{"id":22547,"date":"2012-08-26T22:10:07","date_gmt":"2012-08-26T20:10:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=22547"},"modified":"2017-03-29T20:05:49","modified_gmt":"2017-03-29T18:05:49","slug":"mescolanza-additiva-di-stimoli-di-colore","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=22547","title":{"rendered":"Mescolanza additiva di stimoli di colore"},"content":{"rendered":"<p>Finora abbiamo visto cosa succede se all&#8217;occhio arriva un singolo stimolo fisico di colore. Qui vediamo cosa succede se gli stimoli fisici sono pi\u00f9 di uno. La\u00a0<strong>mescolanza additiva<\/strong>\u00a0di due (e per estensione qualunque numero di) stimoli di colore, nota anche come\u00a0<strong>sintesi additiva<\/strong>\u00a0o\u00a0<strong>miscela additiva<\/strong>\u00a0\u00e8 la mescolanza di\u00a0<a title=\"Stimolo di colore\" href=\"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=22567\">stimoli di colore<\/a>\u00a0che<\/p>\n<ol>\n<li>arrivano all&#8217;occhio invariati,<\/li>\n<li>entrano nell&#8217;occhio simultaneamente o in rapida successione,<\/li>\n<li>incidono <span style=\"text-decoration: underline;\">sulla stessa area di retina<\/span>, anche in forma di mosaico e si &#8220;fondono&#8221; dando luogo a una sensazione di colore diversa da quelle dei due stimoli separati.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Una mescolanza additiva pu\u00f2 essere fatta con un numero qualunque di colori, a partire da 2, e dunque i primari non sono necessariamente tre, ma possono essere un numero qualunque &gt; 1. Quando due stimoli si mescolano additivamente, il colore percepito \u00e8 determinato dai meccanismi visivi. Si tratta insomma di un fenomeno biologico. Diversamente, il colore percepito di una\u00a0<a href=\"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=22577\">mescolanza sottrattiva<\/a>\u00a0di stimoli ha cause esclusivamente fisiche. Ci sono almeno tre diversi tipi di mescolanza\u00a0additiva.<\/p>\n<p><strong><br \/>\n1: Mescolanza additiva per sovrapposizione di stimoli<\/strong><\/p>\n<p>Il<strong> primo tipo<\/strong>\u00a0\u00e8 quello di due fasci di luce colorata (per esempio rossa e verde) proiettati sulla parete bianca di una stanza scura in modo che si sovrappongano.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-22549\" style=\"border: 0px none;\" title=\"Additive_color_mixing_red_and_green\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Additive_color_mixing_red_and_green.jpg?resize=300%2C200\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p>I due stimoli luminosi (quello della luce rossa e quello della luce verde) vengono riflessi dalla parete e giungono simultaneamente e immutati all&#8217;occhio, dove incidono sulla stessa area di retina. Dal punto di vista fisico non avviene alcuna interferenza tra i due fasci luminosi (quello rosso e quello verde), ma il sistema visivo percepisce il colore risultante dalla mescolanza dei due stimoli come giallo.<\/p>\n<p><strong><br \/>\n2: Mescolanza additiva per vicinanza degli stimoli<\/strong><\/p>\n<p>Il <strong>secondo\u00a0tipo<\/strong> prende il nome di &#8220;sintesi ottica&#8221;. In questo caso piccole aree colorate contigue (per esempio aree rosse e aree verdi) trasmettono i loro stimoli all&#8217;occhio e incidono sulla stessa area di retina dando cos\u00ec origine alla sensazione di un unico colore (per esempio giallo).<\/p>\n<p>Questo principio viene usato nei <strong>monitor<\/strong> e <strong>televisori<\/strong> a colori, nella maggior parte delle <strong>fotocamere<\/strong> digitali, dove il colore di ogni\u00a0pixel\u00a0\u00e8 formato dalla mescolanza additiva dei colori di tre subpixel molto piccoli e vicini, ma non sovrapposti. Il pixel qui sotto in centro, con i tre subpixel al massimo della luminanza,\u00a0appare bianco:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" title=\"Pixel e subpixel\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/subpixel.jpg?resize=249%2C250\" alt=\"\" width=\"249\" height=\"250\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p>Questo \u00e8 un altro esempio (qui sotto a sinistra). I pixel sono met\u00e0 gialli e met\u00e0 blu (come si vede nell&#8217;ingrandimento a destra) ma l&#8217;area appare grigia:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-24649\" style=\"border: 0px none;\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/meUR1.png?resize=128%2C128\" alt=\"Mescolanza additiva\" width=\"128\" height=\"128\" data-recalc-dims=\"1\" \/>\u00a0 \u00a0<img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-24650\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/DigitalColor-MeterSnapz001.jpg?resize=358%2C131\" alt=\"DigitalColor Meter\" width=\"358\" height=\"131\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/DigitalColor-MeterSnapz001.jpg?w=358 358w, https:\/\/i0.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/DigitalColor-MeterSnapz001.jpg?resize=300%2C109 300w\" sizes=\"(max-width: 358px) 100vw, 358px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p>Lo stesso principio \u00e8 utilizzato nella\u00a0<a href=\"\/blog\/?p=21505\">pittura\u00a0puntinista<\/a>\u00a0e nella\u00a0stampa\u00a0retinata, nei punti dove gli inchiostri\u00a0<strong>non<\/strong> si sovrappongono:<\/p>\n<div>\n<p><img loading=\"lazy\" style=\"border: 0px;\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.boscarol.com\/wiki\/images\/thumb\/1\/13\/Quadricromia.jpg\/200px-Quadricromia.jpg?resize=200%2C145\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"145\" border=\"0\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<div>Alcune opere di Roy Lichtenstein amplificano le tecniche di disegno dei fumetti, che utilizzano a loro volta la tecnica della mezzatinta. Per esempio nel quadro qui sotto il viso della ragazza appare rosa, e questo colore \u00e8 prodotto dalla mescolanza additiva del bianco della carta e del rosso dei punti che \u00e8 uguale al rosso delle labbra.<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-23285 size-full\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/400px-Lichtenstein_crying_girl.jpg?resize=400%2C301\" alt=\"400px-Lichtenstein_crying_girl\" width=\"400\" height=\"301\" srcset=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/400px-Lichtenstein_crying_girl.jpg?w=400 400w, https:\/\/i1.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/400px-Lichtenstein_crying_girl.jpg?resize=300%2C225 300w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<div>Crying Girl di\u00a0Roy Lichtenstein, 1964<\/div>\n<\/div>\n<p><strong><br \/>\n3: Mescolanza additiva per rapidit\u00e0 degli stimoli<\/strong><\/p>\n<p>Il <strong>terzo\u00a0tipo<\/strong> di mescolanza additiva si ha quando i settori di una ruota vengono colorati con colori diversi. Facendo girare la ruota ad un data velocit\u00e0 i colori fondono additivamente, nel senso che gli stimoli arrivano all&#8217;occhio indipendentemente, ma cos\u00ec velocemente che non vengono recepiti individualmente ma vengono &#8220;fusi&#8221;.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\" alignnone wp-image-12304 size-medium\" style=\"margin-left: 0px; margin-right: 0px;\" title=\"Cerchio di colori di Maxwell\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/figure1.jpg?resize=300%2C192\" alt=\"Cerchio di colori di Maxwell\" width=\"300\" height=\"192\" srcset=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/figure1.jpg?w=300 300w, https:\/\/i1.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/figure1.jpg?w=600 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p>Diversi stimoli di colore colpiscono l&#8217;occhio non contemporaneamente ma in rapida successione. Per esempio se si dipingono i settori di un disco con diversi colori (disco di Maxwell, qui sopra) e il disco viene fatto ruotare velocemente, sulla stessa area della retina cade una rapida successione di lampi luminosi. L&#8217;osservatore percepisce un nuovo colore, prodotto dalla mescolanza additiva in media temporale dei colori del cerchio.<\/p>\n<p><strong><br \/>\nSimulazione in Photoshop<\/strong><\/p>\n<p>Si pu\u00f2 simulare la mescolanza additiva di due o tre colori situati in livelli diversi di un documento Photoshop, usando il metodo di fusione Schiarisci (<em>Lighten<\/em>\u00a0nella versione in inglese). Vedi qui sotto l&#8217;impostazione dei livelli in Photoshop CS (Mac OS X) per ottenere l&#8217;immagine qui sopra.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-22984 size-full\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/200px-Photoshop_mescolanza_additiva.jpg?resize=200%2C205\" alt=\"200px-Photoshop_mescolanza_additiva\" width=\"200\" height=\"205\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><br \/>\nIl limone e la sua riproduzione a monitor<\/strong><\/p>\n<p><iframe src=\"http:\/\/www.youtube.com\/embed\/R3unPcJDbCc?rel=0\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\"><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In questo movie si parla del giallo del limone. Se vediamo il limone direttamente, c&#8217;\u00e8 un solo stimolo di colore (giallo) che raggiunge l&#8217;occhio. Se riproduciamo il colore con il monitor esistono tre stimoli di colore (RGB, cio\u00e8 rosso, verde e blu) e quello del giallo non c&#8217;\u00e8. Ci\u00f2nonostante noi vediamo il limone riprodotto, con lo stesso giallo del limone originale. Nel movie questo fenomeno viene presentato come una &#8220;meraviglia&#8221; ma in realt\u00e0 \u00e8 il normale funzionamento della mescolanza additiva tra stimoli rosso, verde e blu.<\/p>\n<p>La mescolanza additiva consente al sistema visivo di &#8220;vedere&#8221; un colore\u00a0senza che\u00a0arrivi\u00a0(al sistema visivo) lo stimolo fisico\u00a0di\u00a0questo colore. Per esempio se disegniamo un quadrato giallo in Photoshop, non c&#8217;\u00e8 lo stimolo fisico del giallo, ma\u00a0solo due\u00a0stimoli che visti separatamente danno\u00a0rosso e verde. Il colore giallo \u00e8 costruito nel nostro sistema visivo &#8220;mescolando&#8221; o &#8220;fondendo&#8221; i due stimoli.<\/p>\n<p>Sulle mescolanze additive e sottrattive si veda anche l&#8217;articolo\u00a0<a href=\"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=17640\" rel=\"bookmark\">La sottocultura popolare del colore: il caso delle mescolanze<\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Finora abbiamo visto cosa succede se all&#8217;occhio arriva un singolo stimolo fisico di colore. Qui vediamo cosa succede se gli stimoli fisici sono pi\u00f9 di uno. 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