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Il blog di Mauro Boscarol sulla gestione digitale del colore dal 1998

Nella serie Gestione colore secondo ICC

Specifica e versione dei profili ICC

Le specifiche dei profili ICC, pubblicate periodicamente dal Consortium, indicano quali dati devono essere contenuti in un profilo, il significato di questi dati e la loro struttura informatica. Non indicano invece come i profili devono essere usati, ma naturalmente la struttura di un profilo ha qualche influenza sulla sua scelta e sul suo uso.

La più recente specifica dei profili ICC è dell’ottobre 2004, ed i profili conformi a questa specifica hanno il numero di versione 4.2. Precedenti specifiche definiscono i profili versione 2 e sono state pubblicate a partire dal 1994. I profili versione 1 sono quelli originali ColorSync, la tecnologia Apple che ha anticipato lo standard ICC, e ora sono obsoleti. La versione 3 non è mai esistita.

L’ultima versione delle specifiche ICC è diventata una norma ISO, precisamente la norma 15076-1:2005 Image technology colour management — Architecture, profile format, and data structure — Part 1: Based on ICC.1:2004-10.

In pratica, la maggior parte dei profili attualmente utilizzati sono versione 2, i profili versione 4 non sono ancora comuni (Mac OS X li supporta, Windows XP non ancora). In ogni caso, le applicazioni che supportano i profili versione 2 potrebbero ignorare i profili versione 4 o andare in crash cercando di accedere a informazioni non più esistenti nella nuova versione. D’altra parte le applicazioni più recenti oltre a supportare i profili versione 4 dovrebbero supportare anche i profili versione 2.

VERSIONE PROFILO CONFORME ALLE SPECIFICHE
2.0.0 ICC 3.0 (feb 1995)
2.1.0 ICC 3.2 (nov 1995), 3.3 (nov 1996)
o 3.4 (ago 1977)
2.2.0 ICC.1: 1998-09
2.3.0 ICC.1A: 1999-04
2.4.0 ICC.1: 2001-04
4.0.0 ICC.1: 2001-12
4.1.0 ICC.1: 2003-09
4.2.0 ICC.1: 2004-4, ICC.1: 2004-10

Un profilo ICC può

  • esistere come file indipendente, con suffisso .icc o .icm (sono equivalenti); i profili ICC sono multipiattaforma;
  • essere incorporato (se non è di classe abstract o device link) in un file salvato in un formato compatibile (TIFF, EPS, JPEG, GIF, PICT, Scitex CT, PNG, PDF);
  • essere inserito in un flusso di stampa non PostScript creato da una applicazione e diretto verso un driver di stampa.

Le sigle v2 e v4 indicano rispettivamente le versioni 2 e 4 dei profili.

 

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Mauro Boscarol

3/9/2008 alle 18:30

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