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| Sistema di stampa Mac OS X Panther: gestione del colore | |||
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Il sistema di stampa e di visualizzazione di Mac OS X è basato sul formato PDF (Portable Document Format), l’imaging model di Adobe diventato uno standard per molte applicazioni. Quella di Mac OS X e di PDF è una storia che ne ricorda un’altra. Display PostScript (uno degli insuccessi di Adobe assieme al fax PostScript, a PrintGear e a PressReady) era un tentativo di utilizzare PostScript come linguaggio di controllo del display. Questa tecnologia, anche se alla fine degli anni Ottanta fu adottata da alcuni produttori di workstation Unix (tra i quali NeXT), non ebbe molto successo e da anni non viene più sviluppata. Ora Apple ne ha ripreso l’idea con la variante che come modello grafico viene utilizzato PDF invece di PostScript (per analogia con Display PostScript questo sistema si potrebbe chiamare Display PDF). E questa volta funziona. La prima versione di Mac OS X, la 10.0, è uscita nel marzo 2001, seguita dalla 10.1 in settembre. Poi c’è stata la 10.2 (Jaguar) nell’agosto 2002 e ora siamo alla 10.3 (Panther) uscita in ottobre 2003. La versione 10.4 (Tiger) è prevista per l’autunno. Il motore grafico viaggia molto bene e la scelta di Apple pare vincente. |
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| Profili delle code | |||
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Nei Device sono elencate tutte le code installate. Le code Tioga hanno per ogni coda diversi profili. Le code UPS solo la modalità RGB, CMYK, grigio. Si distingue tra profilo di fabbrica e profilo assegnato. Le preferenze di utility ColorSync si rimuovono con rm ˜/Library/Preferences/ByHost/.GlobalPreferences |
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| Conversione di colore in stampa raster | |||
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In Panther, la gestione del colore in stampa è sempre attiva, a patto che i due profili di origine e destinazione siano diversi. Se sono uguali non avviene nessuna conversione (null-match) e questo è l’unico caso in cui la conversione non avviene. se i profili di origine (che sono sempre definiti, o esplicitamente o implicitamente) e il profilo di destinazione (cioè il profilo della stampante, anche questo sempre definito) sono diversi viene fatta una conversione di colore (se sono uguali non viene fatta nessuna conversione) |
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| La finestra di stampa di Panther. |
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| Stampanti, driver e code in Panther. |
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| Varie code di stampa. | ![]() |
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| Conversione di colore in stampa PostScript | |||
| Nel caso di stampanti PostScript la gestione del colore può essere fatta on-host, da ColorSync con profili ICC, oppure nel RIP della stampante, con profili PostScript CSA e CRD.
Se l’utente sceglie l’opzione Standard interviene ColorSync. In questo caso, prima della conversione in PostScript e dell’invio del codice alla stampante viene fatta una conversione, il motore di colore è ColorSync (ovviamente) e l’intento di rendering (meno ovviamente) è quello preferito dal (cioè default del) profilo della stampante. I dati così convertiti sono spediti alla stampante dove non vengono ulteriormente toccati. Se invece l’utente ha scelto nel pannello ColorSync del dialogo di stampa, come Conversione Colore l’opzione Nella stampante significa che desidera che la conversione avvenga nel RIP della stampante. In tal caso i profili ICC assegnati agli oggetti del PDF vengono convertiti in CSA e inseriti nel PostScript. Dopodiché si spera che nel RIP esista un CRD e che il RIP stesso sia in grado di effettuare la conversione di colore tra CSA e CRD. Solo le stampanti PostScript che hanno un RIP Level 3 possono avere questa capacità. Non necessariamente ce l’hanno perché Level 3 mette a disposizione i mezzi ma il costruttore del RIP deve averli utilizzati per l’implementazione della conversione in-RIP. |
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