{"id":16687,"date":"2011-01-05T14:00:01","date_gmt":"2011-01-05T13:00:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=16687"},"modified":"2014-05-03T14:15:46","modified_gmt":"2014-05-03T12:15:46","slug":"johann-wolfgang-von-goethe-1749-1832","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=16687","title":{"rendered":"Johann Wolfgang von Goethe (1749-1832)"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-19806\" style=\"border: 0px none;\" title=\"Johann Wolfgang Goethe\" alt=\"\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/9002-300.jpg?resize=300%2C347\" width=\"300\" height=\"347\" srcset=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/9002-300.jpg?w=300 300w, https:\/\/i1.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/9002-300.jpg?w=259 259w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<ol>\n<li><a href=\"#Biografia\" target=\"_self\">Biografia<\/a><\/li>\n<li><a href=\"#Opere\" target=\"_self\">Opere sul colore<\/a><\/li>\n<li><a href=\"#Farbenlehre\" target=\"_self\">Farbenlehre (teoria dei colori)<\/a><\/li>\n<li><a href=\"#Polemica\" target=\"_self\">La polemica con Newton<\/a><\/li>\n<li><a href=\"#Schopenhauer\" target=\"_self\">Rapporti con Schopenhauer<\/a><\/li>\n<li><a href=\"#Biografia\" target=\"_self\">Bibliografia<\/a><\/li>\n<\/ol>\n<p>Johann Wolfgang von Goethe il grande scrittore e poeta tedesco, \u00e8 stato un gigante della letteratura tedesca e mondiale ma \u00e8 noto anche per le sue ricerche nel campo della morfologia botanica e anatomica, basate sull&#8217;idea della natura unica e indivisibile. Una concezione idealistica che applic\u00f2 ad alcune indagini, la scoperta dell&#8217;osso intermascellare nell&#8217;uomo, la teoria vertebrale del cranio, la metamorfosi delle piante e infine la\u00a0<em>Farbenlehre<\/em>, la teoria dei colori.<\/p>\n<p>Sul colore, la posizione di Goethe e dei suoi &#8220;discepoli&#8221; Runge e Schopenhauer \u00e8 ispirata dall&#8217;ellenismo classico e dal romanticismo. Si pu\u00f2 dire che, da un punto di vista scientifico, sia una posizione reazionaria. Era il momento in cui nei paesi di lingua tedesca le idee della rivoluzione scientifica venivano rifiutate e si preferiva la celebrazione dell&#8217;antica Grecia e delle proprie origini mitiche.<\/p>\n<blockquote><p>Non si seguiva pi\u00f9 l&#8217;illuminismo di Kant ma si preferiva\u00a0la\u00a0<em>filosofia della natura<\/em>\u00a0di\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Friedrich_Schelling#La_filosofia_della_Natura\" target=\"_blank\">Schelling<\/a>\u00a0[che si inquadra nell&#8217;idealismo tedesco] due concetti principali della quale sono la\u00a0<strong>polarit\u00e0\u00a0<\/strong>\u00a0(la natura \u00e8 costituita da coppie antitetiche e complementari: corpo e spirito, magnetismo ed elettricit\u00e0, acido ed alcalino, microcosmo e macrocosmo) e la\u00a0<strong>potenza<\/strong>\u00a0(la continua progressione della realt\u00e0 verso un grado pi\u00f9 elevato). Goethe apprezzava molto questi concetti e ne aveva fatto il fondamento della sua\u00a0<em>Farbenlehre<\/em>.<br \/>\nNewton era la personificazione di tutto quello che il neoellenismo e il romanticismo disapprovavano: meccanicismo e atomismo, il concetto di una legge uniforme che valeva sia per le sfere celesti che per il mondo sublunare.<\/p>\n<p>-Crone <em>A History of Color\u00a0<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Goethe era convinto che la teoria dei colori fosse il suo maggior contributo alla scienza e la pi\u00f9 importante delle proprie opere, ma secondo il giudizio degli scienziati, di oggi ma gi\u00e0 del suo tempo (per esempio Helmholtz), anche se conteneva idee e spunti interessanti, nella sua parte principale la teoria \u00e8 errata.<\/p>\n<p><a name=\"Biografia\"><\/a><strong><br \/>\nBiografia<\/strong><br \/>\nJohann Wolfgang Goethe \u00e8 nato a\u00a0<a title=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Francoforte_sul_Meno\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Francoforte_sul_Meno\" rel=\"nofollow\">Frankfurt am Mein<\/a> (Francoforte sul Meno) il 28 agosto 1749.\u00a0Francoforte (allora nello stato di Assia-Darmstadt,\u00a0<em>Landgrafschaft Hessen-Darmstadt, <\/em>oggi in Germania, nel Land dell&#8217;Assia,\u00a0<em>Hessen<\/em>) era una delle pi\u00f9 importanti citt\u00e0 del Sacro Romano Impero e dal 1562 al 1792 era il luogo fisso per le elezioni dell&#8217;imperatore (l&#8217;ultimo fu Francesco II di Asburgo). Dopo la fine del Sacro Romano impero (1806) il territorio divenne per tre anni il Granducato di Francoforte e successivamente una citt\u00e0 libera della confederazione tedesca, che la scelse come sede del parlamento.<\/p>\n<p>La casa dove Goethe nacque \u00e8 stata ricostruita nel secondo dopoguerra ed \u00e8 ancora visitabile, assieme ad un museo adiacente a lui dedicato, dove si trova una biblioteca con i suoi scritti.<\/p>\n<p>Il padre era un giurista e Johann Wolfgang studia giusrisprudenza prima all&#8217;Universit\u00e0 di Lipsia e poi a quella di Strasburgo. Qui frequenta anche gli ambienti medici e segue lezioni di anatomia e di chimica. Nel 1774 pubblica\u00a0<em>Die Leiden des jungen Werthers<\/em> (I dolori del giovane Werther) che gli guadagna grande fama come scrittore. La cultura tedesca era nel periodo\u00a0<em>Sturm und Drang<\/em>, che contrassegn\u00f2 la prima fase del Romanticismo. Il libro \u00e8 considerato il primo best-seller mondiale, e l&#8217;opera che la maggior parte dei contemporanei associava a Goethe.<\/p>\n<p>Nel 1775 fu invitato alla corte di Weimar dal duca Carlo Augusto che gli affid\u00f2 incarichi di governo. Nei dieci anni che rimane a Weimar, Goethe conosce <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Friedrich_Schiller\" target=\"_blank\">Friedrich Schiller<\/a> (1759-1805), <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Johann_Gottfried_Herder\" target=\"_blank\">Johann Gottfried Herder<\/a> (1744-1803) e pubblica il saggio sull&#8217;esistenza dell&#8217;osso intermascellare nell&#8217;uomo, che era rimasta una questione controversa per la difficolt\u00e0 di osservare le tre suture che lo saldano al mascellare superiore.<\/p>\n<p>Nel settembre del 1786 Goethe lascia Weimar per iniziare un primo viaggio in Italia che dura circa due anni. Attraversando il passo del Brennero, Goethe raggiunge Bolzano e Trento, poi\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Nago-Torbole#Goethe_a_Torbole\" target=\"_blank\">Torbole<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.comunemalcesine.it\/doc\/Mentzel.pdf\" target=\"_blank\">Malcesine<\/a> (entrambe sul lago di Garda) e quindi Verona. Passando per Vicenza arriva a Padova, dove visita l&#8217;orto botanico, il pi\u00f9 antico in Europa, e dove cresce ancor oggi un esemplare di palma di San Pietro che Goethe vide e descrisse nel saggio\u00a0<em><a title=\"Metamorphose (Botanik)\" href=\"http:\/\/de.wikipedia.org\/wiki\/Metamorphose_(Botanik)\">Versuch die Metamorphose der Pflanzen zu erkl\u00e4ren<\/a> <\/em>(<em>Tentativo di spiegazione della metamorfosi delle piante<\/em>) pubblicato nel 1790. Raggiunge Venezia e il 16 ottobre a si trasferisce a Ferrara e Bologna, da qui a Perugia e a Roma dove arriva il 29 ottobre.\u00a0A Roma la <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=KI_7eORkeos\" target=\"_blank\">casa dove alloggi\u00f2 Goethe<\/a> in via del Corso 18, \u00e8 dal 1997 un museo, centro culturale, biblioteca, sede di convegni.<\/p>\n<p>Goethe continua poi il suo viaggio verso Napoli e la Sicilia e torna a Roma nel giugno 1787 per rimanervi fino ad aprile 1788.\u00a0\u00c8 in Italia che Goethe intuisce l&#8217;esistenza di una &#8220;pianta originaria&#8221; e che decide di affrontare lo studio dei colori.<\/p>\n<p>Durante un secondo viaggio in Italia arriva fino a Venezia e concepisce la teoria vertebrale del cranio. Ne scrive a Herder nel 1790 dicendo di aver urtato sulla spiaggia del lido di Venezia contro un cranio di pecora &#8220;con una provvidenziale fessura&#8221; e di essersi accorto che la struttura cranica risulterebbe dall&#8217;unione di vertebre modificate.<\/p>\n<p>Dopo circa vent&#8217;anni di studi ed esperimenti pubblica nel 1810 la sua <em>Farbenlehre<\/em> (Teoria dei colori) che viene accolta con indifferenza dai fisici e matematici. L&#8217;ottica di Newton, gi\u00e0 ai tempi di Goethe, era considerata dimostrabilmente e irrefutabilmente corretta.\u00a0Negli anni successivi Goethe cerca un maggiore consenso per la propria opera ma non pubblica pi\u00f9 nulla sull&#8217;argomento.<\/p>\n<p>Nel 1817 pubblica il diario del viaggio in Italia di trent&#8217;anni prima. Muore a Weimar il 22 marzo 1832. Pare che le sue ultime parole siano state <em>Mehr Licht<\/em> (pi\u00f9 luce).<\/p>\n<p><a name=\"Opere\"><\/a><strong><br \/>\nOpere sul colore<\/strong><br \/>\nGoethe amava dipingere e inizi\u00f2 ad interessarsi al colore proprio con l&#8217;obiettivo di trovare regole che ne governino l&#8217;uso artistico. A partire dal 1786 esegue esperimenti con i prismi e i colori prismatici e pubblica nel 1791 e 1792 le due parti di un libretto di circa cento pagine,\u00a0<em>Beitr\u00e4ge zur Optik<\/em> (Contributi all&#8217;ottica), \u00a0in cui descrive i fenomeni che si verificano quando si osserva attraverso un prisma.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 nella prima parte dei <em>Beitr\u00e4ge<\/em>, Goethe imposta la propria visione del colore come risultante dell&#8217;azione del chiaro e dello scuro. Per dimostrarlo, pubblica i disegni di 27 <em>Spielkarten<\/em> in bianco e nero. Visti attraverso il prisma questi disegni diventano colorati. Per esempio, quando questa <em>Spielkarte<\/em> viene vista attraverso un prisma, le losanghe assumono dei bei colori verde, giallo e blu.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-16704\" style=\"border: 0px none;\" title=\"Spielkarte 4\" alt=\"\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/vorarb_06.gif?resize=171%2C94\" width=\"171\" height=\"94\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p>Nelle seconda parte dei\u00a0<em>Beitr\u00e4ge<\/em> sviluppa lo stesso tema.\u00a0Una terza parte sulle ombre colorate e una quarta parte\u00a0verr\u00e0 pubblicata nella <em>Farbenlehre. <\/em>I\u00a0<em>Beitr\u00e4ge<\/em> vennero ricevuti con indifferenza dalla comunit\u00e0 scientifica.<\/p>\n<p>Nel 1794 Goethe sviluppa la nozione di\u00a0<span style=\"text-decoration: underline;\">colori fisiologici<\/span> (distinti da quelli che poi chiamer\u00e0 colori fisici e colori chimici) che sono il fondamento dell&#8217;intera sua teoria e sono basati sul fatto che l&#8217;occhio non \u00e8 una lente passiva ma ha un ruolo cruciale nella percezione del colore, \u00e8 un organo coinvolto attivamente nel registrare la sensazione di colore. I colori fisiologici sono dunque soggettivi, propri dell&#8217;individuo che li percepisce, ma questo non compromette il rigore dell&#8217;analisi.<\/p>\n<blockquote><p>I colori che legittimamente collochiamo\u00a0qui all&#8217;inizio, poich\u00e9 appartengono del tutto o in gran parte al soggetto e all&#8217;occhio, costituiscono il fondamento dell&#8217;intera teoria e svelano quell&#8217;armonia cromatica che \u00e8 tema\u00a0di tante dispute. Questi colori sono stati fino ad ora considerati inessenziali e casuali, alla stregua di illusioni e deficienze.<br \/>\n[Goethe in <em>Teoria dei colori<\/em>]<\/p><\/blockquote>\n<p>Da queste osservazioni Goethe passa al concetto di colori complementari e al cerchio dei colori, ordinato in modo da porre i complementari in posizioni diametralmente opposte. Il cerchio dei colori di Goethe \u00e8 basato sulla mescolanza di luci che, come dimostrer\u00e0 nel 1852 Helmholtz, segue altre regole rispetto alla mescolanze di pigmenti.<\/p>\n<p>La parte sui colori fisiologici \u00e8 stata quella meno osteggiata dagli studiosi, perch\u00e9 conteneva importanti intuizioni ed esperienze. Per esempio il critico d&#8217;arte\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giulio_Carlo_Argan\" target=\"_blank\">Giulio Carlo Argan<\/a> (1909-1992) nella sua introduzione alla versione italiana della <em>Farbenlehre<\/em> [] afferma che Goethe \u00e8 andato molto vicino a teorizzare i principi cromatici degli impressionisti, e se avesse approfondito la sua analisi, sarebbe arrivato a dedurre importanti conseguenze dal contrasto simultaneo.<\/p>\n<p>I dibattiti con Schiller e la sua corrispondenza con il pittore\u00a0<a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Philipp_Otto_Runge\" target=\"_blank\">Philipp Otto Runge<\/a> dal 1806 fino alla morte di Runge nel 1810 contribuirono alla formulazione delle sue idee e dal 1800 al 1810 Goethe lavor\u00f2 intensamente alla\u00a0<em>Farbenlehre.<\/em> La parte didattica era terminata nel dicembre 1807 e la parte polemica e storica nel 1810. Entrando nella carrozza che lo portava a Karlsbad\u00a0chiam\u00f2 il 16 maggio &#8220;il giorno felice della liberazione&#8221;.<\/p>\n<p><a name=\"Farbenlehre\"><\/a><strong><br \/>\nFarbenlehre<\/strong> (teoria dei colori)<\/p>\n<p>Nel 1810 la\u00a0<em>Farbenlehere<\/em>, che incorpora i due saggi precedenti con qualche modifica, e\u00a0si compone di quattro parti in tre volumi, viene pubblicata.<\/p>\n<p>L&#8217;introduzione contiene questo epigramma \u00a0(pubblicato anche in\u00a0<em>Xenien<\/em>, scritto con Schiller e pubblicato\u00a0nell\u2019<i>Almanacco delle Muse<\/i>\u00a0per il 1797, e \u00a0<em>Willhelm Meisters Wanderjahre<\/em>\u00a0WA I\/48 196)<\/p>\n<blockquote><p><em>W\u00e4r\u2019 nicht das Auge sonnenhaft,\u00a0<\/em><br \/>\n<em>wie k\u00f6nnten wir das Licht erblicken?<br \/>\nLebt\u2019 nicht in uns des Gottes eigne Kraft,<br \/>\nwie k\u00f6nnt\u2019 uns G\u00f6ttliches entz\u00fccken?\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Se l\u2019occhio non fosse solare,<br \/>\ncome potremmo vedere la luce?<br \/>\nSe non vivesse in noi la forza propria di Dio,<br \/>\ncome potrebbe estasiarci il divino?<\/p><\/blockquote>\n<p>che Goethe scrive ispirato dalle &#8220;parole di un antico mistico&#8221; cio\u00e8 Plotino che nelle\u00a0<em>Enneadi<\/em>\u00a0scrive<\/p>\n<blockquote><p>Nessun occhio infatti ha mai visto il sole senza diventare simile al sole, n\u00e9 un\u2019anima pu\u00f2 vedere la bellezza senza diventare bella<br \/>\n[Plotino\u00a0<em>Enneadi<\/em>\u00a0I, 6, 9]<\/p><\/blockquote>\n<p>Speiser in \u201cDie mathematische Denkweise\u201d (Verlag Birkh\u00e4user, Basle 1945) scrive che l&#8217;approccio al colore di Goethe \u00e8 neoplatonico piuttosto che aristotelico\u00a0e infatti Goethe utilizza Plotino per sviluppare il proprio concetto di analogia. Nella sua autobiografia\u00a0<em>Dichtung und Wahrheit<\/em>\u00a0\u00a0inoltre scrive<\/p>\n<blockquote><p>tutto ad un tratto [nel 1782], e come se fosse una ispirazione, i filosofi neoplatonici e specialmente Plotino, mi hanno coinvolto emotivamente in modo straordinario \u00a0\u2026 e per molto tempo Plotino mi rimase aggrappato. (WA I\/27 382)<\/p><\/blockquote>\n<p>La <strong>prima parte nel primo volume<\/strong> \u00e8 la parte didattica intitolata <em>Entwurf einer Farbenlehre<\/em> divisa in sei sezioni: colori fisiologici, colori fisici e colori chimici; quindi nozioni generali, relazioni tra la scienza dei colori ed altre discipline e un esame degli effetti psicologi ed estetici del colore.<\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em;\">La parte iniziale \u00e8 dedicata alle immmagini postume (<\/span><em style=\"line-height: 1.5em;\">afterimage<\/em><span style=\"line-height: 1.5em;\">) e ai fenomeni del contrasto simultaneo. Erano fenomeni conosciuti da molto tempo ma Goethe fu il primo a studiarli in modo sistematico e ad intuirne l&#8217;importanza per la pittura. Per Goethe il fenomeno delle immagini postume \u00e8 di origine retinica e rappresentabile con un cerchio dei colori, appunto il cerchio di Goethe.<\/span><\/p>\n<p>La <strong>seconda parte nel secondo volume<\/strong> \u00e8 la parte polemica intitolata <em>Enth\u00fcllung der Theorie Newtons<\/em> ed \u00e8 in sostanza un commento all&#8217;<em>Ottica<\/em> di Newton.<\/p>\n<p>La <strong>terza parte nel terzo volume<\/strong> \u00e8 la parte storica intitolata\u00a0<em>Materialien zur Geschichte der Farbenlehre<\/em> e contiene un ampio riassunto delle idee e dei metodi che hanno costituito la scienza del colore dall&#8217;antichit\u00e0 ai tempi di Goethe.<\/p>\n<p>Goethe rappresenta la scuola di pensiero pre-newtoniana e tenta di riconciliarla con la tendenza scientifica dell&#8217;epoca. Come scrive Ralph Evans [4] il nostro interesse per l&#8217;opera di Goethe sta in due fatti sui quali egli basa l&#8217;intero soggetto:<\/p>\n<blockquote><p>Egli inizia con il fenomeno osservato dell&#8217;<em>adattamento dell&#8217;occhio alla luce<\/em>. Nella quinta frase della sua opera egli scrive \u00abla retina, dopo essere stata alla luce o all&#8217;oscurit\u00e0 si trova essere in due diversi stati, completamente opposti uno all&#8217;altro &#8230; Se passiamo improvvisamente da uno stato all&#8217;altro, anche senza supporre che siano gli stati estremi, ma solo, per esempio un cambio da luminoso a crepuscolare, la differenza si pu\u00f2 notare, e vediamo che l&#8217;effetto dura per un certo tempo.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Il secondo fatto \u00e8<\/p>\n<blockquote><p>La grande enfasi sulla sottostimata importanza della percezione del bianco &#8230; che \u00e8 un fatto fondamentale facilmente negletto.<\/p><\/blockquote>\n<p>Von den farbigen Schatten<\/p>\n<p><a name=\"Schopenhauer\"><\/a><strong><br \/>\nRapporti con Schopenhauer<\/strong><\/p>\n<p>Arthur Schopenhauer (1788-1860) \u00a0si \u00e8 laureato in filosofia a Jena nel 1814. Tra il 1813 e il 1814 frequenta Goethe e nel 1816 pubblica <em>\u00dcber das Sehen und die Farben<\/em>. Il libro comincia con l&#8217;evidenza fisiologica che il colore \u00e8 una risposta della retina e dimostra che tutta l&#8217;opera di Goethe dovrebbe essere compresa sotto il titolo &#8220;colori fisiologici&#8221; perch\u00e9 \u00a0la luce che produce i &#8220;colori fisici&#8221; cos\u00ec come i pigmenti materiali che riflettono i &#8220;colori chimici&#8221;, dipendono tutti dalla risposta soggettiva della retina. Schopenhauer identifica due punti relativamente ai quali si discosta da Goethe, cio\u00e8\u00a0il tema della\u00a0polarit\u00e0 dei colori,\u00a0e quello della produzione del bianco.<\/p>\n<p>Schopenhauer identifica il nero con l&#8217;attivit\u00e0 retinale nulla, il bianco come attivit\u00e0 retinale massima. Dalle osservazioni di Goethe sulle <em>after images<\/em><\/p>\n<p><a name=\"Polemica\"><\/a><strong><br \/>\nLa polemica con Newton<\/strong><\/p>\n<p>Nato 22 anni dopo la morte di Newton, nelle sue opere Goethe aveva condotto una crociata contro gli esperimenti sulla luce e il colore fatti da Newton stesso pi\u00f9 di cento anni prima. Goethe riconosceva come affidabili solo i dati acquisiti direttamente attraverso gli organi di senso, l&#8217;evidenza sensibile (in tedesco\u00a0<em>Anschaulichkeit<\/em>) ed era offeso dall&#8217;approccio analitico e astratto nella ricerca sul colore. Claudio Magris scrive che<\/p>\n<blockquote><p>\u00a0il pi\u00f9 grande esempio [di difesa dell&#8217;evidenza sensibile di Goethe] \u00e8 la sua appassionata, sbagliata ma a suo modo geniale e creativa polemica contro Newton a proposito della luce e dei colori, che lo induce a scrivere quella\u00a0<i>Teoria dei colori<\/i>, basata su esperimenti, che egli considerava erroneamente il suo capolavoro. In tale aspra polemica Goethe ha torto, ma anche in parte ragione. \u00c8 Newton che descrive giustamente come la luce arrivi alla nostra corteccia cerebrale e come i colori che noi vediamo corrispondano a diverse frequenze e lunghezze d&#8217;onda della luce, che il nostro cervello, vecchio grande filologo, traduce in rosso, blu, giallo, a seconda di quelle frequenze e lunghezze. Ma \u00e8 vero, concretamente e inoppugnabilmente vero, che noi non vediamo i numeri e le frazioni matematiche indicanti quelle misure, bens\u00ec rosso, verde, azzurro e anche percepiamo (con gli occhi, con la mente, col cuore) la passione di quel rosso, la nostalgia di quell&#8217;azzurro.<br \/>\n\u00c8 almeno discutibile che perfino la scienza, come pretendeva Goethe, debba occuparsi di quel verde o di quel giallo piuttosto che dei loro numeri; \u00e8 tuttavia indiscutibile che l&#8217;arte e la poesia, se si incantano davanti ai papaveri o ai fiordalisi, s&#8217;incantano per quei colori e per ci\u00f2 che essi evocano o significano per l&#8217;animo umano pi\u00f9 che per i rapporti matematici che creano quei colori o per la classe di vegetali cui appartengono quei fiori, cespugli o alberi variopinti.<br \/>\n[Claudio Magris<span style=\"color: #000000;\">\u00a0&#8220;Un antidoto in difesa dell&#8217;esperienza sensibile&#8221; <em>Corriere della Sera<\/em> 15\/2\/2012]<\/span><\/p><\/blockquote>\n<p>Secondo Goethe, Newton con i suoi esperimenti aveva commesso &#8220;uno degli errori pi\u00f9 nocivi per lo spirito umano&#8221;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><sup>Gi\u00e0 con il titolo del suo primo lavoro, <em>Beitr\u00e4ge zur Optik<\/em><\/sup><sup> Goethe intendeva fare riferimento all&#8217;<em>Ottica<\/em><\/sup><sup> di Newton, la cui ultima edizione in inglese era stata pubblicata nel 1721. Goethe non apprezzava l&#8217;impostazione di Newton, in quanto condotta con metodi matematici e non basati sull&#8217;osservazione e sulla descrizione dell&#8217;esperienza, che considerava basilari per la conoscenza. Per Goethe i sensi non ingannano ma anzi sono portatori di un significato che obbedisce a leggi costanti e strutturali.<\/sup><\/p>\n<p>Goethe rifiutava la teoria di Newton e dichiarava che si poteva dimostrare che fosse falsa. Alcune osservazioni con il prisma confermavano le sue opinioni. una parete bianca rimane bianca vista attraverso il prisma, dunque non \u00e8 vero che la luce bianca si scompone nei colori spettrali. Questo avviene solo dove c&#8217;\u00e8 contrasto tra chiaro e scuro.\u00a0In realt\u00e0 il fenomeno era gi\u00e0 noto a Newton e quella di Goethe si pu\u00f2 ritenere una incomprensione della teoria di Newton.<\/p>\n<p>La passionalit\u00e0 antinewtoniana lo acceca. Frasi aggressive e insultanti verso Newton e i suoi seguaci si trovano sia nella parte polemica che nella parte storica:<\/p>\n<blockquote><p>contrafactual fairy tale hocus pocus Wortkram Sophistry Subbness shamelessness bordering of dishonesty<\/p><\/blockquote>\n<p>Goethe disprezza tutti i seguaci di Newton ed \u00e8 entusiasmata da quelli che considera suoi avversari. Per esempio Goethe vede (erroneamente) in Grimaldi uno che prepara la dottrina newtoniana e allora Grimaldi diventa uno che<\/p>\n<blockquote><p>spacca, rompe, smembra, frantuma, sbriciola, \u2026 lacera, distende, schiaccia, tira, sparge e dissipa la luce: e da tutte questa violenza sprizza fuori il colore (tratto da Savelli 169)<\/p><\/blockquote>\n<p>Goethe sviluppa una teoria che ha poco a che fare con fisica e matematica e comprende un attacco ad una delle pi\u00f9 grandi scoperte scientifiche, l&#8217;ottica di Newton. Goethe ha lavorato molto e per molto tempo alla sua teoria ma non c&#8217;\u00e8 spirito scientifico nei risultati fondamentali.<\/p>\n<p>In una lettera a Eckermann Goethe afferma di essere l&#8217;unico a conoscere la disciplina del colore, e pensava che il suo maggiore contributo alla scienza, la pi\u00f9 importante delle sue opere, fosse appunto il lavoro sui colori.<\/p>\n<p><a name=\"Biografia\"><\/a><strong><br \/>\nBibliografia<\/strong><\/p>\n<p><strong>Opere di Goethe<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>1791 <em>Beitr\u00e4ge zur Optik 1<\/em> Verlag des Industrie-Comptoirs Weimar <a href=\"http:\/\/books.google.it\/books?id=vW_NZPPOiBoC&amp;dq=goethe%20beitrage%20zur%20optik&amp;pg=PA245#v=onepage&amp;q&amp;f=false\" target=\"_blank\">Google Books<\/a><\/li>\n<li>1792 <em>Beitr\u00e4ge zur Optik 2<\/em> Verlag des Industrie-Comptoirs Weimar <a href=\"http:\/\/books.google.it\/books?id=vW_NZPPOiBoC&amp;dq=goethe%20beitrage%20zur%20optik&amp;pg=PA297#v=onepage&amp;q&amp;f=false\" target=\"_blank\">Google Books<\/a><\/li>\n<li>1810\u00a0<em>Zur Farbenlehre<\/em> (<a title=\"http:\/\/www.farben-welten.de\/farben-welten\/goethes-farbenlehre.html\" href=\"http:\/\/www.farben-welten.de\/farben-welten\/goethes-farbenlehre.html\" rel=\"nofollow\">Farben-Welten<\/a>) (<a title=\"http:\/\/www2.hu-berlin.de\/literatur\/projekte\/goethe\/\" href=\"http:\/\/www2.hu-berlin.de\/literatur\/projekte\/goethe\/\" rel=\"nofollow\">Humboldt Universit\u00e4t<\/a>)\n<ul>\n<li><em>Didaktischer Teil<\/em> (parte didattica, tradotta in italiano a cura di R. Troncon e pubblicata come\u00a0<em>La teoria dei colori<\/em> dal Saggiatore nel 1979)<\/li>\n<li><em>Der Newtonischen Optik<\/em> (parte polemica, contro l&#8217;ottica di Newton)<\/li>\n<li><em>Historischer Teil<\/em> (parte storica, tradotta in italiano a cura di R. Troncon e pubblicata come\u00a0<em>La storia dei colori<\/em> da Editrice Luni nel 1997)<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Opere di Schopenhauer<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>1816 <em>\u00dcber das Sehen und die Farben<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Opere su Goethe<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>[1] Voce &#8220;Goethe, Johann Wolfgang von&#8221; in\u00a0<em>Scienziati e tecnologi dalle origini al 1875<\/em> Mondadori 1975<\/li>\n<li>[2] John R. Williams\u00a0<em>The Life of Goethe<\/em> Wiley Blackwell 1998<\/li>\n<li>[3] Johann Peter Eckermann\u00a0<em>Gespr\u00e4che mit Goethe in den letzten Jahren seines Lebens<\/em> 1836-1848 (tr. it. a c. di E. Donadoni,\u00a0<em>Colloqui con Goethe negli ultimi anni della sua vita<\/em> Laterza 1912)<\/li>\n<li>[4] Ralph Evans\u00a0<em>The Perception of Color<\/em> Wiley 1974<\/li>\n<li>[5]\u00a0Frederick Burwick\u00a0<em>The damnation of Newton: Goethe&#8217;s color theory and romantic <\/em><a href=\"http:\/\/books.google.com\/books?id=GBrXTRvFOcsC\" target=\"_blank\">Google Books<\/a><\/li>\n<li>[6] Dennis Sepper <em>Goethe contra Newton <\/em><a href=\"http:\/\/books.google.com\/books?id=LuIy4Qe7cY8C\" target=\"_blank\">Google Books<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Biografia Opere sul colore Farbenlehre (teoria dei colori) La polemica con Newton Rapporti con Schopenhauer Bibliografia Johann Wolfgang von Goethe il grande scrittore e poeta tedesco, \u00e8 stato un gigante della letteratura tedesca e mondiale ma \u00e8 noto anche per le sue ricerche nel campo della morfologia botanica e anatomica, basate sull&#8217;idea della natura unica [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"spay_email":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false},"categories":[757],"tags":[1500,1197,962,1238,1198],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/pjoVH-4l9","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":false,"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16687"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=16687"}],"version-history":[{"count":81,"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16687\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24508,"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16687\/revisions\/24508"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=16687"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=16687"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=16687"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}