Tecnologia di Internet
 

Tipi di collegamento

Linea dedicata e linea commutata

Finora abbiamo dato per scontato che le macchine della rete fossero permanentemente collegate in Internet con linee dedicate (leased line).

Quando la linea è dedicata, il cavo che collega la rete locale ad Internet è dedicato in permanenza alla comunicazione e, quando la rete locale non ha comunicazioni in arrivo o in partenza, il cavo rimane inutilizzato. Il cavo può essere preso in affitto dalla Telecom o da un altro provider di connettività, può essere lungo per esempio 50 km, l’importante è che sia dedicato all’unico scopo di collegare la rete locale con Internet.

In un collegamento di questo tipo la rete locale fa costantemente parte di Internet e ad essa è stato assegnato un blocco di indirizzi IP. Ogni computer della rete ha un indirizzo IP definitivo tramite il quale può essere contattato in ogni momento (naturalmente se è acceso).

La linea dedicata si classifica secondo la velocità (che potrebbe andare da 19,2 a 2.048 Kbit), la banda minima riservata per il cliente, ed al possibile overrun temporaneo della velocità disponibile grazie ad una linea ISDN che può attivarsi in caso di raggiungimento di una determinata soglia di traffico o su richiesta precisa dell’utente. Il costo di affitto annuale piò andare da 10 a 150 milioni circa.

Ma oggi è una situazione comune collegarsi ad Internet su linea commutata, accedendo ad un service provider con la linea telefonica.

Il collegamento mediante linea commutata (switched line) viene creato sul momento utilizzando la normale linea telefonica (analogica o digitale): quando si compone un numero di telefono, le centrali telefoniche provvedono a creare un circuito di collegamento tra il chiamante e il ricevente (il provider), circuito che viene poi distrutto al termine della chiamata.

Sono quindi collegamenti in linea commutata tutti gli accessi via modem (analogico o digitale). Con un collegamento di questo tipo, il computer (o la rete) non è permanentemente parte di Internet, ma lo è solo nel momento in cui il collegamento telefonico viene stabilito: non si può quindi usarlo, ad esempio, per ospitare un server web con un sito da pubblicare. O meglio, lo si può fare ma funzionerà soltanto mentre il computer è collegato.

Infatti, una volta stabilito il collegamento, e per il tempo in cui viene mantenuto, il computer ha un proprio indirizzo IP dinamico (sempre lo stesso o di volta in volta variabile) ed eventualmente un nome, con il quale può essere individuato da qualunque utente di Internet. Ma non appena il collegamento cade, il computer (o la rete) scompare da Internet.

Collegamenti diretti e indiretti

I collegamenti di cui abbiamo parlato finora sono diretti. Fino al 1995 era usuale anche avere un collegamento in emulazione di terminale: in questo tipo di collegamento, l’utente dispone di un’area su una macchina (tipicamente un grosso elaboratore Unix) alla quale si collega usando il proprio computer come terminale, tramite una connessione locale oppure tramite linea commutata (modem e telefono). Questo tipo di accessi è ormai praticamente sparito; si usa solo in certi ambiti dove è necessario limitare l’accesso alla rete o attraversare dei firewall, ad esempio nelle Università.

Con un collegamento di questo tipo, il computer non fa parte di Internet; ma funziona semplicemente da terminale. L’accesso a Internet è quindi indiretto: è il computer a cui il nostro è collegato ad essere in Internet, e quindi a disporre di un proprio indirizzo IP ed eventualmente di un nome. I collegamenti in emulazione di terminale sono solitamente di tipo testo, ma è possibile utilizzare un ambiente grafico. Esistono programmi che permettono di simulare una connessione diretta anche disponendo della sola connessione in emulazione di terminale.

Esistono infine i collegamento di sola posta elettronica: in questo caso tutto quello che si può fare è spedire e ricevere messaggi di posta elettronica da e per utenti Internet. Questo caso è tipico di utenti collegati direttamente a reti che non fanno parte di Internet, ma che spesso stabiliscono accordi in modo da permettere almeno le comunicazioni via posta elettronica.

   

Home | Commenti a Mauro Boscarol | Ultimo aggiornamento 28 gennaio 2001