{"id":15481,"date":"2008-10-19T22:47:25","date_gmt":"2008-10-19T20:47:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=15481"},"modified":"2014-08-08T01:29:14","modified_gmt":"2014-08-07T23:29:14","slug":"cose-lintervallo-dinamico","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=15481","title":{"rendered":"Cos&#8217;\u00e8 l&#8217;intervallo dinamico (o il rapporto di contrasto) di luminanza"},"content":{"rendered":"<p><strong><br \/>\nTerminologia<\/strong><\/p>\n<p>Il rapporto tra il massimo e il minimo valore &gt; 0 di una quantit\u00e0 si chiama in inglese\u00a0<em>dynamic range<\/em> oppure <em>contrast ratio<\/em>.\u00a0Il concetto si applica soprattutto al suono e alla luce.\u00a0In italiano si pu\u00f2 tradurre <em>intervallo dinamico<\/em> o <em>gamma dinamica<\/em> oppure, soprattutto per i monitor,\u00a0<em>rapporto di contrasto<\/em>.<\/p>\n<p>In fotografia si usa soprattutto l&#8217;<strong>intervallo dinamico<\/strong> (o gamma dinamica, o rapporto di contrasto) <strong>di luminanza<\/strong>, cio\u00e8 il rapporto tra la massima luminanza e la minima luminanza &gt; 0 (in candele al metro quadrato), in queste varianti:<\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\">intervallo dinamico di una scena reale<\/span>: rapporto tra massima luminanza e minima luminanza della scena (da fotografare);<\/li>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\">intervallo dinamico di un sensore digitale<\/span>: rapporto tra massima luminanza e minima luminanza catturabile dal sensore;<\/li>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\">intervallo dinamico di un monitor<\/span> (pi\u00f9 spesso chiamato rapporto di contrasto): rapporto tra massima luminanza (quella del bianco, R=G=B=255) e minima luminanza (quella del nero, R=G=B=0, che non \u00e8 mai uguale a zero) prodotta da un monitor;<\/li>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\">intervallo dinamico per canale di uno spazio RGB standard<\/span>\u00a0(che generalizza la variante precedente): questo rapporto dipende dal numero di bit per canale (8, 10, 12, 16 o altro) e dal valore gamma (1.8, 2.2, 2.4, 2.6 o altro); in tal caso l&#8217;intervallo dinamico \u00e8 il rapporto tra la luminanza del valore massimo del canale (255 nel caso di 8 bit) e la luminanza del \u00a0valore minimo &gt; 0 (1 nel caso di 8 bit).<br \/>\nRicordo che la luminanza relativa (tra 0 e 1) di un valore V (tra 1 e 255 nel caso di 8 bit) si ottiene normalizzando V, cio\u00e8 dividendolo \u00a0per il massimo valore (V\/255 per 8 bit) ed elevando al valore del gamma (per esempio 2.2).<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><br \/>\nEsempi<\/strong><\/p>\n<p>1. Se in una <strong>scena<\/strong> la massima luminanza \u00e8 7500 cd\/m<sup>2<\/sup> e la minima \u00e8 0.5 cd\/m<sup>2<\/sup>, l&#8217;intervallo dinamico della scena \u00e8 7500 \/ 0.5 = 15000.<\/p>\n<p>2. Se un <strong>sensore<\/strong> \u00e8 in grado di catturare una luminanza massima di 30000 cd\/m<sup>2<\/sup> e una luminanza minima di 0.3 cd\/m<sup>2<\/sup>, l&#8217;intervallo dinamico del sensore \u00e8 30000 \/ 0.3 = 100000.<\/p>\n<p>3. Se un <strong>monitor<\/strong> produce una luminanza massima di \u00a0500 cd\/m<sup>2<\/sup> e una luminanza minima di 0.25 cd\/m<sup>2<\/sup>, il suo intervallo dinamico (spesso chiamato rapporto di contrasto) \u00e8 500 \/ 0.25 = 2000.<\/p>\n<p>4. Per uno spazio <strong>RGB standard<\/strong> quantizzato a 8 bit e con gamma 2.2 (per esempio <strong>Adobe RGB<\/strong> e, circa, <strong>sRGB<\/strong>) l&#8217;intervallo dinamico \u00e8 255<sup>2.2<\/sup> = 196.965 (quasi 200mila). Per uno spazio RGB standard a 8 bit con gamma 1,8 (per esempio <strong>ProPhoto<\/strong>) l&#8217;intervallo dinamico \u00e8 21465, circa 10 volte pi\u00f9 piccolo del precedente.<\/p>\n<p><strong><br \/>\nScale di misure<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;intervallo dinamico \u00e8 un numero e dunque si pu\u00f2 presentare come tale, per esempio <strong>2000<\/strong>.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 frequentemente si indica come 2000 : 1 oppure <strong>1 : 2000<\/strong>.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra scala utilizza il logaritmo in base 2 dell&#8217;intervallo dinamico. Per esempio se l&#8217;intervallo dinamico \u00e8 2000, il logaritmo in base 2 di 2000 \u00e8 circa 11 e questa scala si dice in\u00a0<strong>bit<\/strong>\u00a0oppure in\u00a0<strong>stop<\/strong>. L&#8217;intervallo dinamico espresso in questa scala \u00e8 il numero di volte che occorre dimezzare il valore massimo per raggiungere il valore minimo.<\/p>\n<p>Un&#8217;ultima scala di misura usata nel suono (quindi non \u00e8 il caso della luminanza) \u00e8 il <strong>decibel<\/strong>: si prende il logaritmo in base 10 dell&#8217;intervallo dinamico e lo si moltiplica per 10. Se per esempio l&#8217;intervallo dinamico \u00e8 2000, il logaritmo in base 10 di 2000 \u00e8 3.3, e quindi in questa scala l&#8217;intervallo dinamico \u00e8 di 33 decibel.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Terminologia Il rapporto tra il massimo e il minimo valore &gt; 0 di una quantit\u00e0 si chiama in inglese\u00a0dynamic range oppure contrast ratio.\u00a0Il concetto si applica soprattutto al suono e alla luce.\u00a0In italiano si pu\u00f2 tradurre intervallo dinamico o gamma dinamica oppure, soprattutto per i monitor,\u00a0rapporto di contrasto. 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