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Due tecnologie di gestione digitale del colore: ICC e PCM

CMS (Color Management System, sistema per la gestione del colore) è un termine generale per una architettura software che consente di "gestire" i colori nel senso indicato nelle pagine precedenti.

Un CMS si basa su

  • profili che descrivono le periferiche;
  • intenti di rendering;
  • motore di colore, software per la conversione da un profilo origine a un profilo destinazione.

Due tecnologie di CMS

ICC e PCM sono i due sistemi aperti di gestione del colore oggi disponibili sui personal computer. La più importante caratteristica di questi sistemi è appunto quella di essere aperti, e ciò garantisce loro un'ampia accettazione, lunga vita e continui aggiornamenti. Al contrario i sistemi chiusi sembrano eterni, indistruttibili. Poi per qualche causa, anche secondaria e marginale, crollano e si estinguono.

ICC è la tecnologia standardizzata e proposta dall'International Color Consortium (ICC) ed è

    • implementata a livello di programma, oppure
    • implementata a livello di sistema operativo
      • in Mac OS e Mac OS X la parte che si occupa della gestione del colore secondo le specifiche ICC è ColorSync (ora alla versione 4);
      • in Windows 98, 2000 e XP è invece ICM (Image Color Management, ora alla versione 2);
      • in Windows 95 e NT non esiste alcun CMS implementato a livello di sistema operativo.

PCM è la tecnologia contenuta nelle ultime versioni di PostScript, il cui nome per esteso è PostScript Color Management, ed è

    • implementata nei rip PostScript:
      • nei rip PostScript Level 2 ci possono essere (se il costruttore li ha implementati) alcuni elementi di questa tecnologia;
      • nei rip PostScript Level 3 ci può essere (se il costruttore l'ha implementata) la tecnologia completa.

Ognuna di queste due tecnologie usa la propria idea di profilo, di intento di rendering, di motore di colore. Le due tecnologie tuttavia non sono in conflitto tra loro ma si complementano e integrano a vicenda.

Infatti la gestione del colore basata sulle specifiche ICC è fatta on-host (cioè su un computer, all'interno di una applicazione, prima della stampa o al massimo all'interno del driver di stampa) mentre la gestione del colore PostScript viene fatta in-rip (cioè esclusivamente in fase di stampa, all'interno di un rip PostScript).

Livello di implementazione del CMS

La tecnologia ICC è pensata a livello di applicazione (che provvede a collegare i dati con profili ICC, effettua la chiamata al motore di colore, ecc.). Se l'applicazione ha un suo motore di colore, ciò è sufficiente.

Tuttavia avere una parte del sistema operativo che si occupa di gestione del colore semplifica la vita dell'utente, perché offre alle applicazioni, alle periferiche e agli altri componenti del sistema operativo un metodo comune per il controllo e la conversione dei colori tra periferiche.

In dettaglio, può offrire un database di profili, un controllo comune dei profili delle periferiche e dei profili di default (per i file nuovi o senza profilo), una interfaccia comune, un comune formato dei profili (ICC nel nostro caso), un motore di colore di default (e la possibilità di usarne altri) e la possibilità di accedere alla API (application programming interface), cioè la possibilità per le applicazioni di poter utilizzare le funzioni e le routine più comuni che il CMS ha già implementate.

Le applicazioni, a loro volta, possono basarsi completamente sulla architettura di gestione colore del sistema oppure avere una propria architettura che utilizza solo in parte gli strumenti messi a disposizione dal sistema operativo.

Approfondimenti online

Le pagine ufficiali di ICM, il sistema di gestione del colore dei sistemi operativi Microsoft Windows.

Le pagine ufficiali di ColorSync il sistema di gestione di colore implementato nei sistemi operativi di Apple, Mac OS e Mac OS X.

Home | Commenti a Mauro Boscarol | Ultimo aggiornamento 8 aprile 2003