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Soft proof in Photoshop CS

Dalla versione 6 Photoshop ha, finalmente, tutti gli strumenti per fare una corretta soft proof. Il comando esisteva anche nella versione 5 (si chiamava Preview CMYK), ma era appunto limitato a stampanti CMYK e non utilizzava una corretta successione di intenti di rendering.

Cos'è una soft proof

Come è noto, una prova colore, e in particolare una soft proof coinvolge due conversioni da profilo a profilo.

La prima conversione ha come profilo di origine quello dell’immagine e come profilo di destinazione quello della periferica da simulare. L'intento di rendering da usare è il percettivo (se si tratta di una fotografia) o il colorimetrico relativo (se si tratta di un logo oppure se i colori dell’immagine sono tutti compresi nel gamut da simulare).

La seconda conversione parte da dove era arrivata la prima, cioè dal profilo della periferica da simulare e arriva al profilo del monitor. L’intento da usare è quello colorimetrico assoluto (se si intende simulare anche il bianco della carta) oppure quello relativo (se la simulazione della carta non viene fatta).

Affinché i risultati siano significativi è necessario che i due profili coinvolti (quello della periferica da simulare e quello del monitor) siano molto accurati. In caso contrario la simulazione non è significativa.

Come si impostano i parametri

Da Photoshop 6 si può simulare una stampante (RGB o CMYK), ma anche qualunque altra periferica di output (per esempio se lavoriamo con Macintosh possiamo controllare come si vedrà l’immagine su un monitor Windows, e viceversa) e si possono controllare contemporaneamente anche diverse soft proof della stessa immagine.

I parametri per la soft proof si impostano in Visualizza > Imposta prova (qui sotto) e si riferiscono all’immagine attiva nel momento in cui si impostano. Photoshop ha previsto anche diverse impostazioni predefinite, che vediamo tra poche righe. Per crearne una personale si sceglie personale e appare la finestra di Imposta prova.

Il menù per la prova di stampa.

Una volta creata, l’impostazione personale potrà essere salvata con un nome e comparirà in fondo al menù Visualizza > Imposta prova (qui sopra con il nome ISO patinata) e nel box Imposta prova (qui sotto).

Come prima cosa, in Profilo e in Intento, vanno indicati i dettagli per la prima conversione di colore, dal profilo dell’immagine al profilo della stampante (o output) finale.

Nel menù Profilo, dove compaiono tutti i profili, sia CMYK che RGB e grigi, va selezionato il profilo della stampante (o output) finale che si vuole simulare.

L’intento di rendering proposto in Intento è quello di default del profilo appena scelto. Normalmente è corretto usare questo intento, altrimenti si seleziona quello desiderato (percettivo o, raramente, saturazione). Se si sceglie colorimetrico relativo, si può attivare la compensazione del punto nero.

Le impostazioni per la prova di colore.

A questo punto sono stati impostati tutti i dati per eseguire la prima conversione di colore dal profilo dell’immagine al profilo scelto in Profilo con l’intento di rendering scelto in Intento. Photoshop farà la conversione in modo trasparente. Quando si tratterà di stampare effettivamente l'immagine convertiremo usando Converti a profilo o le opzioni del dialogo di stampa.

La seconda conversione di colore ha come origine lo spazio indicato in Profilo e come destinazione lo spazio del monitor (il cui profilo Photoshop ricava da ColorSync). L’intento di rendering di questa conversione è controllato dai due checkbox Simula.

  • Quando nessuna delle due opzioni è attivata, il display produce il massimo bianco e il massimo nero possibile; tecnicamente l’intento di rendering utilizzato è colorimetrico relativo con compensazione punto nero.
  • Quando è attivato nero inchiostro (ma non Bianco carta) Photoshop modifica la simulazione in modo che il nero dell'inchiostro della stampante finale venga riprodotto esattamente su monitor; in termini tecnici il rendering è ancora colorimetrico relativo, ma questa volta senza compensazione del punto nero.
  • Quando è attivato Bianco carta viene attivato automaticamente anche Nero inchiostro. Oltre al nero dell'inchiostro viene simulato anche il bianco della carta; l’intento di rendering è colorimetrico assoluto.

Una volta impostata, la soft proof va attivata scegliendo Visualizza > prova colori.

Si possono aprire più finestre con la stessa immagine (Finestra > Ordina > Nuova finestra) e ad ognuna si può applicare una diversa impostazioni di soft proof.

Come attivare la soft proof.

Mantieni numeri dei colori

Normalmente l’opzione mantieni numeri dei colori non viene attivata, ed anzi non è nemmeno disponibile. È disponibile solo se il file aperto è della stessa modalità di colore (RGB o CMYK) della stampante finale indicata in Profilo: se l’immagine è RGB l’opzione è disponibile solo se la stampante è RGB e analogamente per CMYK.

Se attivata, l’opzione consente di vedere l’immagine come apparirebbe se fosse spedita alla stampante senza nessuna conversione (cioè senza modificare i numeri). Vedendo questa preview ci si dovrebbe convincere ad applicare la conversione.

Soft proof preimpostate

Photoshop CS ha nove soft proof preimpostate. Attivando Visualizza > Imposta prova > CMYK di lavoro si richiede una soft proof relativa alla stampante impostata come spazio di lavoro CMYK inelle Impostazioni colore. Anche le altre opzioni da Lastra cyan di lavoro a Lastre CMY di lavoro riguardano questa stampante.

Ma la periferica simulata non necessariamente deve essere una stampante. RGB Macintosh consente di simulare un monitor Macintosh medio: può essere utile per utenti Windows; analogamente, gli utenti Macintosh possono simulare un monitor Windows medio attivando RGB Windows.

La destinazione RGB Monitor è interessante. A prima vista può apparire inutile perché già vediamo l’immagine sul nostro monitor. In realtà l’immagine sul nostro monitor viene visualizzata usando la Compensazione monitor (conversione nascosta e fatta al volo dal profilo dell’immagine al profilo del monitor). Nella versione 6 la compensazione monitor è sempre attiva, e non si può disattivare e attivare a piacere come nella versione 5. Ma ecco il trucco: scegliere Monitor RGB come output da simulare è un modo per disattivare la compensazione monitor e spedire i numeri dell’immagine direttamente al monitor.

Compensazione punto nero e Simula inchiostro nero

A cosa serve Compensazione punto nero? Non esiste una tecnica standard secondo la quale i profili ICC fanno corrispondere il nero del profilo di origine con il nero del profilo di destinazione, quando questi neri sono diversi. Photoshop usa una tecnica proprietaria che si chiama appunto compensazione del punto nero.

Simula inchiostro nero (dovrebbe essere: simula il nero dell'inchiostro) è l’opposto di compensazione del punto nero (BPC, black point compensation). Attivare Simula inchiostro nero è come disattivare BPC.

Quando Simula inchiostro nero è disattivata, Photoshop usa il nero del monitor per visualizzare il nero offset. Se è attivata, Photoshop simula su monitor il nero offset, che non è un nero assoluto. In pratica, nella maggior parte dei casi, è meglio non attivare Simula inchiostro nero, altrimenti il nero della soft proof simulerà quello offset e su video apparirà slavato.

Maggiori dettagli sugli intenti di rendering.

Avvertimento gamma
Possiamo controllare se l'immagine contiene colori che sono al di fuori del gamut della stampante finale di cui facciamo la soft proof.

Dopo aver impostato la prova colore con il profilo della stampante finale, e ever attivato la prova colore, attivare anche Avvertimento gamma. I pixel che diventano grigi contengono colori che sulla stampante finale non si possono stampare e quindi sono stati "tagliati", cioè portati dentro il gamut. (L'Avvertimento gamma di Photoshop non è basato sui profili ICC ma su un meccanismo interno di Photoshop stesso.)

Avvertimento gamma fatto sulla immagine originale (invece che sulla prova colore) si riferisce al CMYK di lavoro.

A sinistra l'immagine originale; in centro la soft proof di ISO coated; a destra l'avvertimento gamma.

Home | Commenti a Mauro Boscarol | Ultimo aggiornamento 16 settembre 2004