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| Struttura di un profilo ICC | |||
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Tag e tabelle |
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La struttura di un profilo ICC consiste di una testata (header) e di numerosi tag. La testata contiene lo stesso tipo di informazioni per ogni profilo (la versione, lo spazio colore della periferica, il PCS e così via). Un tag è un puntatore ad un record che contiene una determinata informazione del profilo. Ogni profilo necessita di informazioni diverse secondo la sua classe, il fatto che utilizzi matrici o tabelle, la modalità di colore della periferica e così via. Il tag è per così dire il "tipo" di informazioni, cui segue l'informazione stessa. Nei profili ICC a tabella, i diversi intenti di rendering (escluso quello colorimetrico assoluto) sono implementati mediante diverse tabelle. Nei profili di stampante ci possono essere fino a sei tag che si riferiscono a tabelle:
Qui con A si indica lo spazio di colore della periferica e con B lo spazio di connessione profili (PCS). Con 0 l'intento percettivo, con 1 il colorimetrico relativo e con 2 l'intento di saturazione. Nell'uso tecnico americano, spesso il "to" viene scritto "2", quindi AtoB lo si può trovare scritto A2B. Tag e tabella sono due cose diverse. Non necessariamente tag (di questo tipo) diversi fanno riferimento a tabelle diverse. E' ammesso che tag diversi possano fare riferimento alla stessa tabella. Per esempio un profilo potebbe contenere i tag AtoB0 e AtoB2, ed entrambi potrebbero fare riferimento ad una stessa tabella. Il rendering colorimetrico assoluto non ha una propria specifica tabella: la tabella di questo rendering viene costruita in modo dinamico e trasparente a partire quella dell'intento colorimetrico relativo tenendo conto del punto bianco. L'intento colorimetrico assoluto, viene indicato, se necessario, con i tag AtoB3 e BtoA3. Tag obbligatori, facoltativi, proprietari Codifica In entrambi i casi le tre coordinate (XYZ oppure Lab) possono assumere valori discreti tra i limiti
Quando Lab è codificato a 8 bit i valori che le tre coordinate possono assumere hanno passo 1: L può assumere i valori 0, 1, 2, 3, ..., 99, 100, mentre a e b possono assumere i valori -128, -127, -126 , ..., 0, ... , 126, 127. Quando Lab è codificato a 16 bit le coordinate hanno un incremento di 1/256 e quindi L assume i valori 0, 1/256, 2/256, 3/256, ..., 256/256=1, 1+1/256, ..., 100 mentre a e b assumono i valori -128, -128+1/256, -128+2/256, ..., -127, ..., 127. Interpolazione |
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| Motore di colore ICC | |||
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La gestione del colore secondo lo standard ICC avviene on-host, cioè all'interno di una applicazione o nel driver di stampa (quindi mai durante la stampa). Consiste di una conversione di coordinate di periferica, effettuata da un motore di colore, a partire da un profilo di origine (di cui viene utilizzata la parte da periferica a PCS) per arrivare ad un profilo di destinazione (di cui si usa la parte da PCS a periferica) con un determinato intento di rendering. La conversione viene realizzata materialmente da un software chiamato motore di colore ICC, color engine, o anche CMM, color management module o method. Ogni CMM conforme alle specifiche ICC deve supportare entrambi i PCS previsti, cioè sia Lab che XYZ e tutti i tag obbligatori. Eventuali tag proprietari (il cui scopo è di fare in modo che il profilo possa fare cose "speciali") sono interpretati solo dal CMM proprietario che li accompagna. |
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