{"id":26502,"date":"2018-01-08T18:28:50","date_gmt":"2018-01-08T17:28:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=26502"},"modified":"2018-01-08T18:29:29","modified_gmt":"2018-01-08T17:29:29","slug":"rgb-e-cmyk-due-modelli-di-colore","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=26502","title":{"rendered":"RGB e CMYK, due modelli di colore"},"content":{"rendered":"<p>Articolo pubblicato nel numero 6\/2006 di <strong>Print Buyer<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando si parla di RGB e CMYK (e anche di Lab se \u00e8 per questo) si parla di numeri che dovrebbero rappresentare colori. La principale differenza tra questi sistemi di numeri (o &#8220;modelli di colore&#8221;, ma in realt\u00e0 si tratta di numeri) \u00e8 che alcuni (Lab) rappresentano precisamente il colore, come i numeri di latitudini e longitudine rappresentano precisamente posizioni sulla terra; altri (RGB e CMYK) rappresentano il colore in modo approssimato, non sufficientemente preciso per la stampa.<\/p>\n<p>RGB e CMYK infatti sono modelli di colore che dipendono dalla periferica (rispettivamente monitor e macchina da stampa, o stampante). Detto semplicemente questo significa due cose:<\/p>\n<ul>\n<li>gli stessi numeri RGB producono colori diversi su monitor diversi; gli stessi numeri CMYK producono colori diversi su stampanti o macchine da stampa diverse;<\/li>\n<li>per produrre lo stesso colore su monitor diversi \u00e8 necessario usare numeri RGB diversi; per produrre lo stesso colore su macchine da stampa o stampanti \u00e8 necessario usare numeri CMYK diversi.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Di conseguenza i problemi da risolvere sono:<\/p>\n<ul>\n<li>se abbiamo dei numeri RGB, come possiamo sapere a quale monitor si riferiscono? se abbiamo dei numeri CMYK, come possiamo sapere a quale macchina da stampa o stampante si riferiscono? In altre parole, cosa significa 100C 0M 0Y 0K? Pi\u00f9 o meno \u00e8 un azzurro, ma precisamente quale azzurro? L&#8217;azzurro di una Heidelberg SM 52, o di una Komori SP 40? O di una HP DesignJet 5000, o di una Epson 7000?<\/li>\n<li>come possiamo sapere quali numeri spedire ad una macchina da stampa o stampante per ottenere un certo colore? in altre parole, se sappiamo esattamente quale ciano vogliamo ottenere, come facciamo a sapere quali percentuali CMYK dobbiamo spedire alla Canon W8400?<\/li>\n<\/ul>\n<p>Le risposte a questi problemi sono fornite da una tecnologia che ha circa 15 anni e che si chiama &#8220;gestione digitale del colore&#8221;. Questa tecnologia utilizza i cosiddetti &#8220;profili&#8221; che consentono di eliminare l&#8217;ambiguit\u00e0 dai numeri RGB e CMYK, assegnando a tali numeri un preciso (non approssimato) significato di colore.<\/p>\n<p>Sistemato questo aspetto, relativo al fatto che RGB e CMYK sono entrambi metodi approssimati di rappresentazione del colore, ed entrambi necessitano di una rappresentazione pi\u00f9 precisa (ottenibile mediante i profili), c&#8217;\u00e8 un altro aspetto da considerare: meglio usare RGB o CMYK per rappresentare i colori nei lavori che diamo da stampare ad uno stampatore?<\/p>\n<p>Il dibattito se lavorare in RGB o in CMYK \u00e8 stato argomento di innumerevoli articoli (su riviste), mail (su mailing list), messaggi (su forum), libri.<\/p>\n<p>Chi sostiene che bisogna lavorare in CMYK lo fa avanzando queste ragioni:<\/p>\n<ul>\n<li>in stampa l&#8217;unico sistema che conta \u00e8 CMYK;<\/li>\n<li>in stampa RGB \u00e8 un sistema senza senso;<\/li>\n<li>le percentuali di ciano, magenta, giallo e nero sono le sole cosa che contano;<\/li>\n<li>\u00e8 assurdo lavorare in RGB se poi bisogna passare a CMYK.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Devo ammettere che ognuna di questa affermazioni ha un fondo di verit\u00e0, ma \u00e8 la filosofia nel suo complesso che \u00e8 fallace. E anche se in pratica oggi si lavora quasi sempre in CMYK, gli esperti sottolineano che nel flusso di lavoro \u00e8 importante conservare i dati RGB quanto pi\u00f9 \u00e8 possibile, e fare la separazione in CMYK il pi\u00f9 tardi possibile.<\/p>\n<p>Le principali ragioni sono queste:<\/p>\n<ul>\n<li>durante la conversione da RGB a CMYK vengono perse delle informazioni di colore sull&#8217;immagine, rendendo la correzione tonale (cio\u00e8 della luminosit\u00e0) e cromatica molto pi\u00f9 difficoltosa;<\/li>\n<li>uno spazio CMYK ha meno colori di uno spazio RGB (cio\u00e8 ha un gamut pi\u00f9 limitato di colori);<\/li>\n<li>la separazione in CMYK deve essere fatta per una specifica condizione di stampa (macchina da stampa, inchiostro, carta, retino, quantit\u00e0 di inchiostro nero, ecc.); se l&#8217;immagine deve essere stampata con macchine diverse, usare CMYK significa mettersi in un vicolo cieco. La stessa cosa se l&#8217;immagine dovr\u00e0 essere usata per il multimedia (web, CD-ROM);<\/li>\n<li>\u00e8 molto pi\u00f9 problematico fare una prova di stampa con un file CMYK perch\u00e9 l&#8217;immagine \u00e8 stata separata per una specifica condizione di stampa e non per la prova di stampa;<\/li>\n<li>la dimensione del file aumenta di un terzo: in RGB ci sono tre canali, in CMYK ce ne sono quattro;<\/li>\n<li>diversi comandi di Photoshop (alcuni filtri, visualizzazione del nero nei livelli, ecc.) funzionano solo su immagini RGB e non funzionano su immagini CMYK;<\/li>\n<li>il lavoro di correzione colore \u00e8 pi\u00f9 semplice in RGB.<\/li>\n<\/ul>\n<p>La cosa pi\u00f9 importante \u00e8 forse il fatto che le correzioni colore in RGB funzionano bene mentre in CMYK, semplicemente, non funzionano o comunque sono molto pi\u00f9 delicate.<\/p>\n<p>Se fate scansioni di immagini, fatele fare sempre in RGB, non in CMYK. Se siete fotografi, scattate in RGB (non c&#8217;\u00e8 verso di fare altrimenti), fate le correzioni colore in RGB e mantenete le immagini in RGB. Se lavorate con una fotolito e volete file utilizzabili per scopi diversi, insistete e chiedete RGB. Avrete cos\u00ec un file pi\u00f9 flessibile, da usare diverse volte per scopi diversi (diversi tipi di stampa, multimedia, online) con diverse separazioni in CMYK.<\/p>\n<p>Naturalmente a un certo punto sar\u00e0 necessario convertire in CMYK, ma \u00e8 meglio farlo il pi\u00f9 tardi possibile: nel sistema di workflow di prestampa (Prinergy, Apogee, Brisque, &#8230;), oppure nella creazione del PDF, oppure dall&#8217;applicazione di impaginazione (InDesign, XPress, &#8230;). Fino a quel momento mantenete le immagini in RGB, magari dando un&#8217;occhiata ad una finestra di soft proof che le migliori applicazioni consentono di aprire.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Articolo pubblicato nel numero 6\/2006 di Print Buyer. &nbsp; Quando si parla di RGB e CMYK (e anche di Lab se \u00e8 per questo) si parla di numeri che dovrebbero rappresentare colori. 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