{"id":733,"date":"2008-08-24T07:41:01","date_gmt":"2008-08-24T05:41:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=733"},"modified":"2016-06-27T08:22:36","modified_gmt":"2016-06-27T06:22:36","slug":"compensazione-dei-dati-raw-conversione-colore-scene-referred","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=733","title":{"rendered":"Caratterizzazione e conversione colorimetrica"},"content":{"rendered":"<p>Questo \u00e8 l&#8217;ultimo passo della <span style=\"text-decoration: underline;\">compensazione<\/span> dei dati Raw. Scopo di questo passo \u00e8 costruire una rappresentazione colorimetrica della scena, cio\u00e8 descrivere la scena con coordinate colorimetriche.<\/p>\n<p>Il primo passo \u00e8 costruire la caratterizzazione del sensore: La caratterizzazione \u00e8 una tabella (o una formula) che converte da numeri di fotocamera (numeri Raw) a coordinate colorimetriche\u00a0(per esempio XYZ) oppure uno spazio RGB specificato colorimetricamente e lineare.<\/p>\n<p>Il secondo passo \u00e8 convertire uno spazio RGB a scelta dell&#8217;utente.<\/p>\n<p><strong><br \/>\nCaratterizzazione del sensore<\/strong><\/p>\n<p>La caratterizzazione del sensore spesso dipende dall&#8217;illuminante. Per illuminanti diversi dovrebbero essere fatte caratterizzazioni diverse, ma tipicamente due illuminanti della serie D (luce del giorno) si comportano nello stesso modo; la diversit\u00e0 \u00e8 tra un illuminante D e un illuminante A, luce ad incandescenza. La caratterizzazione viene tipicamente fatta fotografando, sotto l&#8217;illuminante scelto, un target ColorChecker (ne esistono altri, ma questo \u00a0\u00e8 il pi\u00f9 usato).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" title=\"ColorChecker\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/img_0060.jpg?resize=360%2C240\" alt=\"\" width=\"360\" height=\"240\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p>Il target\u00a0deve essere uniformemente illuminato.\u00a0Le impostazioni della fotocamera\u00a0(bilanciamento, profilo colore, ecc.)\u00a0non intervengono. Interviene solo l&#8217;esposizione, cio\u00e8 l&#8217;apertura e il tempo, e la sensibilit\u00e0 ISO. L&#8217;esposizione deve essere tale che la tacca bianca in basso a sinistra, non sia &#8220;bruciata&#8221; \u00a0in nessun canale.<\/p>\n<p>Ora l&#8217;immagine viene demosaicizzata e bilanciata, e si registrano in una tabella i valori RGB lineari generati dalla fotocamera e i dati colorimetrici delle 24 tacche del ColorChecker. La tabella sar\u00e0 qualcosa del genere:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" title=\"Caratterizzazione fotocamera\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/caratterizzazione-fotocamera.jpg?resize=468%2C236\" alt=\"\" width=\"468\" height=\"236\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p>In realt\u00e0 non si usa quasi mai un profilo ICC per caratterizzare i dati della fotocamera riferiti alla scena. Infatti questi dati sono &#8220;lineari&#8221; e se la sensibilit\u00e0 dei sensori \u00e8 simile a quella dell&#8217;occhio umano (o meglio dell&#8217;osservatore standard) una semplice matrice 3&#215;3 \u00e8 tutto quello che serve per trasformare i valori RGB di fotocamera nei valori XYZ. Questa \u00e8 essenzialmente la caratterizzazione del sensore.<\/p>\n<p>Ma per seguire il ragionamento si pu\u00f2 pensare che la caratterizzazione della fotocamera sia proprio la tabella qui sopra.<\/p>\n<p>La caratterizzazione riguarda il sensore con i suoi filtri e l&#8217;illuminante. Alcuni <em>Raw converter<\/em> (per esempio Camera Raw di Adobe) scelgono di caratterizzare il sensore sotto due illuminanti e quindi utilizzano due tabelle (o due matrici) di caratterizzazione.<\/p>\n<p><strong><br \/>\nScelta dello spazio scene-referred<\/strong><\/p>\n<p>La destinazione della caratterizzazione \u00e8 una scelta che il Raw converter fa una volta per tutte. Potrebbe trattarsi dello stesso spazio XYZ, oppure di Lab, oppure di uno spazio RGB a gamma 1. In quest&#8217;ultimo caso si utilizza uno spazio specifico, creato apposta per la rappresentazione di immagini <em>scene-referred<\/em>, come<\/p>\n<ul>\n<li>RIMM RGB (noto anche come ProPhoto a gamma 1) progettato da Kodak (Camera Raw usa questo);<\/li>\n<li>scRGB;<\/li>\n<li>ISO RGB.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Conversione di colore<\/strong><\/p>\n<p>Infine i dati Raw di ogni singolo pixel vengono convertiti allo spazio di destinazione con la solita tecnica della conversione di colore.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" title=\"Conversione nello spazio scene referred\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/conversione-fotocamera.jpg?resize=468%2C211\" alt=\"\" width=\"468\" height=\"211\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p>I dati rimangono lineari ma ora sono espressi in modo\u00a0<em>device-independent<\/em>, cio\u00e8 non pi\u00f9 con le coordinate del sensore, ma con coordinate indipendenti.<\/p>\n<p>Maggiori dettagli nella\u00a0<a href=\"http:\/\/www.photoactivity.com\/Pagine\/Articoli\/012%20ProfiliFotocamere\/ProfiliFotocamere.asp\" target=\"_blank\">pagina gi\u00e0 citata<\/a> di Alberto Maccaferri.<\/p>\n<p>L&#8217;immagine \u00e8 a questo punto codificata ancora in modo <em>scene referred<\/em>, cio\u00e8 con coordinate indipendenti, ma ancora riferite alla scena. Il prossimo passo sar\u00e0 codificare l&#8217;immagine sempre in coordinate indipendenti ma riferite al possibile output (monitor o stampante). Lo vediamo nella prossima pagina.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo \u00e8 l&#8217;ultimo passo della compensazione dei dati Raw. Scopo di questo passo \u00e8 costruire una rappresentazione colorimetrica della scena, cio\u00e8 descrivere la scena con coordinate colorimetriche. 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