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Standard ISO per la stampa tipografica |
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| Esistono standard (per esempio le norme ISO e XYZ), specifiche (per esempio SWOP) e raccomandazioni che indicano "come si dovrebbe stampare" riportando regole relative a inchiostri, carta, ingrossamento del punto. Gli standard sono nazionali e internazionali (cioè mondiali), le specifiche sono spesso nazionali. Ci sono poi regole relative alla misura di quello che si è stampato, per arrivare ai dati di caratterizzazione del sistema di stampa. Invece, a tutt’oggi non ci sono regole per creare i profili ICC delle macchine da stampa. |
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| Standard di stampa ISO | |||
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ISO (il cui nome ufficialmente deriva dal greco isos, che significa uguale) è l’Organizzazione Internazionale di Standardizzazione, cioè una rete di 148 istituti nazionali di standardizzazione che opera dal 1947 e la cui sede centrale è a Ginevra, in Svizzera. Si occupa di tutti i settori, eccettuato quello elettrico ed elettronico, che è curato da International Electrotechnical Commission (IEC). Alcuni istituti nazionali di standardizzazione che partecipano a ISO sono:
All’interno di ISO, TC 130 (Graphic technology) è il comitato tecnico per le arti grafiche, (cui l’UNI italiano partecipa come osservatore, non come paese partecipante; per conto di ANSI partecipa CGATS). Tutti gli standard di TC 130. A partire dal 1996 ISO pubblica (e regolarmente rivede) lo standard 12647 intitolato Process control for the manufacture of half-tone colour separations, proof and production prints e diviso in sette parti, relative ai diversi tipi di stampa:
Queste norme specificano tipo e colore della carta, colore e densità degli inchiostri, guadagno del punto e altri parametri di stampa misurabili e si basano, per quanto riguarda il colore e la trasparenza degli inchiostri, sullo standard ISO 2846 Colour and transparency of ink sets for four-colour-printing
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