{"id":15549,"date":"2010-10-03T18:01:41","date_gmt":"2010-10-03T16:01:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=15549"},"modified":"2015-09-13T20:42:37","modified_gmt":"2015-09-13T18:42:37","slug":"il-tricromatismo-prima-di-young","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=15549","title":{"rendered":"I colori dei pittori non vanno d&#8217;accordo con quelli di Newton"},"content":{"rendered":"<p>I pittori del Rinascimento non furono i primi a mescolare pigmenti per ottener altri colori oltre a quelli che si potevano ottenere con i pigmenti &#8220;puri&#8221;.\u00a0Da millenni i pittori sapevano che si possono ottenere\u00a0tutti i colori della tavolozza partendo da soli tre pigmenti: rosso, giallo e azzurro, anche se in pratica talvolta ne serve qualcuno in pi\u00f9 per caratterizzare meglio il colore.<\/p>\n<p>Ma il grande sviluppo artistico del Rinascimento mise in primo piano la questione dell&#8217;esistenza e della numerosit\u00e0 dei pigmenti, mescolando i quali si potevano ottenere tutti i colori.<\/p>\n<p>Leonardo da Vinci (1452-1519) nel\u00a0<em>Trattato della pittura<\/em> parla di quelli che lui chiama \u201ccolori semplici\u201d (e che sono evidentemente dei pigmenti):<\/p>\n<blockquote><p>I semplici colori sono sei, de\u2019 quali il primo \u00e8 bianco, bench\u00e9 alcuni filosofi non accettino n\u00e9 il bianco n\u00e9 il nero nel numero de\u2019 colori, perch\u00e9 l\u2019uno \u00e8 causa de\u2019 colori, l\u2019altro ne \u00e8 privazione. Ma pure, perch\u00e9 il pittore non pu\u00f2 far senza questi, noi li metteremo nel numero degli altri, e diremo il bianco in quest\u2019ordine essere il primo ne\u2019 semplici, il giallo il secondo, il verde il terzo, l\u2019azzurro il quarto, il rosso il quinto, il nero il sesto; ed il bianco metteremo per la luce senza la quale nessun colore veder si pu\u00f2, ed il giallo per la terra, il verde per l\u2019acqua, l\u2019azzurro per l\u2019aria, ed il rosso per il fuoco, ed il nero per le tenebre, che stan sopra l\u2019elemento del fuoco, perch\u00e9 non v\u2019\u00e8 materia o grossezza dove i raggi del sole abbiano a percuotere, e per conseguenza illuminare.<br \/>\n\u2014Parte II, 250<\/p>\n<p>L\u2019azzurro ed il verde non \u00e8 per s\u00e9 semplice, perch\u00e9 l\u2019azzurro \u00e8 composto di luce e di tenebre, come \u00e8 quello dell\u2019aria, cio\u00e8 nero perfettissimo e bianco candidissimo. Il verde \u00e8 composto d\u2019un semplice e d\u2019un composto, cio\u00e8 si compone d\u2019azzurro e di giallo.<br \/>\n\u2014Parte II, 251<\/p><\/blockquote>\n<p>Oltre a bianco e nero, pare dunque che per Leonardo i colori \u201csemplici\u201d fossero rosso, giallo e azzurro e che con pigmenti di questi colori si potessero creare tutti gli altri colori.<em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Annunciando\u00a0i suoi risultati,\u00a0Newton\u00a0si era basato anche sulla metafora\u00a0dei primari dei pittori, che era stata ampiamente introdotta\u00a0e adottata\u00a0in Inghilterra durante i\u00a0primi\u00a0anni del Seicento. Newton\u00a0si basava soprattutto\u00a0sul linguaggio\u00a0di Robert\u00a0Boyle, il cui\u00a0lavoro\u00a01664\u00a0<em>Touching Colours<\/em> discuteva la miscelazione\u00a0dei colori\u00a0da parte dei pittori e dei tintori. Newton\u00a0riprende da Boyle i termini &#8220;primari&#8221;, &#8220;semplice&#8221; e \u00a0&#8220;primitivi&#8221; usati per descrivere\u00a0i pigmenti\u00a0e li applica alle propriet\u00e0\u00a0dei raggi di luce colorata.<\/p>\n<p>La metafora\u00a0rese i concetti\u00a0di Newton\u00a0facilmente comprensibili,\u00a0ma ha anche\u00a0gener\u00f2 una certa confusione.\u00a0Per\u00a0Newton, ci sono (in origine),\u00a0un numero infinito di primari, non tre come per i pittori. Inoltre, molti dei &#8220;primari&#8221; di Newton,\u00a0come il verde,\u00a0potrebbe essere prodotta\u00a0da una combinazione di altre\u00a0luci colorate\u00a0&#8211; in questo caso,\u00a0dal giallo\u00a0e blu.<\/p>\n<p>Newton, naturalmente,\u00a0stava cercando di\u00a0indicare che\u00a0certi raggi\u00a0di luce\u00a0sono irriducibili\u00a0in quanto al colore,\u00a0anche se aveva\u00a0presentato le sue idee\u00a0in un modo che\u00a0\u00e8 stato prontamente\u00a0interpretato in termini di\u00a0miscelazione del colore.\u00a0Infine, lo schema\u00a0di Newton\u00a0andava contro l&#8217;evidenza che una combinazione di\u00a0pigmenti produceva il nero, non il bianco.\u00a0Newton,\u00a0in risposta, fece appello all&#8217;altra nozione\u00a0degli altri artisti , che la scala bianco-nero \u00e8 separata da quella\u00a0di colore.<\/p>\n<p>Newton insomma rischiava di tornare alla distinzione tra colori veri e colori apparenti. I meccanicisti consideravano tutti i colori apparenti, e la teoria di Newton si adattava perfettamente a questi colori. Newton per\u00f2 tentava anche di spiegare i colori &#8220;reali&#8221; con la stessa teoria e questo non gli riusciva molto bene.\u00a0Nel rispondere\u00a0alle diverse obiezioni Newton\u00a0non aveva\u00a0preso le distanze\u00a0dai colori dei pigmenti artisti.\u00a0Anzi, egli\u00a0aveva cercato di rendere\u00a0i collegamenti\u00a0ancora pi\u00f9 forti.\u00a0Tra\u00a0le sue <em>Lezioni<\/em> sul colore del 1671-72\u00a0e la sua\u00a0<em>Ottica<\/em> pubblicato nel\u00a01704,\u00a0per esempio,\u00a0aveva razionalizzato la sua nozione di\u00a0&#8220;variet\u00e0\u00a0indefinita di\u00a0gradazioni intermedie&#8221; di colore,\u00a0sottolineando solo sette\u00a0colori spettrali.<\/p>\n<p>Ma la differenza tra composizione \u00a0additiva di luci (i colori &#8220;apparenti&#8221; degli aristotelici) e \u00a0la mescolanza sottrattiva di pigmenti (i colori &#8220;reali&#8221; degli aristotelici) sarebbe stata definitivamente chiarita solo con i lavori di Helmholtz di met\u00e0 Ottocento.<\/p>\n<p><em>Newton further promoted the comparison between his colors and artists&#8217; colors by constructing a color-mixing circle, showing how colors (such as pigments) would combine to form other colors. Indeed, artists often adopted his scheme and adapted it into the well known color wheel over the next century.<br \/>\n<\/em><em><a href=\"http:\/\/www1.umn.edu\/ships\/updates\/newton1.htm\" target=\"_blank\">Newton&#8217;s Colors<\/a><\/em><\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>Nel 1681 il fisico francese <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Edme_Mariotte\" target=\"_blank\">Edme Mariotte<\/a> (1620-1684) nel suo\u00a0<em>Trait\u00e9 de la nature des couleurs<\/em>, elenca cinque colori materiali (cio\u00e8 pigmenti) &#8220;principali&#8221;: oltre a bianco e nero, essi sono rosso, giallo e blu. Tutti gli altri colori potevano essere prodotti con mescolanze di questi.<\/p>\n<p>Anche l&#8217;inglese Richard Waller che nel 1686 pubblica\u00a0<em>A Catalogue of Simple and Mixt Colours<\/em> chiamava \u201csemplici\u201d i colori materiali rosso, giallo e blu.<\/p>\n<p>Tra il 1710 e il 1720 <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Jacob_Christoph_Le_Blon\" target=\"_blank\">Jakob Christoph Le Blon<\/a> (1667-1741), un pittore nato a Francoforte e attivo in Francia, Inghilterra e Olanda, \u00e8 il primo a realizzare delle stampe a colori con tre matrici di rame usando la tecnica della mezzatinta. Le Blon descrive la sua invenzione in un piccolo libro bilingue inglese (<em>Coloritto Or the Harmony of Colouring in Painting<\/em>)\u00a0e francese (<em>L&#8217;harmonie du coloris dans la peinture<\/em>). La prima edizione \u00e8 pubblicata a Londra tra il 1723 e il 1726 e la seconda edizione (postuma e lievemente ampliata e con il titolo <em>L&#8217;Art d&#8217;imprimer les tables<\/em>) a Parigi nel 1756.<\/p>\n<p>Con le parole <em>coloritto<\/em> (inglese) e <em>coloris<\/em> (francese) Le Blon intende &#8220;la rappresentazione fedele e naturale del nudo o della carne umana nuda&#8221; che implicitamente considera l&#8217;esperienza pi\u00f9 difficile per un pittore.<\/p>\n<p>Le Blon \u00e8 forse il primo a distinguere tra\u00a0colori materiali (<em>material\u00a0colours<\/em>) cio\u00e8 i pigmenti usati dai pittori, che nascondono ci\u00f2 che coprono e che sono quelli di cui lui si occupa e\u00a0\u00a0colori impalpabili (<em>impalpable colours<\/em>) che sono quelli di cui si \u00e8 occupato Newton qualche decennio prima.<\/p>\n<p>Per i colori materiali (e solo per questi) afferma che tutti gli altri colori si possono comporre a partire dai (cio\u00e8 mescolando i) tre colori &#8220;primitivi&#8221;\u00a0giallo, rosso e blu.\u00a0Giallo + rosso d\u00e0 arancio, rosso + blu d\u00e0 il viola e il violetto e blu + giallo il verde. Tutti assieme danno il nero. Per \u00a0i colori impalpabili di Newton afferma che la loro mescolanza genera il bianco, ma pare tuttavia che consideri i colori primitivi sempre giallo, rosso e blu.<\/p>\n<p>A quei tempi non era ancora chiara la differenza tra le leggi che regolano la\u00a0<em>mescolanza di luci<\/em> e quelle che regolano la\u00a0<em>mescolanza di pigmenti<\/em>. Newton stesso, pur basando tutta la sua teoria sulla mescolanza di luci, la esemplificava anche con mescolanze di polveri colorate. Per avere una chiara distinzione bisogner\u00e0 attendere i lavori di Helmholtz, circa un secolo e mezzo dopo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-19525\" title=\"Coloritto\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/leblon.jpg?resize=425%2C518\" alt=\"\" width=\"425\" height=\"518\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/leblon.jpg?w=425 425w, https:\/\/i0.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/leblon.jpg?w=246 246w\" sizes=\"(max-width: 425px) 100vw, 425px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per riprodurre tutti i colori di un quadro Le Blon preparava tre lastre di rame, una per ogni colore primitivo (rosso, giallo e blu), e le stampava sovrapposte servendosi di &#8220;colori materiali&#8221; cio\u00e8 pigmenti, inchiostri. Talvolta aggiungeva anche una quarta lastra da stampare con inchiostro nero.<\/p>\n<p>Solo nel 1737 con l\u2019articolo di <a href=\"http:\/\/fr.wikipedia.org\/wiki\/Charles_Fran\u00e7ois_de_Cisternay_du_Fay\" target=\"_blank\">Charles Francois Du Fay<\/a> (1698-1739) &#8220;Observations physiques sur le m\u00e9lange de quelques couleurs dans la teinture&#8221; inizia a farsi strada l&#8217;idea che l&#8217;ipotesi tricromatica potesse valere anche per le\u00a0mescolanze di luci. Quindi tale ipotesi poteva essere valutata nell\u2019ambito della teoria di Newton e, in apparenza, era in disaccordo con essa (e forse \u00e8 questo il motivo per cui Newton non la cita nei suoi scritti).<\/p>\n<p>Nel 1757 <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Michail_Vasil'evi\u010d_Lomonosov\" target=\"_blank\">Michail Lomonosov<\/a> (1711-1765) poeta e scienziato russo, \u00a0ipotizza che ci siano solo tre tipi di luci (ma Newton aveva gi\u00e0 dimostrato che non era cos\u00ec).\u00a0<a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/George_Palmer_(color_theorist)\" target=\"_blank\">George Palmer<\/a> suggerisce che ci siano tre tipi di luci e tre corrispondenti tipi di fibre nella retina.<\/p>\n<p><strong>Riferimenti<\/strong><\/p>\n<p>[1] Leonardo Da Vinci <em>Trattato della Pittura<\/em>, Carabba editore, 1947 <a href=\"http:\/\/www.liberliber.it\/biblioteca\/l\/leonardo\/trattato_della_pittura\/pdf\/tratta_p.pdf\" target=\"_blank\">PDF<\/a><br \/>\n[2] Richard Waller &#8220;A catalogue of simple and mixt colours&#8221; <em>Philosophical Transactions of the Royal Society,<\/em> XVI, 1686, p. 24<br \/>\n[3] Louis-Bertrand Castel <em>Clavecin pour les yeux <\/em>1725<br \/>\n[4] Tobias Mayer, &#8220;Treatise on the Relationship of Colors,&#8221; in <em>Tobias Mayer&#8217;s &#8220;Opera Inedita&#8221;: The First Translation of the Lichtenberg Edition of 1775<\/em>, trans. Eric G. Forbes (New York, 1971), 81\u201391.<br \/>\n[5] Heinwig Lang &#8220;Trichromatic Theories Before Young&#8221;\u00a0<em>Color research and application<\/em> 8, 4, 221-231<br \/>\n[6] Alan Shapiro. 1994. &#8220;Artists&#8217; Colors and Newton&#8217;s Colors.&#8221;\u00a0<em>Isis<\/em> 85: 600-627.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I pittori del Rinascimento non furono i primi a mescolare pigmenti per ottener altri colori oltre a quelli che si potevano ottenere con i pigmenti &#8220;puri&#8221;.\u00a0Da millenni i pittori sapevano che si possono ottenere\u00a0tutti i colori della tavolozza partendo da soli tre pigmenti: rosso, giallo e azzurro, anche se in pratica talvolta ne serve qualcuno [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"spay_email":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false},"categories":[757],"tags":[1165,1166,1167,1009,1007],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/pjoVH-42N","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":false,"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15549"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=15549"}],"version-history":[{"count":47,"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15549\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":25503,"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15549\/revisions\/25503"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=15549"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=15549"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=15549"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}