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Stampa fotografica PostScript (Mac OS 9)
Qui vediamo come stampare da Photoshop 6 e 7 su una stampante PostScript in modo che la stampa corrisponda (nel senso di un intento di rendering) a quello che si vede sullo schermo. Questo è il modo di stampa "fotografico", per distinguerlo da quello "tipografico" che richiede invece una prova di stampa.

Il driver PostScript

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Photoshop 6 e 7 non si affida al driver PostScript per la generazione delle istruzioni PostScript da trasmettere al rip, ma le genera lui stesso. Quindi le opzioni di "taratura colore" di LaserWriter e di AdobePS vengono ignorate e non hanno alcuna influenza sulla gestione del colore.
Impostare ColorSync e Photoshop

Nel settore Colore del pannello di controllo Monitor (accertarsi di avere la versione 8.6.1 o successiva) impostare il profilo ICC del proprio monitor.

Partiamo da una immagine RGB in un proprio spazio colore. Per fare in modo che i colori in stampa siano simili a quelli visualizzati su monitor, i dati dell’immagine dovranno essere convertiti dallo spazio RGB di origine allo spazio CMYK della stampante PostScript.

Per farlo correttamente ci sono tre modi.

Primo metodo: gestione del colore in-rip con CRD residente

Questo metodo affida la conversione dei colori al rip della stampante(rip level color management). E' necessario che il rip sia Level 3 e che contenga le istruzioni per fare la conversione del colore. In questo primo metodo è necessario inoltre che nel rip risieda un CRD. Ecco cosa bisogna fare.
  1. Scegliere File > Opzioni di Stampa.
  2. Scegliere Gestione del Colore.
  3. In Source Space selezionare Document (vedi qui sotto). In questo modo diciamo a Photoshop di lasciare le informazioni sul colore come sono, perché la conversione verrà effettuata dal rip della stampante utilizzando il CRD residente.
  4. In Print Space selezionare PostScript Color Management. Così facendo Photoshop converte il profilo ICC indicato nel Source Space in un CSA e lo inserisce nel flusso di stampa.
  5. Selezionare un intento di rendering, scegliere Percettivo se l’immagine è una fotografia, colorimetrico se è un logo.
  6. Clic su Print e quindi clic su Stampa.
I dati vengono spediti come sono. Verranno successivamente convertiti dal rip usando il CRD residente.

Il profilo ICC dell'immagine viene trasformato in CSA (con una chiamata a ColorSync) e trasmesso, assieme ai dati dell'immagine, al rip. Qui risiede un CRD e qui avviene la conversione di colore tra il CSA e il CRD residente.

Ecco i parametri di questa conversione di colore:

  • Profilo origine: il CSA dell'immagine;
  • Profilo destinazione: il CRD residente nella stampante;
  • Intento di rendering: selezionato dall'utente (tutti disponibili);
  • Motore di colore: selezionato dall'utente nelle impostazioni di colore di Photoshop;
  • Compensazione punto nero: selezionata dall'utente nelle impostazioni colore Photoshop.
Secondo metodo: gestione colore on-host driver-level
In questo metodo la conversione di colore è fatta da Photoshop nel driver di stampa.
  1. Scegliere File > Opzioni di Stampa.
  2. Scegliere Gestione del Colore.
  3. In Source Space selezionare Document (vedi qui sotto). In questo modo diciamo a Photoshop di lasciare le informazioni sul colore come sono, perché la conversione verrà effettuata dal rip della stampante.
  4. In Print Space selezionate il profilo corretto di destinazione secondo la carta usata e l'intento di rendering adatto.
  5. Selezionare un intento di rendering, scegliere Percettivo se l’immagine è una fotografia, colorimetrico se è un logo.
  6. Clic su Print e quindi clic su Stampa.
I dati vanno convertiti per la destinazione corretta.

Photoshop converte l'immagine da Source Space a Print Space.

Parametri usati in questa conversione:

  • Profilo origine: Source Space dell'immagine;
  • Profilo destinazione: Print Space della stampante;
  • Intento di rendering: scelto dall'utente in Print Space Intent;
  • Motore di colore: scelto dall'utente nelle impostazioni colore di Photoshop;
  • Compensazione punto nero: selezionata dall'utente nelle impostazioni colore Photoshop.
Terzo metodo: gestione del colore on-host application-level
Questo è il metodo che offre il maggior controllo, ma è anche il più laborioso. In generale questo è un esempio di gestione del colore fatta dall'applicazione (on-host).
  1. In Photoshop, scegliere Image > Mode > Convert to Profile, vedi qui sotto.
  2. Nel menù Destination Space: scegliere lo spazio di destinazione della stampante PostScript.
  3. Nel menù Engine (che indica il motore di colore) scegliere un CMM.
  4. In Intento scegliere Percettivo se l’immagine è fotografica, colorimetrico se è un logo.
  5. Disattivare Compensazione punto nero. Attivare o disattivare Use Dither a piacere.
  6. Clic su OK. I dati sono convertiti nel nuovo profilo CMYK.
  7. Scegliere File > Opzioni di Stampa.
  8. Scegliere Gestione Colore.
  9. In Source Space selezionare Document (vedi qui sotto). In questo modo avvertiamo Photoshop di non fare un’ulteriore conversione perché è già stata effettuata da profilo a profilo.
  10. In Print Space selezionare Same as Source perché i dati sono già quelli che devono essere stampati.
I dati non vanno convertiti, sono già corretti per la destinazione.

La conversione è fatta con Da profilo a profilo. I dati sono già quelli finali, e quindi non vanno ulteriormente convertiti.

Ecco i parametri della conversione:

  • Profilo origine: il profilo ICC dell'immagine;
  • Profilo destinazione: il profilo ICC della stampante;
  • Intento di rendering: selezionato dall'utente in Convert to Profile (tutti disponibili);
  • Motore di colore: selezionato dall'utente in Convert to Profile, sono disponibili tutti quelli visibili a ColorSync più Adobe (ACE);
  • Compensazione punto nero: selezionata dall'utente.
Considerazioni finali

Se installate ColorSync con la modalità Custom, potete scegliere di installare, oltre al motore di colore standard Heidelberg (ex LinoColor) anche i motori Agfa e Kodak. Sperimentate anche con questi: le differenze dovrebbero essere comunque lievi.

Tutti e tre i metodi danno buoni risultati, pressoché equivalenti. L’ultimo di solito dà risultati leggermente migliori, ma è laborioso e anche un po' pericoloso. E' in ogni caso l’unico metodo che consente di controllare tutte le opzioni della conversione.

Home | Commenti a Mauro Boscarol | Ultimo aggiornamento 11 marzo 2001