{"id":7446,"date":"2009-01-19T17:44:35","date_gmt":"2009-01-19T15:44:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=7446"},"modified":"2017-12-26T12:59:02","modified_gmt":"2017-12-26T11:59:02","slug":"ingrossamento-del-punto-dot-gain","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=7446","title":{"rendered":"Aumento del punto di retino (<i>dot gain<\/i>) o TVI (<i>tone value increase<\/i>)"},"content":{"rendered":"<p>I punti di retino di ogni singolo inchiostro tendono ad aumentare la loro area nel passaggio dal file digitale alla pellicola e\/o alla lastra e infine alla carta. Per esempio se un\u2019area \u00e8 indicata nel file come retinata (quindi ricoperta) al 30%, nella stampa finale la parte ricoperta (in assenza di interventi) potrebbe essere il 50%. Ci\u00f2 si esprime dicendo che l\u2019<strong>aumento\u00a0del punto\u00a0di retino<\/strong> al 30%, dal file alla carta, \u00e8 stato del 20% (30% + 20% = 50%).<\/p>\n<p>Ogni passaggio dal file alla stampa su carta contribuisce all\u2019aumento del punto. Per esempio l\u2019aumento del 20% visto sopra potrebbe essere dato da 2% nell\u2019incisione della pellicola (da 30 a 32) da un altro 2% dalla pellicola alla lastra (da 32 a 34), da un 12% dalla lastra alla carta (<em>mechanical dot gain<\/em>) (da 34 a 46) e infine da un 4% per <em>optical dot gain <\/em>(da 46 a 50).\u00a0Alla fine il punto \u00e8 diventato pi\u00f9 grande. La sua area \u00e8 aumentata.<\/p>\n<p>Il fenomeno dell&#8217;aumento del punto di retino pu\u00f2 essere controllato, ma non eliminato. Il file di stampa pu\u00f2 per\u00f2 essere preparato in modo tale da annullare l&#8217;aumento del punto (cio\u00e8 in modo tale che un punto indicato nel file come 30% dia luogo ad una stampa effettivamente del 30%).<\/p>\n<p>Quando il punto di retino viene riprodotto su pellicola e\/o su lastra, il punto subisce una trasformazione, se l\u2019<em>imagesetter<\/em> e\/o \u00a0<em>platesetter<\/em> non sono linearizzati. Questa parte del problema si elimina linearizzando le periferiche.<\/p>\n<p>Quando dalla lastra il punto arriva sulla carta, la carta lo assorbe e ne aumenta l\u2019area.\u00a0L\u2019assorbimento della carta,\u00a0che dovrebbe avvenire solo in verticale, avviene anche in orizzontale, e questa \u00e8 la causa principale dell&#8217;ingrossamento del punto di retino (qualche ingrossamento pu\u00f2 avvenire anche nel passaggio da <em>ink roller<\/em> a<em> blanket roller<\/em>).<\/p>\n<p><strong><br \/>\nCurve TVI<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;aumento del punto di retino (in inglese\u00a0<em>dot gain<\/em>) viene pi\u00f9 opportunamente chiamato\u00a0<strong>incremento del valore tonale\u00a0<\/strong>(<em>tone value increase<\/em>,\u00a0<strong>TVI<\/strong>). Questo \u00e8 il termine pi\u00f9 usato oggi, considerato migliore di\u00a0<em>ingrossamento o aumento del punto <\/em>perch\u00e9 indipendente dal concetto di area.\u00a0L\u2019aumento del valore tonale ha queste caratteristiche:<\/p>\n<ul>\n<li>\u00e8 ovviamente nullo alle percentuali di stampa 0% e 100% (il punto che non c&#8217;\u00e8 non pu\u00f2 ingrandire; il punto che gi\u00e0 ricopre tutta la carta non pu\u00f2 ingrandire);<\/li>\n<li>\u00e8 massimo attorno al 50%;<\/li>\n<li>aumenta con l\u2019aumentare della lineatura; l\u2019aumento \u00e8 circa proporzionale: se la lineatura raddoppia, il <em>dot gain<\/em> raddoppia;<\/li>\n<li>\u00e8 maggiore su rotooffset che su offset piana;<\/li>\n<li>\u00e8 diverso per ogni inchiostro.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Si pu\u00f2 tracciare una curva dell\u2019<strong>aumento<\/strong> (la prima qui sotto), oppure una curva di <strong>riproduzione<\/strong> tonale (TRC, la seconda qui sotto) che riporta\u00a0in ordinata,\u00a0invece dell&#8217;aumento, la percentuale stampata, cio\u00e8 riporta la relazione tra misura del punto nel file e misura del punto stampato.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-7448\" title=\"Aumento del punto\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/retino3.jpg?resize=375%2C280\" alt=\"Aumento del punto\" width=\"375\" height=\"280\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/retino3.jpg?w=375 375w, https:\/\/i0.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/retino3.jpg?w=300 300w\" sizes=\"(max-width: 375px) 100vw, 375px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-7449\" title=\"retino4\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/retino4.jpg?resize=375%2C280\" alt=\"retino4\" width=\"375\" height=\"280\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/retino4.jpg?w=375 375w, https:\/\/i2.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/retino4.jpg?w=300 300w\" sizes=\"(max-width: 375px) 100vw, 375px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p>L\u2019aumento del punto \u00e8 tipicamente dato con il solo valore di aumento al 50% (o al 40%).<\/p>\n<p><strong><br \/>\nCalcolare il <em>dot gain<\/em> dalla densit\u00e0 o dal fattore di riflessione<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019aumento del punto pu\u00f2 essere valutato con un densitometro misurando la densit\u00e0 di un\u2019area e calcolando l\u2019area effettivamente coperta da inchiostro con l\u2019<strong>equazione di Murray Davies<\/strong>:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-7451\" style=\"border: 0px none;\" title=\"Murray-Davies\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/eqn_dotgain_1.gif?resize=355%2C59\" alt=\"Murray-Davies\" width=\"355\" height=\"59\" srcset=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/eqn_dotgain_1.gif?w=355 355w, https:\/\/i1.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/eqn_dotgain_1.gif?w=300 300w\" sizes=\"(max-width: 355px) 100vw, 355px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p>In questa equazione D<sub>0<\/sub> \u00e8 la densit\u00e0 a 0%, cio\u00e8 del substrato non stampato, D<sub>100<\/sub> \u00e8 la densit\u00e0 al 100%, D<sub>N<\/sub> \u00e8 la densit\u00e0 al N%.<\/p>\n<p>Meglio ancora, evitando tutte le ambiguit\u00e0 della densit\u00e0, \u00a0usare il fattore di riflessione, come propone <a href=\"http:\/\/www.brucelindbloom.com\/index.html?Eqn_DotGain.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Bruce Lindbloom<\/a>. La formula diventa:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-7452\" style=\"border: 0px none;\" title=\"Lindbloom\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/eqn_dotgain_2.gif?resize=317%2C55\" alt=\"Lindbloom\" width=\"317\" height=\"55\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/eqn_dotgain_2.gif?w=317 317w, https:\/\/i0.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/eqn_dotgain_2.gif?w=300 300w\" sizes=\"(max-width: 317px) 100vw, 317px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p>Maggiori particolari nella pagina di Bruce Lindbloom citata sopra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I punti di retino di ogni singolo inchiostro tendono ad aumentare la loro area nel passaggio dal file digitale alla pellicola e\/o alla lastra e infine alla carta. 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