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Il blog di Mauro Boscarol sulla gestione digitale del colore dal 1997

Nella serie dcraw

dcraw: installazione su Unix

Questo post è stato scritto da Alberto Maccaferri di Photoactivity che ringrazio per aver accettato il mio invito.

La pagina ufficiale di dcraw si intitola Decoding raw digital photos in Linux.

Linux è l’ambiente nativo di dcraw, o comunque, la motivazione iniziale di Dave Coffin, fu quella di scrivere un programma di conversione Raw per gli utenti di Linux, anche se poi il suo codice è stato ampiamente utilizzato sia su piattaforma Windows che MacOS.

Mi sembra dunque doveroso dare alcune indicazioni di base in italiano per l’utilizzo di dcraw in ambiente Linux.

Attualmente quasi tutte le distribuzioni Linux forniscono dei sistemi ad alto livello per l’installazione e la disinstallazione dei programmi. Ci sono dei siti, chiamati Repository, che raccolgono dei pacchetti precompilati, messi a disposizione dalle varie community.

Quando si installa un pacchetto precompilato sul proprio sistema, occorre verificare le cosiddette “dipendenze”; cioè il pacchetto che si sta installando, per funzionare potrebbe aver bisogno di librerie di funzioni contenute in altri pacchetti non ancora presenti nel sistema, che dunque devono essere installati per primi; a loro volta, anche questi pacchetti potrebbero richiamare funzioni non presenti fra i pacchetti già installati e così via. Fortunatamente, a risolvere questi problemi di dipendenze, ci pensano dei programmi scritti apposta per facilitarci le cose.

Negli esempi seguenti mi riferirò ad una delle distribuzioni più popolari, la sudafricana Ubuntu, ma i concetti sono facilmente espandibili anche ad altre distribuzioni.

In Ubuntu, il programma che si occupa dell’installazione/disinstallazione dei programmi si chiama Synaptic Package Manager; il modo più semplice di installare dcraw è dunque quello di utilizzare questo programma.

Occorre fare una ricerca di dcraw con il tasto Search e, una volta trovato, bisogna selezionarlo per l’installazione, come indicato qui sotto.

Al termine dell’installazione, dcraw sarà pronto da utilizzare da linea di comando in un terminale:

Ci sono almeno due motivi per cui potrebbe essere utile compilarsi da soli dcraw in Linux:

  1. I repository aggiornano i pacchetti in modo periodico, ma non così spesso come avviene per DCRaw; se vogliamo la versione più aggiornata per utilizzare le ultimissime funzioni inserite o semplicemente per convertire i files della nostra fotocamera nuova fiammante appena supportata da DCRaw, dobbiamo per forza compilarcelo da soli.
  2. Da un po’ di tempo DCRaw, con l’aiuto di alcuni volontari, si sta “internazionalizzando”, ovvero viene distribuito in un pacchetto multilingue, sfruttabile però solo in ambiente Linux. In pratica tutte le opzioni e tutti i messaggi di output vengono visualizzati nella nostra lingua (se supportata). L’italiano è supportato, in quanto sono io l’autore della traduzione. Qui potete leggere la manpage tradotta in italiano.
    La traduzione può sembrare a volte un po’ forzata (e infatti talvolta lo è), ma Dave Coffin ha insistito molto perché la traduzione fosse il più letterale possibile, per evitare interpretazioni fuori dal suo controllo, che avrebbero potuto risultare fuorvianti.
    Personalmente non credo che esista una traduzione letterale e una traduzione libera, ma solo una traduzione corretta e una traduzione sbagliata. Per esempio la celebre frase di Bart Simpson Eat my shorts non è stata tradotta in “Mangiati i miei pantaloncini” (cosa che tra l’altro tenta di fare il robot Bender nell’episodio 01×8 di Futurama, sempre di Matt Groenig ), ma in “Ciucciati il calzino”, versione comunque un po’ raffinata in quanto portata in seconda persona. E così io non avrei mai parlato di “foto grezze” o “pixel grezzi” o di “livelli grezzi” tanto per fare qualche esempio, se non fossi stato forzato dall’autore.

Quindi, scarichiamo dal sito di dcraw il file compresso; nel mio caso il più recente è il file dcraw-8.88.tar.gz.

In Ubuntu è già presente un programma che gestisce gli archivi compressi (File Roller) per cui è sufficiente fare doppio clic per aprire il tarball e vedere la cartella contenente i file per la compilazione in italiano; trasciniamo la cartella dcraw sul desktop.

A questo punto possiamo continuare l’installazione da terminale.
Per prima cosa occorre passare alla modalità superutente, perché si dovranno scrivere files in posizioni riservate al superutente; in Ubuntu occorre digitare il comando sudo –i in altre distribuzioni è sufficiente su

sudo -i
[sudo] password for maccalb:

Viene chiesta la password. Dopodiché occorre copiare la cartella dcraw che abbiamo appoggiato sulla scrivania nella cartella /usr/local. Lo facciamo con i seguenti comandi:

root@MacBook-Ubuntu:~# mkdir /usr/local/dcraw
root@MacBook-Ubuntu:~# cp /home/maccalb/Scrivania/dcraw/* /usr/local/dcraw

Ovviamente il percorso /home/maccalb/Scrivania/dcraw si riferisce al mio computer, ognuno dovrà inserire il percorso assoluto della cartella dcraw scaricata sul proprio computer.  Ora occorre installare alcuni pacchetti che servono a dcraw per gestire il colore (liblcms), per gestire i JPEG (libjpeg), per gestire la traduzione multilingue (gettext), e per compilare il codice (gcc)

È sufficiente lanciare il comando:

root@MacBook-Ubuntu:~# apt-get install libjpeg-dev liblcms-dev gettext gcc

Il sistema provvederà ad installare questi pacchetti, nel caso non siano già presenti. Ora dobbiamo spostarci nella cartella /usr/local/dcraw che abbiamo creato, per lanciare lo script di installazione:

root@MacBook-Ubuntu:~# cd /usr/local/dcraw
root@MacBook-Ubuntu:/usr/local/dcraw# chmod +x install
root@MacBook-Ubuntu:/usr/local/dcraw# ./install
root@MacBook-Ubuntu:/usr/local/dcraw# rm -R /usr/local/dcraw

Il comando chmod serve ad assicurarci che lo script abbia i permessi per essere eseguito, mentre il comando ./install finalmente lancia l’installazione. Poi è possibile cancellare la directory dcraw con il comando rm -R.

A questo punto da un qualunque terminale possiamo lanciare l’ultima versione dcraw e vedere i messaggi in italiano:

Si possono notare alcune opzioni non presenti nelle versioni per Windows o Mac OS, come la possibilità di assegnare all’immagine un profilo ICC qualunque specificato da un file (o eventualmente incorporato nel Raw), e/o di convertire ad un profilo ICC qualunque, sempre specificato da un file.

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AlbertoM

19/9/2008 alle 21:19

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