{"id":9378,"date":"2008-08-29T14:12:02","date_gmt":"2008-08-29T12:12:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=9378"},"modified":"2016-09-11T18:48:49","modified_gmt":"2016-09-11T16:48:49","slug":"cose-un-profilo-di-fotocamera","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.boscarol.com\/blog\/?p=9378","title":{"rendered":"Cos&#8217;\u00e8 un profilo di fotocamera"},"content":{"rendered":"<p>Nel flusso Raw di ACR e Lightroom (ma in realt\u00e0 in ogni flusso di conversione Raw) intervengono diverse conversioni di colore e quindi &#8220;profili&#8221; in diversi punti. Uno di questi \u00e8 il profilo di fotocamera. Vediamo come stanno le cose.<\/p>\n<p>Inizialmente la fotocamera cattura dei dati che dopo la demosaicizzazione sono dati RGB nello spazio del sensore, cio\u00e8 in altre parole sono dati RGB &#8220;privati&#8221; della fotocamera. Un&#8217;altra fotocamera con un altro sensore e altri algoritmi di demosaicizzazione fornirebbe dati RGB diversi. I dati RGB della fotocamera sono i nostri dati di partenza:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-9386\" style=\"border: 0px none;\" title=\"Ricostruzione della scena 0\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/raw20.jpg?resize=676%2C424\" alt=\"Ricostruzione della scena 0\" width=\"676\" height=\"424\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/raw20.jpg?w=676 676w, https:\/\/i0.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/raw20.jpg?w=300 300w\" sizes=\"(max-width: 676px) 100vw, 676px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p>Questi dati vengono convertiti in dati RGB non pi\u00f9 &#8220;privati&#8221; ma definiti in qualche spazio standard conosciuto. Per ACR questo spazio \u00e8 lo spazio RIMM (che ha gli stessi primari e bianco di ProPhoto ma gamma 1).<\/p>\n<p>I dati in questo spazio sono una ricostruzione della scena, nel senso che esprimono esattamente la luminanza di ogni punto della scena (indipendente dall&#8217;output che si dovr\u00e0 fare, cio\u00e8 indipendentemente dalla stampante o dal monitor). Per questo motivo si chiamano <span style=\"text-decoration: underline;\">dati riferiti alla scena<\/span>.<\/p>\n<p>Il passaggio da spazio del sensore a spazio riferito alla scena avviene con una conversione di colore che porta da RGB sensore a XYZ e da XYZ a RGB riferito alla scena:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-9387\" style=\"border: 0px none;\" title=\"Ricostruzione della scena 1\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/raw21.jpg?resize=676%2C424\" alt=\"Ricostruzione della scena 1\" width=\"676\" height=\"424\" srcset=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/raw21.jpg?w=676 676w, https:\/\/i1.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/raw21.jpg?w=300 300w\" sizes=\"(max-width: 676px) 100vw, 676px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p>A questo punto i dati sono in uno spazio RGB conosciuto e l&#8217;utente pu\u00f2 agire su questi dati (aumentare il rosso, diminuire il blu, ecc.). Per alcune operazioni \u00e8 conveniente lavorare con dati HSL e quindi viene calcolata anche la trasformazione da RGB a HSL.<\/p>\n<p>Fatte tutte le operazioni di correzione e sistemazione dell&#8217;immagine da parte dell&#8217;utente, l&#8217;immagine viene convertita in qualche spazio RGB \u00a0questa volta non riferito alla scena ma <span style=\"text-decoration: underline;\">riferito ad un output generico<\/span>. La differenza principale \u00e8 che questo spazio ha un gamma diverso da 1, per esempio 1.8 o 2.2.<\/p>\n<p>ACR e Lightroom consentono solo la conversione da RIMM ad uno di questi quattro spazi RGB standard, ognuno rappresentato da un profilo ICC:<\/p>\n<ul>\n<li>sRGB (gamma circa 2.2)<\/li>\n<li>Adobe RGB (gamma 2.2)<\/li>\n<li>ColorMatch (gamma 1.8)<\/li>\n<li>ProPhoto (gamma 1.8)<\/li>\n<\/ul>\n<p>Quindi qui c&#8217;\u00e8 una seconda conversione da spazio riferito alla scena (RIMM) a spazio riferito ad un output generico (uno degli spazi qui sopra):<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-9389\" style=\"border: 0px none;\" title=\"Ricostruzione della scena 2\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/raw22.jpg?resize=676%2C424\" alt=\"Ricostruzione della scena 2\" width=\"676\" height=\"424\" srcset=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/raw22.jpg?w=676 676w, https:\/\/i1.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/raw22.jpg?w=300 300w\" sizes=\"(max-width: 676px) 100vw, 676px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p>L&#8217;immagine che a questo punto vediamo a monitor \u00e8 fatta con una compensazione monitor che parte dallo spazio riferito all&#8217;output e arriva allo spazio del monitor. Anche in questo caso interviene una conversione di colore:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-9390\" style=\"border: 0px none;\" title=\"Ricostruzione della scena 3\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/raw23.jpg?resize=676%2C424\" alt=\"Ricostruzione della scena 3\" width=\"676\" height=\"424\" srcset=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/raw23.jpg?w=676 676w, https:\/\/i1.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/raw23.jpg?w=300 300w\" sizes=\"(max-width: 676px) 100vw, 676px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p>Infine, se per caso vogliamo stampare l&#8217;immagine, dovremo partire dallo spazio riferito all&#8217;output e fare una conversione allo spazio della stampante:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-9391\" style=\"border: 0px none;\" title=\"Ricostruzione della scena 4\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/raw24.jpg?resize=676%2C424\" alt=\"Ricostruzione della scena 4\" width=\"676\" height=\"424\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/raw24.jpg?w=676 676w, https:\/\/i2.wp.com\/www.boscarol.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/raw24.jpg?w=300 300w\" sizes=\"(max-width: 676px) 100vw, 676px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p>Questo \u00e8 dunque il flusso colore in ACR e Lightroom. Si vede che nel flusso sono previste quattro conversioni colore. Le ultime tre, che ho segnato in verde, non riguardano la fotocamera (infatti hanno come origine \u00a0e destinazione il monitor, la stampante, e spazi RGB ben definiti).<\/p>\n<p>Invece la prima conversione, quella che ho segnato in giallo, \u00e8 quella che ci interessa. Avviene dalla caratterizzazione della fotocamera allo spazio riferito alla scena.<\/p>\n<p>Questa caratterizzazione di fotocamera \u00e8 quello che si chiama genericamente &#8220;profilo della fotocamera&#8221;. In generale potrebbe anche essere un profilo ICC, ma ACR e Lightroom non supportano i profili ICC in questo punto, ma supportano un&#8217;altra &#8220;struttura&#8221;.<\/p>\n<p>Fino alla versione 4.4 di ACR e 1 di Lightroom veniva usata una certa &#8220;struttura&#8221;. Dalla versione 4.5 di ACR e 2 di Lightroom (estate 2008) viene usata un&#8217;altra &#8220;struttura&#8221; che \u00e8 stata chiamata &#8220;profilo di fotocamera&#8221; che \u00e8 un ampliamento della precedente. Nel prossimo post vediamo i dettagli di cosa veniva usato prima e cosa viene usato adesso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel flusso Raw di ACR e Lightroom (ma in realt\u00e0 in ogni flusso di conversione Raw) intervengono diverse conversioni di colore e quindi &#8220;profili&#8221; in diversi punti. Uno di questi \u00e8 il profilo di fotocamera. Vediamo come stanno le cose. 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