{"id":3687,"date":"2008-10-13T14:22:44","date_gmt":"2008-10-13T13:22:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=3687"},"modified":"2017-01-14T20:03:02","modified_gmt":"2017-01-14T19:03:02","slug":"tecnologie-per-i-monitor-crt","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=3687","title":{"rendered":"Tecnologie per i monitor: CRT"},"content":{"rendered":"<p>La tecnologia del tubo a raggi catodici (<em>cathode ray tube<\/em>, CRT) risale ai primi anni del 1900, ed ha avuto un forte sviluppo con l\u2019introduzione della televisione negli anni \u201950 e \u201960.<\/p>\n<p>Nel 1909 vennero assegnati due <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Premio_Nobel_per_la_fisica\" target=\"_blank\">premi Nobel per la fisica<\/a>: il primo a Guglielmo Marconi per le sue ricerche sulle onde radio, e il secondo al fisico tedesco Karl Ferdinand Braun, che aveva inventato il tubo a raggi catodici nel 1897. La tecnologia CRT \u00e8 dunque dei tempi di Guglielmo Marconi ed ha pi\u00f9 di un secolo di vita.<\/p>\n<p><strong><br \/>\nMonitor CRT monocromatico<\/strong><\/p>\n<p>Il monitor a raggi catodici (CRT) monocromatico consiste di un cannone elettronico che emette un fascio di elettroni che colpiscono il rivestimento interno dello schermo del tubo (vedi figura), rivestito di uno strato di materiale fosforescente cio\u00e8 materiale che, quando colpito da elettroni, emette luce che persiste per breve tempo anche quando non \u00e8 pi\u00f9 colpito dal fascio di elettroni (\u00e8 il fenomeno della \u201cfosforescenza\u201d). La luminanza della luce emessa da questo materiale, chiamato genericamente fosf\u00f2ro (niente a che fare con l\u2019elemento chimico) dipende dall\u2019intensit\u00e0 del fascio di elettroni che lo colpisce.<\/p>\n<blockquote><p>La parola \u201cfosforo\u201d ha in italiano due significati, che dipendono da dove si mette l\u2019accento: il <em>f\u00f2sforo<\/em> (<em>phosphorus<\/em>) \u00e8 l\u2019elemento chimico il cui simbolo \u00e8 P, diffuso sotto forma di sali nel mondo minerale, vegetale e animale, mentre il <em>fosf\u00f2ro<\/em> (<em>phosphor<\/em>) \u00e8 qualunque materiale che converte l\u2019energia assorbita in luce.<\/p><\/blockquote>\n<p>L\u2019intera area dello schermo forma un raster che viene scansionato dal fascio elettronico. Il fascio elettronico viene deflesso orizzontalmente e verticalmente, in modo da scansionare tutti i pixel, iniziando in alto a sinistra per finire in basso a destra. L\u2019intensit\u00e0 del fascio elettronico viene modulata in modo che ogni singolo pixel emetta una data luminanza formando una immagine. La scansione avviene abbastanza velocemente da dare l\u2019impressione che l\u2019immagine sullo schermo sia fissa.<\/p>\n<p><strong><br \/>\nMonitor CRT a colori<\/strong><\/p>\n<p>Nel caso di monitor a colori ogni pixel \u00e8 composto da tre fosf\u00f2ri di materiali diversi, molto piccoli e ravvicinati, non individuabili ad occhio nudo. Il primo fosf\u00f2ro produce luce rossa, il secondo verde e il terzo blu. Per esempio, un monitor con 800 x 600 pixel ha un raster di 480\u2009\u200a000 pixel, ognuno dei quali formato da tre fosf\u00f2ri.<\/p>\n<p>Il colore del pixel si forma in mescolanza additiva dei colori dei tre fosf\u00f2ri.<\/p>\n<p>I fosf\u00f2ri sono disposti in terne circolari (<em>Precision InLine<\/em>) o in strisce verticali (<em>Trinitron<\/em>). I fosfori sono molto vicini per cui \u00e8 impossibile distinguerli a occhio nudo.<\/p>\n<p>Il tubo dispone di tre cannoni elettronici (rispettivamente per il rosso, verde e blu) che emettono tre fasci di elettroni che spazzano progressivamente l\u2019intero raster. Quando i tre fasci colpiscono un pixel, un particolare meccanismo magnetico-meccanico con l\u2019uso di una maschera forata (<em>shadow mask<\/em>) fa in modo che il primo fascio colpisca il fosf\u00f2ro R, il secondo colpisca il fosf\u00f2ro G e il terzo quello B.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" title=\"Tubo CRT a colori\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/tubo-crt-a-colori.jpg?resize=303%2C254\" alt=\"\" width=\"303\" height=\"254\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p>A quel punto ognuno dei tre fosf\u00f2ri del pixel produce una certa intensit\u00e0 di luce rispettivamente rossa, verde e blu. I colori dei tre fosf\u00f2ri si mescolano additivamente dando origine al colore del pixel.Variando l\u2019intensit\u00e0 con la quale i tre fasci elettronici colpiscono i tre fosf\u00f2ri, varia il colore del pixel.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" title=\"Maschere CRT a colori\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/maschera.jpg?resize=500%2C163\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"163\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p>Se l\u2019immagine deve essere mantenuta il fosf\u00f2ro necessita di essere continuamente alimentato con elettroni perch\u00e9 la sua persistenza (il periodo di tempo in cui la luce viene emessa) \u00e8 breve: da 40 microsecondi a 3 secondi. Per immagini in movimento \u00e8 pi\u00f9 adatta una persistenza breve, ma una persistenza pi\u00f9 lunga riduce lo sfarfallio.<\/p>\n<p><strong><br \/>\nScansione e frequenza<\/strong><\/p>\n<p>La frequenza verticale o frequenza di quadro (<em>vertical frequency<\/em> o <em>frame rate<\/em>) \u00e8 la frequenza alla quale viene completata un quadro (cio\u00e8 un\u2019intera schermata). Per la computer grafica \u00e8 necessaria una frequenza verticale almeno di 75 Hz. Se \u00e8 troppo bassa, minore di 60 Hz, si verifica il fenomeno dello sfarfallio (<em>flicker<\/em>).<\/p>\n<p>La frequenza orizzontale o frequenza di linea (<em>horizontal frequency<\/em> o <em>line rate<\/em>) \u00e8 la frequenza a cui viene scansionata la singola riga del monitor.<\/p>\n<p>La frequenza video (<em>video frequency<\/em>, <em>dot clock<\/em>) \u00e8 la velocit\u00e0 a cui il fascio elettronico pu\u00f2 accendersi e spegnersi. Da notare che i monitor CRT necessitano di un\u2019area di <em>blanking<\/em> per permettere al cannone elettronico di spegnersi e riposizionarsi.<\/p>\n<p>L\u2019interlacciamento (<em>interlacing<\/em>) \u00e8 un metodo che consente di ridurre la frequenza verticale mantenendo basso lo sfarfallio. In uno schermo interlacciato ogni quadro \u00e8 fatto da due campi che contengono ognuno una riga s\u00ec e una no. Per le applicazioni grafiche \u00e8 preferibile un monitor non interlacciato.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" title=\"Interlacciamento\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/scansione.jpg?resize=365%2C175\" alt=\"\" width=\"365\" height=\"175\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p>I monitor CRT <em>multisync<\/em> possono funzionare a diverse risoluzioni senza degradare l\u2019immagine.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La tecnologia del tubo a raggi catodici (cathode ray tube, CRT) risale ai primi anni del 1900, ed ha avuto un forte sviluppo con l\u2019introduzione della televisione negli anni \u201950 e \u201960. 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