colore digitale blog

Il blog di Mauro Boscarol sulla gestione digitale del colore dal 1997

Nella serie Nozioni base di prestampa

Prestampa digitale: principi

Il flusso di lavoro della prestampa è molto più complesso del flusso di lavoro di stampa. Quest’ultimo infatti è un flusso relativamente “chiuso”: si ricevono delle lastre che vanno stampate secondo date regole. Le impostazioni di macchina sono misurabili (per esempio la densità degli inchiostri) e regolabili e la macchina (+ carta) può esser calibrata e profilata internamente con molta precisione. in altre parole si può fare in modo che la risposta della macchina sia perfettamente (o abbastanza) conosciuta.

Il flusso di prestampa è più complicato del flusso di stampa, soprattutto per il fatto che è costituito da due parti: (a) il cliente che prepara il file e (b) il reparto di prestampa dello stampatore che riceve il file e deve creare le lastre di stampa.

Ora, il cliente dello stampatore (tipicamente un grafico creativo) può preparare un file perfetto per la stampa, con tutte le informazioni necessarie e con tutti gli elementi corretti (font, immagini, testo) ma molto spesso non è così. Ci sono clienti che presentano un PDF che contiene tutto quello che serve, altri che presentano un file PageMaker aperto, con font e immagini separate, oppure un PowerPoint o un Excel con immagini, o addirittura un unico JPEG con tutto dentro (massima compressione perché viene spedito via mail) o anche, ho sentito dire, un GIF a 256 colori per una pagina pubblicitaria.

E questo è il cliente. Poi viene il reparto prestampa dello stampatore, che cerca di rimediare, correggere, sistemare il materiale portato dal cliente per cercare di preparare un cosiddetto “impianto di stampa” (oggi tipicamente un PDF) che si riesca a stampare senza problemi. Ma non sempre ci riesce.

Tratto da una slide di Dov Isaacs “Reliable PDF Print Publishing Workflows” presentata alla InDesign Conference (dalla quale sono tratte le idee di questo post)

Si possono indicare dei principi generali per il flusso di lavoro in stampa digitale, sia da parte del cliente che da parte dello stampatore. Vediamo quali sono i principi oggi comunemente accettati sulla preparazione del documento da stampare (il cosiddetto “impianto di stampa”).

Principio 1
Mantenere il contenuto del documento al più alto livello di astrazione possibile. Questo significa in pratica:

  • mantenere le font “vive”, non convertirle in tracciati (a parte gli effetti “artistici”)
  • usare la grafica vettoriale invece di quella raster (se è possibile scegliere, per esempio per un logo)
  • mantenere le sfumature “vive”, non appiattirle
  • mantenere la trasparenza “viva”, non appiattirla
  • definire i colori con un profilo RGB invece di CMYK

Principio 2
Mettere nel documento tutto quello che serve, ma non quello che non serve

  • incorporare tutte le font e le immagini usate
  • incorporare il profilo o i profili colore


Torna all'indice di Nozioni base di prestampa

Mauro Boscarol

1/6/2010 alle 13:44

Parole chiave ,

Visitato 2,303 volte, negli ultimi 7 giorni 2 visite

Vuoi fare un commento a questo post?

Devi essere collegato per scrivere un commento.