{"id":20386,"date":"2011-12-12T13:30:08","date_gmt":"2011-12-12T11:30:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=20386"},"modified":"2018-12-23T02:33:57","modified_gmt":"2018-12-23T01:33:57","slug":"la-scienza-cessa-di-svilupparsi-nelloccidente","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=20386","title":{"rendered":"2.1.7 Visione e colore nel neoplatonismo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"#plotino\">Plotino<\/a><br \/>\n<a href=\"#dottrina\">La dottrina metafisica dell\u2019emanazione<\/a><br \/>\n<a href=\"#dueluci\">Le due luci neoplatoniche<\/a><br \/>\n<a href=\"#colore\">Il colore \u00e8 materia illuminata<\/a><br \/>\n<a href=\"#visione\">La visione<\/a><br \/>\n<a href=\"#calcidio\">Neoplatonici dell\u2019occidente latino (Calcidio, Boezio)<\/a><br \/>\n<a href=\"#eredita\">L\u2019eredit\u00e0 greca nel campo della visione<\/a><br \/>\n<a href=\"#ascesa\">Ascesa del cristianesimo e caduta dell\u2019impero romano<\/a><br \/>\n<a href=\"#traduzioni\">Le traduzioni delle opere greche in siriaco e in arabo<\/a><\/p>\n<p class=\"standard\">Nel 27 a.C. Augusto fonda l\u2019impero romano e qualche anno dopo <a id=\"idIndexMarker-29\"><\/a>probabilmente a Betlemme, nel protettorato romano della Giudea, nasce <a id=\"idIndexMarker-30\"><\/a>Ges\u00f9 (ca 7 a.C.-30 d.C.) detto il <a id=\"idIndexMarker-31\"><\/a>Cristo. Dalla sua predicazione origina il cristianesimo che ha radici nella religione ebraica e inizia lentamente a diffondersi verso il pi\u00f9 ampio mondo romano che lo circonda, soprattutto in Grecia, con i viaggi di predicazione di Paolo di Tarso (ca 10-67).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-21557\" style=\"border: 0px none;\" title=\"Impero Romano\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/impero.jpg?resize=479%2C331\" alt=\"\" width=\"479\" height=\"331\" srcset=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/impero.jpg?w=479 479w, https:\/\/i1.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/impero.jpg?w=300 300w\" sizes=\"(max-width: 479px) 100vw, 479px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p class=\"standard\">Nel II e III secolo inizia una sistematica persecuzione dei cristiani, favorita anche da guerre interne, crisi economiche, invasioni barbariche. All\u2019interno dei confini dell\u2019impero romano gli ebrei sono tollerati ed integrati nella popolazione pagana, mentre conflitti sempre pi\u00f9 violenti contrappongono pagani e cristiani. L\u2019espansione del cristianesimo \u00e8 lenta e solo verso la fine del III secolo il cristianesimo \u00e8 presente in tutto l\u2019impero romano. Ci\u00f2 gli ha comunque permesso di adeguarsi al mondo pagano che lo circonda e di prepararsi ad avere un ruolo importante non solo nel campo della fede ma anche in quello filosofico e scientifico.<a id=\"footnote-311-1-backlink\" class=\"_idFootnoteLink\" href=\"#footnote-311-1\">1<\/a><\/p>\n<p class=\"standard\">I padri fondatori del cristianesimo, come Tertulliano (ca 155-222) e Lattanzio (ca 260-340), guardavano con sospetto alla filosofia e alla scienza pagana ed erano contrari all\u2019osservazione dei fenomeni, perch\u00e9 consideravano il mondo una infima creazione di Dio e i fenomeni mondani meno degni di studio delle cose della religione. Altri pi\u00f9 tolleranti, come Basilio (329-379) e Gregorio Nazianzeno (ca 329-390), accetteranno le conclusioni scientifiche non in contrasto con la Sacra Scrittura, e allora la scienza diventer\u00e0 un insieme di conclusioni acquisite che confermano l\u2019opera del Creatore.<\/p>\n<p class=\"standard\">Nel frattempo, a partire dal III secolo, i diversi pensieri filosofici pagani (stoico, platonico, aristotelico, epicureo) erano rapidamente confluiti in una nuova filosofia, il neoplatonismo, che diventer\u00e0 la forma filosofica finale del pensiero greco e rimarr\u00e0 predominante fino al IV secolo quando diventer\u00e0 un serio rivale per il cristianesimo.<\/p>\n<p class=\"standard\">A Roma la scuola neoplatonica faceva capo a Plotino (204-270), cittadino romano di lingua greca. Oltre a quella di Roma, altre scuole neoplatoniche erano presenti ad Alessandria (prima con Ammonio Sacca nel III secolo, poi con <a id=\"idIndexMarker-23\"><\/a>Ipazia nel V secolo), ad Atene (la vecchia Accademia di <a id=\"idIndexMarker-24\"><\/a><a id=\"idIndexMarker-25\"><\/a><a id=\"idIndexMarker-26\"><\/a>Platone con <a id=\"idIndexMarker-27\"><\/a>Plutarco e Proclo, chiusa da Giustiniano nel 529), a Pergamo (<a id=\"idIndexMarker-28\"><\/a>con Edesio nel IV secolo) e in Siria (con Giamblico nel IV secolo).<\/p>\n<p><a name=\"plotino\"><\/a><\/p>\n<p class=\"paragrafo\">Plotino<\/p>\n<p class=\"standard\">Plotino \u00e8 stato l\u2019ultimo grande filosofo pagano di cultura ellenistica, vissuto al tramonto dell\u2019impero romano e nel momento in cui il pensiero cristiano iniziava a diffondersi. Per molti \u00e8 secondo solo a Platone e Aristotele mentre per altri \u00e8 \u201cnuovo e personale solo nell\u2019assimilazione e nella discussione di dottrine altrui\u201d.<a id=\"footnote-311-2-backlink\" class=\"_idFootnoteLink\" href=\"#footnote-311-2\">2<\/a><\/p>\n<p class=\"standard\">Nato a Licopoli (oggi Asy\u016bt) sulla riva sinistra del Nilo, quando l\u2019Egitto era una provincia romana e l\u2019imperatore era Settimio Severo (regn\u00f2 dal 193 al 211), Plotino si trasferisce ad Alessandria nel 232 ed entra nel circolo del filosofo Ammonio Sacca (175-242), considerato l\u2019iniziatore del <span class=\"w_ita\" xml:lang=\"it-IT\">neoplatonismo<\/span>. Dopo undici anni di studi Plotino si unisce all\u2019esercito dell\u2019imperatore Gordiano III (regn\u00f2 dal 238 al 244) impegnato ad arginare i Sasanidi al di l\u00e0 del confine dell\u2019Eufrate. La spedizione non ha successo e Gordiano III muore in battaglia (o forse assassinato dal suo successore).<a id=\"footnote-311-3-backlink\" class=\"_idFootnoteLink\" href=\"#footnote-311-3\">3<\/a> Nel 244 Plotino si trasferisce a Roma dove rapidamente guadagna il rispetto di numerosi nobili, senatori e anche dello stesso imperatore Gallieno (regn\u00f2 dal 253 al 268). La sua scuola neoplatonica diventa presto la principale scuola filosofica dell\u2019et\u00e0 imperiale romana soppiantando lo stoicismo e l\u2019aristotelismo. Plotino muore nel 270 a Minturno (oggi nel Lazio meridionale) dove si era trasferito negli ultimi anni della sua vita. Plotino aveva assegnato la sistemazione dei propri scritti ad uno dei suoi allievi, Porfirio di Tiro (ca 234-305), che li riordin\u00f2 in sei gruppi, ciascuno di nove (in greco <span class=\"w_gre\" xml:lang=\"el-GR\">ennea<\/span>) trattati.<a id=\"footnote-311-4-backlink\" class=\"_idFootnoteLink\" href=\"#footnote-311-4\">4<\/a> Le <span class=\"w_lat\" xml:lang=\"en-US\">Enneadi<\/span> sono state pubblicate postume e verranno tradotte in latino nel 1484 da Marsilio Ficino.<\/p>\n<p class=\"standard\">La filosofia di Plotino utilizza il residuo patrimonio classico adattandolo con elementi mistici orientali per reggere la concorrenza del cristianesimo e nella sua prosa, oltre ad alludere a dottrine platoniche, peripatetiche, stoiche, inserisce anche osservazioni geometriche, fisiche, meccaniche, musicali.<\/p>\n<p class=\"standard\">I padri della chiesa cristiana, nell\u2019elaborazione della loro filosofia (la Patristica) faranno propri molti dei temi del neoplatonismo di Plotino che riuscir\u00e0 ad avere grande diffusione in ambito cristiano soprattutto per opera di Ambrogio (339-397) arcivescovo di Milano, attorno al quale verso la fine del IV secolo si era formato un circolo intellettuale. Venendo in contatto con questo circolo anche Agostino (354-430) conobbe il pensiero neoplatonico, determinante per il suo allontanamento dal manicheismo.<a id=\"footnote-311-5-backlink\" class=\"_idFootnoteLink\" href=\"#footnote-311-5\">5<\/a><\/p>\n<p><a name=\"dottrina\"><\/a><\/p>\n<p class=\"paragrafo\">La dottrina metafisica dell\u2019emanazione<\/p>\n<p class=\"standard\">Plotino sviluppa un complesso sistema metafisico secondo il quale l\u2019origine della molteplicit\u00e0 di tutti gli esseri \u00e8 Dio e tutto l\u2019universo \u00e8 emanazione che procede da lui. Da Dio emana lo spirito (cio\u00e8 l\u2019intelletto, la sede delle idee platoniche), e da questo emana l\u2019anima del mondo e successivamente le anime individuali (forme intelligibili) e infine la materia (l\u2019universo fisico sensibile, l\u2019estremo limite).<a id=\"footnote-311-6-backlink\" class=\"_idFootnoteLink\" href=\"#footnote-311-6\">6<\/a> Plotino stesso usa diverse figure metaforiche per descrivere il proprio sistema.<\/p>\n<p class=\"standard\">La prima metafora di questa dottrina dell\u2019emanazione di tutti gli esseri da Dio \u00e8 la luce visibile che irradia da un corpo autoluminoso in forma di sfere successive che aumentano sempre di raggio mentre diminuiscono di luminosit\u00e0. Il corpo autoluminoso invece non impoverisce a seguito dell\u2019irradiamento. L\u2019emanazione si ripete anche ai livelli pi\u00f9 bassi dell\u2019essere e qui Plotino usa altre metafore rimaste famose:<\/p>\n<blockquote class=\"citazione\"><p>Tutti gli esseri, finch\u00e9 esistono, producono necessariamente dalla loro sostanza, in virt\u00f9 del potere che \u00e8 in loro, una realt\u00e0 distinta che li circonda, all\u2019esterno, ed \u00e8 da loro dipendente, immagine, per cos\u00ec dire, degli archetipi da cui ha avuto origine. Il fuoco produce il calore che viene da esso, e la neve non trattiene soltanto in s\u00e9 il freddo. Ma la migliore testimonianza di quest\u2019attivit\u00e0 \u00e8 offerta dalle cose che hanno un profumo: finch\u00e9 esistono, qualcosa si diffonde da loro tutt\u2019intorno, e ci\u00f2 che si trova l\u00ec vicino beneficia della loro esistenza.<br \/>\n[Plotino <span class=\"w_lat\" xml:lang=\"en-US\">Enneadi<\/span>] V, 1, 6<\/p><\/blockquote>\n<p class=\"standard\">Insomma tutto ci\u00f2 che esiste produce una immagine di s\u00e9 che viene emanata at\u00adtorno a s\u00e9 stesso, cos\u00ec come fa il fuoco che produce calore, la neve che genera freddo, un oggetto che sparge il proprio profumo. Ma l\u2019esempio di emanazione pi\u00f9 accessibile ai sensi \u00e8 quello della luce visibile.<\/p>\n<p><a name=\"dueluci\"><\/a><\/p>\n<p class=\"paragrafo\">Le due luci neoplatoniche<\/p>\n<p class=\"standard\">Studi recenti hanno dimostrato la grande influenza del pensiero neoplatonico sulla <span class=\"w_lat\" xml:lang=\"en-US\">perspectiva<\/span> (cio\u00e8 l\u2019ottica) della Scolastica fino a Keplero. In particolare \u00e8 stato provato che il concetto di luce della <span class=\"w_lat\" xml:lang=\"en-US\">perspectiva<\/span> deriva da quello neoplatonico con la mediazione degli arabi.<a id=\"footnote-311-7-backlink\" class=\"_idFootnoteLink\" href=\"#footnote-311-7\">7<\/a><\/p>\n<p class=\"standard\">Per definire la natura della luce visibile Plotino usa il concetto aristotelico di atto o attivit\u00e0 (<span class=\"w_gre\" xml:lang=\"el-GR\">energeia<\/span>), ma lo specializza in due stadi: c\u2019\u00e8 una prima attivit\u00e0 del corpo luminoso in s\u00e9 stesso, alla quale segue una seconda attivit\u00e0 del corpo luminoso che esce e si dirige al di fuori di s\u00e9, in grado di irradiarsi nell\u2019intorno:<\/p>\n<blockquote class=\"citazione\"><p>c\u2019\u00e8 nel corpo luminoso una attualizzazione, un tipo di vita che \u00e8 pi\u00f9 intensa, un principio e una sorgente di attivit\u00e0 rivolta all\u2019esterno; oltre i limiti del corpo luminoso esiste una seconda attualizzazione caratteristica di questo corpo e che non si separa mai dal corpo. Ogni essere ha una attualizzazione che \u00e8 la sua immagine e finch\u00e9 esso esiste anche questa attualizzazione esiste.<br \/>\n[Plotino <span class=\"w_lat\" xml:lang=\"en-US\">Enneadi<\/span>] IV, 5, 7<\/p><\/blockquote>\n<p class=\"standard\">Il fuoco che sta in un corpo luminoso \u00e8 quella variante di fuoco che Platone chiama luce e si tratta della forma, dell\u2019attivit\u00e0, del corpo autoluminoso.<a id=\"footnote-311-8-backlink\" class=\"_idFootnoteLink\" href=\"#footnote-311-8\">8<\/a> Questa luce essendo una forma \u00e8 incorporea come tutte le forme, ma \u201cpartecipa\u201d della corporeit\u00e0 del corpo luminoso, e in questo senso ha una corporeit\u00e0 derivata, come accade anche per la luce aristotelica.<a id=\"footnote-311-9-backlink\" class=\"_idFootnoteLink\" href=\"#footnote-311-9\">9<\/a> Poi c\u2019\u00e8 un\u2019altra luce che \u00e8 una seconda attivit\u00e0 del corpo luminoso, questa volta al di fuori di s\u00e9. Questa seconda luce \u00e8 immagine della prima, irradia sfericamente dal corpo autoluminoso ed \u00e8 una attivit\u00e0 della prima luce, quindi incorporea.<\/p>\n<blockquote class=\"citazione\"><p>Ma questa [prima] luce \u00e8 corpo, e da essa si irradia qualcosa [la seconda] che ha lo stesso nome di luce e che noi diciamo essere senza dubbio incorporea. Questa \u00e8 data da quella prima luce, sfolgorante proprio come il fiore e lo splendore\u2026<br \/>\n[Plotino <span class=\"b_gre\" xml:lang=\"el-GR\">Enneadi<\/span> ] II, 1, 7<\/p><\/blockquote>\n<p class=\"standard\">Al contrario di Aristotele che considerava la (seconda) luce necessariamente ospitata in un corpo con la qualit\u00e0 della trasparenza (cio\u00e8 un <span class=\"w_lat\" xml:lang=\"en-US\">medium<\/span>), per Plotino la (seconda) luce \u00e8 attivit\u00e0 e in quanto tale non \u00e8 necessario un corpo per ospitarla.<\/p>\n<blockquote class=\"citazione\"><p>Se si tratta soltando di una qualit\u00e0, e la qualit\u00e0 \u00e8 sempre di qualcosa, allora, poich\u00e9 ogni qualit\u00e0 \u00e8 in un sostrato, anche per la luce sar\u00e0 necessario cercare il corpo in cui si trovi. Ma se la luce \u00e8 l\u2019attivit\u00e0 di qualcosa, per quale ragione, se manca un corpo contiguo e in mezzo c\u2019\u00e8, diciamo, il vuoto (ammesso che ci\u00f2 sia possibile) essa non dovebbe esistere e raggiungere anche ci\u00f2 che si trova oltre il vuoto? \u2026per quale ragione non dovrebbe attraversare lo spazio senza essere trasportata da qualcos\u2019altro?<br \/>\n[Plotino <span class=\"b_gre\" xml:lang=\"el-GR\">Enneadi<\/span>] IV, 5, 6<\/p><\/blockquote>\n<p class=\"standard\">L\u2019idea che esistano due tipi di luce (quella <span class=\"w_ita\" xml:lang=\"it-IT\">del<\/span> corpo luminoso e quella diffusa <span class=\"w_ita\" xml:lang=\"it-IT\">dal<\/span> corpo luminoso) verr\u00e0 ripresa da Avicenna e approfondita da Grosseteste e Alberto Magno. Plotino scrive in greco e usa una sola parola per la luce (<span class=\"w_gre\" xml:lang=\"el-GR\">fos<\/span>), ma nella letteratura scolastica medievale, dalla met\u00e0 del XII secolo fino a Cartesio, le due luci verranno indicate rispettivamente con le parole latine <span class=\"w_lat\" xml:lang=\"en-US\">lux<\/span> e <span class=\"w_lat\" xml:lang=\"en-US\">lumen<\/span> in tutte le discipline: quella scientifica, quella filosofica e quella teologica.<a id=\"footnote-311-10-backlink\" class=\"_idFootnoteLink\" href=\"#footnote-311-10\">10<\/a> Ancora oggi nella chiesa cattolica la parola <span class=\"w_lat\" xml:lang=\"en-US\">lux<\/span> \u00e8 costantemente associata alla persona divina, \u00e8 la luce divina. La luce che promana dal sole \u00e8 la luce della fede, una <span class=\"w_lat\" xml:lang=\"en-US\">lux<\/span> derivata, un <span class=\"w_lat\" xml:lang=\"en-US\">lumen<\/span> che non ha il potere della <span class=\"w_lat\" xml:lang=\"en-US\">lux<\/span>. <a id=\"footnote-311-11-backlink\" class=\"_idFootnoteLink\" href=\"#footnote-311-11\">11<\/a><\/p>\n<p class=\"standard\">La divisione non ha per\u00f2 avuto sempre lo stesso significato. Se in Plotino separa la luce <span class=\"w_ita\" xml:lang=\"it-IT\">del<\/span> corpo luminoso da quella diffusa <span class=\"w_ita\" xml:lang=\"it-IT\">dal<\/span> corpo luminoso, successivamente distinguer\u00e0 talvolta la luce fisica dalla luce dell\u2019ottica geometrica, altre volte la luce spirituale dalla luce sensibile, altre volte ancora la luce platonica da quella aristotelica o la luce fisica da quella psicologica.<\/p>\n<p><a name=\"colore\"><\/a><\/p>\n<p class=\"paragrafo\">Il colore \u00e8 materia illuminata<\/p>\n<p class=\"standard\">Al di sotto del mondo incorporeo e intelligibile (Dio, lo spirito e l\u2019anima) si estende il mondo del corporeo e del sensibile, l\u2019universo fisico, il cui elemento caratteristico \u00e8 la materia sensibile. La materia sensibile \u00e8 l\u2019ultima tappa del processo di emanazione, indebolito fino al suo completo esaurimento.<\/p>\n<p class=\"standard\">La materia come punto pi\u00f9 basso dell\u2019emanazione di Dio, \u00e8 il ricettacolo delle forme corporee immanenti, come il colore, la forma, la dimensione. Gli oggetti fisici, i corpi, sono composti di materia e di queste forme immanenti. VI 3(44).15<\/p>\n<p class=\"standard\">Discutendo la bellezza nella prima enneade Plotino spiega che cos\u00ec come una casa rappresenta il dominio sulla materia da parte della mente di un architetto, il colore risulta dal dominio sulla materia da parte della forma incorporea che chiamiamo luce.<\/p>\n<blockquote class=\"citazione\"><p>La semplice bellezza del colore deriva da una forma che domina l\u2019oscurit\u00e0 della materia e dalla presenza di una luce incorporea che \u00e8 la ragione e l\u2019idea.<br \/>\n[Plotino <span class=\"b_gre\" xml:lang=\"el-GR\">Enneadi<\/span>] I, 6, 3<\/p><\/blockquote>\n<p class=\"standard\">In altre parole il colore si forma quando la luce incorporea si mescola alla materia. Da ci\u00f2 ne deriva che la luce \u00e8 una condizione perch\u00e9 si crei la bellezzadel colore.<\/p>\n<blockquote class=\"citazione\"><p>Quando un corpo di questo genere si mescola alla materia, dona il colore; ma la sola attivit\u00e0 della luce non dona il colore o piuttosto, per cos\u00ec dire, colora in superficie, poich\u00e9 appartiene ad altro.<br \/>\n[Plotino <span class=\"w_lat\" xml:lang=\"en-US\">Enneadi<\/span>] IV, 5, 7<\/p><\/blockquote>\n<p><a name=\"visione\"><\/a><\/p>\n<p class=\"paragrafo\">La visione<\/p>\n<p class=\"standard\">Plotino non ha (o non ha scritto) una teoria generale della percezione ma nel quinto trattato della quarta enneade (IV, 5) si trova una esposizione della visione che non brilla per chiarezza essendo, come spesso, ellittica, complessa, disorganizzata. Ad ogni modo nei primi quattro capitoli il tema principale \u00e8 se sia necessario un <span class=\"w_lat\" xml:lang=\"en-US\">medium<\/span> come l\u2019aria tra l\u2019occhio e l\u2019oggetto osservato. Plotino discute e critica diverse teorie della visione e attacca coloro (gli atomisti, i platonici e soprattutto gli stoici) che postulano un <span class=\"w_lat\" xml:lang=\"en-US\">medium<\/span> tra l\u2019oggetto e l\u2019occhio perch\u00e9 ritiene che il <span class=\"w_lat\" xml:lang=\"en-US\">medium<\/span> non giochi alcun ruolo. Suggerisce invece che la trasmissione visiva sia effettuata per mezzo di <span class=\"w_gre\" xml:lang=\"el-GR\">sympatheia <\/span>(una nozione stoica), anche se non spiega in dettaglio come dovrebbe funzionare questa <span class=\"w_gre\" xml:lang=\"el-GR\">sympatheia<\/span>.<\/p>\n<p class=\"standard\">Plotino ritiene che l\u2019organo di senso riceva una \u201cforma\u201d o \u201cimmagine\u201d dell\u2019oggetto e non, ovviamente, l\u2019oggetto stesso. Per Plotino esiste solo la forma e la materia e l\u2019organo di senso apprende quello che c\u2019\u00e8 da apprendere, cio\u00e8 una immagine della forma. L\u2019anima \u00e8 impassibile ma recettiva delle forme o immagini mediate dall\u2019organo di senso, mediatore tra i livelli materiali e immateriali dell\u2019essere.<\/p>\n<p><a name=\"calcidio\"><\/a><\/p>\n<p class=\"paragrafo\">Neoplatonici dell\u2019occidente latino (Calcidio, Boezio)<\/p>\n<p class=\"standard\">Nei primi quattro secoli dopo Cristo l\u2019unica fonte diretta dell\u2019opera di Platone era un commento di una parte del <span class=\"b_lat\" xml:lang=\"it-IT\">Timeo<\/span> di Calcidio (IV secolo), un filosofo neoplatonico, forse cristiano, di cui non si sa nulla, noto solo per questa traduzione, con dedica al vescovo di Cordova, <a id=\"idIndexMarker-32\"><\/a>Osio (256-357, che era stato rappresentante imperiale al concilio di Nicea del 325). Una precedente traduzione era stata fatta da Cicerone, ma il commentario di <a id=\"idIndexMarker-33\"><\/a><a id=\"idIndexMarker-34\"><\/a><a id=\"idIndexMarker-35\"><\/a><a id=\"idIndexMarker-36\"><\/a>Calcidio, oltre ad avere maggiore diffusione, ebbe un ruolo fondamentale nella formazione dell\u2019uomo medievale e contribu\u00ec a stabilire il primato della teoria platonica della visione fino al XII secolo, quando divenne disponibile in latino l\u2019intero <span class=\"w_eng\" xml:lang=\"en-US\">corpus<\/span> della letteratura greca di ottica.<\/p>\n<p class=\"standard\">In questo passo del <span class=\"b_lat\" xml:lang=\"it-IT\">Commentario<\/span>, <a id=\"idIndexMarker-37\"><\/a><a id=\"idIndexMarker-38\"><\/a><a id=\"idIndexMarker-39\"><\/a><a id=\"idIndexMarker-40\"><\/a>Calcidio nomina cinque colori: oltre al bianco e al nero, il giallo, il rosso e il blu:<\/p>\n<blockquote class=\"citazione\"><p>Il bianco [<span class=\"w_eng\" xml:lang=\"en-US\">candidum<\/span>] e il nero [<span class=\"w_eng\" xml:lang=\"en-US\">nigrum<\/span>] appartengono a un unico genere che chiamiamo colore [<span class=\"w_eng\" xml:lang=\"en-US\">color<\/span>]. Ma essi sono diversissimi tra loro; il bianco infatti differisce pochissimo dal colore che chiamiamo giallo [<span class=\"w_eng\" xml:lang=\"en-US\">pallidum<\/span>], un po\u2019 di pi\u00f9 da quello che \u00e8 detto rosso [<span class=\"w_eng\" xml:lang=\"en-US\">rubeum<\/span>], ancora di pi\u00f9 dal blu [<span class=\"w_eng\" xml:lang=\"en-US\">cyaneus<\/span>], ma moltissimo dal nero.<br \/>\n[<a id=\"idIndexMarker-41\"><\/a><a id=\"idIndexMarker-42\"><\/a><a id=\"idIndexMarker-43\"><\/a>Calcidio <span class=\"b_lat\" xml:lang=\"it-IT\">Commentario al <\/span>Timeo<span class=\"b_lat\" xml:lang=\"it-IT\"> di <\/span><span class=\"b_lat\" xml:lang=\"it-IT\">Platone<\/span><span class=\"b_lat\" xml:lang=\"it-IT\">]<\/span> CCCXXXIII<\/p><\/blockquote>\n<p class=\"standard\">Infine va citato il neoplatonico Severino Boezio (480-524) che scrisse in carcere il <span class=\"b_lat\" xml:lang=\"it-IT\">De consolatione philosophiae<\/span> (uno dei principali canali per la conoscenza della cultura classica e in particolare della filosofia aristotelica, platonica e neoplatonica, letto da Tommaso e da Dante) secondo il quale il colore non \u00e8 nient\u2019altro che un accidente materiale.<\/p>\n<p><a name=\"eredita\"><\/a><\/p>\n<p class=\"paragrafo\">L\u2019eredit\u00e0 greca nel campo della visione<\/p>\n<p class=\"standard\">Ogni singola teoria sulla luce e sulla visione del periodo classico ed ellenistico punta a spiegare qualche aspetto particolare, piuttosto che affrontare tematiche generali che si escludono l\u2019una con l\u2019altra. C\u2019\u00e8 la teoria dell\u2019emissione di \u201craggi visuali\u201d da parte dell\u2019occhio che vanno a colpire l\u2019oggetto (<a id=\"idIndexMarker-62\"><\/a>Pitagora, Euclide, <a id=\"idIndexMarker-61\"><\/a><a id=\"idIndexMarker-60\"><\/a>Tolomeo), poi la teoria delle copie degli oggetti (gli <span class=\"w_eng\" xml:lang=\"en-US\">eidola<\/span> di <a id=\"idIndexMarker-5\"><\/a>Democrito, Epicuro, Lucrezio), poi la teoria del \u201cfuoco visuale\u201d di <a id=\"idIndexMarker-9\"><\/a><a id=\"idIndexMarker-10\"><\/a>Platone che si fonde con la luce. Un\u2019altra ancora \u00e8 quella del pneuma (stoici e <a id=\"idIndexMarker-11\"><\/a>Galeno) che aggiunge l\u2019idea di uno strato d\u2019aria compressa che lega l\u2019oggetto all\u2019occhio. E infine vi \u00e8 la teoria di <a id=\"idIndexMarker-12\"><\/a>Aristotele secondo la quale la luce \u00e8 uno stato del <span class=\"w_eng\" xml:lang=\"en-US\">medium<\/span> trasparente. Nessuna di queste teorie ha avuto la prevalenza e in definitiva gli antichi Greci non sono arrivati a formulare una dottrina sistematica per la spiegazione dei fenomeni della luce, della visione e del colore.<\/p>\n<p class=\"standard\">Nel loro complesso queste teorie avevano un paio di punti deboli evidenziati da Vasco Ronchi:<a id=\"footnote-311-12-backlink\" class=\"_idFootnoteLink\" href=\"#footnote-311-12\">12<\/a><\/p>\n<blockquote class=\"citazione\"><p>Il primo preconcetto che ritard\u00f2 e svi\u00f2 per molto tempo lo sviluppo delle idee fu nel considerare la visione di un corpo come un\u2019operazione globale, unitaria, inscindibile. Un oggetto grande o piccolo che fosse, doveva essere visto nel suo complesso &#8230; non \u00e8 mai espresso il pensiero che il vedere un oggetto potesse essere l\u2019insieme delle operazioni necessarie per vederne le singole parti.<\/p><\/blockquote>\n<p class=\"standard\">La visione avveniva in un cono o in una piramide che ha il vertice nell\u2019occhio e la base sull\u2019oggetto osservato. Non venivano considerati coni con apertura angolare trascurabile.<\/p>\n<p class=\"standard\">Il secondo punto debole sta nel fatto che l\u2019occhio veniva visto come un organo sensibile puntiforme di dimensioni e struttura trascurabile e non veniva indagata la struttura dell\u2019occhio per risalire alle cause della visione.<\/p>\n<p class=\"standard\">In qualche modo tuttavia queste varie teorie della visione, o almeno alcune di esse, forniranno le componenti di base, modificando e assemblando le quali, i pensatori successivi (gli arabi e gli europei della Scolastica) riusciranno a costruire teorie pi\u00f9 complete e coerenti, fino ad arrivare nel XVII secolo alla teoria definitiva di Keplero e a quella di Newton, ritenute ancor oggi rispettivamente la \u201ccorretta\u201d teoria della visione e la \u201ccorretta\u201d teoria della luce e del colore.<\/p>\n<p><a name=\"ascesa\"><\/a><\/p>\n<p class=\"paragrafo\">Ascesa del cristianesimo e caduta dell\u2019impero romano<\/p>\n<p class=\"standard\">All\u2019inizio del IV secolo, prima nella parte occidentale e poi in quella orientale dell\u2019impero, le persecuzioni dei cristiani diminuiscono ed infine cessano. Nel corso di questo secolo il cristianesimo, sconfitti i nemici interni ed esterni, si afferma come unico potere religioso dell\u2019Impero. L\u2019artefice di questa affermazione \u00e8 Costantino (274-337) che nel 306 diventa imperatore, nel 312 \u00e8 vittorioso a Ponte Milvio nel segno della croce (<span class=\"w_eng\" xml:lang=\"en-US\">in hoc signo vinces<\/span>), nel 313 emana a Milano l\u2019editto di tolleranza che pone fine alle persecuzioni e concede la libert\u00e0 di culto e nel 325 convoca a Nicea (oggi in Turchia) il primo concilio ecumenico per l\u2019unit\u00e0 della chiesa cristiana.<\/p>\n<p class=\"standard\">Nel 380 Teodosio (347-395), ultimo augusto dell\u2019Impero unito, con l\u2019editto di Tessalonica (oggi Salonicco in Grecia) dichiara il cristianesimo unica chiesa, nel 391 rende di fatto il cristianesimo religione di stato, nel 392 emana tre editti contro i culti pagani e li probisce, pena la morte. Nel 395 divide di fatto l\u2019Impero in due parti: quella occidentale con capitale Roma e quella orientale con capitale Costantinopoli (precedentemente Bisanzio e oggi Istanbul in Turchia).<\/p>\n<p class=\"standard\">Si impone una nuova teologia politica, fondata sulla supremazia del sacerdozio sul regno e da martiri i cristiani diventano persecutori. Il dissenso religioso \u00e8 un crimine e i pagani vengono perseguitati. Nel 391 il Serapeo, uno degli edifici della biblioteca di Alessandria, viene distrutto dal vescovo cristiano Teofilo (la Biblioteca verr\u00e0 definitivamente distrutta nel 642 dai maomettani). I giochi olimpici che si sarebbero dovuti tenere in Grecia nel 393, considerati una festa pagana, vengono annullati (saranno ripresi in versione moderna solo nel 1896). Nel 415 <a id=\"idIndexMarker-50\"><\/a>Ipazia, che \u00e8 alla guida della scuola neoplatonica di Alessandria, viene assassinata da estremisti cristiani arruolati dal vescovo Cirillo (375-444).<\/p>\n<p class=\"standard\">Parte del pensiero neoplatonico viene assorbito dal pensiero cristiano soprattutto per opera del vescovo di Milano <a id=\"idIndexMarker-51\"><\/a>Ambrogio (334-397) e del vescovo di Ippona <a id=\"idIndexMarker-52\"><\/a>Agostino (354-430). Dal V secolo la Scrittura inizia ad essere considerata con un forte dogmatismo che induce a dubitare e rifiutare le conoscenze acquisite. Il cristianesimo si abitua a disprezzare l\u2019esperienza.<\/p>\n<p class=\"standard\">Nel 476 Odoacre (433-493), capo delle trib\u00f9 germaniche dell\u2019esercito romano, avanza su Ravenna, depone il giovane imperatore d\u2019occidente Romolo Augusto (461-511) e diventa re d\u2019Italia. L\u2019imperatore d\u2019oriente prende la sovranit\u00e0 anche sull\u2019impero d\u2019occidente, che cessa di esistere ed \u00e8 in questa data che si pone la fine dell\u2019et\u00e0 antica e l\u2019inizio del Medioevo.<\/p>\n<p class=\"standard\">La deposizione dell\u2019ultimo imperatore d\u2019occidente ha come conseguenza la divisione dell\u2019impero tra i conquistatori. La civilizzazione romana declina, le infrastrutture si dissolvono, l\u2019antica conoscenza Greca e la cultura Romana cominciano a svanire. Nel 529 l\u2019imperatore d\u2019oriente Giustiniano chiude la scuola neoplatonica di Atene, perch\u00e9 ai pagani non \u00e8 pi\u00f9 permesso insegnare. Scienza e religione troveranno a fatica un nuovo accordo qualche secolo dopo, ai tempi di Carlo Magno, e ancora di pi\u00f9 dopo il 1200 per opera dei frati francescani e domenicani.<\/p>\n<p><a name=\"traduzioni\"><\/a><\/p>\n<p class=\"paragrafo\">Le traduzioni delle opere greche in siriaco e in arabo<\/p>\n<p class=\"standard\">Nei primi quattro secoli dopo <a id=\"idIndexMarker-59\"><\/a>Cristo la conoscenza dell\u2019ottica e della visione in Occidente \u00e8 limitata ai manuali e alle enciclopedie destinate a comunicare alle classi dirigenti romane l\u2019essenziale della cultura greca. Si tratta di una forma di conoscenza statica, enciclopedica, non adatta per l\u2019espansione e la discussione delle idee. Tra le opere principali vi sono le <span class=\"b_lat\" xml:lang=\"it-IT\">Questioni naturali<\/span> di <a id=\"idIndexMarker-58\"><\/a>Seneca (4 a.C.-65 d.C.), la <span class=\"b_lat\" xml:lang=\"it-IT\">Storia naturale<\/span> di <a id=\"idIndexMarker-57\"><\/a>Plinio il Vecchio (23-79), la <span class=\"b_lat\" xml:lang=\"it-IT\">Raccolta di cose memorabili <\/span>di Solino (III secolo). L\u2019unica fonte diretta di conoscenza dell\u2019ottica antica era il <span class=\"b_lat\" xml:lang=\"it-IT\">Timeo<\/span> di <a id=\"idIndexMarker-56\"><\/a><a id=\"idIndexMarker-55\"><\/a><a id=\"idIndexMarker-54\"><\/a>Platone commentato da <a id=\"idIndexMarker-53\"><\/a>Calcidio.<\/p>\n<p class=\"standard\">Nell\u2019Occidente la scienza aveva sostanzialmente cessato di svilupparsi, ma sotto l\u2019impero bizantino maggiore fu l\u2019attivit\u00e0 di conservazione e trascrizione delle opere antiche rispetto al mondo latino. L\u2019impero includeva nei suoi confini molti sudditi di lingua siriaca, una variante della lingua aramaica culturalmente fondante nello sviluppo della lingua araba (Ges\u00f9 parlava un\u2019altra variante dell\u2019aramaico, il giudaico).<\/p>\n<p class=\"standard\">A partire dal III secolo la lingua siriaca aveva sostituito il greco in tutta l\u2019Asia occidentale, dove si era stabilita nel V secolo la chiesa cristiana nestoriana. <a id=\"idIndexMarker-20\"><\/a>La dottrina di Nestorio fu combattuta duramente dal suo omologo Cirillo (370-444), patriarca di Alessandria (lo stesso che nel 415 organizz\u00f2 l\u2019assassinio di Ipazia) e venne condannata nel Concilio di Efeso del 431.<a id=\"footnote-311-13-backlink\" class=\"_idFootnoteLink\" href=\"#footnote-311-13\">13<\/a> Dopo il concilio di Calcedonia del 451 che tent\u00f2 un accordo tra le parti, i nestoriani furono costretti ad emigrare in Persia nell\u2019impero sasanide e convertirono in gran numero i discendenti degli antichi popoli mesopotamici. La chiesa nestoriana, grazie anche alla protezione dell\u2019impero persiano, ebbe una straordinaria diffusione in Asia, fino all\u2019India e alla Cina, cos\u00ec che la lingua siriaca divenne veicolo della cristianit\u00e0 in tutta l\u2019Asia. Dal VI secolo in avanti, i cristiani nestoriani, uniti ai filosofi pagani banditi da Atene da Giustiniano, si impegnarono in una intensa attivit\u00e0 culturale, specialmente nella loro capitale Gondishapur (oggi in Iran).<\/p>\n<p class=\"standard\">Ma una nuova forza politica, sociale e religiosa che avrebbe cambiato il panorama culturale dell\u2019Europa, del Nordafrica e del Medio Oriente, stava nascendo.<\/p>\n<p><strong><br \/>\nNote<\/strong><\/p>\n<div class=\"_idFootnotes\">\n<div class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"nota\"><a id=\"footnote-311-1\" class=\"_idFootnoteAnchor\" href=\"#footnote-311-1-backlink\">1<\/a> Edward Grant <span class=\"b_lat\" xml:lang=\"it-IT\">Le origini medievali della scienza moderna<\/span> Einaudi 2001, p. 9<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"nota\"><a id=\"footnote-311-2\" class=\"_idFootnoteAnchor\" href=\"#footnote-311-2-backlink\">2<\/a> Piero Innocenti \u201cPlotino\u201d in <span class=\"b_lat\" xml:lang=\"it-IT\">Grande Dizionario Enciclopedico Utet<\/span> XVI, 1990<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"nota\"><a id=\"footnote-311-3\" class=\"_idFootnoteAnchor\" href=\"#footnote-311-3-backlink\">3<\/a> I Sasanidi governeranno la Persia fino alla conquista islamica.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"nota\"><a id=\"footnote-311-4\" class=\"_idFootnoteAnchor\" href=\"#footnote-311-4-backlink\">4<\/a> Giacomo Leopardi ha dedicato a Plotino e Porfirio una delle ventiquattro <span class=\"b_lat\" xml:lang=\"it-IT\">Operette morali<\/span>, un dialogo in difesa della vita.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"nota\"><a id=\"footnote-311-5\" class=\"_idFootnoteAnchor\" href=\"#footnote-311-5-backlink\">5<\/a> La religione manicheista fondeva elementi cristiani, buddisti e zoroastriani, ed era stato fondato da un contemporaneo di Plotino, il persiano Mani (215-277).<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"nota\"><a id=\"footnote-311-6\" class=\"_idFootnoteAnchor\" href=\"#footnote-311-6-backlink\">6<\/a> Plotino chiama Dio l&#8217;Uno.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"nota\"><a id=\"footnote-311-7\" class=\"_idFootnoteAnchor\" href=\"#footnote-311-7-backlink\">7<\/a> Lindberg \u201cThe Genesis of Kepler\u2019s Theory of Light: Light Metaphysics from Plotinus to Kepler\u201d <span class=\"b_lat\" xml:lang=\"it-IT\">Osiris<\/span> 2, 1986 p. 9<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"nota\"><a id=\"footnote-311-8\" class=\"_idFootnoteAnchor\" href=\"#footnote-311-8-backlink\">8<\/a> Platone nel <span class=\"b_gre\" xml:lang=\"el-GR\">Timeo<\/span> 58C 6-10 specifica che esistono (almeno) tre varianti di fuoco: la fiamma, la luce e il rovente.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"nota\"><a id=\"footnote-311-9\" class=\"_idFootnoteAnchor\" href=\"#footnote-311-9-backlink\">9<\/a> Vedi l\u2019articolo di Lindberg \u201cThe Genesis of Kepler\u2019s Theory of Light: Light Metaphysics from Plotinus to Kepler\u201d gi\u00e0 citato.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"nota\"><a id=\"footnote-311-10\" class=\"_idFootnoteAnchor\" href=\"#footnote-311-10-backlink\">10<\/a> Yael Raizman-Kedar \u201cPlotinus\u2019s conception of unity and multiplicity as the root to the medieval distinction between lux and lumen\u201d <span class=\"b_eng\" xml:lang=\"en-US\">Studies in History and Philosophy of Science <\/span>37 2006 p. 379-397<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"nota\"><a id=\"footnote-311-11\" class=\"_idFootnoteAnchor\" href=\"#footnote-311-11-backlink\">11<\/a> Vedi per esempio l\u2019enciclica <span class=\"w_lat\" xml:lang=\"en-US\">Lumen fidei<\/span> di papa Francesco (2013)<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"nota\"><a id=\"footnote-311-12\" class=\"_idFootnoteAnchor\" href=\"#footnote-311-12-backlink\">12<\/a> Vasco Ronchi <span class=\"b_lat\" xml:lang=\"it-IT\">Storia della luce<\/span> Zanichelli p. 41<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"_idFootnote\">\n<p class=\"nota\"><a id=\"footnote-311-13\" class=\"_idFootnoteAnchor\" href=\"#footnote-311-13-backlink\">13<\/a> Nestorio (ca 381-451) patriarca cristiano di Costantinopoli, sosteneva la presenza in <a id=\"idIndexMarker-21\"><\/a>Cristo di due persone (il dio e l\u2019uomo), unite dal punto di vista \u201cmorale\u201d pi\u00f9 che sostanziale. Di conseguenza, negava a Maria l\u2019appellativo di \u201cmadre di Dio\u201d (<span class=\"w_eng\" xml:lang=\"en-US\">theotokos<\/span>) perch\u00e9 genitrice della sola persona del <a id=\"idIndexMarker-22\"><\/a>Cristo uomo.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Plotino La dottrina metafisica dell\u2019emanazione Le due luci neoplatoniche Il colore \u00e8 materia illuminata La visione Neoplatonici dell\u2019occidente latino (Calcidio, Boezio) L\u2019eredit\u00e0 greca nel campo della visione Ascesa del cristianesimo e caduta dell\u2019impero romano Le traduzioni delle opere greche in siriaco e in arabo Nel 27 a.C. Augusto fonda l\u2019impero romano e qualche anno dopo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"spay_email":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false},"categories":[757],"tags":[1458,1457,1273,1461,1460,1459,1272,1271],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/pjoVH-5iO","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":false,"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20386"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=20386"}],"version-history":[{"count":32,"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20386\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26857,"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20386\/revisions\/26857"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=20386"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=20386"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=20386"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}