{"id":346,"date":"2008-08-20T13:59:08","date_gmt":"2008-08-20T11:59:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=346"},"modified":"2014-11-04T21:28:27","modified_gmt":"2014-11-04T20:28:27","slug":"il-significato-dei-numeri","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=346","title":{"rendered":"Il significato dei numeri"},"content":{"rendered":"<p>Entriamo ora pi\u00f9 in dettaglio nel problema della gestione del colore, per dire con parole diverse quello che abbiamo gi\u00e0 detto nei precedenti post.<\/p>\n<p>Prendiamo un file TIFF in modalit\u00e0 RGB che contiene una immagine digitale. Come tutti i file digitali, il TIFF contiene numeri, per esempio potrebbe iniziare cos\u00ec<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><tt>35 27 128<br \/>\n24 3 59<br \/>\n15 35 27<br \/>\n128 243 59<br \/>\n...<\/tt><\/p>\n<p>Ci\u00f2 significa che il primo pixel in alto a sinistra dell&#8217;immagine ha i valori RGB uguali a 35 27 128, il secondo pixel i valori RGB uguali a 24 3 59, e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Quando questi numeri RGB vengono visualizzati su un monitor A l&#8217;aspetto potrebbe essere questo:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-1358\" title=\"Monitor A\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/09\/rose1.jpg?resize=208%2C150\" alt=\"\" width=\"208\" height=\"150\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p>Gli <strong>stessi<\/strong> numeri RGB visualizzati su un altro monitor B potrebbero avere questo aspetto:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-1359\" title=\"Monitor B\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/09\/rose2.jpg?resize=208%2C150\" alt=\"\" width=\"208\" height=\"150\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p>E ancora gli <strong>stessi<\/strong> numeri visualizzati su un certo monitor C potrebbero avere ancora un altro aspetto:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-1360\" title=\"Monitor C\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/09\/rose3.jpg?resize=208%2C150\" alt=\"\" width=\"208\" height=\"150\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p>Questo significa che i <strong>numeri RGB non determinano il colore<\/strong>. Il colore una volta fissati i\u00a0numeri RGB \u00e8 determinato dal monitor.<\/p>\n<p>La prima conseguenza che possiamo trarre \u00e8 che i valori RGB <strong>non possono essere chiamati colori<\/strong>, ma appunto valori, o meglio\u00a0<strong>numeri<\/strong>. I colori sono un&#8217;altra cosa. E&#8217; vero che i numeri R= 255 e G = B = 0 daranno un rosso, ma potrebbe essere un rosso chiaro o un rosso scuro, un rosso pallido o un rosso vivo, un rosso tendente al magenta o un rosso tendente all&#8217;arancio.<\/p>\n<p>Per dare un significato univoco ai numeri, va indicato come riferimento un determinato monitor (per una immagine RGB) o una determinata stampante (per una immagine CMYK). Solo allora l&#8217;immagine digitale \u00e8 un insieme di numeri con un riferimento, cio\u00e8 numeri con l&#8217;indicazione necessaria per dare loro il significato (il colore) che l&#8217;autore dell&#8217;immagine intendeva dare quando l&#8217;ha creata.<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>La stessa cosa vale per CMYK. Un TIFF CMYK \u00e8 fatto di numeri e i numeri potrebbero essere questi<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><tt>15 27 28 50<br \/>\n24 3 10 20<br \/>\n15 16 27 35<br \/>\n100 100 0 10<br \/>\n...<\/tt><\/p>\n<p>I primi quattro numeri rappresentano il primo pixel, i secondi quattro il secondo pixel, e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Quando questi numeri CMYK vengono mandati in stampa (per esempio ad una stampante inkjet munita di una certa carta) l&#8217;aspetto potrebbe essere questo:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-1361\" title=\"Stampante inkjet\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/09\/rose11.jpg?resize=208%2C150\" alt=\"\" width=\"208\" height=\"150\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p>Con un&#8217;altra stampante, per esempio laser con carta naturale, gli <strong>stessi<\/strong> numeri CMYK potrebbero dare questo risultato:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-1362\" title=\"Stampante laser\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/09\/rose21.jpg?resize=208%2C150\" alt=\"\" width=\"208\" height=\"150\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p>E con una macchina da stampa offset con carta patinata gli <strong>stessi<\/strong> numeri CMYK potrebbero dare questo risultato:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-1363\" title=\"Macchina da stampa\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/09\/rose31.jpg?resize=208%2C150\" alt=\"\" width=\"208\" height=\"150\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p>Dunque la tecnologia della gestione digitale del colore si pu\u00f2 riassumere cos\u00ec:<\/p>\n<ul>\n<li>una immagine \u00e8 fatta di numeri RGB o CMYK;<\/li>\n<li>gli stessi numeri su periferiche diverse danno colori diversi;<\/li>\n<li>quindi \u00e8 la periferica che d\u00e0 il significato (cio\u00e8 il colore) ai numeri;<\/li>\n<li>affinch\u00e9 non cambi il significato (cio\u00e8 il colore) \u00e8 necessario cambiare i numeri.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ma &#8220;come&#8221; si cambiano i numeri? Il primo passo per avere gli stessi colori su periferiche diverse consiste nel saperne di pi\u00f9 sulle periferiche che si utilizzano. Nel prossimo post parliamo della <strong>caratterizzazione<\/strong> di\u00a0una fotocamera.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Entriamo ora pi\u00f9 in dettaglio nel problema della gestione del colore, per dire con parole diverse quello che abbiamo gi\u00e0 detto nei precedenti post. Prendiamo un file TIFF in modalit\u00e0 RGB che contiene una immagine digitale. 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