{"id":21517,"date":"2012-09-11T18:12:49","date_gmt":"2012-09-11T16:12:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=21517"},"modified":"2018-01-28T02:46:45","modified_gmt":"2018-01-28T01:46:45","slug":"la-controversia-hering-helmholtz","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=21517","title":{"rendered":"La controversia Helmholtz-Hering"},"content":{"rendered":"<p>Lo sviluppo della teoria della visione a colori \u00e8 progredita per tutto l&#8217;Ottocento su due binari paralleli.<\/p>\n<p>Una prima linea era quella cosiddetta di Young-Helmholz, basata sui tre meccanismi iniziali del colore e quindi su un approccio tricromatico. Questa teoria \u00e8 progettata per decidere se due colori sono o non sono uguali ma non consente di spiegare gli attributi percettivi del colore e i fenomeni del colore oltre alla semplice mescolanza additiva.<\/p>\n<p>Questo port\u00f2 Hering a sviluppare un&#8217;altra linea teorica basata su combinazioni dei tre meccanismi iniziali che controllano la risposta dei canali cromatici nel sistema visivo.Sulla base di\u00a0osservazioni psico-fisiologiche, Hering sosteneva l\u2019esistenza di coppie di sensazioni cromatiche in &#8220;opponenza&#8221; reciproca e portavano a distinguere le tinte in &#8220;uniche&#8221; (rosso, verde, giallo, blu) \u00a0e &#8220;binarie&#8221; (tutte le mescolanze di queste, per esempio arancio come mescolanza di rosso e giallo).\u00a0Tale ordinamento sembrava discordare con la teoria tricromatica.<\/p>\n<p>Questa natura ambivalente della visione del colore si \u00e8 protratta per tutto l&#8217;Ottocento. Da una parte la teoria <strong>tricromatica<\/strong>, orientata alla fisiologia, compatibile con la colorimetria, adatta per spiegare i fenomeni che avvengono nello stadio iniziale della visione, quello dei fotorecettori. Dall&#8217;altra parte la teoria <strong>quadricromatica<\/strong> dei colori opponenti basata soprattutto sulla sensazione e adatta a spiegare i fenomeni che avvengono oltre il primo stadio della visione.<\/p>\n<blockquote><p>La scienza del colore \u00e8 ricca di controversie. Dopo gli scontri tra tricromia impalpabile e tricromia materiale e tra Newton e Goethe, arriva la pi\u00f9 importante delle controversie, quella sollevata dal fisiologo Ewald Hering contro la teoria tricromatica di Young-von Helmholtz-Grassmann-Maxwell. Era l\u2019anno 1878. Ma il risultato di quest\u2019ultimo confronto fu ad armi pari.<br \/>\n-Claudio Oleari &#8220;Sensazioni, idee e personaggi della scienza del colore&#8221; in <a href=\"http:\/\/www.multiversoweb.it\/rivista\/n-04-colore\/sensazioni-idee-e-personaggi-della-scienza-del-colore-420\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Multiverso<\/a> 4, 2007<\/p><\/blockquote>\n<p>Numerosi sono stati i tentativi di far conciliare le due teorie (von Kries, Hurvitch, Jameson, Walraven, Vos, Schr\u00f6dinger).\u00a0Solo cinquanta anni di studi \u00a0della fisiologia del sistema visivo port\u00f2 ad associare la teoria tricromatica al primo stadio del processo visivo, quello della trasduzione, e la teoria dei colori opponenti al secondo stadio.<\/p>\n<p>Una discussione generale si trova in Guild &#8220;Some problems of visual perception&#8221; del 1931.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo sviluppo della teoria della visione a colori \u00e8 progredita per tutto l&#8217;Ottocento su due binari paralleli. 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