{"id":22114,"date":"2012-11-19T14:49:11","date_gmt":"2012-11-19T13:49:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=22114"},"modified":"2018-12-23T02:22:01","modified_gmt":"2018-12-23T01:22:01","slug":"introduzione-2","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=22114","title":{"rendered":"1 Introduzione"},"content":{"rendered":"<p>Il colore, per la persona comune che non lo affronta scientificamente, \u00e8 parte del suo ambiente. I colori sono dappertutto, aiutano a riconoscere gli oggetti e a decidere come comportarsi. Se il cielo \u00e8 azzurro si lascia l&#8217;ombrello a casa, se le banane sono gialle si possono mangiare, se il semaforo \u00e8 rosso ci si ferma. Il rapporto di una persona con il colore \u00e8 il rapporto tra un soggetto vivente e gli elementi dell&#8217;ambiente in cui vive, cio\u00e8 un rapporto di tipo ecologico.<\/p>\n<p>Ancora, nel pensiero comune il colore appartiene alle cose, sia opache che trasparenti.&nbsp;Una rosa rossa ha in s\u00e9 il colore rosso, una pietra verde ha in s\u00e9 il colore verde. Il rosso \u00e8 nella rosa, il verde \u00e8 nella pietra. Dunque \u00e8 legittimo dire &#8220;Questa rosa \u00e8 rossa, questa pietra \u00e8 verde&#8221;. Anche le luci sono colorate: la luce dell&#8217;aurora, quella dell&#8217;alba, del tramonto e del crepuscolo. La luce del sole e dell&#8217;ombra. La luce dell&#8217;arcobaleno.<\/p>\n<p>Le cose stavano cos\u00ec anche nella prima fase del pensiero scientifico, cio\u00e8 nei duemila anni che vanno da Aristotele a Newton.&nbsp;Il colore viene percepito, dunque arriva al nostro sistema visivo e ne siamo consapevoli, ma non appartiene al nostro sistema sensoriale. Lui, il colore, rimane sull&#8217;oggetto.&nbsp;\u00c8 solo una sua immagine ci\u00f2 che si forma nella nostra mente. Lo conferma l&#8217;etimo della parola: in latino&nbsp;<em>color<\/em>&nbsp;deriva da celare, cio\u00e8 nascondere; in greco&nbsp;\u03c7\u03c1\u03ce\u03bc\u03b1 (<em>croma<\/em>) \u00e8 la superficie delle cose.<\/p>\n<p>Attorno al Mille \u00e8 uno scienziato arabo, Alhazen, il primo a descrivere come il colore arriva a noi. Il mondo esterno viene raffigurato sul cristallino dell&#8217;occhio e viene poi trasferito al sistema dei sensi. Qualche secolo dopo il francescano inglese Roger Bacon precisava che la raffigurazione del mondo esterno continuava nel nervo visivo e arrivava al cervello, dove dunque si formava una immagine colorata degli oggetti osservati. Ancora qualche secolo dopo Keplero descrive per la prima volta in modo completo e ancor oggi accettato&nbsp;il ruolo della retina nel funzionamento del sistema visivo.<\/p>\n<p>Ma questo era il funzionamento del sistema visivo. Il colore continuava comunque ad appartenere agli oggetti e alle luci e nel sistema visivo dell&#8217;osservatore ne veniva creata una rappresentazione.<\/p>\n<p>Siamo nel Seicento e le scoperte astronomiche e meccaniche iniziano a mettere in dubbio il pensiero degli antichi Greci e degli studiosi medievali. Si fanno avanti nuove idee anche nel campo della luce e del colore. Prima Galileo, poi Cartesio, Boyle ed altri suggeriscono che il colore sia dovuto ad un evento meccanico che incide sui nostri occhi e tramite un collegamento fisiologico produce nella nostra mente una sensazione. Galileo parla di qualit\u00e0 essenziali e qualit\u00e0 sensoriali, e il colore apparterrebbe queste ultime.<\/p>\n<p>&#8220;Sensazione&#8221; \u00e8 un concetto astratto<strong> &nbsp;<\/strong>e Newton capisce molto bene che se le cose stanno cos\u00ec (e per lui stanno cos\u00ec) allora diventa molto difficile dire cosa \u00e8 e dove sta il colore. Certamente non sta nei raggi di luce e non sta negli oggetti.&nbsp;Il filosofo John Locke, contemporaneo di Newton, distingue tra qualit\u00e0 primarie e qualit\u00e0 secondarie delle cose. Le primarie sono qualit\u00e0 che le cose veramente hanno e sono le qualit\u00e0 meccaniche e geometriche; le secondarie sono le qualit\u00e0 sensoriali, che si formano nella nostra mente, ma non appartengono alle cose. Il colore \u00e8 una qualit\u00e0 sensoriale.&nbsp;Con Locke dunque il colore \u00e8 una sensazione, non sta negli oggetti ma nella nostra mente. Questo \u00e8 il punto di vista del pensiero scientifico moderno. Tecnicamente non \u00e8 corretto dire &#8220;questa rosa \u00e8 rossa&#8221; ma bisognerebbe dire &#8220;questa rosa mi d\u00e0 la sensazione del rosso&#8221;.<\/p>\n<p>La sensazione del colore si compie, nell&#8217;essere umano, in tre fasi. La&nbsp;prima fase&nbsp;riguarda la radiazione elettromagnetica visibile, la sua eventuale riflessione o trasmissione e la sua propagazione fino all\u2019occhio umano. Questa parte appartiene all\u2019ottica (nel senso moderno del termine).&nbsp;La&nbsp;seconda&nbsp;fase&nbsp;\u00e8 quella fisiologica e riguarda l&#8217;incidenza dello stimolo fisico (la radiazione elettromagnetica) sulla superficie esterna dell&#8217;occhio e il suo propagarsi all&#8217;interno dell&#8217;occhio attraversando la cornea, l\u2019umore acqueo, la pupilla, il cristallino, l\u2019umore vitreo fino ad arrivare alla retina. I fotorecettori e le altre cellule della retina generano un segnale neurale che, opportunamente codificato e compresso, viene trasmesso al cervello lungo il nervo ottico.&nbsp;La&nbsp;terza fase&nbsp;riguarda l\u2019elaborazione di questo segnale neurale da parte del cervello e la formazione della sensazione di colore, e questa \u00e8 la fase della psicologia della percezione (chiamata \u201cpercettologia\u201d), studiata dai cosiddetti \u201cpercettologi visionari\u201d.<\/p>\n<p>Nella scienza del colore, l&#8217;area ancora inesplorata \u00e8 enorme e probabilmente molto verr\u00e0 dalle scoperte neurofisiologiche. Per ora non \u00e8 ancora possibile rispondere esattamente alla domanda &#8220;cos&#8217;\u00e8 il colore&#8221; ma conosciamo molto, anche se non tutto, sui processi di formazione del colore, dal mondo esterno al nostro interno passando per gli organi di senso, sulle modalit\u00e0 di interazione dei colori tra di loro, sulle possibilit\u00e0 di riproduzione con mezzi diversi.<\/p>\n<p>Questo libro tratta della storia del pensiero e delle teorie che fanno parte di quel&nbsp;<em>corpus<\/em>&nbsp;di discipline che gli americani chiamano&nbsp;<em>color science<\/em>, e che si riferisce allo studio interdisciplinare dello stimolo di colore, dell\u2019anatomia e fisiologia dell\u2019occhio umano, della visione e sensazione del colore e della misura della luce e del colore.&nbsp;Questa storia attraversa quattro grandi periodi, ai quali corrispondono le quattro parti di questo libro:<\/p>\n<ul>\n<li>il&nbsp;<strong>periodo iniziale<\/strong>&nbsp;occupa pi\u00f9 di 2000 anni e va dalla Grecia classica al Rinascimento passando per gli studiosi islamici del Medioevo e per la filosofia Scolastica;<\/li>\n<li>successivamente si arriva alle fondamentali <strong>ricerche di&nbsp;Newton<\/strong>&nbsp;sulla luce e il colore, che hanno segnato l\u2019inizio di una nuova epoca scientifica;<\/li>\n<li>il&nbsp;terzo periodo&nbsp;\u00e8 l\u2019<strong>Ottocento<\/strong>, in cui le scoperte e le intuizioni di Newton sono state studiate, criticate, discusse, ampliate e in parte sistemate;<\/li>\n<li>infine il&nbsp;quarto e pi\u00f9 recente periodo&nbsp;\u00e8 il <strong>Novecento<\/strong>, quando vengono gettate le basi della moderna colorimetria e delle sue applicazioni pratiche oggi di uso comune.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il colore, per la persona comune che non lo affronta scientificamente, \u00e8 parte del suo ambiente. I colori sono dappertutto, aiutano a riconoscere gli oggetti e a decidere come comportarsi. Se il cielo \u00e8 azzurro si lascia l&#8217;ombrello a casa, se le banane sono gialle si possono mangiare, se il semaforo \u00e8 rosso ci si [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"spay_email":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false},"categories":[757],"tags":[89,1187],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/pjoVH-5KG","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":false,"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22114"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=22114"}],"version-history":[{"count":14,"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22114\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26849,"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22114\/revisions\/26849"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=22114"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=22114"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=22114"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}