{"id":6307,"date":"2008-12-17T16:24:05","date_gmt":"2008-12-17T14:24:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=6307"},"modified":"2017-11-10T01:47:38","modified_gmt":"2017-11-10T00:47:38","slug":"carta-da-stampa-termini-e-classificazione","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=6307","title":{"rendered":"Carta da stampa: terminologia e classificazione"},"content":{"rendered":"<p>In questo post riassumo i termini principali per la classificazione delle carte per la stampa industriale.<\/p>\n<p><strong><br \/>\nPasta<\/strong><\/p>\n<p>La pasta (in inglese <em>pulp<\/em>) o pastalegno (<em>wood pulp<\/em>) o pasta meccanica (<em>mechanical pulp<\/em>) \u00e8 il materiale di base per la produzione della carta.<\/p>\n<p>Tutte le forme di vita vegetale sono costituite da innumerevoli fibre lunghe e strette, ed \u00e8 di queste fibre che \u00e8 fatta la carta. Il legno \u00e8 la fonte pi\u00f9 comune di fibra per la fabbricazione della carta. Si possono comunque usare altre fibre vegetali, come lino, canapa, iuta, paglia, bamb\u00f9, cotone.<\/p>\n<p>Circa la met\u00e0 delle pareti delle fibre vegetali \u00e8 costituita di <span style=\"text-decoration: underline;\">cellulosa<\/span> (che chimicamente \u00e8 un composto organico, ed anzi \u00e8 il composto organico pi\u00f9 comune sulla Terra) ma il cotone, per esempio, \u00e8 cellulosa quasi al 100%.<\/p>\n<p>La lunghezza delle fibre differisce a seconda del tipo usato e del metodo di estrazione impiegato, e pu\u00f2 andare da 1 a 4 mm.<\/p>\n<p>La\u00a0pastalegno viene prodotta usando legno di pino, abete, betulla, ecc. i cui tronchi vengono scortecciati, sfibrati e macinati con procedimenti meccanici.<\/p>\n<p>La pasta chimica\u00a0(<em>chemical pulp<\/em>) viene prodotta similmente alla pasta meccanica, ma viene poi sottoposta all&#8217;azione di prodotti chimici. Il risultato \u00e8 che circa il 90% della pasta \u00e8 cellulosa e solo una piccola parte pu\u00f2 essere pastalegno.<\/p>\n<p>La pasta viene trattata da una cosiddetta &#8220;macchina continua&#8221; (inventata in Francia alla fine del Settecento) che dopo una serie di complesse lavorazioni riduce la pasta in rotoli di carta.<\/p>\n<p><strong><br \/>\nCalandratura<\/strong><\/p>\n<p>Le calandre fanno parte della macchina continua e sono rulli orizzontali con una superficie molto liscia che conferiscono una finitura alla superficie della carta.<\/p>\n<p>La calandra base pu\u00f2 dare una finitura abbastanza buona nota come <span style=\"text-decoration: underline;\">finitura di macchina<\/span> (MF, <em>machine finished<\/em>). &#8220;Di macchina&#8221; perch\u00e9 viene fatta nella macchina continua.<\/p>\n<p>La satinatrice fa anche parte della macchina continua e viene usata per conferire alla carta una finitura molto liscia e lucida, <span style=\"text-decoration: underline;\">satinata<\/span> (SC, <em>supercalandered<\/em>).<\/p>\n<p><strong><br \/>\nPatinatura e lucidezza<\/strong><\/p>\n<p>Per ottenere carta di qualit\u00e0 ancora migliore si procede alla patinatura della superficie, o sulla macchina continua di produzione oppure fuori macchina su impianti appositi. Vengono usati diversi pigmenti in sospensione acquosa, tra i quali caolino e carbonato di calcio.<\/p>\n<p>Si ottiene cos\u00ec la <span style=\"text-decoration: underline;\">carta patinata<\/span> (<em>coated paper<\/em>) che si distingue dalla <span style=\"text-decoration: underline;\">carta non patinata<\/span> (<em>uncoated paper<\/em>) detta anche <span style=\"text-decoration: underline;\">carta naturale<\/span> o <span style=\"text-decoration: underline;\">carta uso mano<\/span>.<\/p>\n<p>La carta patinata riduce la penetrazione dell&#8217;inchiostro nel foglio e quindi l&#8217;inchiostro non si espande e l&#8217;immagine stampata \u00e8 pi\u00f9 nitida. Aumenta la densit\u00e0 di stampa e la lucidezza. La quantit\u00e0 di inchiostro necessaria \u00e8 minore rispetto alla carta non patinata.\u00a0La patinatura pu\u00f2 essere singola, doppia o tripla.<\/p>\n<p>La carta patinata pu\u00f2 presentare diversi <span style=\"text-decoration: underline;\">fattori di <\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">lucidezza<\/span> (altrove chiamati gradi di lucido): \u00a0lucida (<em>gloss<\/em>) tra 50 e 80, satinata (<em>silk<\/em>) tra 20 e 40 e opaca (<em>matte<\/em>) tra 10 e 20:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-7117\" title=\"Lucidezza (gloss) 50-80\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/12\/gloss_50-80.jpg?resize=180%2C180\" alt=\"Lucidezza (gloss) 50-80\" width=\"180\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/12\/gloss_50-80.jpg?w=180 180w, https:\/\/i2.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/12\/gloss_50-80.jpg?w=150 150w\" sizes=\"(max-width: 180px) 100vw, 180px\" data-recalc-dims=\"1\" \/> <img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-7118\" title=\"Lucidezza (gloss) 20-40\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/12\/gloss_20-40.jpg?resize=180%2C180\" alt=\"Lucidezza (gloss) 20-40\" width=\"180\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/12\/gloss_20-40.jpg?w=180 180w, https:\/\/i2.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/12\/gloss_20-40.jpg?w=150 150w\" sizes=\"(max-width: 180px) 100vw, 180px\" data-recalc-dims=\"1\" \/> <img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-7119\" title=\"Lucidezza (gloss) 10-20\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/12\/gloss_10-20.jpg?resize=180%2C180\" alt=\"Lucidezza (gloss) 10-20\" width=\"180\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/12\/gloss_10-20.jpg?w=180 180w, https:\/\/i0.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/12\/gloss_10-20.jpg?w=150 150w\" sizes=\"(max-width: 180px) 100vw, 180px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p><strong><br \/>\nISO Brightness<\/strong><\/p>\n<p><em>Brightness<\/em> \u00e8 un attributo percettivo del colore e si traduce in italiano &#8220;brillanza&#8221;, ma questa\u00a0<em>ISO brightness<\/em> non ha nulla a che fare con la brillanza.<\/p>\n<p>La\u00a0<em>ISO brightness <\/em>(talvolta tradotta con <em>grado di bianco<\/em>) \u00e8 la misura del fattore di riflessione della luce nella regione del blu, precisamente alla lunghezza d\u2019onda di 457 nm. Per esempio questo \u00e8 il fattore di riflessione spettrale di una carta GardaGloss Art che ha il valore 0.9035 a 460 nm. Quindi la<em> ISO Brightness<\/em> di questa carta \u00e8 circa 0.90 (o 90%).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-13108\" title=\"ISO Brightness\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/12\/ISO-Brightness2.jpg?resize=461%2C186\" alt=\"ISO Brightness\" width=\"461\" height=\"186\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/12\/ISO-Brightness2.jpg?w=461 461w, https:\/\/i2.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/12\/ISO-Brightness2.jpg?w=300 300w\" sizes=\"(max-width: 461px) 100vw, 461px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p>Questa misura viene considerata una misura della bianchezza della carta, premiando le carte che riflettono nella regione spettrale del blu, che \u00e8 il campo di azione degli sbiancanti ottici.<\/p>\n<p>Il concetto di ISO brightness \u00e8 ancora oggetto di discussione. Sull&#8217;argomento si pu\u00f2 vedere questo <a href=\"http:\/\/www.axiphos.com\/BrightnessReview.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">articolo<\/a>.<\/p>\n<p>ISO <em>brightness<\/em> non va confusa con\u00a0<em>whiteness<\/em> (bianchezza) che include l\u2019intero spettro visibile, penalizzando l&#8217;eventuale dominante cromatica.<\/p>\n<p><strong><br \/>\nGrammatura<\/strong><\/p>\n<p>La <span style=\"text-decoration: underline;\">grammatura<\/span> (ing. <em>grammage<\/em>) di una carta \u00e8 il rapporto tra il peso di un foglio (in grammi) e la sua superficie (in metri quadrati). Secondo la grammatura le carte possono essere cos\u00ec classificate:<\/p>\n<ul>\n<li>Carta bibbia: 25-35 g\/m<sup>2<\/sup><\/li>\n<li>Carta leggera: 35-60\u00a0g\/m<sup>2<\/sup><\/li>\n<li>Carta da stampa: 60-115 g\/m<sup>2<\/sup> (la carta da fotocopiatrici e stampa <em>ink-jet<\/em> ha tipicamente una grammatura di 80 g\/m<sup>2<\/sup>)<\/li>\n<li>Carta ruvida o <em>bouffant<\/em>: 115-220\u00a0g\/m<sup>2<\/sup><\/li>\n<li>Cartoncino: oltre 220\u00a0g\/m<sup>2<\/sup><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><br \/>\nVolume <\/strong>(o mano)<\/p>\n<p>Il <span style=\"text-decoration: underline;\">volume<\/span> (ing. <em>bulk<\/em>) di una carta \u00e8 il rapporto tra spessore di un foglio (in micrometri, cio\u00e8 millesimi di millimetro, il cui simbolo \u00e8 \u03bcm) e la sua grammatura (in grammi per metro quadrato):<\/p>\n<p><tt style=\"padding-left: 30px;\">volume = spessore \/ grammatura<\/tt><\/p>\n<p>Lo spessore della carta va tipicamente da 0,07 mm, cio\u00e8 70 micrometri a 0,18 mm, cio\u00e8 180 micrometri, quindi un valore tipico di volume \u00e8 attorno a 1 o poco pi\u00f9.<\/p>\n<p>Conoscendo il valore del volume (che si chiede al fornitore) si pu\u00f2 calcolare lo spessore in mm di un certo numero di fogli con la formula<\/p>\n<p><tt style=\"padding-left: 30px;\">spessore = volume x grammatura x fogli \/ 1000<\/tt><\/p>\n<p>Per esempio un libro di 240 pagine, cio\u00e8 120 fogli, stampato su carta con grammatura 80 e volume 1,2 avr\u00e0 spessore (esclusa la copertina) 1,2 x 80 x 120 \/ 1000 = 11,52 mm.<\/p>\n<p>Nota: in passato per indicare il micrometro si usava il termine micron, ma questo non \u00e8 un termine ufficiale.<\/p>\n<p><strong><br \/>\nClassificazione<\/strong><\/p>\n<p>La classificazione delle carte da stampa viene fatta secondo il contenuto in fibre e le propriet\u00e0 della superficie. Attualmente le propriet\u00e0 della superficie sono considerate pi\u00f9 importanti del contenuto in fibre.<\/p>\n<p>A partire dalla qualit\u00e0 pi\u00f9 alta, la classificazione oggi comune delle carte da stampa \u00e8 questa:<\/p>\n<table class=\"cartable\" border=\"0\">\n<thead>\n<tr>\n<th>Sigla<\/th>\n<th>Definizione<\/th>\n<th>Pasta<\/th>\n<th>Superficie<\/th>\n<th>Lucidezza<\/th>\n<th width=\"50\">g\/m<sup>2<\/sup><\/th>\n<th>Note<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td>WFC<\/td>\n<td><em>Woodfree coated<\/em><br \/>\nPatinata senza pastalegno<\/td>\n<td>chimica<\/td>\n<td>patinata singola, doppia o tripla<\/td>\n<td>lucida, seta, opaca<\/td>\n<td>&gt;80<\/td>\n<td>la migliore carta da stampa, per offset piano<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>MWC<\/td>\n<td><em>Medium weight coated<\/em><br \/>\nPatinata<\/td>\n<td rowspan=\"7\">meccanica<\/td>\n<td>patinata doppia<\/td>\n<td>lucida, opaca<\/td>\n<td>70-115<\/td>\n<td>per offset piano e rotooffset<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Hi-Brite LWC<\/td>\n<td><em>High brightness\u00a0low weight coated<br \/>\n<span style=\"font-style: normal;\">P<\/span><\/em>atinatino<\/td>\n<td rowspan=\"3\">patinata singola<\/td>\n<td>lucida<\/td>\n<td>60-90<\/td>\n<td>per rotooffset<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Std LWC<\/td>\n<td><em>Standard low weight coated<\/em><br \/>\nPatinatino, patinata leggera<\/td>\n<td>lucida<\/td>\n<td>40-70<\/td>\n<td>per rotooffset<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>MFC<\/td>\n<td><em>Machine finished coated<\/em><br \/>\nPatinata in macchina<\/td>\n<td>opaca<\/td>\n<td>50-70<\/td>\n<td>per rotooffset,\u00a0\u00e8 la versione matte di LWC, con patinatura in macchina<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>SC<\/td>\n<td><em>Supercalandered<\/em><br \/>\nSatinata o supercalandrata<\/td>\n<td rowspan=\"3\">non patinata<\/td>\n<td>lucida<\/td>\n<td>40-60<\/td>\n<td>per rotooffset<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>INP<\/td>\n<td><em>Improved newsprint<br \/>\n<\/em>Giornale migliorato<\/td>\n<td>opaca<\/td>\n<td>36-70<\/td>\n<td>per rotooffset<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>SNP<\/td>\n<td><em>Standard newsprint<\/em><br \/>\nCarta da giornale<\/td>\n<td>opaca<\/td>\n<td>35-50<\/td>\n<td>per rotooffset<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><strong><br \/>\nOpere consultate<\/strong><br \/>\nIan Evens <em>Manuale della carta<\/em>, Tecniche nuove, 1990<br \/>\nJouni Marttila <a href=\"http:\/\/www.backandforth.org\/doku.php?id=documents:documents_paper_types\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Publishing Paper Grades<\/a> (<em>presentation slides<\/em>), 2005<br \/>\n<em>Carta e inchiostri<\/em> fascicolo a cura di Taga Italia, 2005<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo post riassumo i termini principali per la classificazione delle carte per la stampa industriale. 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