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Il blog di Mauro Boscarol sulla gestione digitale del colore dal 1997

Nella serie Nozioni base di prestampa

Primo: non convertire le font in tracciati

Applicato alle font il principio di mantenere la massima astrazione dei dati significa che, a parte usi “artistici” su al massimo una dozzina di caratteri in corpo grande, non è una buona idea convertire le font in tracciati (o outline) ma è meglio mantenerle come font “vere” (o live come dicono gli americani).

Negli anni passati il grafico convertiva le font in tracciati quando si presentavano (o c’era il sospetto che si sarebbero presentati) problemi con il RIP. Addirittura erano gli stampatori stessi (alcuni stampatori) a chiedere ai clienti di convertire tutto il testo in tracciati prima di consegnare il documento. Era uno degli espedienti più usati (o meglio abusati).

Tipicamente i problemi erano dovuti al fatto che il RIP non accettava il formato con cui erano codificate le font (oppure qualche font non era presente nel documento o nel sistema). A questo si rimediava convertendo le font in tracciati, mentre in realtà il vero rimedio sarebbe stato aggiornare il RIP (o caricare le font).

Convertire le font in tracciati può risolvere il problema della mancata accettazione da parte del RIP, ma è in generale una cattiva idea perché crea numerosi altri problemi:

  • Il testo non è più editabile e non può più essere corretto o modificato.
  • Il documento con tracciati costringe a salvare anche la copia con le font vere.
  • Il preflight sulle font non ha più senso e non dà più informazioni (la biodiversità è cosa buona anche nel digitale).
  • Il documento con tracciati diventa quasi illeggibile su alcuni PDF reader per lo schermo.
  • Il file con tracciati pesa molto di più in Kbyte.
  • Se è presente la trasparenza o uno sfondo il risultato può essere diverso da quello che ci si aspetta.
  • Il RIP può essere sovraccaricato ed esaurire la memoria nel caso di gran numero di tracciati.
  • Il RIP gestisce le font molto meglio quando rimangono font vere, perché queste contengono hinting che vengono trasmessi al RIP.
    • Per esempio il kerning (crenatura), che è basato su tabelle, è molto utile in particolare quando il testo è in corpo piccolo. Se la font è convertita in tracciato il RIP non riceve hinting che quindi non possono essere applicati.

Oggi si sono fatti dei progressi, quasi tutti i RIP sono aggiornati e i problemi con le font sono meno comuni rispetto al passato. Ma alcuni grafici (e alcuni stampatori tecnologicamente arretrati, leggi PDF 1.3) sono rimasti ancorati al vecchio e deprecato rimedio di convertire preventivamente tutto in tracciati.

 

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Mauro Boscarol

1/6/2010 alle 13:52

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