{"id":19784,"date":"2011-08-21T00:20:16","date_gmt":"2011-08-20T22:20:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=19784"},"modified":"2017-09-24T17:07:42","modified_gmt":"2017-09-24T15:07:42","slug":"la-fine-dei-protagonisti","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=19784","title":{"rendered":"La fine dei protagonisti"},"content":{"rendered":"<p style=\"padding-left: 30px;\">Dopo di che si reclina comodamente in poltrona. Ormai non soffre pi\u00f9. Anzi \u00e8 cos\u00ec tranquillo che Ottilie non si accorge nemmeno che \u00e8 gi\u00e0 morto. \u00c8 la stessa ora in cui \u00e8 nato: poco dopo mezzogiorno. Quattro giorni dopo, il 26 marzo, la sua salma viene deposta nel sepolcro dei granduchi di Weimar. Sono gi\u00e0 ad attenderlo due amici: Carl August e Schiller.<br \/>\n\u2212Italo Alighiero Chiusano\u00a0<em>Vita di Goethe<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\">Passarono alcuni minuti prima che qualcuno accorresse in aiuto del poeta che s&#8217;era accasciato su un fianco. Lo portarono in camera sua. E il giorno stesso il mondo apprese con reverente commozione la notizia della sua morte.<br \/>\n\u2212Thomas Mann <em>La morte a Venezia<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\">Come Tommaso rif\u00f9 nel suo lettino, gli sembr\u00f2 quasi di stare un po&#8217; meglio. In fondo in fondo ancora non l&#8217;avevano benedetto: da qualche ora la tosse gli si era fermata, e aveva pure chiesto alla madre un po&#8217; di quella marsala che gli aveva portato Irene. Ma poi, come divent\u00f2 notte, si sent\u00ec peggio, sempre di pi\u00f9: gli prese un nuovo intaso di sangue, toss\u00ec, toss\u00ec, senza pi\u00f9 rifiatare, e addio Tommaso.<br \/>\n\u2212Pier Paolo Pasolini <em>Una vita violenta<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\">Una martire non soffr\u00ec mai simili torture, a giudicare dai gridi che ella mandava. Due o tre volte si \u00e8 rizzata in piedi sul letto, quasi a riafferrare la vita che risaliva a Dio. Due o tre volte ha anche pronunciato il vostro nome, poi silenzio, ed \u00e8 ricaduta esausta sul letto. Tante lacrime colavano dai suo occhi. E cos\u00ec \u00e8 morta.<br \/>\n\u2212Alexandre Dumas <em>La signora delle camelie<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\">Detto questo si gett\u00f2 dalla finestra della cabina sulla zattera di ghiaccio che stava accanto al vascello. Presto fu portato via dalle onde, e si perse lontano, nelle tenebre.<br \/>\n\u2212Mary Shelley <em>Frankenstein<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\">E lui attacca, la nota ferma, seguita con necessit\u00e0 e precisione dalle altre, nell&#8217;antico concerto che dice la rassegnata disperazione per la morte di un uomo, e forse di una citt\u00e0, e forse anche di tutto ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 vissuto abbastanza.<br \/>\n\u2212Giuseppe Berto <em>Anonimo veneziano<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\">L&#8217;altro scheletro che teneva il primo strettamente abbracciato, era quello di un uomo. Si not\u00f2 che aveva la colonna vertebrale deviata, la testa nelle scapole, e una gamba pi\u00f9 corta dell&#8217;altra. Non aveva comunque nessuna rottura \u00a0delle vertebre della nuca, ed era evidente che non era stato impiccato. Dunque l&#8217;uomo al quale era appartenuto era andato l\u00e0, e vi era morto. Quando cercarono di staccarlo dallo scheletro che abbracciava, cadde in polvere.<br \/>\n\u2212Victor Hugo <em>Notre-Dame de Paris<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\">Verso le undici di notte lo fece seppellire nel posto da lui prescelto. Il vecchio segu\u00ec il feretro con i figli, Alberto non ne ebbe la forza. Si temeva per la vita di Lotte. Artigiani lo portarono, nessun prete lo accompagn\u00f2.<br \/>\n\u2212Wolfgang Goethe <em>I dolori del giovane Werther<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\">Si sollev\u00f2, vinta dallo spavento, per guardare il viso di lui. Era disteso, impassibile, inanimato, indifferente ad ogni miseria, reso quieto improvvisamente dall&#8217;Eterno Oblio.<br \/>\n\u2212Guy de Maupassant <em>Forte come la morte<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\">La vita, pensa, se ancora ha la forza e la volont\u00e0 di farlo, non \u00e8 stata che un&#8217;interminabile vanit\u00e0. &#8220;Delirio&#8221; sentono che mormora. E la testa, il volto che ha preso &#8220;quell&#8217;atteggiamento arguto e pensoso che gli era famigliarissimo&#8221;, sprofonda lentamente nel Regno che ha sognato.<br \/>\n\u2212Ferruccio Ulivi \u00a0<em>Manzoni<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\">Ma Alan Turing non sarebbe riuscito a fare come gli altri: non avrebbe partecipato, come pure avrebbe voluto, a quello spirito di quotidiana anarchia. Molto meno libero di quanto appariva agli altri, in realt\u00e0 stava camminando anche lui sull&#8217;ultima spiaggia della vita. Un anno dopo, la sera del 7 giugno 1954, Alan si uccise.<br \/>\n\u2212Andrew Hodges \u00a0<em>Storia di un enigma. Vita di Alan Turing<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo di che si reclina comodamente in poltrona. Ormai non soffre pi\u00f9. Anzi \u00e8 cos\u00ec tranquillo che Ottilie non si accorge nemmeno che \u00e8 gi\u00e0 morto. \u00c8 la stessa ora in cui \u00e8 nato: poco dopo mezzogiorno. 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