{"id":3030,"date":"2008-10-01T11:30:55","date_gmt":"2008-10-01T09:30:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=3030"},"modified":"2017-01-14T20:19:33","modified_gmt":"2017-01-14T19:19:33","slug":"photoshop-5-maggio-1998","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=3030","title":{"rendered":"Photoshop 5 (maggio 1998) e 5.5 (agosto 1999)"},"content":{"rendered":"<p>Photoshop 5 viene pubblicato nelle versioni per Mac OS 7.6 o superiore (tipicamente 8 ) e Windows 95, 98 o NT 4. Prezzo di listino $1000.<\/p>\n<p>Alla fine degli anni Novanta, quando esce Photoshop 5, le tecniche di gestione del colore sono disponibili da quasi un decennio ma stentano ad affermarsi. I <em>feedback<\/em> sono mediamente negativi.<\/p>\n<p>La versione 5 di Photoshop tratta il colore in modo completamente differente dalle versioni precedenti. La filosofia generale non \u00e8 pi\u00f9 centrata su Lab ma su RGB e sui profili ICC, che Photoshop supporta per la prima volta.<\/p>\n<p>I profili ICC sono supportati per le modalit\u00e0 RGB, CMYK, scala di grigi e Lab. Per ognuno di queste modalit\u00e0 l&#8217;utente pu\u00f2 decidere se incorporare o non incorporare il profilo al salvataggio, pu\u00f2 indicare il profilo di default (cio\u00e8 il profilo da assegnare ad una immagine che non ha un profilo assegnato), e pu\u00f2 indicare cosa fare se si apre una immagine che ha un profilo diverso da quello di default:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" style=\"border: 0px none;\" title=\"Photoshop 5 (Mac) Impostazioni profilo\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/09\/profsetup.gif?resize=500%2C340\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"340\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p>Ad ogni modalit\u00e0 di colore \u00e8 associato (esplicitamente o implicitamente) uno spazio colore e viene fatta una conversione dallo spazio dell\u2019immagine allo spazio del monitor (con intento colorimetrico relativo): \u00e8 la <span style=\"text-decoration: underline;\">compensazione monitor<\/span>, attivabile o disattivabile dall\u2019utente e calcolata \u201cal volo\u201d, senza modificare i numeri dell\u2019immagine:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" style=\"border: 0px none;\" title=\"Photoshop 5 (Mac) RGB Setup\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/09\/rgbsetup.gif?resize=469%2C250\" alt=\"\" width=\"469\" height=\"250\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p>Photoshop 5 ottiene il profilo del monitor dal sistema operativo (ColorSync su Apple, ICM su Windows). La finestra\u00a0<em>RGB Setup<\/em> (Impostazioni RGB, qui sopra) definisce lo spazio di lavoro per la modalit\u00e0 RGB.<\/p>\n<p>Le immagini dunque sono sganciate dal monitor nel senso che non sono pi\u00f9 definite nello spazio del monitor e appaiono uguali su qualunque monitor, senza essere modificate.<\/p>\n<p>La finestra\u00a0<em>CMYK Setup<\/em> comprende in realt\u00e0 tre finestre:\u00a0<em>Built-in<\/em> \u00e8 l\u2019insieme di\u00a0Ink Options\u00a0e\u00a0Separation Options\u00a0gi\u00e0 presenti nelle versioni precedenti; anche\u00a0<em>Tables<\/em> ha la stessa funzione che aveva nelle versioni precedenti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" style=\"border: 0px none;\" title=\"Photoshop 5 (Mac) CMYK Setup - Built-in\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/09\/ps6cmyks1.jpg?resize=369%2C268\" alt=\"\" width=\"369\" height=\"268\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" style=\"border: 0px none;\" title=\"Photoshop 5 (Mac) CMYK Setup - Tables\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/09\/ps6cmyks3.jpg?resize=369%2C151\" alt=\"\" width=\"369\" height=\"151\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p>La vera novit\u00e0 \u00e8 la finestra\u00a0ICC\u00a0dove \u00e8 possibile definire un profilo CMYK (spazio di lavoro), un motore di colore e un intento di rendering.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" style=\"border: 0px none;\" title=\"Photoshop 5 (Mac) CMYK Setup - ICC\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/09\/ps6cmyks2.jpg?resize=369%2C159\" alt=\"\" width=\"369\" height=\"159\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p>Photoshop 5 utilizza un motore di colore proprietario di Adobe (che verr\u00e0 chiamato ACE nelle successive versioni, ma per ora viene indicato come <em>built-in<\/em>) oltre a tutti gli altri CMM presenti nel sistema operativo, e consente la compensazione del punto nero (un\u2019estensione dell\u2019intento di rendering colorimetrico relativo).<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>Il sistema \u00e8 per\u00f2 congegnato in modo tale da \u201cforzare\u201d alcuni <em>workflow<\/em>. Inoltre la tecnologia non \u00e8 ben documentata e gli utenti non ne capiscono a fondo il funzionamento.<\/p>\n<p>Gli spazi colore non sono definiti a livello di singola immagine ma a livello di modalit\u00e0. Cos\u00ec tutte le immagini RGB devono essere definite in un singolo spazio di lavoro, scelto dall\u2019utente, e la stessa cosa vale per le immagini CMYK e a scala di grigi.<\/p>\n<p>All\u2019apertura di un file di una certa modalit\u00e0, se questo non ha incorporato l\u2019unico spazio colore (nella forma di profilo ICC) per quella modalit\u00e0, una finestra di dialogo chiede se l\u2019immagine deve essere convertita o no nello spazio di lavoro. Al salvataggio l\u2019unico profilo ICC che si pu\u00f2 incorporare nell\u2019immagine \u00e8 l\u2019unico spazio di lavoro per quella modalit\u00e0.<\/p>\n<p>Gli spazi di lavoro RGB non sono disponibili come profili, ma a un certo punto Adobe li rende disponibili nel proprio sito (e sul CD di Illustrator 8). Gli spazi CMYK invece sono veri e propri profili ICC.<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>In Photoshop 5 non esiste ancora una <em>soft proof<\/em>, ma solo un CMYK Preview, che ha due importanti inconvenienti: consente di simulare, come dice il nome, solo periferiche CMYK (e non quindi, per esempio, una stampante a getto d\u2019inchiostro RGB), e poi supporta un solo intento di rendering per le due conversioni che compongono una <em>soft proof<\/em> (da origine a periferica da simulare e da questa al monitor).<\/p>\n<p>Dopo un aggiornamento 5.0.1 (giugno 1998), Adobe pubblica l\u2019aggiornamento 5.0.2 (luglio 1999) in cui \u00e8 compreso un <em>color management wizard <\/em>ed inoltre lo spazio di lavoro che si chiamava \u201cSMPTE-240M\u201d (erroneamente, comunica Adobe) viene rinominato \u201cAdobe RGB (1998)\u201d.<\/p>\n<p>La versione 5.5 (agosto 1999) comprende l\u2019applicazione Image Ready 2.0 e numerosi comandi e strumenti per il web. Nel C<em>olor Picker<\/em> compare per la prima volta la specifica esadecimale di RGB, in formato HTML. Ma i problemi con la <em>soft proof<\/em> rimangono.<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>Nella versione successiva Adobe elimina le incongruenze di Photoshop 5 e pubblica Photoshop 6, che pu\u00f2 essere considerata la prima versione di Photoshop che supporta la gestione del colore in modo moderno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Photoshop 5 viene pubblicato nelle versioni per Mac OS 7.6 o superiore (tipicamente 8 ) e Windows 95, 98 o NT 4. Prezzo di listino $1000. Alla fine degli anni Novanta, quando esce Photoshop 5, le tecniche di gestione del colore sono disponibili da quasi un decennio ma stentano ad affermarsi. 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