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Primer di computer grafica |
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"Fotocamera digitale" (digital camera) è un termine generico utilizzato per indicare diversi dispositivi raster per catturare immagini. Tutti questi dispositivi hanno in comune due particolarità: usano qualche tipo di sistema lente-otturatore (lens-shutter) e invece di pellicola utilizzano un sensore optoelettronico. Le fotocamere digitali sono molto simili agli scanner, con una importante differenza: le lenti delle fotocamere possono focalizzare su determinate distanze mentre gli scanner possono mettere a fuoco solo entro una distanza di pochi millimetri. Il mondo delle fotocamere digitali è in veloce evoluzione. In particolare negli ultimi due anni le fotocamere digitali consumer hanno uguagliato e sorpassato la qualità delle macchina fotografiche a pellicola, mentre i prezzi si sono sensibilmente ridotti. |
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Una fotocamera digitale cattura una immagine in un raster rettangolare, per esempio di 2048 pixel di larghezza per 1536 pixel di altezza. Questi due numeri sono le dimensioni in pixel della fotocamera. Tutte le fotocamere digitali possono catturare anche a dimensioni inferiori (per esempio 1024 x 768 pixel), ma qui ci riferiamo sempre alla dimensione massima. Il prodotto delle due dimensioni dà il numero totale di pixel del raster. Se le dimensioni sono per esempio 2048 per 1536 pixel, il numero totale è 3.145.728 pixel equivalenti a 3072 Kpixel, cioè esattamente 3 Mpixel. L'abbreviazione XGA si riferisce alla dimensione di 1024 x 768 pixel; VGA sono invece 640 x 480 pixel. Non ha senso parlare di risoluzione per le fotocamere digitali. Le dimensioni fisiche in centimetri (o pollici) della immagine catturata da un fotocamera digitale dipendono dalla dimensione di uscita (per esempio di stampa) del singolo pixel o equivalentemente dalla risoluzione (pixel per centimetro o pollice) di uscita. Così, una immagine catturata a 2048 per 1536 pixel, se stampata a 370 pixel per pollice ha il lato maggiore di 2048/370 = 5,54" = 14,1 cm, mentre stampata a 740 pixel per pollice ha il lato maggiore di 2048/740 = 2,77" = 7 cm. In altre parole le dimensioni in centimetri (o pollici) ed equivalentemente la risoluzione della immagine non riguardano la fotocamera, ma solo un eventuale dispositivo di uscita. Le fotocamere digitali hanno normalmente un rapporto di forma di 3:2 o di 4:3. La classica pellicola 35 mm fornisce dei negativi da 36 x 24 mm e quindi con rapporto di forma 3:2, lo stesso della carta da 15 x 10 cm. |
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Ogni pixel dell'immagine catturata da una fotocamera digitale viene rappresentato in memoria con i valori dei tre colori R, G e B (red, green, blue). Ad ognuno di questi valori sono riservati un numero di bit che va da 8 a 16. Nel primo caso ogni pixel viene rappresentato con 24 bit e quindi può assumere uno di 224 (oltre 16 milioni) colori. Nel secondo caso ogni pixel richiede 48 bit e può assumere un colore tra 248 colori. |
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Il sensore che viene esposto per catturare l'immagine è formato da elementi sensibili, che oggi sono quasi sempre dei particolari componenti optoelettronici chiamati CCD (Charge-Coupled Device). Si tratta di costosi dispositivi monocromatici che, per loro natura, non possono registrare colori ma solo luminosità. Per catturare un colore è necessario anteporre al CCD un filtro. Nuovi ed economici ma ancora scarsamente usati sono i CMOS (Complementary Metal Oxide Semiconductor). Secondo il metodo utilizzato per catturare i singoli pixel del raster, le fotocamere digitali si possono classificare in due categorie:
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Una camera a scansione funziona come uno scanner a letto piano: gli elementi di scansione (photoelement), ognuno dei quali cattura un pixel, sono contenuti in una singola riga (unidimensionale) di un sensore che viene mosso da un motorino elettrico e che legge l'immagine a risoluzione elevata. La camera a scansione può essere usata solo in studio dove la luce e le vibrazioni possono essere controllate e l'esposizione può durare diversi minuti. Naturalmente con questo tipo di fotocamera è possibile catturare solo oggetti perfettamente immobili (l'acqua con le bollicine o i delicati petali di un fiore non sono tra questi). Quasi sempre una camera a scansione è un dorso (digital back) sul quale può essere montato il sistema ottico-meccanico di una macchina fotografica tradizionale. Esistono tuttavia anche camere a scansione che sono fotocamere complete e sulle quali possono essere montate lenti diverse, e ci sono anche modelli ibridi, che possono funzionare sia come dorso che come camera. Una camera a scansione può contenere un disco rigido in cui l'immagine viene memorizzata o alternativamente può essere collegata ad un computer. |
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Il sensore di una camera di questo tipo è rettangolare (non unidimensionale) ed è composto di milioni di elementi sensibili che vengono esposti alla luce simultaneamente. L'esposizione può avvenire in tre passate (three-shot) o in una sola (one-shot o instant capture). Nel caso di una camera three-shot (solo modelli professionali) ogni elemento del sensore rettangolare cattura un pixel e viene esposto tre volte attraverso tre filtri, rispettivamente rosso, verde e blu (RGB, red, green, blue). Come conseguenza la macchina può catturare solo immagini statiche. |
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Leaf Volare, fotocamera professionale three shot |
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Nel caso di una camera one-shot (modelli professionali, prosumer e consumer) il sensore rettangolare viene esposto una sola volta e dunque o la camera ha tre elementi sensibili separati per ogni pixel oppure, come è comune, è necessario sovrapporre ad ogni elemento del sensore un filtro colorato. Il filtro è applicato direttamente sull'elemento sensibile che è dunque dedicato alla cattura di un singolo colore. |
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KODAK PROFESSIONAL DCS 660 Digital Camera Nikon Coolpix 990, LCD, 3X zoom, 16MB CF, USB 2048x1536 |
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Poiché ogni elemento cattura solo uno dei tre colori rosso, verde e blu, una volta che il sensore è stato esposto, il software della fotocamera ricostruisce gli altri due colori interpolando i colori dei pixel adiacenti. In pratica, poiché l'occhio umano è più sensibile al verde rispetto al rosso e blu, si assegna al 50% degli elementi sensibili un filtro verde, al 25% un filtro rosso e al rimanente 25% un filtro blu. Mediante un procedimento di interpolazione il microprocessore stabilisce il colore della luce che ha colpito ogni singolo pixel. Uno dei vantaggi di questo tipo di "condivisione" dei dati è che si possono fotografare soggetti in movimento. Uno svantaggio è che sono necessari quattro elementi sensibili per catturare un pixel e dunque i pixel reali dell'immagine finale sono quattro volte meno degli elementi sensibili. Inoltre il metodo può creare problemi (artefatti, rumore colorato noto come "effetto albero di Natale") specialmente nelle zone luminose e contrastate. Questa categoria di fotocamere va sempre più distinguendosi in modelli professionali, prosumer (professional/consumer) e consumer. Le camere prosumer hanno oggi raggiunto i 3 milioni di pixel, ma non hanno caratteristiche professionali come le lenti intercambiabili e la possibilità di montare macchine fotografiche professionali. |
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Una fotocamera three-shot (in alto) espone il sensore tre volte, attraverso rispettivamente un filtro rosso, uno verde e uno blu. |
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In una fotocamera one shot non interpolato ad ogni pixel sono essegnati tre sensori. |
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In una fotocamera one-shot interpolato ogni sensore cattura un colore; gli altri colori vengono calcolati per interpolazione |
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Le fotocamere digitali possono avere un obiettivo fisso, eventualmente con zoom oppure con attacco filettato. Ogni elemento sensibile del sensore ha un lato di circa 6 micron (il micron è un millesimo di millimetro). Nella pellicola tradizionale i granuli più piccoli sono maggiori di 10 micron. Il sensore di una camera digitale cattura dunque una immagine più piccola di quanto non faccia il film, e quindi la lunghezza focale efficace di ogni lente viene aumentata. In una fotocamera digitale una lente normale diventa una teleobiettivo e un grandangolo diventa una lente normale. Per esempio la Kodak DCS 420 ha un grandangolo di 28 mm, che dà circa lo stesso campo di vista di una lente da 50 mm su una camera di 35 mm. Per avere un vera vista a grandangolo è necessaria una costosa lente da 16 mm. Sensibilità La misura del sensore influisce direttamente sulla sensibilità, che si misura in valori ISO (International Standard Organisation) come per le pellicole. La maggior parte delle camere ha una sensibilità tra 80 e 200 ISO. Frame rate E' il tempo intercorrente tra due scatti che può andare da meno di 1 secondo a 20 secondi. Normalmente è superiore a quello ottenibile con una macchina fotografica tradizionale. Esercizio Per una stampa con una buona stampante a getto d'inchiostro è necessaria (e sufficiente) una risoluzione di 200 ppi. Quanti pixel sono necessari per una stampa A3? Risposta: il formato A3 è di 42 x 29.7 cm, corrispondenti a circa 8 x 6 pollici. Se la risoluzione deve essere di 200 pixel per pollice, il raster complessivo deve avere la larghezza di 200 x 8= 1600 pixel e l'altezza di 200 x 6 = 1200 pixel, per un totale di 1.920.000 pixel (per dimensioni maggiori è necessario comprimere in JPEG). |
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| Le prime fotocamere digitali SLR (single lens reflex) sono state prodotte da Kodak, modificando fotocamere reflex tradizionali di Nikon e Canon. La prima in assoluto è stata la DCS-100 SLR presentata a Photokina 1990 al prezzo di $30.000 e basata sulla Nikon F3. Aveva 1024 x 1280 pixel, cioè 1.25 Mpixel.
Nell'autunno 1999 Nikon annunciò la famosa D1, la prima SLR ad essere progettata completamente come macchina digitale. Nel 2000 Fuji mise sul mercato la S1 e Canon la D30 (basata su un sensore CMOS). Una storia delle fotocamere digitali con molte informazioni si trova alla pagina DigiCamHistory. |
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| Le pagine sulle camere digitali (in italiano) del Laboratorio di Ottica dell'Università di Parma illustrano in maniera completa e rigorosa i vari aspetti delle fotocamere digitali (tra cui la fisica di base dei fotorivelatori, architettura dei sensori CCD e l'elettronica di supporto). | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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