{"id":22014,"date":"2012-11-10T13:48:23","date_gmt":"2012-11-10T12:48:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=22014"},"modified":"2018-04-12T18:15:22","modified_gmt":"2018-04-12T16:15:22","slug":"galielo-galilei-qualita-essenziali-e-qualita-sensibili","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=22014","title":{"rendered":"Qualit\u00e0 essenziali e qualit\u00e0 sensibili"},"content":{"rendered":"<p>Nei duemila anni che vanno dai pensatori dell&#8217;antica Grecia al Seicento, il colore viene percepito, cio\u00e8 arriva al nostro sistema visivo e ne siamo consapevoli, ma non appartiene al nostro sistema sensoriale. Lui, il colore, rimane sull\u2019oggetto.\u00a0\u00c8 solo una sua immagine ci\u00f2 che si forma nella nostra mente. Lo conferma l\u2019etimo della parola: in latino\u00a0<em>color<\/em>\u00a0deriva da celare, cio\u00e8 nascondere; in greco\u00a0\u03c7\u03c1\u03ce\u03bc\u03b1 (<em>croma<\/em>) \u00e8 la superficie delle cose.<\/p>\n<p>Attorno al Mille Alhazen aveva descritto\u00a0come il colore arriva a noi. Il mondo esterno viene raffigurato sul cristallino dell\u2019occhio e viene poi trasferito al sistema dei sensi. Qualche secolo dopo il francescano inglese\u00a0Roger Bacon\u00a0aveva precisato che la raffigurazione del mondo esterno continuava nel nervo visivo e arrivava al cervello, dove dunque si formava una immagine colorata degli oggetti osservati. Ancora qualche secolo dopo\u00a0Keplero\u00a0aveva descritto per la prima volta in modo completo e ancor oggi accettato\u00a0il funzionamento del sistema visivo.<\/p>\n<p>Ma questo era il funzionamento del sistema visivo. Il colore continuava comunque ad <strong>appartenere agli oggetti<\/strong> <strong>e alle luci<\/strong> e nel sistema visivo dell\u2019osservatore ne veniva creata una rappresentazione.<\/p>\n<p>Solo gli atomisti avevano avanzato un&#8217;idea diversa che era stata anche riportata da Platone (nel\u00a0<em>Teeteto<\/em>) da Galeno e da Lucrezio.\u00a0Democrito distingueva le <strong>qualit\u00e0 primarie<\/strong> (che si riducevano alle propriet\u00e0 degli atomi, ed erano oggettive e quantitative) dalle <strong>qualit\u00e0 secondarie<\/strong> ovvero le sensazioni soggettive (come i sapori e i colori)\u00a0che emergevano quando gli atomi dei corpi entravano in contatto con quelli dell\u2019anima. Queste ultime non erano considerate da Leucippo e Democrito come intrinseche alla natura ma determinate dalla posizione e dall\u2019ordine in cui gli atomi si dispongono nell\u2019anima.<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>In tempi moderni \u00e8 Galileo Galilei (1564-1642) nel\u00a0<em>Saggiatore <\/em>pubblicato nel 1623 \u00a0a sottolineare che bisogna distinguere tra \u00a0qualit\u00e0 &#8220;essenziali&#8221; e qualit\u00e0 &#8220;sensibili&#8221; dei corpi.\u00a0In questo celebre brano\u00a0Galileo indica che per interpretare la natura sono necessarie considerazioni matematiche ed esperienze:<\/p>\n<blockquote><p>Per tanto io dico che ben sento tirarmi dalla necessit\u00e0, subito che concepisco una materia o sostanza corporea, a concepire insieme ch&#8217;ella \u00e8 terminata e figurata di questa o di quella figura, ch&#8217;ella in relazione ad altre \u00e8 grande o piccola, ch&#8217;ella \u00e8 in questo o quel luogo, in questo o quel tempo, ch&#8217;ella si muove o sta ferma, ch&#8217;ella tocca o non tocca un altro corpo, ch&#8217;ella \u00e8 una, poche o molte, n\u00e8 per veruna imaginazione posso separarla da queste condizioni; ma ch&#8217;ella debba essere bianca o rossa, amara o dolce, sonora o muta, di grato o ingrato odore, non sento farmi forza alla mente di doverla apprendere da cotali condizioni necessariamente accompagnata: anzi, se i sensi non ci fussero scorta, forse il discorso o l&#8217;imaginazione in se stessa non v&#8217;arriverebbe gi\u00e0 mai.<br \/>\nPer lo che vo io, pensando che questi sapori, odori, colori etc., per la parte del suggetto nel quale ci par che riseggano, non sieno altro che puri nomi, ma tengano solamente la residenza nel corpo sensitivo, si che rimosso l&#8217;animale, sieno levate e annichilite tutte questa qualit\u00e0.<br \/>\n\u2014Galileo Galilei\u00a0<em>Il Saggiatore <\/em>1623<\/p><\/blockquote>\n<p>I corpi dunque hanno poche qualit\u00e0 essenziali: grandezza, forma, posizione, movimento. Tutte le altre sono qualit\u00e0 sensibili ossia soggettive.\u00a0Le qualit\u00e0 primarie dei corpi interagiscono con i nostri organi di senso e la conseguenza di questa interazione sono le qualit\u00e0 sensibili.<\/p>\n<p>La distinzione galileiana fu immediatamente accolta, nell&#8217;ambito del paradigma meccanicistico.\u00a0La novit\u00e0 della concezione galileiana non sta tuttavia nella matematizzazione della natura, giacch\u00e9 ci sono precedenti nell&#8217;antichit\u00e0 (<em>Timeo<\/em> di Platone) e nel medioevo (gli scolastici parigini, la scuola baconiana di Oxford). Sta invece nella conclusione che\u00a0esiste un ordine precostituito dell&#8217;universo afferrabile a priori o con l&#8217;uso della ragione e con cui essenzialmente si identifica la &#8220;scienza&#8221;.<\/p>\n<p>Galileo ha stabilito la struttura matematica dell&#8217;universo perch\u00e9 ha deciso in anticipo di considerare irrilevanti gli aspetti qualitativi dell&#8217;esperienza quotidiana. La ragione di questa scelta risiede nel fatto che solo isolando gli aspetti quantitativi da quelli qualitativi che l&#8217;esperienza ci presenta intrecciati, \u00e8 possibile dominare la natura per fini o scopi umani.<\/p>\n<p>L&#8217;idea di Galileo verr\u00e0 approfondita circa 70 anni dopo dal filosofo inglese John Locke (1632-1704) nel suo manifesto dell&#8217;illuminismo\u00a0<em>Saggio sull&#8217;intelletto\u00a0<\/em><em>umano<\/em>\u00a0pubblicato nel 1690<em>.<\/em>\u00a0Secondo Locke tutta la conoscenza umana deriva dai sensi mediante un processo che astrae dalle sensazioni \u00a0i concetti generali. \u00c8 dunque necessario distinguere le qualit\u00e0 appartenenti ai corpi da quelle che invece non appartengono anche se percepite dai sensi.<\/p>\n<p>Locke distingue allora tra le qualit\u00e0 che i corpi veramente hanno e che chiama qualit\u00e0 &#8220;primarie&#8221;, e sono le qualit\u00e0 meccaniche e geometriche come la forma, il movimento e la disposizione delle particelle che li compongono, e le qualit\u00e0 &#8220;secondarie&#8221; che sono invece il potere di produrre varie sensazioni in noi come il suono, il colore, il gusto. Queste qualit\u00e0 secondarie dipendono in qualche modo dalle qualit\u00e0 primarie.<\/p>\n<p>Oggi i filosofi chiamano <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Qualia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">qualia<\/a> le qualit\u00e0 sensibili di Galileo o le qualit\u00e0 secondarie di Locke.<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>In particolare i filosofi meccanicisti che si occupano di colore si oppongono alla distinzione tra colori reali e colori apparenti. Il colore \u00e8 una qualit\u00e0 secondaria (una sensazione) a prescindere dalla fonte, cio\u00e8 dallo stimolo fisico, che pu\u00f2 essere un corpo, oppure la luce dell&#8217;arcobaleno o del prisma. Il colore \u00e8 una risposta fisiologica ad uno stimolo fisico esterno (cio\u00e8 la luce). Questa \u00e8 la vera natura del colore.<\/p>\n<p>Molti filosofi della natura respingevano con decisione la divisione dei colori tra reali e apparenti. Tra questi Descartes<\/p>\n<blockquote><p>Non so apprezzare la distinzione dei filosofi quando dicono che ci sono colori veri e altri che sono soltanto falsi e apparenti. Poich\u00e9 infatti tutta la loro vera natura consiste nell&#8217;apparire, \u00e8 una contraddizione, mi sembra, che siano falsi e apparenti.<br \/>\nDescartes<em> M\u00e9t\u00e9ores<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>ma anche Gassendi, Charleton, Boyle. Veniva anche rigettata la distinzione tra luce e colore, perch\u00e9 la luce stessa produce una sensazione di colore.<\/p>\n<blockquote><p>Tuttavia, pur rifiutando l&#8217;idea che i colori siano qualit\u00e0 intrinseche dei corpi, i meccanicisti assumono che l&#8217;origine dei colori sia dovuta a una qualche forma di modificazione o di alterazione della luce bianca, estendendo in questo modo la teoria scolastica dei colori apparenti a tutti i colori, vale a dire a quelli dei corpi cos\u00ec come a quelli della luce.<br \/>\n[Franco Giudice, <em>Introduzione a Isaac Newton Scritti sulla luce e i colori<\/em>, Rizzoli, 2006]<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nei duemila anni che vanno dai pensatori dell&#8217;antica Grecia al Seicento, il colore viene percepito, cio\u00e8 arriva al nostro sistema visivo e ne siamo consapevoli, ma non appartiene al nostro sistema sensoriale. 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