{"id":23150,"date":"2007-09-14T16:58:19","date_gmt":"2007-09-14T14:58:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=23150"},"modified":"2015-02-26T18:22:29","modified_gmt":"2015-02-26T17:22:29","slug":"la-cultura-delle-arti-grafiche-in-italia-il-caso-del-colore-2","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=23150","title":{"rendered":"La cultura delle arti grafiche in Italia, il caso del colore 2"},"content":{"rendered":"<p>Mi riferisco al volumetto &#8220;Linee guida per la stampa flessografica&#8221; pubblicato da ATIF (Associazione tecnica italiana per lo sviluppo della flessografia) in collaborazione con Taga. Mi limito a qualcosa che riguarda il colore.<\/p>\n<p>Una cosa che salta subito all&#8217;occhio \u00e8 l&#8217;uso accanito degli <strong>asterischi<\/strong>: L*, a*, b*, C*, h*, che l&#8217;autore ha sicuramente applicato (anche dove non andavano, per esempio sull&#8217;h) per mettere in evidenza che lui la colorimetria la conosce bene. Che brutta figura per Thomas Knoll, l&#8217;autore di Photoshop, che gli asterischi in Lab non ce li mette, bell&#8217;asino.<\/p>\n<p>Ma il bello \u00e8 l&#8217;appendice dedicata al glossario della colorimetria. Per l&#8217;autore \u00a0di questo glossario\u00a0<i>lightness<\/i> e <strong>chiarezza<\/strong> sono la stessa cosa (corretto) e scrive\u00a0 &#8220;L* = Lightness o chiarezza&#8221; nel titolo della voce. La voce successiva \u00e8 invece quella della <strong>tinta<\/strong>, e si potrebbe pensare che il titolo dovrebbe essere &#8220;h = Hue o tinta&#8221; e invece \u00e8 operata una distinzione \u00a0perch\u00e9 il titolo \u00e8 &#8220;h* = tinta (hue)&#8221; dove compaiono le parentesi. Sicuramente corrisponde a una sottile distinzione semantica, anche se personalmente non riesco a coglierla. E l&#8217;altra cosa \u00e8 che l&#8217;asterisco, ho consultato il manuale della CIE, non ci va. Ma veniamo ai contenuti. &#8220;Chiarezza&#8221;, secondo il glossario, ha a che fare con il &#8220;grigiore&#8221; e &#8220;tinta&#8221; definisce il colore. Grigiore? Tinta non definisce la tinta?<\/p>\n<p>Le coordinate cromatiche a* e b* &#8220;permettono di valutare le caratteristiche dei colori in termini di tinta e saturazione&#8221;. Come, non viene detto. Se per esempio a* = b* = 10 qual \u00e8 la tinta? e la saturazione? Boh. In realt\u00e0 bisogna passare attraverso una formula di trigonometria per la tinta (l&#8217;angolo la cui tangente \u00e8 il rapporto dei due numeri) ma forse l&#8217;autore era assente il giorno che il professore spiegava l&#8217;arcotangente (sto scherzando, lo sapr\u00e0 benissimo, infatti scrive che &#8220;sono ricavabili matematicamente&#8221;, non vorrete mica che vi dica anche come). Per la saturazione invece c&#8217;\u00e8 solo un guaio, e cio\u00e8 che non si chiama saturazione, ma <strong>croma<\/strong>. Infatti la voce successiva \u00e8 intitolata (attenzione, attenzione) &#8220;C* = saturazione (chroma)&#8221;, tipo paghi uno e compri due.<\/p>\n<p>Se volete sapere cos&#8217;\u00e8 la <strong>saturazione<\/strong> o croma (per l&#8217;autore sono sinonimi, per la CIE no), \u00e8 &#8220;la forza, l&#8217;intensit\u00e0, la pulizia, la purezza&#8221;. Bisogna ammettere che \u00e8 una descrizione poetica, quasi lirica. Potrebbe essere il contributo italiano alla CIE.<\/p>\n<p>Si va avanti con il sistema indicato come &#8220;CIELCH (CIEL*C*h*)&#8221;. Ma l&#8217;H \u00e8 maiuscola o minuscola? Ha l&#8217;asterisco o non ce l&#8217;ha?\u00a0 In ogni caso, nella figura successiva, l&#8217;asse centrale L* corrisponde alla &#8220;luminosit\u00e0&#8221;. Ma non si era detto che L* = <em>Lightness<\/em> o chiarezza? Adesso arriva anche la luminosit\u00e0?<\/p>\n<p>Si dice che la figura (a) rappresenta lo spazio colorimetrico nel quale (b) &#8220;ad ogni punto corrisponde un colore&#8221;. La prima \u00e8 vera, ma se\u00a0Lab \u00e8 uno spazio colorimetrico cosa sono\u00a0XYZ e Yxz? Qual \u00e8 la differenza? La seconda \u00e8 sbagliata perch\u00e9\u00a0non \u00e8 vero che ad ogni punto corrisponde un colore (\u00e8 vero il contrario: ad ogni colore corrisponde un punto).<\/p>\n<p>Poi l&#8217;autore si inoltra nella descrizione della <strong>saturazione<\/strong> in Lab. Peccato che la saturazione in Lab <strong>non esista<\/strong>, esiste solo la <strong>croma<\/strong>, che secondo la CIE \u00e8 una cosa diversa (ma l&#8217;autore non lo sa).<\/p>\n<p>Mi fermo, sarebbe impietoso e troppo lungo andare oltre. So che l&#8217;anonimo specialista che ha steso alcuni di questi testi \u00e8 molto attivo e ha lasciato le proprie tracce in numerose pubblicazioni delle varie associazioni culturali sorte a tutela delle arti grafiche italiane. Di materiale ce ne sarebbe in abbondanza.<\/p>\n<p>Con tanti auguri per le arti grafiche italiane, che possano riscattarsi e non continuino a rimanere una provincia dell&#8217;impero.<\/p>\n<p>Hai gi\u00e0 visto\u00a0<a href=\"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=23145\" rel=\"bookmark\">La cultura delle arti grafiche in Italia, il caso del colore 1<\/a>?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi riferisco al volumetto &#8220;Linee guida per la stampa flessografica&#8221; pubblicato da ATIF (Associazione tecnica italiana per lo sviluppo della flessografia) in collaborazione con Taga. Mi limito a qualcosa che riguarda il colore. 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