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Motore di colore

Il motore di colore (color engine), più precisamente detto Color Management Module o Color Management Method, CMM, è il software incaricato di effettuare la conversione di colore richiesta dall'applicazione, a partire dal profilo di origine per arrivare a quello di destinazione, secondo l'intento di rendering indicato dall'utente e nei limiti degli intenti di rendering effettivamente presenti nei due profili.

Così, se una applicazione chiede di convertire il colore 20R 97G 12B da un profilo di origine RGB a un profilo di destinazione CMYK, con un determinato intento di rendering, il motore di colore deve essere in grado di fornire la risposta, per esempio 100C 28M 100Y 29K.

Per eseguire la conversione, il motore di colore pone in collegamento tra di loro i due profili di origine e di destinazione mediante il PCS, lo spazio assoluto intermedio, che secondo le specifiche ICC può essere Lab o XYZ.

Per esempio, per convertire il colore di un pixel RGB in CMYK il CMM dovrà convertire il pixel:

  • da RGB a PCS usando una tabella o l'algoritmo del profilo di origine;
  • da PCS a CMYK usando una tabella o l'algoritmo del profilo di destinazione.

CMM di sistema e di applicazione

Quando nel 1988 Robin Myers progettò per Apple il primo sistema di gestione colore su macintosh, quello che sarebbe diventato la prima versione di ColorSync nel 1993, aveva previsto un unico CMM trasparente per l'utente. Ragioni di marketing (buon raporto con i produttori di periferiche) indussero Apple a consentire il caricamento di più CMM.

Esistono CMM a livello di sistema operativo, disponibili per tutte le applicazioni, e CMM incorporati nelle singole applicazioni (quindi disponibili solo per quelle applicazioni).

Iniziamo da questi ultimi. Il più noto CMM incorporato è quello di Adobe disponibile in Photoshop 5 (indicato come Built-in), e il successivo, incorporato in in Photoshop 6 e 7, InDesign 1 e 2 e Illustrator 9 e 10, indicato come Adobe (ACE, Adobe Color Engine). Anche LinoColor 5 e 6, NewColor, BESTColor hanno un CMM incorporato, come GretagMacbeth ColorPicker (LogoSync CMM).

Su Mac OS 9, la parte del sistema operativo che gestisce il colore, ColorSync, mette a disposizione il motore di default Apple CMM, mentre altri CMM possono essere aggiunti come estensioni nell'apposita Cartella (vedi qui sotto).

Tra questi Heidelberg CMM (con il nome LinoColor CMM era il CMM default di ColorSync fino alla versione 2.61), Agfa CMM e Kodak CMM (creato sui tag proprietari dei profili ICC Kodak, ma funziona anche con profili non Kodak), e ancora X-Rite CMM, Imation CMM e altri (reperibili da terze parti).

Alcuni CMM compatibili ICC presenti come estensioni in MacOS.

Uno di questi CMM può essere indicato dall'utente, nel Pannello di controllo ColorSync, come preferito a livello di sistema operativo. Scegliendo Automatico si sceglie il CMM indicato nel profilo ICC di origine della conversione (tutti i profili hanno l'indicazione di un CMM di default).

La parte del Pannello di controllo ColorSync 3 nella quale si sceglie il CMM a livello di sistema.

Le singole applicazioni possono accedere a tutti questi CMM, mettendoli eventualmente a disposizione dell'utente.

Per esempio LinoColor 6 utilizza Heidelberg CMM (e non consente all'utente di usarne altri). QuarkXPress utilizza il CMM indicato come preferito in ColorSync (e non consente di usarne altri).

Le applicazioni Adobe offrono una scelta più ampia: si può indicare un qualunque CMM presente nel sistema, oppure, indicando Apple ColorSync, viene usato il CMM indicato come preferito nel Pannello di controllo ColorSync, altrimenti naturalmente si può scegliere il motore proprietario di Adobe (ACE).

FreeHand consente la scelta tra Kodak CMM e quello indicato come preferito in ColorSync.

Scelta del CMM nelle applicazioni Adobe su Mac OS 9.
Scelta del CMM in FreeHand 9 e 10.

Su Mac OS X è per ora disponibile solo il motore Apple CMM.

Su Windows 98 e 2000, la parte di sistema operativo che gestisce il colore è ICM 2, che usa Heidelberg come CMM di default.

Su Windows 95 e NT 4 la gestione del colore non avviene a livello di sistema operativo. Le applicazioni usano sistemi proprietari come Kodak KCMS (FreeHand e InDesign) e Agfa FotoTune.

Alcuni esperti sostengono che il CMM debba in ogni caso essere a livello di sistema mentre altri ammettono che, in certe situazioni, possa essere a livello di applicazione (qui ci si riferisce soprattutto al motore di colore di Adobe, che non è a livello di sistema, ma che è unanimemente migliore degli altri). Ecco alcuni pareri tratti dalla mailing list di ColorSync.

And you really should be using the Adobe CMM (ACE) for best results. (Chris Cox)

No, users should work with an OS-level CMM for best results in applications from multiple vendors, and of the OS-level CMMs they should use one that is not tied into proprietary tags. This means either the Apple or the Heidelberg CMM. (Henrik Homegaard)

Henrik, from a safety standpoint you're wrong. When I use the Apple or Heidelberg CMM, I get scum dots. I rarely get them with the Adobe (ACE) engine. Now regardless of what other reasons there are (which sound mostly political to me, not practical) to use some other CMM, from a usability, real world workflow point of view, using any other CMM is potentially more lethal and costly if a job that should have a white background ends up printing with 1 and 2% dots.

Now if you want me to volunteer your name as a benefactor to all screwed up jobs as a result of having used some other CMM when the Adobe (ACE) engine would NOT have caused this problem, please let me know. (Murphy)

Adobe locks it's color management technology up inside Adobe applications. When Photoshop 5 appeared, Matias Nyman asked for an unbundling of the color management module, the calculation slave if you will. Others have asked for this, too, and the reply has been that there wasn't time to unbundle. It isn't a question of quality but a question of principle. (Henrik Holmegaard)

Yes this is unfortunate but I think it's outside the control of those who would like to release it to the public. The way Adobe has done things in the past it takes a pliar to a tooth without novacaine, and by the 3rd tooth being removed Adobe decides that being cooperative is a better way to do things. (Note that the threat of pain isn't enough.)

While these political issues are legitimate reasons to give Adobe crap on a public list, it's not a legimate reason to say "never use their engine". It's bad advice. It's better to say "use the Adobe engine because it has fewer bugs; and when you can't use it because Adobe isn't sharing, then you'll have to use something else, be extra vigilant, and hope for the best." (Chris Murphy)

Home | Commenti a Mauro Boscarol | Ultimo aggiornamento 10 novembre 2002