colore plumbeo (<span class=\"w_lat\">lividus<\/span>)<\/li>\n<li class=\"Elenco_Testo-elenco-primi\">blu scuro (<span class=\"w_lat\">lazulus<\/span>)<\/li>\n<li class=\"Elenco_Testo-elenco-ultimo\">grigio scuro (<span class=\"w_lat\">fuscus<\/span>)<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"standard\">gruppo dei neri (<span class=\"w_lat\">nigredo<\/span>)<\/p>\n<ul>\n<li class=\"Elenco_Testo-elenco-ultimo\">nero (<span class=\"w_lat\">nigrum<\/span>)<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"standard\">In <span class=\"w_lat\">De mutiplicatione specierum<\/span> Bacon torna brevemente su alcuni punti relativi al colore. Uno di questi punti \u00e8 relativo al fenomeno del contrasto successivo e un altro alla mescolanza additiva gi\u00e0 citata da Aristotele, Tolomeo e Alhacen.<\/p>\n<p class=\"standard\">Secondo Parkhurst, le idee di Bacon (e di Grosseteste) sul colore hanno avuto grande influenza sugli artisti dell\u2019Umanesimo e del Rinascimento come Alberti, Leonardo, Rubens. Giotto, che dipinge la Cappella degli Scrovegni a Padova circa 10 anni dopo la morte di Bacon, rivoluziona la pittura in Europa e \u201ccrea un compendio della dottrina del colore di Bacon sulle pareti della cappella dell\u2019arena di Padova\u201d. Parkhurst suggerisce forse in modo un po\u2019 azzardato che tra Grosseteste, Bacon e Giotto ci fosse un legame, almeno spirituale perch\u00e9 tutti e tre seguivano l\u2019ordine francescano e poi che Giotto potrebbe aver appreso all\u2019Universit\u00e0 di Padova le dottrine aristoteliche e baconiane. Anche la moderna colorimetria discenderebbe dal lavoro di Bacon, ed effettivamente lo studio delle variabili di colore inizia subito dopo la sua morte. Gi\u00e0 all\u2019inizio del XIV secolo Teodorico di Freiberg stabilir\u00e0 i rapporti binari per la produzione dei colori misti.<\/p>\n<p><a name=\"arcobaleno\"><\/a><\/p>\n<p class=\"paragrafo\">I colori dell\u2019arcobaleno<\/p>\n<p class=\"standard\">Bacon non si \u00e8 occupato solo di argomenti teorici ma anche di ottica pratica, di rifrazione e di lenti ustorie. Per primo dopo gli scienziati dell\u2019antica Grecia riconosce lo spettro visibile in un bicchiere d\u2019acqua e a lui si devono anche misurazioni sull\u2019arcobaleno.<\/p>\n<p class=\"standard\">Nella disputa sui colori \u201creali\u201d e \u201capparenti\u201d la posizione di Bacon \u00e8 che i colori dell\u2019arcobaleno sono apparenti e soggettivi perch\u00e9 dipendono dalla posizione dell\u2019osservatore, la quale determina come e quando appare l\u2019arcobaleno, che quindi \u00e8 solo una fantasia della vista, un fenomeno soggettivo:<\/p>\n<blockquote class=\"citazione\"><p>\u00e8 evidente che nel luogo dell\u2019arcobaleno non ci sar\u00e0 niente fuorch\u00e9 l\u2019apparizione dei colori, e che essa non ci sar\u00e0 se non quando l\u2019arcobaleno \u00e8 visibile \u2026 l\u2019arcobaleno varia secondo la diversit\u00e0 degli osservatori. Ma l\u2019osservazione non produce i colori \u2026per cui non c\u2019\u00e8 niente se non ci\u00f2 che appare.<br \/>\n[Roger Bacon <span class=\"b_lat\">Opus Maius<\/span> I, 190-191]<\/p><\/blockquote>\n<blockquote class=\"citazione\"><p>\u00e8 evidente, come sappiamo dall\u2019esperienza, che ci sono tanti arcobaleni quanti sono gli osservatori. Poich\u00e9 se due persone ferme osservano un arcobaleno che si produca verso il nord e una di esse prende a muoversi verso ovest, l\u2019arcobaleno si sposter\u00e0 parallelamente ad essa; se l\u2019altra persona va ad est, l\u2019arcobaleno si sposter\u00e0 parallelamente a questa seconda persona; se una persona resta ferma, anche l\u2019arcobaleno rester\u00e0 fermo. \u00e8 evidente, perci\u00f2, che, in quanto vi sono tanti arcobaleni quanti sono gli osservatori, \u00e8 impossibile che due osservatori vedano lo stesso arcobaleno.<br \/>\n<span class=\"b_lat\">Opus maius<\/span>, IV, 1, p. 187<\/p><\/blockquote>\n<p class=\"standard\">Sulla natura dell\u2019arcobaleno Bacon spiega che la luce del sole se riflessa da \u201cun numero [quasi] infinito di gocce di pioggia\u201d produce l\u2019apparenza dei colori che costituiscono l\u2019arcobaleno; una seconda riflessione nei percorsi delle \u201cspecie\u201d visive moltiplicantisi le fa giungere ai nostri occhi.<\/p>\n<p class=\"standard\">Invece i colori dei corpi e anche i colori ottenuti facendo passare la luce attraverso un prisma di cristallo sono colori oggettivi, stabili e reali. I primi perch\u00e9 generati dalla qualit\u00e0 degli elementi, rinvigoriti o indeboliti dall\u2019azione della luce, i secondi perch\u00e9 potevano essere visti da tutti gli osservatori. Bacone afferma che questi colori veri sono causati naturalmente dalla struttura della superficie del cristallo e dagli angoli con i quali i raggi solari la colpiscono.&nbsp;<a id=\"footnote-311-26-backlink\" class=\"_idFootnoteLink\" href=\"#footnote-311-26\">26<\/a><\/p>\n<p class=\"standard\">Grosseteste e Bacon segnano l\u2019inizio della <span class=\"w_lat\">perspectiva<\/span>, la scienza dell\u2019ottica integrata nella Scolastica. Le discussioni proseguono nelle universit\u00e0 del XIII e XIV secolo e continueranno ancora per qualche secolo ad impegnare gli esponenti degli ordini mendicanti, francescani e domenicani.<\/p>\n<p><strong><br \/>\nNote<\/strong><\/p>\n<div class=\"_idFootnotes\">\n<div id=\"footnote-311-1\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"Footnotes_Testo-footnote\"><a class=\"_idFootnoteAnchor\" href=\"#footnote-311-1-backlink\">1<\/a> La cosiddetta filosofia Scolastica \u00e8 stata inizialmente il tentativo di conciliare l\u2019antica filosofia classica (il pensiero razionale) con la teologia cristiana medievale (la fede) e successivamente il metodo di insegnamento basato sul ragionamento dialettico praticato negli Studi medievali.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-311-2\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"Footnotes_Testo-footnote\"><a class=\"_idFootnoteAnchor\" href=\"#footnote-311-2-backlink\">2<\/a> Tratto da Roberto Savelli <span class=\"b_ita\">Grimaldi e la rifrazione<\/span> p. 34<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-311-3\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"Footnotes_Testo-footnote\"><a class=\"_idFootnoteAnchor\" href=\"#footnote-311-3-backlink\">3<\/a> Roberto Savelli Grimaldi e la rifrazione Bologna 1951.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-311-4\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"Footnotes_Testo-footnote\"><a class=\"_idFootnoteAnchor\" href=\"#footnote-311-4-backlink\">4<\/a> A. Mark Smith \u201cGetting the Big Picture in Perspectivist Optics\u201d <span class=\"b_eng\" lang=\"en-US\">Isis<\/span> 72, 1981<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-311-5\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"Footnotes_Testo-footnote\"><a class=\"_idFootnoteAnchor\" href=\"#footnote-311-5-backlink\">5<\/a> <span class=\"w_lat\">Species<\/span> \u00e8 una parola latina della 5\u00aa declinazione (da <span class=\"w_lat\">specere<\/span>, guardare, vedere, osservare) che rimane invariata al plurale e che ha numerosi sinonimi: <span class=\"w_lat\">virtus<\/span>, <span class=\"w_lat\">similitudo<\/span>, <span class=\"w_lat\">ymago<\/span>, <span class=\"w_lat\">ydolum<\/span>, <span class=\"w_lat\">simulacrum<\/span>, <span class=\"w_lat\">phantasma<\/span>, <span class=\"w_lat\">forma<\/span>, <span class=\"w_lat\">intentio<\/span>, <span class=\"w_lat\">passio<\/span>, <span class=\"w_lat\">impressio<\/span>. In italiano si pu\u00f2 tradurre con \u201cimmagine\u201d o \u201cforma\u201d e in Bacon ha il significato di \u201creplica formale\u201d. Ancor oggi si dice \u201cmi fa specie\u201d con il significato di \u201ccolpire, fare una certa impressione\u201d. \u00c8 un\u2019espressione che \u00e8 stata usata saltuariamente anche da Goldoni e Manzoni.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-311-6\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"Footnotes_Testo-footnote\"><a class=\"_idFootnoteAnchor\" href=\"#footnote-311-6-backlink\">6<\/a> Per la biografia e le opere di Grosseteste seguo D. Lindberg <span class=\"w_lat\">Theories of Vision<\/span> Chicago Uni. Press 1976 e James McEvoy \u201cGli inizi di Oxford. Grossatesta e i primi teologi\u201d in <span class=\"b_ita\">La nuova razionalit\u00e0<\/span> (Figure del pensiero medievale vol. 4), Jaca Book 2008<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-311-7\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"Footnotes_Testo-footnote\"><a class=\"_idFootnoteAnchor\" href=\"#footnote-311-7-backlink\">7<\/a> Roger Bacon <span class=\"w_lat\">Opus Tertium<\/span> 22<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-311-8\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"Footnotes_Testo-footnote\"><a class=\"_idFootnoteAnchor\" href=\"#footnote-311-8-backlink\">8<\/a> David C. Lindberg <span class=\"b_eng\" lang=\"en-US\">Theories of Vision. From al-Kindi to Kepler<\/span> Chicago University Press 1976, pag. 95<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-311-9\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"Footnotes_Testo-footnote\"><a class=\"_idFootnoteAnchor\" href=\"#footnote-311-9-backlink\">9<\/a> C. Singer <span class=\"w_lat\">Breve storia del pensieri scientifico<\/span> Einaudi 1961; Lindberg<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-311-10\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"Footnotes_Testo-footnote\"><a class=\"_idFootnoteAnchor\" href=\"#footnote-311-10-backlink\">10<\/a> Graziella Federici-Vescovini <span class=\"b_ita\">Le teorie della luce e della visione ottica dal IX al XV secolo<\/span> p. 11-12<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-311-11\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"Footnotes_Testo-footnote\"><a class=\"_idFootnoteAnchor\" href=\"#footnote-311-11-backlink\">11<\/a> La spiegazione definitiva e ancor oggi accettata dell\u2019arcobaleno verr\u00e0 data all\u2019inizio del XIV secolo dal domenicano Teodorico di Freiberg, ma Grosseteste anticipa l\u2019importanza della rifrazione.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-311-12\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"Footnotes_Testo-footnote\"><a class=\"_idFootnoteAnchor\" href=\"#footnote-311-12-backlink\">12<\/a> Carl B. Boyer \u201cRobert Grossetest on the Rainbow\u201d <span class=\"b_eng\" lang=\"en-US\">Osiris<\/span> 11, 1954, pp. 247-258<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-311-13\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"Footnotes_Testo-footnote\"><a class=\"_idFootnoteAnchor\" href=\"#footnote-311-13-backlink\">13<\/a> In <span class=\"w_lat\">De iride<\/span> la definizione di \u201ccolore\u201d \u00e8 \u201c<span class=\"w_lat\">Color sit lumen admixtum cum diaphano<\/span>\u201d mentre in <span class=\"w_lat\">De colore<\/span> scrive \u201c<span class=\"w_lat\">Color est lux incorporate perspicuo<\/span>\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-311-14\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"Footnotes_Testo-footnote\"><a class=\"_idFootnoteAnchor\" href=\"#footnote-311-14-backlink\">14<\/a> Bianco, nero e giacinto (cio\u00e8 violetto, citato correttamente come colore pi\u00f9 scuro dell\u2019arcobaleno) sono gli unici nomi di colori che Grosseteste cita in <span class=\"b_lat\">De colore<\/span> e <span class=\"b_lat\">De iride<\/span>.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-311-15\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"Footnotes_Testo-footnote\"><a class=\"_idFootnoteAnchor\" href=\"#footnote-311-15-backlink\">15<\/a> <span class=\"w_lat\">Erunt ergo in universo colores sedecim: duo scilicet extremi et hinc inde septem extremis annexi hinc per intensionem ascendentes illinc per remissionem descendentes ac in medio in idem concurrentes. In quolibet autem colorum mediorum gradus intensionis et remissionis sunt infiniti.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-311-16\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"Footnotes_Testo-footnote\"><a class=\"_idFootnoteAnchor\" href=\"#footnote-311-16-backlink\">16<\/a> Smithson et al \u201cA three-dimensional color space from the 13th century\u201d <span class=\"b_eng\" lang=\"en-US\">J Opt Soc Am A<\/span> Opt Image Sci Vis. 2012 February 1; 29(2): A346\u2013A352; Dinkova-Bruun et al <span class=\"b_eng\" lang=\"en-US\">The Dimensions of Colour: Robert Grosseteste\u2019s De colore<\/span> Pontifical Institute of Mediaeval Studies, 2013<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-311-17\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"Footnotes_Testo-footnote\"><a class=\"_idFootnoteAnchor\" href=\"#footnote-311-17-backlink\">17<\/a> Il termine latino <span class=\"w_lat\">glaucos<\/span> come nome di colore ha avuto significati diversi nel tempo. Nell\u2019et\u00e0 classica era il celeste un po\u2019 tendente al grigio ma Omero lo usava anche come blu. Nel Medioevo assume il significato di giallo (e infatti Bartolomeo e Bacon lo usano con questo significato e lo stesso far\u00e0 Teodorico di Freiberg). Dal XVI secolo cambia ancora: Giulio Cesare Scaligero (1484-1558) e Franciscus Aguilonius (1567-1617) tornano a classificarlo come azzurro. Oggi lo Zingarelli lo indica come \u201cazzurro chiaro tendente al verde\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-311-18\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"Footnotes_Testo-footnote\"><a class=\"_idFootnoteAnchor\" href=\"#footnote-311-18-backlink\">18<\/a> David Lindberg Vision theories<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-311-19\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"Footnotes_Testo-footnote\"><a class=\"_idFootnoteAnchor\" href=\"#footnote-311-19-backlink\">19<\/a> Intorno alla persona di Roger Bacon sono nate numerose leggende. Nel romanzo <span class=\"b_ita\">Il nome della rosa<\/span> di Umberto Eco (pubblicato nel 1980 e ambientato nel 1327) il suo nome \u00e8 spesso menzionato dal protagonista, il francescano Guglielmo di Baskerville, personaggio che ricorda la figura di un altro intellettuale dell\u2019epoca, Guglielmo di Occam.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-311-20\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"Footnotes_Testo-footnote\"><a class=\"_idFootnoteAnchor\" href=\"#footnote-311-20-backlink\">20<\/a> David C. Lindberg \u201cScience as Handmaiden. Roger Bacon and the Patristic Tradition\u201d. <span class=\"b_eng\" lang=\"en-US\">Isis<\/span> 78, 4 , 1987<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-311-21\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"Footnotes_Testo-footnote\"><a class=\"_idFootnoteAnchor\" href=\"#footnote-311-21-backlink\">21<\/a> Fumagalli Beonio Brocchieri, Parodi <span class=\"w_ita\">Storia della filosofia medievale<\/span> Laterza 19889<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-311-22\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"Footnotes_Testo-footnote\"><a class=\"_idFootnoteAnchor\" href=\"#footnote-311-22-backlink\">22<\/a> David Lindberg \u201cRoger Bacon on Light, Vision and the Universal Emanation of Force\u201d in <span class=\"b_eng\" lang=\"en-US\">Roger Bacon and the Sciences: Commemorative Essays<\/span> a cura di Jeremiah Hackett ,1996<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-311-23\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"Footnotes_Testo-footnote\"><a class=\"_idFootnoteAnchor\" href=\"#footnote-311-23-backlink\">23<\/a> Dante lo cita nel III canto del <span class=\"b_ita\">Purgatorio<\/span> quando parla del re Manfredi di Sicilia, che venne scomunicato da questo nuovo papa, e che mor\u00ec nella battaglia di Benevento tra guelfi e ghibellini del 1266.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-311-24\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"Footnotes_Testo-footnote\"><a class=\"_idFootnoteAnchor\" href=\"#footnote-311-24-backlink\">24<\/a> Rosanna Brusegan \u201cJean De Meun, Alhaze, Witelo. Influenza delle teorie medievali della visione sul \u00abRoman de la rose\u00bb in <span class=\"b_ita\">Omaggio a Gianfranco Folena<\/span>, Programma 1993, pag. 267<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-311-25\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"Footnotes_Testo-footnote\"><a class=\"_idFootnoteAnchor\" href=\"#footnote-311-25-backlink\">25<\/a> Per gli argomenti riguardanti il colore nel pensiero di Bacon seguo Charles Parkhurst \u201cRoger Bacon on Color\u201d in <span class=\"b_eng\" lang=\"en-US\">The verbal and the visual: essays in honor of William Sebastian Heckscher<\/span> ed. Karl-Ludwig Selig, Elizabeth Sears, Italica Press, 1990, pag 151-201.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"footnote-311-26\" class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"Footnotes_Testo-footnote\"><a class=\"_idFootnoteAnchor\" href=\"#footnote-311-26-backlink\">26<\/a> Storia della scienza \u201cLa scienza bizantina e latina: la nascita di una scienza europea. Ottica, scienza dei pesi e cinematica\u201d Treccani 2001<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La luce \u00e8 sostanza o accidente Species sensibili e species intelligibili Colori \u201creali\u201d e colori \u201capparenti\u201d Robert Grosseteste Il metodo della fisica e il metodo della perspectiva Il \u201cperch\u00e9\u201d dell\u2019arcobaleno secondo Grosseteste Ordinamento dei colori Roger Bacon Perspectiva per Roger Bacon Il colore per Roger Bacon I colori dell&#8217;arcobaleno Le opere di ottica di Euclide [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"spay_email":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false},"categories":[757],"tags":[898,899,920,1163],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/pjoVH-3n7","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":false,"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12965"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=12965"}],"version-history":[{"count":113,"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12965\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26866,"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12965\/revisions\/26866"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12965"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=12965"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=12965"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}