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Immagine CMYK: compensazione monitor = soft proof?

Qual è il problema

E' diffusa l'errata convinzione che aprendo in Photoshop una immagine CMYK con un determinato profilo (indicato esplicitamente o implicitamente), si debbano vedere a monitor i colori che si vedrebbero stampando l'immagine sulla stampante (o macchina da stampa) che ha lo stesso profilo.

Per esempio, apro a monitor una immagine CMYK con profilo SWOP (vedi qui sotto) e i colori che si vedono a monitor sono gli stessi che si vedranno stampando l'immagine su una macchina da stampa il cui profilo è SWOP. Questa affermazione è vera o falsa?


Immagine CMYK con profilo SWOP.
L'affermazione è falsa. Vediamo come stanno le cose.

Se apriamo in Photoshop una immagine CMYK con un determinato profilo, Photoshop esegue, come sempre, una compensazione monitor. Essendo l'immagine CMYK la compensazione monitor avviene con due conversioni:

  • conversione da CMYK a RGB:
    • dal profilo CMYK dell'immagine
    • al profilo RGB di default (cioè quello indicato nelle preferenze di colore)
    • con intento di rendering di default
    • con motore di default
  • compensazione monitor, cioè conversione da RGB a RGB
    • dal profilo RGB di default
    • al profilo RGB del monitor
    • con intento di rendering colorimetrico relativo e BPC
    • con motore Adobe ACE
I veri colori che si otterranno in stampa si ottengono invece con una soft proof che avviene come segue.

Il profilo dell'immagine CMYK è ovviamente uguale al profilo da simulare, dunque la prima conversione della prova colore non ha effetto, ed ha effetto solo la seconda, cioè la conversione dal profilo CMYK dell'immagine al profilo RGB del monitor con uno di questi tre intenti di rendering:

  • colorimetrico assoluto;
  • colorimetrico relativo;
  • colorimetrico relativo con compensazione del punto nero;

e con motore di colore Adobe ACE.

Come si vede, per una immagine CMYK, compensazione monitor e prova colore sono due cose diverse.

Esempio
Supponiamo che le impostazioni di colore siano le seguenti.

Impostazioni di colore per il nostro esempio.

Partiamo dalla immagine CMYK riportata qui sotto (quattro quadrati con i colori degli inchiostri). Il profilo di questa immagine è Euroscale Coated v2. Prendiamo per esempio il valore del ciano, che è 100C 0M 0Y 0K.

Compensazione monitor: la trasformazione del ciano da Euroscale Coated in Adobe RGB con intento colorimetrico relativo e compensazione del nero da RGB = (0, 164, 232). La Conversione da questi valori al mio monitor con intento colorimetrico relativo e Adobe ACE dà RGB = (0, 173, 236) e questi sono dunque i numeri che vengono visualizzati sul mio monitor.

Soft proof: agiscono solo le simulazioni della carta e dell'inchiostro nero, cioè la seconda conversione, cioè la conversione da CMYK Euroscale Coated v2 al monitor. Per l'intento di rendering ci sono tre possibilità:

  • simulare entrambi: colorimetrico assoluto; il ciano diventa RGB =(0, 164, 227)
  • simulare solo il nero: colorimetrico relativo; il ciano diventa RGB =(0, 175, 236)
  • non simulare niente: colorimetrico relativo con BPC; il ciano diventa RGB = (0, 173, 236)

In un caso l'aspetto è il medesimo, negli altri due non lo è.


Un file CMYK.
Conclusioni

Dunque nel caso di compensazione monitor Photoshop fa due conversioni di colore con questi parametri:

  • da Euroscale Coated (il profilo dell'immagine)
  • a Adobe RGB (il profilo RGB di default)
  • colorimetrico relativo + BPC (l'intento di default)
  • Adobe ACE (il motore di default)
  • da Adobe RGB (il profilo RGB di default)
  • al monitor (fisso)
  • colorimetrico relativo + BPC (fisso)
  • Adobe ACE (fisso)

Nel caso di soft proof Photoshop fa una sola conversione con questi parametri:

  • da Euroscale Coated (il profilo dell'immagine)
  • al monitor (fisso)
  • con un intento scelto (dall'utente) tra questi
    • colorimetrico assoluto
    • colorimetrico relativo
    • colorimetrico relativo + BPC
  • Adobe ACE (fisso)

Può darsi che nei due casi il risultato sia lo stesso, ma sarebbe una coincidenza.

Home | Commenti a Mauro Boscarol | Ultimo aggiornamento 3 maggio 2006