{"id":5781,"date":"2008-12-13T21:48:34","date_gmt":"2008-12-13T19:48:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=5781"},"modified":"2017-04-26T00:25:57","modified_gmt":"2017-04-25T22:25:57","slug":"norme-per-gli-inchiostri-offset","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=5781","title":{"rendered":"La normativa per gli inchiostri da stampa, ieri e oggi"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-7050 alignleft\" style=\"border: 0px none; margin-right: 10px; margin-bottom: 10px;\" title=\"Inchiostri da stampa\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/12\/dreamstime_2880162.jpg?resize=256%2C384\" alt=\"Inchiostri da stampa\" width=\"256\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/12\/dreamstime_2880162.jpg?w=320 320w, https:\/\/i0.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/12\/dreamstime_2880162.jpg?w=200 200w\" sizes=\"(max-width: 256px) 100vw, 256px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p>Facciamo un po&#8217; di storia (e di preistoria: \u00e8 indispensabile per chiarire alcuni punti di possibile confusione sull&#8217;argomento).<\/p>\n<p><strong><br \/>\nLa preistoria (1930-1965)<\/strong><\/p>\n<p>Siamo in Germania, nel\u00a0<strong>1930<\/strong>, un anno prima che la CIE pubblichi il proprio sistema colorimetrico (in altre parole, nel 1930 non esiste un metodo standard per indicare un colore con numeri).<\/p>\n<p>L\u2019istituto di normativa\u00a0tedesco DIN (esiste ancora oggi) pubblica\u00a0all\u2019interno della norma\u00a0Nagra 213 (Nagra \u00e8 la sigla di\u00a0<em>Normenausschuss f\u00fcr\u00a0Graphische Gewerbe<\/em>, cio\u00e8 &#8220;norme per l&#8217;industria grafica&#8221;) una\u00a0specifica che riguarda gli\u00a0inchiostri da stampa offset.<\/p>\n<p>Vengono specificate le caratteristiche (i nomi, i pigmenti, i supporti) di 13 inchiostri da stampa.\u00a0\u00c8 solo una\u00a0bozza e dovrebbe essere ulteriormente\u00a0sviluppata, ma l\u2019inizio della II guerra mondiale nel 1939 interrompe\u00a0gli sforzi normativi.<\/p>\n<p>L&#8217;attivit\u00e0 normativa in Germania riprende negli anni Cinquanta (del Novecento) e\u00a0nel <strong>1955<\/strong> viene pubblicata una\u00a0nuova norma, la <strong>DIN 16509<\/strong> (<em>Farbskala f\u00fcr den Offsetdruck<\/em>, cio\u00e8 &#8220;scala colori per la stampa offset&#8221;).<\/p>\n<p>La norma riguarda gli inchiostri offset, i cui\u00a0nomi vengono \u00a0stabiliti rispettivamente in\u00a0<strong>giallo<\/strong> (<em>Gelb<\/em>, in tedesco<span style=\"font-style: normal;\">), <strong>rosso<\/strong> (<em>Rot<\/em>), <strong>blu<\/strong> (<em>Blau<\/em>). La norma \u00e8 stata anche chiamata &#8220;scala fredda&#8221; (<em>kalte Farbt\u00f6ne<\/em>). <\/span><\/p>\n<p>Nel frattempo \u00e8 stato sviluppato il primo sistema colorimetrico della CIE (1931) e la norma stabilisce i\u00a0valori colorimetrici per ogni inchiostro in coordinate Yxy, per i due illuminanti standard A e C (A \u00e8 la luce ad incandescenza, C \u00e8 un illuminante ora obsoleto, ma che allora rappresentava la luce del giorno a circa 6800 kelvin)<\/p>\n<p>Nel <strong>1965<\/strong> la\u00a0norma viene modificata e tra\u00a0le altre cose viene introdotto\u00a0per la prima volta il nome <strong>ciano<\/strong> (in tedesco <em>Cyan<\/em>) al posto di blu (<em>Blau<\/em>), mentre al posto di rosso (<em>Rot<\/em>) viene usato <strong>porpora<\/strong> (<em>Purpur<\/em>).<\/p>\n<p><strong><br \/>\nStoria antica (1967-1997)<\/strong><\/p>\n<p>Negli anni successivi la normativa per gli inchiostri offset diventa di competenza europea. Il CEI (<em>Comit\u00e9\u00a0europ\u00e9en des associations des\u00a0fabriquants de peintures et d\u2019encres d\u2019imprimerie<\/em>) pubblica nel <strong>1967<\/strong>\u00a0una raccomandazione (indicata con la sigla CEI 13-67) relativa agli inchiostri\u00a0per la stampa offset.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\">Il CEI\u00a0(<em>Comit\u00e9\u00a0europ\u00e9en des associations des\u00a0fabriquants de peintures et d\u2019encres d\u2019imprimerie<\/em>)\u00a0era un gruppo di esperti, a cui sono dovute le norme sugli inchiostri da stampa fino agli anni Ottanta. Era interno a\u00a0<a href=\"http:\/\/www.cepe.org\/EPUB\/easnet.dll\/execreq\/page?eas:dat_im=100088&amp;eas:template_im=100087\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">CEPE<\/a>, \u00a0il\u00a0<em>Comit\u00e9 europ\u00e9en des associations de peintures, encres d&#8217;imprimerie et couleurs d&#8217;art<\/em>\u00a0oggi chiamato\u00a0<em>European Council of producers and importers of paints, printing inks and artists\u2019 colours<\/em>.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\">Oggi il settore di CEPE che si occupa degli inchiostri da stampa si chiama\u00a0<a href=\"http:\/\/www.eupia.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">EuPIA<\/a>\u00a0(<em>European Printing Ink Association<\/em>) ma la parte normativa \u00e8 passata al comitato tecnico TC 130\/WG3 di ISO.<\/p>\n<p>Questa raccomandazione europea specifica i nomi e le coordinate colorimetriche (Yxy perch\u00e9 Lab non era ancora nato) degli inchiostri:<\/p>\n<ul>\n<li><strong><span style=\"font-style: normal;\">ciano<\/span><\/strong><\/li>\n<li><strong>magenta<\/strong> <span style=\"font-style: normal;\">(nome che compare \u00a0per la prima volta nelle norme dell&#8217;industria della stampa)<\/span><\/li>\n<li><strong>giallo<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>La misura \u00e8 fatta sugli <span style=\"text-decoration: underline;\">inchiostri stampati su una carta di riferimento<\/span>, con spessori controllati.<\/p>\n<p>L&#8217;istituto normativo germanico DIN adotta la raccomandazione nel 1971 con il numero DIN 16539 e con il nome <em>Europ\u00e4ische\u00a0Farbskala f\u00fcr den Offsetdruck<\/em> (cioe &#8220;scala europea di colori per la stampa offset&#8221;):\u00a0\u00e8 l\u2019atto di nascita di <strong>Euroscala<\/strong>. Questa norma \u00e8 stata variamente\u00a0indicata oltre che come\u00a0Euroscala, anche come\u00a0Europaskala, Euroskala,\u00a0Euroscale, Scala Europa.<\/p>\n<p>Nel\u00a0<strong>1974<\/strong> la raccomandazione viene recepita\u00a0anche dall\u2019istituto di normativa\u00a0italiano UNI con il numero UNI 7327-74 (Serie europea di inchiostri\u00a0primari per offset) e nel <strong>1975<\/strong> da ISO\u00a0con il numero <strong>ISO 2846<\/strong> (<em>Set of\u00a0printing inks for offset printing,\u00a0Colorimetric characteristics<\/em>).<\/p>\n<p>Nel <strong>1980<\/strong> la CEI pubblica un aggiornamento che specifica anche, per la prima volta, <strong>le coordinate L*a*b*<\/strong> basate su illuminante C. A questo punto la norma \u00e8 inserita nella normativa di Germania, Danimarca, Finlandia, Francia, Gran Bretagna, Italia, Paesi Bassi, Austria, Svezia e Svizzera.<\/p>\n<p><strong><br \/>\nStoria moderna (dal 1997)<\/strong><\/p>\n<p>Negli anni 80 la parte normativa sugli inchiostri passa dal CEI al comitato tecnico TC 130 di ISO, il quale \u00e8 a sua volta sostanzialmente diretto da <a href=\"http:\/\/www.fogra.de\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">FOGRA<\/a>, l&#8217;istituto di ricerca tedesco che si occupa di arti grafiche, e che ha sede a Monaco di Baviera, in Germania.<\/p>\n<p>Alla\u00a0fine degli anni Ottanta ci\u00a0si rese conto che i colori degli\u00a0inchiostri di quadricromia\u00a0erano cambiati e la vecchia\u00a0norma Euroscala (basata su\u00a0studi degli anni Sessanta) era\u00a0diventata obsoleta e doveva\u00a0essere sostituita.<\/p>\n<p>Cos\u00ec nel\u00a0<strong>1997<\/strong> ISO pubblica la nuova\u00a0norma <strong>ISO 2846-1<\/strong> (<em>Colour and\u00a0transparency of ink sets for\u00a0four-colour-printing \u2013 Part 1:\u00a0Sheet-fed and heat-set Web\u00a0off set lithographic printing) <\/em>attualmente in vigore. Questa\u00a0norma internazionale cancella e sostituisce la vecchia\u00a0Euroscala, che \u00e8 andata in pensione appunto nel 1997 (nel 2002 in Germania).<\/p>\n<p>La nuova norma 2846-1 \u00e8 diversa da Euroscala per due principali motivi: (a) \u00e8 una norma <span style=\"text-decoration: underline;\">internazionale<\/span> e non solo europea, e (b) riguarda\u00a0gli <span style=\"text-decoration: underline;\">inchiostri<\/span>\u00a0in s\u00e9, non\u00a0la <span style=\"text-decoration: underline;\">stampa degli inchiostri<\/span> su\u00a0vari tipi di carta.<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>Ancora oggi capita che molti stampatori europei affermino di stampare secondo Euroscala, ma non \u00e8 chiaro se si riferiscono alla vecchia Euroscala o semplicemente chiamino cos\u00ec la nuova norma.<\/p>\n<p>La stessa FOGRA ha dovuto ricordare agli stampatori, in un numero della sua <em>newsletter<\/em> del 2004, \u00a0che Euroscala \u00e8 una norma cancellata.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-5795\" title=\"FOGRA Extra no. 9 - 2004\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/12\/cs_36.jpg?resize=630%2C569\" alt=\"FOGRA Extra no. 9 - 2004\" width=\"630\" height=\"569\" srcset=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/12\/cs_36.jpg?w=630 630w, https:\/\/i1.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/12\/cs_36.jpg?w=300 300w\" sizes=\"(max-width: 630px) 100vw, 630px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p><strong><br \/>\nOggi<\/strong><\/p>\n<p>La norma ISO 2846-1 per gli inchiostri offset fa parte di una serie di norme che riguardano gli \u00a0inchiostri per le varie tecnologie di stampa, cio\u00e8 la serie\u00a0<a href=\"http:\/\/www.iso.org\/iso\/iso_catalogue\/catalogue_tc\/catalogue_detail.htm?csnumber=39377\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">ISO 2846<\/a>, divisa in queste parti:<\/p>\n<ol>\n<li>offset piana e rotativa a caldo (2006, rivista e confermata nel 2009);<\/li>\n<li>offset rotativa a freddo (2007, rivista e confermata nel 2010);<\/li>\n<li>rotocalco (2002, rivista e confermata nel 2012);<\/li>\n<li>serigrafia (2000, rivista e confermata nel 2011);<\/li>\n<li>flessografia (2005, rivista e confermata nel 2008).<\/li>\n<\/ol>\n<p>Queste norme\u00a0riguardano la <span style=\"text-decoration: underline;\">colorimetria<\/span> (in Lab D50) e la <span style=\"text-decoration: underline;\">trasparenza<\/span> degli inchiostri da stampa, misurate con fissate modalit\u00e0 (gli inchiostri vengono\u00a0stesi su una\u00a0carta di riferimento\u00a0e misurati in determinate condizioni su\u00a0<em>substrate backing<\/em> e sotto\u00a0determinate luci).<\/p>\n<p>Questi sono i dati di colorimetria per la ISO 2846-1:2006:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-15944\" style=\"border: 0px none;\" title=\"ISO 2846-1:2006\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/12\/ISO-2846-2006.jpg?resize=364%2C137\" alt=\"\" width=\"364\" height=\"137\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/12\/ISO-2846-2006.jpg?w=364 364w, https:\/\/i2.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/12\/ISO-2846-2006.jpg?w=300 300w\" sizes=\"(max-width: 364px) 100vw, 364px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p>La verifica dei valori indicati nella norma ISO 2846-1 tipicamente non viene fatta dallo stampatore perch\u00e9\u00a0\u00e8 molto complessa, dovendo utilizzare una speciale\u00a0carta di riferimento sulla quale gli inchiostri vanno stesi in spessori ben definiti. Per questo motivo i\u00a0valori specificati nella norma ISO 2846-1 sono usati\u00a0in pratica solo nei contatti tra stampatori e fornitori di inchiostri, che devono garantire la conformit\u00e0 alla norma.<\/p>\n<p>Altre\u00a0norme sono previste per la colorimetria dei colori ottenuti dalla stampa degli inchiostri sui vari tipi di carta: quelle della serie <a href=\"http:\/\/www.iso.org\/iso\/iso_catalogue\/catalogue_tc\/catalogue_detail.htm?csnumber=37801\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">ISO 12647<\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Facciamo un po&#8217; di storia (e di preistoria: \u00e8 indispensabile per chiarire alcuni punti di possibile confusione sull&#8217;argomento). La preistoria (1930-1965) Siamo in Germania, nel\u00a01930, un anno prima che la CIE pubblichi il proprio sistema colorimetrico (in altre parole, nel 1930 non esiste un metodo standard per indicare un colore con numeri). 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