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Il blog di Mauro Boscarol sulla gestione digitale del colore dal 1997

Nella serie Nozioni base di fotografia digitale

Esposimetri esterni e integrati

Esistono esposimetri (light meteresterni ed esposimetri integrati in fotocamera.

I primi sono disponibili in due varianti: esposimetri che misurano la luminanza (media) della scena (reflected light meter) ed esposimetri che misurano l’illuminante della scena (incident light meter). I secondi misurano sempre la luminanza (media) della scena. Riassumendo

  • misura della luminanza (media) della scena
    • con esposimetro esterno reflected light meter
    • con esposimetro integrato reflected light meter
  • misura della illuminazione della scena
    • solo esposimetro esterno incident light meter


Cosa significa calcolare l’esposizione con un esposimetro?

Un esposimetro misura la luminanza media (se è un reflected light meter) o l’illuminamento (se è un incident light meter) e, nota la sensibilità ISO impostata in fotocamera, trova le possibili combinazioni di apertura relativa e tempo di esposizione per una esposizione standard usando una delle equazioni indicate più sotto. Praticamente l’esposimetro è un apparecchio che risolve una equazione.


Equazione dell’esposizione standard secondo ISO 2720:1974

La norma ISO 2720 del 1974 (per esposimetri esterni) specifica che il rapporto F2 / Δt (tra le impostazioni di apertura relativa F e tempo di esposizione Δt in secondi) raccomandato per una data luminanza media L (in cd/m2) della scena e una data sensibilità ISO S del sensore si trovano risolvendo l’equazione (dove K è una costante):

F2 / Δt = L S / K   e l’esposizione fotometrica che ne risulta è H = (car. lente) K / S

mentre se si parte dall’illuminamento E (in lux) la formula è la stessa ma cambia la costante, che ora viene indicata con C:

F2 / Δt = E S / C

Questa formula, in una delle due varianti, è chiamata equazione dell’esposizione standard (standard exposure equation).

Differenti costruttori di fotocamere e di esposimetri usano differenti valori delle costanti K e C per implementare la “corretta esposizione” come loro la intendono. La norma ISO 2720 del 1974 raccomanda un valore K compreso tra 10.6 e 13.4. Questi sono alcuni valori di K che ho trovato su web:

Gossen11.37
Canon12.50
Sekonic12.50
Nikon12.50
Pentax14
Minolta14

Il valore raccomandato per C va da 240 a 400 (tipicamente 250) per un recettore flat-disc; da 320 a 540 per un recettore emisferico.

Tipicamente l’esposizione trovata da un reflected light meter posiziona quello che è stato misurato nella tonalità media riproducibile. L’esposizione trovata da un incident light meter posiziona una tonalità media in una tonalità media. Cosa sia una “tonalità media” dipende da molti fattori.

Tutti gli esposimetri integrati in fotocamera sono reflected light meter e misurano la luminanza (perché l’illuminamento richiede uno strumento esterno) e quindi usano la prima formula. I sistemi multi-segment metering misurano la luminanza di differenti parti della scena per determinare l’esposizione.


Cosa significa calibrare un esposimetro?

Quando si dice che un esposimetro per riflessione è “calibrato su  un grigio al 12.7%” significa che se l’esposimetro è impostato sulla sensibilità di saturazione del sensore (quella intriseca al sensore, misura oggettiva di sensibilità) e puntato sulla scena (in media), l’esposizione fotometrica media sarà il 12.7% della esposizione fotometrica di saturazione.

Se la fotocamera usa le impostazioni ISO chiamate SOS, che sono 70.7% della sensibilità di saturazione, allora l’esposizione fotometrica media sarà il 18% della esposizione di saturazione.

Ho tratto queste indicazioni da questo thread di Doug Kerr in Open Photography Forums.

 

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Mauro Boscarol

14/4/2011 alle 14:46

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