{"id":19836,"date":"2011-09-03T15:39:47","date_gmt":"2011-09-03T13:39:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=19836"},"modified":"2018-11-17T15:19:36","modified_gmt":"2018-11-17T14:19:36","slug":"come-misurare-le-sensazioni-psicofisica","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=19836","title":{"rendered":"Come si misurano le sensazioni?"},"content":{"rendered":"<p>Il colore \u00e8 una sensazione che origina da uno stimolo fisico. Lo stimolo fisico \u00e8 oggettivamente misurabile, ma il concetto di misurabilit\u00e0 per una sensazione, che \u00e8 un fatto psicologico, \u00e8 pi\u00f9 complesso.<\/p>\n<p>Uno dei problemi chiave della psicologia (intesa come studio dei meccanismi mentali) alla sua nascita era la misurazione dei fatti psichici, cio\u00e8 l&#8217;individuazione di una relazione tra intensit\u00e0 dello stimolo fisico e intensit\u00e0 della sensazione. Una scala di sensazioni esisteva gi\u00e0 in epoca ellenistica, ed era la scala della brillanza delle stelle, stabilita dall&#8217;astronomo <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ipparco_di_Nicea\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Ipparco di Nicea<\/a> (190-120 a.C.) attorno al 150 a.C. La brillanza \u00e8 la quantit\u00e0 di luce percepita.<\/p>\n<p>Il metodo di Ipparco \u00e8 stato poi ripreso da Claudio Tolomeo nell&#8217;<em>Almagesto<\/em>, dove per ogni stella \u00e8 indicata la latitudine, la longitudine e appunto la brillanza, indicata con un numero da 1 a 6, essendo 1 assegnato alle stelle di massima brillanza e 6 a quelle di minima brillanza. I numeri dunque esprimono l&#8217;intensit\u00e0 della sensazione (un fatto psichico) che ovviamente \u00e8 in una qualche relazione con l&#8217;intensit\u00e0 luminosa (un fatto fisico).<\/p>\n<p><strong><br \/>\nErnst Heinrich Weber<\/strong><\/p>\n<p>La scienza moderna che studia la relazione tra intensit\u00e0 della sensazione e intensit\u00e0 dello stimolo fisico si chiama <strong>psicofisica<\/strong>, ed \u00e8 stata fondata nell&#8217;Ottocento da\u00a0<a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Ernst_Heinrich_Weber\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Ernst Heinrich Weber <\/a>(1795-1878).\u00a0Nel 1834 Weber aveva trovato che se si presenta ad un soggetto uno stimolo fisico di intensit\u00e0 R e si determina di quanto questo stimolo debba essere fatto variare affinch\u00e9 il soggetto percepisca la variazione, la differenza appena percepibile (\u2206R) non \u00e8 costante, ma dipende dal valore iniziale di R; invece il rapporto k \u00a0tra \u2206R e R \u00e8 costante (costante di Weber).<\/p>\n<p>La legge di Weber spiega perch\u00e9, se devo tenere in mano un chilo di zucchero, l&#8217;aggiunta di un altro chilo si fa sentire, ma se devo tenerne 10 chili, l&#8217;aggiunta di un altro chilo \u00e8 molto meno rilevante. Spiega anche perch\u00e9 di giorno non si vedono le stelle. Di notte la luce delle stelle rappresenta un certo incremento di intensit\u00e0 su quella del cielo. Di giorno lo stesso incremento, si aggiunge ad una intensit\u00e0 del cielo molto pi\u00f9 grande.<\/p>\n<p><strong><br \/>\nGustav Theodore Fechner<\/strong><\/p>\n<p>Successivamente, lo studio della psicofisica \u00e8 stato affrontato da un altro tedesco, <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Gustav_Fechner\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Gustav Theodore Fechner<\/a> (1801-1887).\u00a0Fechner, professore di fisica a Lipsia dal 1834 al 1839 e studioso del colore e della visione, fu colpito da una grave malattia che lo rese temporaneamente cieco. Dopo la ripresa si dedic\u00f2 alla studio della mente e della sua relazione con il corpo. Nel 1860 pubblic\u00f2 il trattato\u00a0<em>Elemente der Psychophysik <\/em>la sua opera principale che ne fece uno dei fondatori della moderna psicologia sperimentale.<\/p>\n<p>Fechner modifica la relazione di Weber, sostituendo la sensazione\u00a0\u00a0E allo stimolo fisico R e considerando una scala continua invece che \u00a0discreta; in tal caso \u00a0la sensazione aumenta secondo il logaritmo dell\u2019intensit\u00e0 dello stimolo.\u00a0Le sensazioni dunque possono essere messe in relazione matematica con gli stimoli, e quindi possono essere misurate.<\/p>\n<p>Secondo la legge di Fechner la nostra sensibilit\u00e0 diminuisce all&#8217;aumentare dell&#8217;intensit\u00e0 dello stimolo fisico.\u00a0Ancora oggi la scala pi\u00f9 usata per l&#8217;intensit\u00e0 del suono, la scala dei decibel (dB), \u00e8 una scala logaritmica basata sulla legge di Fechner.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 la forma logaritmica non \u00e8 valida per tutte le sensazioni, anche se l&#8217;andamento generale \u00e8 proprio quello descritto da Fechner. Tratto da [3] pag. 9:<\/p>\n<blockquote><p>Egli [Fechner] si trov\u00f2 di fronte a due alternative; poteva assumere\u00a0che a <em>rapporti<\/em> uguali di stimoli corrispondono<\/p>\n<ol>\n<li><em>differenze<\/em> uguali di sensazioni, oppure<\/li>\n<li><em>rapporti<\/em> uguali di sensazioni.<\/li>\n<\/ol>\n<p>La scelta di Fechner in favore delle differenze sensoriali &#8230; risult\u00f2 essere sostanzialmente indiretta e davvero confusa &#8230; Quella che ora appare essere la pi\u00f9 ovvia delle verit\u00e0 (che rapporti di stimoli generano rapporti di sensazioni) cominci\u00f2 ad affermarsi formalmente nella psicofisica verso la met\u00e0 del ventesimo secolo.<\/p><\/blockquote>\n<p><strong><br \/>\nJoseph Plateau<\/strong><\/p>\n<p>In uno studio classico del 1872, il fisico belga <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Joseph_Plateau\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Joseph Plateau<\/a> (1801-1883) scrive\u00a0di aver dato un paio di dischi, uno dipinto di bianco, l\u2019altro di nero ad ognuno di otto pittori chiedendo di ritornare ai loro rispettivi studi e dipingere un disco grigio a met\u00e0 strada tra i due. Nonostante le diverse condizioni di illuminazione, i dischi grigi che gli otto pittori riconsegnarono a Plateau erano praticamente identici. Infatti in una scala uniforme i vari livelli di grigio che vanno da bianco a nero, fissato il numero, sono sempre gli stessi, indipendentemente dall\u2019illuminazione.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 \u00e8 noto che l\u2019illuminazione ambientale non influenza il rapporto fra le\u00a0quantit\u00e0 delle luci riflesse da due superfici, da questa osservazione egli\u00a0concluse che il <em>rapporto<\/em>\u00a0 1\/2 rimane costante se il <em>rapporto<\/em> fra le\u00a0corrispondenti quantit\u00e0 di luce riflesse dalle superfici rimane costante. Sulla\u00a0base di questa conclusione, Plateau deriv\u00f2 una legge psicofisica che\u00a0viene oggi chiamata anche legge di Stevens\u00a0per riconoscere il lavoro di Stevens (1975), nella ricerca di prove empiriche della legge di Plateau. [2]<\/p>\n<p>Affascinato dalla persistenza delle immagini sulla retina, realizz\u00f2 nel 1843 un esperimento durante il quale fiss\u00f2 il sole in maniera diretta per 25 secondi. La conseguenza di questo esperimento fu la perdita della vista.<\/p>\n<p><strong><br \/>\nStanley Smith Stevens<\/strong><\/p>\n<p>Negli anni Sessanta del Novecento lo psicologo statunitense\u00a0<a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Stanley_Smith_Stevens\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Stanley Smith Stevens<\/a> (1906-1973) affront\u00f2 il problema della mancanza di generalit\u00e0 della legge di Fechner cercando di calcolarla per pi\u00f9 di 30 tipi diversi di percezione e arrivando alla cosiddetta <em>Stevens power law<\/em>, che pu\u00f2 essere usata per molti fenomeni percettivi. Nel campo del colore questa legge \u00e8 usata per mettere in relazione il valore di tristimolo XYZ e la chiarezza e la croma nel sistema CIELAB.<\/p>\n<p>Colorimetria e fotometria sono due settori della psicofisica che studiano rispettivamente (a) la sensazione di brillanza o chiarezza e (b) la sensazione di colore che comprende quelle di brillanza o chiarezza, e aggiunge quelle di tinta e pienezza o croma).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[1] Mark D. Fairchild <em>Color Appearance Models<\/em> Wiley 1998 (capitolo &#8220;Psychophysics&#8221;)<\/p>\n<p>[2] Stanley Smith Stevens\u00a0<em>Psychophysics: introduction to its perceptual, neural, and social prospects <\/em>1975 (<a href=\"http:\/\/books.google.com\/books?id=r5JOHlXX8bgC\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Google Books<\/a>)<\/p>\n<p>[3] Frank A. Geldard <em>Psicofisiologia degli organi di senso<\/em> Martello 1972<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il colore \u00e8 una sensazione che origina da uno stimolo fisico. Lo stimolo fisico \u00e8 oggettivamente misurabile, ma il concetto di misurabilit\u00e0 per una sensazione, che \u00e8 un fatto psicologico, \u00e8 pi\u00f9 complesso. 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