{"id":18200,"date":"2011-04-14T14:48:08","date_gmt":"2011-04-14T13:48:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=18200"},"modified":"2014-03-16T18:42:08","modified_gmt":"2014-03-16T17:42:08","slug":"strategie-di-esposizione","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=18200","title":{"rendered":"Strategie di esposizione"},"content":{"rendered":"<p>Tipicamente una scena che si vuole fotografare contiene elementi di varia <strong>luminanza<\/strong>. L&#8217;intervallo di luminanza del soggetto\u00a0(<em>subject luminance range)<\/em>\u00a0\u00e8 la differenza, in stop di esposizione, tra la parte pi\u00f9 chiara e quella pi\u00f9 scura di un soggetto e una differenza di 7 \u00e8 considerata &#8220;normale&#8221;. Naturalmente l&#8217;intervallo di <strong>luminanza<\/strong> del soggetto\u00a0dipende da<\/p>\n<ol>\n<li>l&#8217;intervallo di <strong>illuminamento<\/strong> del soggetto: \u00e8 considerato &#8220;normale&#8221; un intervallo di 3 stop, e<\/li>\n<li>l&#8217;intervallo di <strong>riflettanza<\/strong>, tipicamente da 4% a 90%.<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong><br \/>\nEsposizione ottimale<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;intervallo di <strong>riflettanza<\/strong> \u00e8 difficilmente valutabile da parte di uno strumento o del sensore di una fotocamera. Uno strumento pu\u00f2 misurare la <strong>luminanza<\/strong> complessiva, ed \u00e8 comune misurare la <strong>luminanza<\/strong> complessiva <span style=\"text-decoration: underline;\">media<\/span>.<\/p>\n<p>A questo intervallo di <strong>luminanze<\/strong> corrisponde un intervallo di <strong>esposizioni<\/strong> fotometriche, una parte del quale \u00e8 &#8220;usabile&#8221; cio\u00e8 produce un intervallo di numeri digitali proporzionali all&#8217;esposizione stessa.<\/p>\n<p>Trovare l&#8217;esposizione ottimale significa far corrispondere in modo &#8220;appropriato&#8221; l&#8217;intervallo delle esposizioni fotometriche della scena con l&#8217;intervallo di sensibilit\u00e0 del sensore.<\/p>\n<p>La parola &#8220;appropriato&#8221; pu\u00f2 essere interpretata in due modi:<\/p>\n<ul>\n<li>misurare la massima luminanza riflessa dalla scena e farla corrispondere alla esposizione di saturazione; questa strategia \u00e8 chiamata ETTR (<em>expose to the right<\/em>) e ha il vantaggio di fornire il migliore rapporto segnale\/rumore per quella scena;<\/li>\n<li>far corrispondere la riflettanza di ogni oggetto della scena con un punto dell&#8217;intervallo delle esposizioni fotometriche.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><br \/>\nEsposizione standard<\/strong><\/p>\n<p>In pratica e pi\u00f9 semplicemente l&#8217;esposizione ottimale viene calcolata, per un data sensibilit\u00e0 ISO, in uno di questi modi alternativi<\/p>\n<ul>\n<li>stimando la <strong>luminanza<\/strong> (in cd\/m<sup>2<\/sup>) media riflessa dalla scena;<\/li>\n<li>stimando l<strong>&#8216;illuminamento<\/strong> (in lux) della scena.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Per scene tipiche un esposimetro a <strong>riflessione<\/strong> (<em>reflected light meter<\/em>)\u00a0va bene. Tuttavia ci sono scene inusuali, in cui la <strong>luminanza<\/strong> media darebbe un risultato sbagliato. Per esempio in una scena con il sole la luminanza media \u00e8 elevata e l&#8217;esposimetro tende ad abbassare l&#8217;esposizione fotografica e dunque la fotografia pu\u00f2 risultare sottoesposta. Con queste scene sarebbe pi\u00f9 opportuno misurare l&#8217;<strong>illuminamento<\/strong> della scena, cio\u00e8\u00a0la luce incidente piuttosto che quella riflessa, evitando cos\u00ec il concetto di &#8220;luminanza media&#8221;, ma con un esposimetro integrato in una fotocamera non si pu\u00f2 fare. Per\u00f2 si pu\u00f2 simulare questa misura con un cartoncino grigio.<\/p>\n<p><strong><br \/>\nCartoncino grigio<\/strong><\/p>\n<p>Un cartoncino grigio ha essenzialmente due usi in fotografia digitale:<\/p>\n<ul>\n<li>impostare il bilanciamento del bianco (deve avere una riflessione spettrale piatta a circa l&#8217;80%);<\/li>\n<li>impostare l&#8217;esposizione quando la scena non \u00e8 standard (deve avere una riflessione complessiva del 12-18%).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Per il bilanciamento del bianco, se la curva di riflessione del cartoncino \u00e8 abbastanza piatta, il cartoncino appare bianco (o comunque acromatico) sotto qualunque luce alla quale il nostro occhio \u00e8 adattato. Ma questo la fotocamera non lo sa. Invece \u00e8 pi\u00f9 importante il fatto che la luce viene riflessa esattamente come \u00e8 e dunque il cartoncino consente alla fotocamera di sapere quali rapporti di R, G e B rappresentano il colore dell&#8217;illuminazione. E questo a sua volta consente alla fotocamera di bilanciare questi rapporti e fare in modo che un&#8217;area grigia abbia numeri R, G e B uguali.<\/p>\n<p>Per questa operazione \u00e8 opportuno che il cartoncino non abbia un <strong>riflessione<\/strong> del 100% su tutto lo spettro, perch\u00e9 si rischia il <em>clipping<\/em>. Meglio che abbia una riflessione un po&#8217; inferiore (per esempio 80%).<\/p>\n<p><strong><br \/>\nEsposizione con cartoncino grigio<\/strong><\/p>\n<p>Per impostare l&#8217;esposizione non occorre che la curva di riflessione del cartoncino sia piatta.\u00a0Senza esposimetro, la fotografia di un cartoncino al 18% genera un istogramma con un picco circa al centro se l&#8217;esposizione (in camera o in postproduzione) \u00e8 corretta (in uno spazio con gamma 2.2 \u00e8 al 46%).<\/p>\n<p>Invece con un esposimetro per riflessione occorre che il cartoncino simuli un &#8220;soggetto medio&#8221; cio\u00e8 che rifletta la luce in percentuale &#8220;media&#8221; per la fotografia, dove\u00a0una tipica scena da fotografare ha una riflessione media del 12-13%.\u00a0Il cartoncino grigio pu\u00f2 allora essere usato con un esposimetro a riflessione (<em>reflected light meter<\/em>)\u00a0per\u00a0misurare la luminanza di un soggetto medio.<\/p>\n<p>Un cartoncino al 18% di riflessione letto con un esposimetro produce dati di apertura e tempo che danno una scena sottoesposta, ma se si tiene a 45\u00b0 invece che ortogonale all&#8217;obiettivo la riflettanza diventa circa 13. Oppure si possono seguire le istruzione\u00a0della Kodak Grey Card che consigliano di modificare leggermente i dati di esposizione letti da un esposimetro in riflessione:<\/p>\n<blockquote><p><em>Meter readings of the gray card should be adjusted as follows:<\/em><\/p>\n<ol>\n<li><em>For subjects of normal reflectance increase the indicated exposure by 1\/2 stop.<\/em><\/li>\n<li><em>For light subjects use the indicated exposure; for very light subjects decrease exposure by 1\/2 stop<\/em><\/li>\n<li><em>If the subject is dark to very dark increase the indicated exposure by 1 to 1.5 stops<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<\/blockquote>\n<p>Vedi anche questo PDF di Kodak: <a href=\"http:\/\/www.kodak.com\/cluster\/global\/en\/consumer\/products\/techInfo\/am105\/am105kic.shtml\" target=\"_blank\">Estimating Luminance and Illuminance With Reflection-Type Exposure Meters and an 18% Neutral Test Card<\/a>.<br \/>\n&#8212;<\/p>\n<p>Se si conosce la <strong>luminanza<\/strong> della scena e l&#8217;<strong>esposizione<\/strong> fotometrica desiderata, si pu\u00f2 determinare EV come segue.<\/p>\n<p>L&#8217;equazione che fornisce l&#8217;esposizione fotometrica per un soggetto distante e sull&#8217;asse ottico \u00e8 la seguente:<\/p>\n<pre style=\"padding-left: 30px;\">H = E \u0394t = \u03c0 L \u0394t \/ 4F<sup>2<\/sup><\/pre>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>e dunque:<\/p>\n<pre style=\"padding-left: 30px;\">EV = log<sub>2<\/sub>L - (log<sub>2<\/sub>H + 0.3485)<\/pre>\n<p>Questa equazione mostra che, per ottenere una certa <strong>esposizione<\/strong> H sul sensore, l&#8217;impostazione EV da usare \u00e8 legata al logaritmo in base 2 della <strong>luminanza<\/strong> della scena.<\/p>\n<p>Per esempio per ottenere H = 0.008 lx s (esposizione richiesta per sviluppare a densit\u00e0 0.1 un film in bianco e nero a 100 ISO), allora EV = log<sub>2<\/sub>L + 6.6.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tipicamente una scena che si vuole fotografare contiene elementi di varia luminanza. 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