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Il blog di Mauro Boscarol sulla gestione digitale del colore dal 1998

Nella serie Calibrare e profilare un monitor

Fasi di creazione del profilo del monitor

La creazione del profilo ICC di un monitor (che in realtà coinvolge anche la scheda video del computer) è la fase finale di un processo che si svolge attraverso tre fasi:

  1. calibrazione del monitor;
  2. caratterizzazione del monitor;
  3. profilazione del monitor.

Può sembrare una operazione complessa ma in realtà è un software specializzato che fa tutto, l’utente deve solo lanciare il software e dare le indicazioni necessarie.


Calibrare

Calibrare un monitor significa portarlo da uno “stato nativo” di partenza (magari non conosciuto numericamente) ad uno stato di arrivo scelto dall’utente e stabilito, descritto, numericamente, cioè significa portarlo in uno “stato noto”. (Chiamatela “calibrazione”, non “taratura”: i monitor non hanno tara, quelle sono le bilance 🙂 ).

Lo stato di un monitor è determinato dai seguenti parametri:

  • le tre cromaticità xy dei tre primari R, G e B;
  • la cromaticità xy del bianco (che si può dare anche in kelvin o con un illuminante D);
  • le tre curve di risposta tonale (TRC, tone response curve, dette anche curve “gamma”) R, G e B.

Le cromaticità xy dei primari RGB non si possono modificare, si possono solo misurare. Gli altri parametri (bianco e TRC) tipicamente si possono modificare e misurare. Quindi per “calibrare” un monitor si agisce di fatto su questi ultimi parametri (bianco e TRC) portandoli su una posizione numericamente nota, decisa dall’utente (per esempio bianco D65 e TRC con gamma = 2.2).

Un paio di osservazioni sulla calibrazione:

1: la calibrazione del monitor non ha nulla a che fare con la stampa. Sono prive di senso affermazioni come “Voglio calibrare il mio monitor in modo che assomigli il più possibile a quello che stampo”.

Non c’è nessuna relazione tra quello che vedo a monitor e quello che stampo. Ci può essere invece una relazione tra (a) l’immagine e quello che vedo a monitor e (b) l’immagine e quello che stampo. Maggiori particolari in questo post.

2: la calibrazione non migliora il monitor, lo porta solo in uno stato noto. Un monitor di bassa qualità, anche se calibrato, rimane di bassa qualità, e forse non vale nemmeno la pena di calibrarlo. A proposito: i monitor dei portatili o laptop o notebook sono quasi tutti (non tutti) di bassa qualità.


Caratterizzare

Caratterizzare il monitor significa creare una tabella (o una formula per costruire tale tabella) che faccia corrispondere ad ogni terna RGB del monitor la colorimetria del colore generato da quella terna  (tipicamente in XYZ o Lab). Se la caratterizzazione è fatta con una formula, questa formula comprende una matrice  (nel senso dell’algebra lineare) di 3 x 3 numeri.


Profilare

Profilare il monitor significa creare una tabella diretta e una inversa per ogni intento di rendering e registrare queste tabelle (o formule per costruirle) e altre informazioni sulla periferica in un file che è appunto il profilo ICC.

Solitamente queste fasi vengono eseguite da un software specializzato (che esegue in successione calibrazione/caratterizzazione/profilazione) collegato con uno strumento di misura (un colorimetro o uno spettrofotometro). Software e strumento devono essere compatibili tra di loro. Tipicamente ogni software supporta una lista di strumenti di misura.

L’utente controlla il software, il quale controlla lo strumento di misura da cui riceve i dati che vengono sottoposti ad elaborazione. Il software calibra il monitor (agendo sulle LUT della scheda video per le TRC e sulle LUT oppure  direttamente sul monitor per il bianco), lo caratterizza e crea il profilo.

Eye-One Match 3

Qui sopra si vede la schermata iniziale di Eye-One Match 3, un classico software di profilazione della Gretag Macbeth, oggi X-Rite, che ha diversi moduli per profilare le periferiche indicate nella schermata stessa. Il primo modulo, indicato da una specie di ombra verde, è quello per la calibrazione/profilazione del monitor.

Altre interessanti risorse in italiano sulla calibrazione, caratterizzazione e profilazione del monitor:

Alberto Maccaferri sulla profilazione con ProfileMaker
Enrico Cinalli per Samsung T220
Daniele Pennati per Eizo S2231W

 

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Mauro Boscarol

13/10/2008 alle 18:20

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4 commenti

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  1. Buongiorno Mauro,
    io possiedo un calibratore Blue eye per LACIe, rientra tra gli strumenti compatibili?
    Grazie.
    Giovanni Colosio

    gcolosio

    27/1/09 alle 14:50

  2. Deve esistere compatibilità tra strumento e software di calibrazione/profilazione.

    Lo strumento è BlueEye (che credo sia un Eye-One Display rimarchiato), ma il software quale è?

    Mauro Boscarol

    27/1/09 alle 15:19

  3. Ciao Mauro
    sono onorato di essere stato linkato sul tuo blog!!!
    Grazie!
    Ciao
    Daniele

    danipen

    16/2/09 alle 20:32

  4. Grazie a te per il tuo bell’articolo su Photoactivity, che consiglio a tutti di leggere (assieme agli altri, naturalmente, ad iniziare da quelli di Enrico e Alberto).

    Ciao.

    Mauro Boscarol

    17/2/09 alle 18:48

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