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Il blog di Mauro Boscarol sulla gestione digitale del colore dal 1997

Nella serie PostScript e i suoi derivati

PostScript: la storia

La storia di PostScript comincia negli anni 70 al PARC (Palo Alto Research Center) l’istituto di ricerca della Xerox, dove sono nate molte delle più importanti tecnologie informatiche tra le quali il mouse, l’interfaccia grafica con menù e cestino, la tecnologia di rete Ethernet.

John Warnock era diventato ricercatore del PARC nel 1978, dopo aver scritto una prima versione del linguaggio (che allora si chiamava Design System) per la Evans & Sutherland Computer Corporation.

Al PARC il linguaggio venne reimplementato e chiamato JaM (John and Martin: Martin Newell era un collaboratore di Warnock).

Dopo aver cercato di convincere Xerox a trasformare il loro linguaggio in un prodotto commerciale, Warnock e il suo capo Charles Geschke decisero di lasciare Xerox per provare per conto proprio. Warnock e Geschke il 2 dicembre 1982 fondano la loro società e la chiamano Adobe, dal nome di un rio (Adobe Creek) che scorreva dietro la casa di Warnock a Los Altos, in California. Nella zona ci sono molti vigneti dai quali hanno origine alcuni tra i più famosi vini californiani.

La terza incarnazione del loro linguaggio vide la luce nel 1984 e venne chiamata PostScript. Si trattava di un linguaggio che richiedeva già allora un processore molto potente (le prime stampanti PostScript avevano un processore molto più potente di quello del computer al quale erano collegate).

PostScript aveva alcuni vantaggi sugli altri sistemi:

  • era indipendente dalla stampante, e dunque un programma poteva essere eseguito su qualunque periferica PostScript: da una stampante laser a toner a 300 punti per pollice a una fotounità a 2400 punti per pollice;
  • ogni costruttore poteva comperare una licenza e inserire l’interprete PostScript nelle proprie stampanti;
  • la sintassi del linguaggio era liberamente disponibile e tutti potevano scrivere software PostScript.

Tuttavia se non fosse stato per Steve Jobs della Apple, Adobe non sarebbe riuscita a convincere il mercato della bontà del proprio prodotto.

Steve Jobs, Charles Geschke e John Warnock nel 1985

Nel 1985 Macintosh aveva un anno di vita e Apple aveva bisogno di qualcosa di forte per sostenerne la crescita. Steve Jobs investì più di due milioni di dollari in Adobe e convinse Warnock a creare un controller PostScript per la LaserWriter.

La LaserWriter era una stampante simile alla Laserjet di HP, ma PostScript le assicurava la qualità di una macchina da fotocomposizione. Costava circa 7000 dollari.

Nello stesso periodo, Apple e Adobe hanno la fortuna di incontrare sulla loro strada una piccola società che aveva scritto un programma di impaginazione per Macintosh. La società si chiama Aldus (dal nome del tipografo/editore italiano del Quattrocento Aldo Manuzio) e il programma si chiama PageMaker. Con PageMaker le potenzialità di Macintosh e LaserWriter si possono sfruttare al massimo.

Era nato il desktop publishing ed entro un anno LaserWriter, PostScript e PageMaker avrebbero trasformato Apple, Adobe e Aldus in società importanti e ricche. Linotype fu la prima società di arti grafiche a riconoscere il valore di PostScript e ad offrire una fotounità con un proprio RIP PostScript. Seguirono immediatamente altri produttori e PostScript diventò rapidamente lo standard nel mondo del prepress.

Il linguaggio PostScript ha avuto successivamente due aggiornamenti, nel 1991 e nel 1997. Da allora è iniziato un lento decadimento. Già da qualche anno Adobe aveva iniziato a sviluppare il formato grafico PDF, che è un codice PostScript già interpretato ma non ancora rasterizzato né retinato. Pian piano le specifiche del PDF vengono aumentate e aggiornate a scapito di PostScript, che ormai è diventato un collo di bottiglia.

Nel 2006 Adobe annuncia PDF Print Engine, un nuovo motore di stampa che accetta il formato PDF in ingresso e dovrebbe inizialmente sovrapporsi a, e quindi sostituire, PostScript.

Una intervista del 20 gennaio 2010 a John Warnock, fondatore di Adobe, in cui si parla della storia di PostScript e di Adobe, dei rapporti con Steve Jobs (Apple) e con Bill Gates (Microsoft), della nascita di Photoshop e di molto altro.

 

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Mauro Boscarol

3/10/2008 alle 12:35

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