{"id":8795,"date":"2009-03-26T22:57:50","date_gmt":"2009-03-26T20:57:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=8795"},"modified":"2018-04-21T16:08:10","modified_gmt":"2018-04-21T14:08:10","slug":"il-primo-colorante-sintetico-il-malva-di-perkin","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=8795","title":{"rendered":"Il primo colorante sintetico: il malva di Perkin"},"content":{"rendered":"<p>Fino al 1856 i coloranti venivano ottenuti esclusivamente da fonti naturali (vegetali, animali e minerali) e gli esperti nell&#8217;applicazione dei coloranti erano i tintori tessili.<\/p>\n<p><strong><br \/>\nColoranti naturali<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Indaco\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">indaco<\/a>, il pi\u00f9 importante tra i coloranti naturali dell&#8217;epoca, era estratto da diverse specie di piante del genere <em>Indigofera<\/em> coltivate in India e in Cina e del genere <em>Isatis <\/em>coltivate in Turingia. Con questo colorante \u00a0(in inglese <em>indigo<\/em>) venivano colorati anche i jeans (<em>blue jeans<\/em>).<\/p>\n<p>La radice della garanza o robbia\u00a0(<em>Rubia tinctorum<\/em>) contiene coloranti che producono un rosso che tende al viola. Nell&#8217;Ottocento la coltivazione della garanza prosperava in Alsazia. I pantaloni dei fanti francesi venivano tinti con la\u00a0garanza\u00a0dal 1835 fino all&#8217;inizio della prima guerra mondiale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-9160\" style=\"border: 0px none;\" title=\"Lacca di garanza in polvere\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/laccagaranzapolverejpg.jpeg?resize=250%2C228\" alt=\"Lacca di garanza in polvere\" width=\"250\" height=\"228\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p>La\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Reseda\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">reseda<\/a> (<em>Reseda luteola<\/em>) \u00e8 una pianta erbacea che produce un colorante giallo usato a partire dal primo millennio a.C.<\/p>\n<p>Indaco, robbia e reseda sono coloranti vegetali. Tra i coloranti animali i pi\u00f9 noti sono la cocciniglia\u00a0(<em>Dactilopius coccus<\/em>) e la porpora.<\/p>\n<p>La\u00a0<a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Purple\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">porpora<\/a>, il colorante pi\u00f9 noto nell&#8217;antichit\u00e0, veniva ottenuto da un mollusco\u00a0<em>Murex brandaris<\/em>, con un procedimento complesso e costoso.\u00a0 Nell&#8217;antichit\u00e0 era un marchio di aristocrazia e prestigio, simbolo di papi e imperatori, ma era stata abbandonata fin dal XII secolo cos\u00ec come lo scarlatto veneziano che non fu pi\u00f9 utilizzato dal XV secolo.<\/p>\n<p>Infine alcuni coloranti <span style=\"text-decoration: underline;\">minerali<\/span> sono:\u00a0cinabro,\u00a0piombo,\u00a0cobalto, blu di Prussia, giallo cromo.<\/p>\n<p>I coloranti naturali sono ancora oggi usati per l&#8217;abbigliamento intimo, abbigliamento per bambino, arredamento. Hanno alcuni vantaggi: ecologicit\u00e0, rischi ridotti per i lavoratori e per i fruitori, lavorazione quasi artigianale; ma anche degli svantaggi: scarsa riproducibilit\u00e0, scarsa solidit\u00e0, non standardizzabili, limitato numero di tinte.\u00a0Inoltre i coloranti naturali sono costosi dato che il materiale di partenza \u00e8 scarso. Nell&#8217;Ottocento si iniziarono a cercare metodi per produrre coloranti sintetici.<\/p>\n<p><strong><br \/>\nWilliam Perkin<\/strong><\/p>\n<p>Il londinese William Henry Perkin (1838-1907) aveva 15 anni quando entr\u00f2 nel <em>Royal College of Chemistry<\/em>, allora diretto da August Wilhelm von Hofmann (1818-1892), tedesco ma decano riconosciuto della chimica britannica, di cui Perkin divent\u00f2 presto assistente. Perkin lavorava nel laboratorio del College, ma\u00a0 install\u00f2 anche un piccolo laboratorio a casa propria.<\/p>\n<div id=\"attachment_8950\" style=\"width: 164px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-8950\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-8950\" title=\"William Perkin\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/perkin-14.jpg?resize=154%2C226\" alt=\"William Perkin\" width=\"154\" height=\"226\" data-recalc-dims=\"1\" \/><p id=\"caption-attachment-8950\" class=\"wp-caption-text\">Perkin a 14 anni (1852) in una foto scattata da se stesso<\/p><\/div>\n<p>Durante le vacanze di Pasqua del 1856 (che quell&#8217;anno cadeva il 23 marzo) Perkin stava cercando di sintetizzare il chinino (farmaco antimalaria), quando ottenne una sostanza di colore rosso-brunastro, delle quale decise di studiare le propriet\u00e0. Risult\u00f2 che era possibile estrarre dalla sostanza un eccellente colorante per la seta, il cui colore viola chiaro era molto stabile.<\/p>\n<p><strong><br \/>\nIl malva<\/strong><\/p>\n<p>Perkin, che allora aveva solo 18 anni, aveva scoperto il primo colorante sintetico della storia. Intuisce subito con chiarezza gli sviluppi della sua scoperta, e decide di produrre quel colorante. Trova un mordente per il cotone e per altre applicazioni compresa la colorazione dei francobolli.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-8871\" style=\"border: 0px none;\" title=\"2 penny 1882 New Zealand\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/images.jpeg?resize=129%2C150\" alt=\"2 penny 1882 New Zealand\" width=\"129\" height=\"150\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p>Il 26 agosto 1856 Perkin deposita il brevetto per &#8220;la produzione di un nuovo colorante per colorare con colore lilla o viola la seta, il cotone, la lana e altri materiali&#8221;. Il brevetto gli verr\u00e0 concesso il 20 febbraio 1857.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-8951\" title=\"Brevetto\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/brevetto.jpg?resize=365%2C545\" alt=\"Brevetto\" width=\"365\" height=\"545\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/brevetto.jpg?w=365 365w, https:\/\/i0.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/brevetto.jpg?w=200 200w\" sizes=\"(max-width: 365px) 100vw, 365px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p>Perkin lascia il <em>Royal College of Chemistry <\/em>e, assieme al padre e al fratello, crea una piccola fabbrica sperimentale per la produzione del colorante\u00a0a Greenford, a nordovest di Londra, 5 km da Wembley.<\/p>\n<p>La ditta si chiama &#8220;Perkin &amp; Sons&#8221;\u00a0 ma l&#8217;estensione dell&#8217;esperimento dalla scala di laboratorio alla scala industriale presenta notevoli difficolt\u00e0. Le materie prime non sono facilmente disponibili e si devono risolvere anche numerosi problemi relativi al modo di usare il colorante. Per\u00f2 la produzione ha inizio e il colorante \u00e8 subito un successo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-8954\" title=\"Perkin &amp; Sons\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/perkinsons.jpg?resize=365%2C197\" alt=\"Perkin &amp; Sons\" width=\"365\" height=\"197\" srcset=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/perkinsons.jpg?w=365 365w, https:\/\/i1.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/perkinsons.jpg?w=300 300w\" sizes=\"(max-width: 365px) 100vw, 365px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p>Inizialmente Perkin usa il nome commerciale <em>Tyrian purple<\/em> (porpora di Tiro) e <em>aniline purple<\/em> (viola anilina), ma all&#8217;inizio del 1859 gli osservatori della moda del Regno Unito gli danno un nome nuovo, pi\u00f9 duraturo e pi\u00f9 alla moda cio\u00e8 il francese <em>mauve<\/em> (malva) un termine che assicurava una connessione francese al suo prodotto e quindi un collegamento al mondo della moda.<\/p>\n<p>Quando Perkin pubblicher\u00e0 la formula chimica e le propriet\u00e0 del colorante nel 1863, gli dar\u00e0 un nome pi\u00f9 consono con la terminologia chimica,\u00a0<em>mauveine<\/em>.<\/p>\n<p>La storia della scoperta del primo colorante sintetico si trova nel libro <a href=\"http:\/\/www.amazon.it\/gp\/product\/8811740029\/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8811740029&amp;linkCode=as2&amp;tag=theninsimdat-21\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il malva di Perkin. Storia del colore che ha cambiato il mondo<\/a><img loading=\"lazy\" style=\"border: none !important; margin: 0px !important;\" src=\"http:\/\/ir-it.amazon-adsystem.com\/e\/ir?t=theninsimdat-21&amp;l=as2&amp;o=29&amp;a=8811740029\" alt=\"\" width=\"1\" height=\"1\" border=\"0\" \/>\u00a0di Simon Garfield.<\/p>\n<p><strong><br \/>\nEtimologia di &#8220;malva&#8221;<\/strong><\/p>\n<p><em>Malva<\/em> \u00e8 un nome latino (che rimane uguale in italiano) che indica un genere di piante che comprende circa 30 specie. Deriva probabilmente dal greco <em>malache<\/em>, che significa soffice, e si riferisce alle propriet\u00e0 emollienti della pianta. In inglese malva si traduce <em>mallow<\/em> e in francese <em>mauve.<\/em><\/p>\n<p><em><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-8872\" title=\"Malva\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/malva.jpg?resize=500%2C375\" alt=\"Malva\" width=\"500\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/malva.jpg?w=500 500w, https:\/\/i2.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/malva.jpg?w=300 300w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/em><\/p>\n<p><strong><br \/>\nIl decennio del malva: 1860-1870<\/strong><\/p>\n<p>La scoperta della\u00a0<em>mauveine<\/em> ebbe grande influenza nel mondo della moda, dell&#8217;industria chimica e dei brevetti.<\/p>\n<p>Gli anni 60 dell&#8217;Ottocento divennero noti come il &#8220;decennio del malva&#8221; dopo che la regina Victoria indoss\u00f2 un abito di questo colore per il matrimonio di sua figlia, la principessa Victoria, nel 1858. La regina aveva visitato Parigi dove l&#8217;imperatrice francese (la donna pi\u00f9 influente del momento nel campo della moda) le aveva fatto conoscere il colore scoperto da Perkin.<\/p>\n<div id=\"attachment_8876\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.ingenious.org.uk\/See\/?SearchString=mauve&amp;source=Search&amp;cntRead=63&amp;cntDebate=37&amp;cntDCBooks=0&amp;cntDCImages=47\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-8876\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-8876 \" title=\"Veste di seta\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/10321320_2.jpg?resize=200%2C256\" alt=\"Veste di seta del 1862-1863 tinta con mauveine di Perkin\" width=\"200\" height=\"256\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-8876\" class=\"wp-caption-text\">Veste di seta del 1862-1863 tinta con malva di Perkin<\/p><\/div>\n<p>Il malva divenne il colore\u00a0del <em>half mourning<\/em> (mezzo lutto) dopo la morte del principe Alberto nel 1861. Nel 1862 all&#8217;inaugurazione della <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Elenco_delle_Esposizioni_riconosciute_dal_BIE\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Esposizione universale<\/a> di Londra, la regina indossava\u00a0<em>rich mauve velvet, trimmed with three rows of lace<\/em>.<\/p>\n<p><em>Mauve was everywhere which led the magazine Punch to comment that it was like an outbreak of Mauve Measles. In Dickens\u2019 weekly paper, All the Year Round, the colour was described as \u2018waving on every fair head and fluttering round\u00a0every cheek\u2019.<\/em> Da <a href=\"http:\/\/www.annburnett.co.uk\/perkins_purple.html\" target=\"_purple\">Perkin&#8217;s Purple<\/a> di Ann Burnett.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fino al 1856 i coloranti venivano ottenuti esclusivamente da fonti naturali (vegetali, animali e minerali) e gli esperti nell&#8217;applicazione dei coloranti erano i tintori tessili. 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