{"id":8802,"date":"2009-03-27T13:36:33","date_gmt":"2009-03-27T11:36:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=8802"},"modified":"2014-10-10T17:01:34","modified_gmt":"2014-10-10T15:01:34","slug":"nasce-lindustria-europea-dei-coloranti-sintetici","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=8802","title":{"rendered":"Nasce l&#8217;industria europea dei coloranti sintetici"},"content":{"rendered":"<p>Il 1856 \u00e8 l&#8217;anno di nascita dell&#8217;industria dei coloranti artificiali, lo spartiacque tra sostanze coloranti naturali e sostanze coloranti sintetiche.<\/p>\n<p>Nel 1857 viene fondata la Perkin &amp; Sons (lo scopritore era il figlio) che aveva il brevetto per la <em>mauveine<\/em>, il colorante che produceva il colore malva (ma si chiamer\u00e0 cos\u00ec solo dalla primavera del 1859). La <em>mauveine<\/em> fu il primo colorante sintetico all&#8217;anilina, che da quel momento venne prodotta industrialmente.<\/p>\n<p>Perkin non d\u00e0 in licenza il brevetto ad altre ditte in Gran Bretagna, e ci\u00f2 significa che i nuovi progressi vengono fatti altrove, dove la scoperta non \u00e8 protetta da brevetto.<\/p>\n<p>I tintori di Lione, in Francia, che erano specializzati per la seta, esperimentano il nuovo colorante sintetico e producono, come altre ditte francesi, il viola di anilina (cio\u00e8 la <em>mauveine<\/em>) in grande quantit\u00e0 a partire dalla fine del 1858. Lo stesso fanno alcune ditte tedesche. Il nuovo colore si diffonde nei centri della moda europea.<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>Nel 1859 viene scoperto e prodotto (a partire da maggio) un secondo colorante all&#8217;anilina, la <em>fuchsine<\/em>, nella fabbrica Renard Fr\u00e8res a Lione. Lo scopritore \u00e8 Fran\u00e7oise Emmanuel Verguin, che lavora per la Renard Fr\u00e8res.<\/p>\n<p>Nel 1860 in Inghilterra Edward Chambers Nicholson scopre un metodo migliore per ottenere la <em>fuchsine<\/em> e con la sua societ\u00e0 Simpson, Maule &amp; Nicholson produce \u00a0<em>fuchsine<\/em> ma lo commercializza con il nome\u00a0<em>roseine<\/em>.<\/p>\n<p>Nello stesso periodo Henry Medlock descrive altri processi simili per produrre <em>fuchsine<\/em> utilizzando acido arsenico come agente ossidante e brevetta il processo. Il litigio per il brevetto causa la caduta del prezzo della <em>fuchsine<\/em>.<\/p>\n<p>Nel 1864 nasce in Francia la Societ\u00e9 La Fuchsine, fondata per unire Renard Freres &amp; Franc e Fayolle &amp; Cie, produttori di coloranti sintetici. Ottiene brevetti importanti, spinge altri produttori fuori dal mercato francese e monopolizza il mercato francese. Diventa la seconda pi\u00f9 grande ditta del mondo, con 400 dipendenti.<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>L&#8217;industria dei coloranti sintetici comincia quasi contemporaneamente in diversi paesi: Gran Bretagna (1857), Francia (1858), Germania (1858) e Svizzera (1859).<\/p>\n<p>L&#8217;industria dei coloranti cresce enormemente in Germania, dove i pionieri furono i precursori di\u00a0BASF, Bayer, AGFA, e Hoechst, ed anche in Svizzera, negli stabilimenti di Geigy, CIBA, e Sandoz.<\/p>\n<p>I chimici tedeschi premevano per un sistema di brevetti che proteggesse le invenzioni chimiche, poi introdotto nel 1877. Durante gli anni 70 e 80 dell&#8217;Ottocento vennero scoperti molti coloranti basati sull&#8217;anilina. Alla fine degli anni 80, Caro progett\u00f2 il laboratorio centrale di ricerca della BASF, precursore di tutti i principali laboratori di ricerca nelle industrie di tipo scientifico. Nel 1897 BASF e Hoechst producono indigo sintetico in scala industriale.<\/p>\n<p>Tra il suo inizio nel 1857 e il 1914, l&#8217;industra dei coloranti sintetici cresce enormemente a causa di un continuo flusso di coloranti sintetici nuovi e pi\u00f9 economici che all&#8217;inizio della I guerra mondiale hanno \u00a0praticamente sostituito tutti i coloranti naturali. Per i primi 8 anni, fino alla met\u00e0 degli anni 60 dell&#8217;Ottocento, Gran Bretagna e Francia era i leader del mercato. Ma nella seconda met\u00e0 degli anni 60 le ditte tedesche producevano il 50% della produzione mondiale. Attorno al 1970 la percentuale della Germania sala al 75%, dove rimane, con piccole fluttuazioni, fino alla prima guerra mondiale.<\/p>\n<p>Se si tiene conto anche degli stabilimenti tedeschi in paesi stranieri, la quota di mercato della Germania sale al 90%. La Svizzera rimane il principale concorrente con circa il 7% del mercato globale\u00a0(Thissen 1922).<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>Le ditte britanniche e francesi inizialmente dominarono l&#8217;industria dei coloranti sintetici a causa dei brevetti. Ma poi queste ditte non riuscirono a sviluppare capacit\u00e0 superiori nella produzione, nel marketing e nel management e persero la loro posizione di leadership proprio perch\u00e9 i brevetti inizialmente li avevano protetti dalla competizione.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte le ditte tedesche e svizzere non potevano avere brevetti nei loro mercati nazionali e solo le ditte che sviluppavano capacit\u00e0 superiori sopravvivevano il competitivo mercato nazionale.<\/p>\n<p>Quando i primi brevetti francesi e britannici vennero a scadere, le principali ditte tedesche e svizzere entrarono nei mercati britannici e francesi conquistando grandi quote di vendite a spese dei leader precedenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 1856 \u00e8 l&#8217;anno di nascita dell&#8217;industria dei coloranti artificiali, lo spartiacque tra sostanze coloranti naturali e sostanze coloranti sintetiche. 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