Scienza del colore > Introduzione
Errori, luoghi comuni, incrostazioni culturali riguardanti il colore

Qui raccolgo le cose più strane che trovo in Internet e in stampa relative al colore: miti, credenze, minestroni di concetti, luoghi comuni, errori e "incrostazioni culturali" cioè concetti che si tramandano di generazione in generazione (a partire da Newton, quindi da un bel po' di tempo) senza che siano sottoposti a riflessione e analisi critica, e ad ogni passaggio peggiorano e perdono qualche pezzo di verità, se mai ne avevano.

Il territorio del colore ... si presenta ora come una cava allagata con luoghi di accumulo di detriti e di materiali abbandonati, accanto a strati fossili e a vegetazioni organiche ... (Manlio Brusatin, Storia dei colori, Einaudi)

Accetto segnalazioni, anche relative alle mie pagine: se i lettori me li segnalano ci metto anche i miei errori.

Sulle unità di misura

1. Questa unità di misura [nanometro] ... è stata adottata dalla Commission internationale de l'eclairage, imponendosi così nell'uso sulle altre.
Isabella Romanello Il colore: espressione e funzione Hoepli.

Il nanomètro è un sottomultiplo del metro; il prefisso nano, che divide per un miliardo, è uno dei 16 prefissi standard (assieme a chilo, etto, centi, milli, micro, pico) utilizzati dal Sistema Internazionale di Unità approvato dalla Conferenza generale di Pesi e Misure nel 1960 a Parigi.
Insomma il nanomètro è una normale unità di misura che non ha bisogno di essere adottata da nessuno: lo è già per convenzione e legge internazionale.

2. Le lunghezze d'onda della radiazione elettromagnetica vanno da un massimo a un minimo e si misurano rispettivamente in km, m, cm, mm, micron (millesimo di millimetro), millimicron (milionesimo di millimetro) e angstrom (decimo di micron).
Luigina De Grandis Teoria e uso del colore Mondadori.

Le caramelle vanno da quelle piccole a quelle grandi e si pesano rispettivamente in grammi, decagrammi (decimo di ettogrammo), ettogrammi e chilogrammi (dieci ettogrammi).

3.Con il termine "nanometro" si indica un'unità di misura pari a un miliardesimo della precedente.
Piero Simondo, Il colore dei colori, La Nuova Italia

Quale precedente?

Sui colori primari

1. I colori additivi primari sono rosso, verde, blu, quelli sottrattivi ciano, magenta, giallo.
Luogo comune

Se per primari si intendono alcuni colori mescolando i quali si ottengono tutti gli altri colori, i primari non esistono. E' corretto invece usare il termine primari per indicare, in una mescolanza, i colori che vengono mescolati. Perch"© in mescolanza additiva (per esempio su monitor, oppure in una fotocamera) si usano i primari RGB? Perch"© sono i colori pi"¿ opportuni, quelli che danno luogo, quando mescolati, al maggior numero possibile di colori. La stessa cosa vale per CMY e la mescolanza sottrattiva.

2. I primari sono i colori che, come si suole dire, "non possono essere generati da altri". I secondari sono invece frutto di associazione fra parti uguali di due primari. Visto in I colori e il loro uso nel web.

Ci sono un mucchio di colori che non possono essere generati da altri: tutti i colori spettrali (colori dell'arcobaleno).

3. L'occhio reagisce ai tre colori primari additivi rosso, verde e blu, e il cervello percepisce i colori come una combinazione di questi tre segnali. Tratto da http://www.abc-fotografia.com/guico.

L'occhio reagisce a tutti i colori dello spettro visibile non solo a questi tre. Il cervello percepisce i colori come combinazione di altri tre segnali (detti "opponenti": rosso/verde, giallo/blu, bianco/nero) non questi tre.

4. Primari additivi: sono i colori che possono essere combinati per formarne molti altri per sovrapposizione additiva ... Ne sono necessari solo tre per riprodurre qualsiasi tonalità...

Ne servirebbero infiniti per riprodurre qualsiasi tonalità (o meglio colore).

Sui cosiddetti colori additivi e sottrattivi

1. Ci sono colori additivi e colori sottrattivi.
Luogo comune

Il colore è una sensazione, che non è né additiva né sottrattiva. La mescolanza di colori è additiva se avviene nell'occhio (a causa di meccanismi percettivi), sottrattiva se avviene prima di raggiungere l'occhio (a causa di meccanismi fisici).

2. I colori additivi vengono prodotti con la combinazione di luce rossa, chiamata "Red", verde, chiamata "Green" e blu, chiamata "Blue" che rappresentano i colori additivi primari e vengono, di conseguenza, indicati con RGB. Questi colori vengono usati per l'illuminazione, i video ed i monitor.
Trovato nella voce Colore additivi di Utilities > Glossario del sito Tally.

I colori additivi non esistono. Additivamente si possono mescolare i colori di un insieme qualunque (non solo rosso, verde e blu). I primari additivi non sono RGB (vedi n. 5) ma semplicemente i colori che si mescolano. Le mescolanza additive non sono solo quelle della luce (vedi n. 4).

Sulle mescolanze (o sintesi) additive e sottrattive

1. Le mescolanza additive si fanno con le luci.
Luogo comune

Le mescolanze additive non sono limitate alle luci. Per esempio sono mescolanze additive: i quadri dei pittori puntinisti e della pop art; una ruota a settori colorati che viene fatta girare velocemente; i punti di inchiostri CMYK che non si sovrappongono.

Crying Girl di Roy Lichtenstein.

Il rosa del viso è dato dalla sintesi additiva del bianco della carta e del colore rosso (lo stesso rosso usato per le labbra).

2. Sintesi additiva: Le luci monocromatiche dei colori primari impiegati in questa tecnica, definiti come rosso, verde e blu, sono in grado di produrre, per addizione e fondendosi in varia misura, ogni colore. La somma dei tre colori dà il bianco. Questo è il sistema della televisione a colori.
Tratto da http://www.gri.it/tecnica/colore.htm

Monocromatiche?

3. Chi si diletta di pittura saprà invece che per ottenere i vari colori deve mischiare il ciano, il magenta e il giallo (CMY), questi sono infatti i complementari dei precedenti e vengono detti colori primari sottrattivi, in quanto mischiati tutti insieme danno il nero. In realtà in pittura i colori primari sono giallo, rosso e blu di Prussia, ma questo è perché il processo è misto tra additivo e sottrattivo.
Tratto dalla pagina Spazi colorimetrici e dispositivi di riproduzione.

I colori primari sottrattivi del pittore non sono un dogma (tipo blu di Prussia), sono quelli che il pittore usa. Perché in mescolanza sottrattiva si usano i primari CMY? Perché sono i colori più opportuni, quelli che danno luogo, quando mescolati sottrattivamente, al maggior numero possibile di altri colori.

4. E' questa la sintesi sottrattiva, in virtù della quale la somma di tre differenti energie luminose genera una sottrazione che le annulla.
Piero Simondo, Il colore dei colori, La Nuova Italia

Le somme di energie luminose non si possono mai annullare.

Tratto dalla pagina Spazi colorimetrici e dispositivi di riproduzione.

Sullo spettro elettromagnetico e visibile

1. L'occhio umano può percepire solo una piccola frazione dell'intero spettro elettromagnetico e tuttavia questa piccola parte corrisponde a miliardi di colori, molti di più di quelli riprodotti da qualsiasi dispositivo digitale.
Tratto da La gestione del colore nell'immagine digitale

I colori non si possono contare, non ha senso parlare di milioni o miliardi di colori. Dal punto di vista fisico i colori sono infiniti (esistono infinite combinazioni di luce alle diverse lunghezze d'onda). Dal punto di vista psicofisico sono ancora infiniti (esistono infinite combinazioni di stimolazione dei tre coni). Ma di queste infinite combinazioni l'occhio riesce a percepirne molte di meno: secondo alcuni autori circa un milione. E se ci limitiamo alle diverse tinte sono circa 200 (vedi per esempio Evans, An Introduction to Color).

2. Il nostro occhio, percependo solo alcune delle moltissime onde che la luce diffonde colpendo gli oggetti, riconosce uno spettro di sette colori : il rosso, l’arancio, il giallo, il verde, l’azzurro, l’indaco e il violetto; ovvero quelli che solitamente vengono ricordati come "i colori dell’arcobaleno". Visto in I colori e il loro uso nel web.

Il nostro occhio percepisce tutte le onde che la luce diffonde, per la definizione di luce. Il nostro occhio riconosce uno spettro di circa 200 tinte, dal rosso al violetto.

3. I colori dell'iride sono sette: rosso, arancio, giallo, verde, azzurro, indaco, violetto.
Luogo comune.

Da un punto di vista fisico gli stimoli dei colori dell'iride, cioè dei colori spettrali sono infiniti: tutte le lunghezza d'onda da circa 380 nm a circa 780 nm. Dal punto di vista della risposta psicofisica sono anche infiniti: tutte le possibili stimolazioni dei tre tipi di coni della retina. Dal punto di vista percettivo l'occhio medio riesce a distinguere circa 200 colori spettrali, cioè tinte. I colori primari psicologici sono quattro: rosso, giallo, verde, blu.

4. Some colours that are perceived by humans do not exist in nature. For example, there is no purple in the electromagnetic spectrum. Purples are formed in the brain when certain blues and reds appear to be coming from the same object.
Tratto dal sito Nikon.

In natura non esistono colori. I colori sono una sensazione, percezione dell'occhio umano, e tra questi ci sono a pari titolo i blu, i rossi e i viola (purple). Qui si fa confusione tra l'insieme di tutti i colori che l'occhio umano percepisce e i colori dello spettro (che sono un sottoinsieme del precedente).

Sugli spazi di colore

1. Lo spazio colorimetrico CIELAB è una sfera...
Trovato in http://www.geocities.com/CapeCanaveral/Lab/3319/calib_3.htm

Sicuro che sia una sfera? Prova a vedere qui.

2. CIE: Commission Internationale d'Eclairage, organizzazione scientifica senza scopo di lucro fondata nel 1920 e riconosciuta come ente internazionale di standarizzazione per quanto riguarda l'illuminazione. Negli anni trenta ha sviluppato un metodo per assegnare valori a ogni colore percepibile dall'occhio umano, il metodo CIE-Lab.
Trovato in http://www.graphiczoneonline.it/articoli/articoli/gestionecolore/gc.html

Qualche problema con le date. Innanzitutto la CIE è stata fondata nel 1913 e non nel 1920. Poi il "metodo per assegnare valori a ogni colore" è stato sviluppato negli anni 20 e completato nel 1931 (è lo spazio XYZ assieme al diagramma di cromaticità xy). Infine il "metodo" Lab è del 1976, non degli anni 30.

Sui modelli di colore

1. Per comprendere bene la produzione delle immagini è importante conoscere l'esistenza di tre modelli per la gestione del colore: CIE, definito "spazio di colore percettivo", RGB, "spazio di colore additivo" e CYMK, "spazio di colore sottrattivo".
Tratto da La gestione del colore nell'immagine digitale

CIE non è un "modello per la gestione del colore definito spazio percettivo" ma è la Commission Internationale de l'Eclairage, una organizzazione che ha lo scopo di "agevolare la cooperazione internazionale e lo scambio di informazioni tra i paesi membri nel campo della illuminazione e del colore". La CIE ha proposto numerosi modelli matematici di percezione del colore noti come "spazi di colore". Alcuni di questi sono indicati con le sigle XYZ, xyY, Lab, Luv.

RGB è la sigla di red, green, blue (rosso, verde, blu); non è un "modello per la gestione del colore definito spazio di colore additivo" ma indica l'insieme dei colori che si possono ottenere con la mescolanza additiva di tre colori qualunque, chiamati primari.

CMYK è la sigla di cyan, magenta, yellow, black (ciano, magenta, giallo, nero); non è un "modello per la gestione del colore definito spazio di colore sottrattivo" ma l'insieme dei colori che si possono ottenere con la mescolanza sottrattiva di quattro colori qualunque chiamati primari.

2. Ci sono diversi tipi di colori: il colore RGB, il colore CMYK, il colore HSB, il colore CIE Yxy, il colore Lab e le tinte piatte.
E' un minestrone di concetti che credo di poter trarre dalla pagina di Graphopolis.

Il colore è una sensazione, non ci sono diversi tipi di colori. RGB e CMYK sono sigle per indicare mescolanze rispettivamente additive di tre colori e sottrattive di quattro colori; HSB è un altro modo per indicare un colore ottenuto in mescolanza RGB; CIE Yxy è l'insieme (lo spazio) di tutti i colori che l'occhio umano medio può vedere; Lab è un altro modo di rappresentare CIE Yxy e le tinte piatte sono colori non ottenibili in mescolanza sottrattiva fissati degli inchiostri CMYK.

Sul modello CMYK

1. I colori di processo sono costituiti da: "cian" (ciano) indicato con la lettera C, "magenta" (cremsi) indicato con la lettera M, "yellow" (giallo) indicato con la lettera Y e "black" (nero) indicato con la lettera K e sono i quattro colori (CMYK) che permettono la stampa di immagini a colori
Trovato nella voce Colore di processo di Utilities > Glossario del sito Tally.

Qualunque insieme di almeno due inchiostri permette la stampa di immagini a colori, nessun insieme consente di stampare tutti i colori visibili dall'occhio umano. Perché in mescolanza sottrattiva (per esempio su carta) si usano gli inchiostri CMY? Perché sono i colori più opportuni, quelli che danno luogo, quando mescolati sottrattivamente, al maggior numero possibile di colori.

2. Il modello CMYK è conosciuto come colore sottrattivo, perché quando tutti e tre i colori si sovrappongono danno origine al colore nero. E' il metodo per la stampa in quadricromia.
Trovato in http://www.avato.it/colore/root/indice.htm

Sono tre o sono quattro?

3. CMYK (Cyan/Magenta/Yellow/blacK - Ciano/Magenta/Giallo/Nero): metodo di composizione del colore che viene utilizzato soprattutto nella stampa su carta. Tale metodo viene detto Additivo perché partendo dalla colorazione bianca della carta i quattro colori primari vengono aggiunti per comporre tutti gli altri. In realtà il nero lo si può ottenere con la sovrapposizione del Ciano del Magenta e del Giallo ma introducendolo separatamente si ottiene un notevole risparmio di colore.
Tratto da http://www.servizigrafici.org/corsi/glossario.htm

Interessante teoria, che dimostra come si possa dire tutto di tutto.

Sul modello RGB

1. Poiché i colori RGB si combinano per creare il bianco, vengono anche detti colori additivi. Aggiungendo tutti i colori si crea il bianco, ovvero tutta la luce viene riflessa.
Trovato nella pagina di Graphopolis.

Non esistono colori additivi. Le mescolanze additive possono dare come risultato il bianco come possono non darlo, dipende dai colori mescolati. Che tutta la luce venga riflessa non significa che dia il bianco: potrebbe essere luce rossa.

Sui nomi dei colori

1. Con la denominazione "porpora" identifichiamo normalmente un colore posto tra il rosso ed il violetto. Se giustapposto al violetto il porpora ci apparirà decisamente rossastro, se giustapposto al rosso ci apparirà violaceo.
Dal sito The Colornetwork.

Elevare alla porpora significa diventare cardinale, dal colore dell'abito cardinalizio che è di un rosso vivo, rosso scarlatto, rosso cardinale appunto (nulla a che fare con il viola, quelli sono i vescovi).

Il cardinale Poletti.

La sua veste, come quella di tutti i cardinali, è color porpora, cioè un particolare rosso vivo (non viola).

2. Purple tradotto con porpora
Visto in Italian language un sito che si propone (ahimè) di insegnare i nomi dei colori ai bambini.

Classico errore di traduzione. Riporto quanto scritto da Carlo Rossetti in I tranelli dell'inglese, Mondadori alla voce purple.

E' un tranello, per così dire, esemplare, infatti in una frase come she wore a purple dress niente mette in guardia il traduttore contro la facile tentazione di tradurre "portava una veste color porpora". E a questa tentazione cedono molti, tutti quelli che non sanno ... che in inglese purple significa viola, violaceo mentre per noi il color porpora è lo scarlatto, il rosso...

Romeo, per i fulgidi occhi di Rosalina, per la superba sua fronte e le sue labbra porporine, per il suo bel piedino, per la sua gamba dritta come un fuso, per le sue sobbalzanti cosce e i territori ad esse adiacenti, io ti scongiuro di apparire a noi nelle tue vere sembianze. (William Shakespeare, Giulietta e Romeo)

Che siano violacee queste labbra porporine?

Sugli attributi del colore

1. La tonalità è il risultato di mescolanze di un colore con il bianco o con il nero, oppure con un colore capace di modificarne l'aspetto cromatico. Trovato in http://www.avato.it/colore/root/indice.htm

Quindi: tonalità = mescolanza.

Sulla storia del colore

1. Thomas Young (1773-1829) stabilì che tre sono i colori fondamentali della luce attraverso una prova sperimentale. Trovato in http://www.francozeri.com/sistemi/sintesi.htm

Young aveva ipotizzato, senza aver fatto prove sperimentali, che nella retina vi fossero tre tipi di recettori per i colori. La prima conferma sperimentale della sua ipotesi è del 1959.

Colorimetria

1. La temperatura del colore è la temperatura alla quale un corpo nero che emette energia radiante in grado di evocare un colore uguale a quello evocato da energia radiante generata da una determinata sorgente (come una lampada). Tratto da http://www.abc-fotografia.com/guico/cap-02.htm.

Finalmente una spiegazione chiara.

2. CIE: Commission Internationale d'Eclairage, ... Negli anni trenta ha sviluppato un metodo per assegnare valori a ogni colore percepibile dall'occhio umano, il metodo CIE-Lab. Tratto da http://www.graphiczoneonline.it/articoli/articoli/gestionecolore/gc.html

CIELAB è del 1976, e va scritto così (tutto maiuscole).

Percezione

1. Caso a sé fanno il bianco e il nero (detti colori neutri) che non vengono considerati propriamente "colori". Il nostro occhio, infatti, percepisce come bianchi gli oggetti che riflettono tutte le onde luminose e come neri quelli che le assorbono tutte. Visto in I colori e il loro uso nel web.

I colori neutri sono bianco, nero e i vari grigi. Tutti gli studiosi, dall'inizio del 900 considerano colori anche i colori neutri. Il nostro occhio percepisce come bianchi anche oggetti che non riflettono tutte le onde. Qui c'è confusione tra onde e loro intensità.

Sulle periferiche

Ho tutti i monitor tarati per la stampa offset...ma dalle mie parti pare che non siamo in molti... ripeto, di improvvisati ce ne sono in quantità industriali.
http://groups.google.com/group/it.comp.grafica/browse_frm/thread/22b8f19063eee1df

Questa è stupenda: monitor tarati per la stampa offset. Per fortuna che non siete in molti.

3 Le sonde leggono la devianza di un dispositivo rispetto ai valori noti (esatti) del target, che nel caso del monitor è un file; i CMS scivono questa devianza in una tabella che consultano tutte le volte che devono fare conversioni verso uno spazio cd. device indipendent, astratto come sRGB e tanti altri.
http://www.macitynet.it/forum/archive/index.php/t-16605.html

Una confusione esemplare. Non esistono i mitici "valori esatti" e dunque non esistono le devianze da questi "valori esatti". I CMS poi non scrivono nessuna tabella. Queste tabelle, pare di capire, dovrebbero essere i profili, ma i profili non si creano con un CMS.

2 un Lcd (moderno) ben calibrato é decisamente fedele, perfettamente adatto per far grafica
http://groups.google.com/group/it.comp.grafica/browse_frm/thread/af4a9810d24905bd

Fedele a cosa? Ai mitici "valori esatti" di cui sopra?

1 Allora, la temperatura colore neutra è tra 5000 e 6500° K (ideale 5800°K, è il punto acromatico, cioè RGB con uguale emissione).
http://www.macitynet.it/forum/archive/index.php/t-16605.html

Questa non l'avevo mai vista. La temperatura colore ideale di un monitor sarebbe 5800 kelvin (non si scrive °K), e sarebbe anche il punto acromatico, e sarebbe anche RGB con uguale emissione. Dove l'hai letta?

 

Home | Commenti a Mauro Boscarol | Ultimo aggiornamento 23 ottobre 2005