colore digitale blog

Il blog di Mauro Boscarol sulla gestione digitale del colore dal 1997

Nella serie Norme e standard nelle arti grafiche

Gli incrementi tonali

Quello che in inglese viene chiamato dot gain (letteralmente “aumento del punto”) si traduce di solito in italiano con il termine ingrossamento del punto.

Ci si riferisce ovviamente all’incremento dell’area del punto di retino, dal valore nel file digitale (per esempio 30%) al valore stampato (per esempio 38%).

Da qualche tempo però, tra gli specialisti di stampa e prestampa, al termine dot gain viene preferito il termine tone value increase (TVI, letteralmente “incremento del valore tonale”). Questo è dovuto principalmente al fatto che in realtà non viene mai misurata l’area del punto di retino, ma il valore tonale, per esempio mediante misura di densità, oppure mediante il valore del fattore di luminanza (Y) o di chiarezza (L*). E poi anche per poter usare il termine anche con tecnologie di output che non hanno un punto di retino (per esempio ink jet).

Fissato un inchiostro e una carta, il TVI viene usualmente specificato con una tabella che specifica, per ogni percentuale di colore di partenza (cioè nel file digitale) la percentuale di colore di arrivo (cioè in stampa). Per esempio questa è la tabella usata da Photoshop (che ancora usa il vecchio termine dot gain):

Photoshop CS3

Il grafico può essere tracciato come fa Photoshop, oppure mettendo in ordinata solo l’aumento (quindi ne risulta una curva a campana per ogni inchiostro). Questo è il grafico tracciato da Chromix ColorThink:

Spesso il TVI è espresso mediante una sola cifra e si riferisce, tipicamente, alla tonalità 50%: per esempio TVI del 14% significa che il punto al 50% nel file diventa 64% in stampa.

Veniamo alle specifiche della norma ISO 12647-2 riguardo al TVI, che viene specificato con un solo numero relativo alla tonalità del 50%.

La curva del TVI deve avere un andamento continuo, consistente ed uniforme come queste:

ISO 12647-2 TVI

Qui la norma è abbastanza complessa e va controllata direttamente. Sono previste lastre positive e negative, e si distingue tra vari tipi di offset (piano, rotativo, rotativo a modulo continuo). Per le lastre positive e per la stampa offset non rotativa le norme prevedono, per ognuno degli inchiostri C, M e Y:

tipo carta 52 lpc 60 lpc 70 lpc
1 e 2 12% 14% 16%
3 15% 17% 19%
4 e 5 18% 20% 22%

 

Per l’inchiostro K il TVI può essere più alto del 3%.

Le tolleranze sono il 3% per la prova, il 4% per l’OK si stampi e le variazioni in tiratura.

 

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Mauro Boscarol

23/12/2008 alle 16:50

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