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Il blog di Mauro Boscarol sulla gestione digitale del colore dal 1997

Nella serie PostScript e i suoi derivati

PostScript: il formato EPS

EPS (Encapsulated PostScript) è un formato grafico pensato (a suo tempo, negli anni 80) per l’esportazione e l’importazione di file PostScript in qualunque ambiente, anche dove non è disponibile un interprete PostScript (per esempio nelle prime versioni di Pagemaker, QuarkXPress, FreeHand). Normalmente un EPS viene incluso come illustrazione in qualche altro lavoro (un’altra illustrazione, un libro, un depliant).

Un file EPS può contenere ogni combinazione di testo, grafica vettoriale e grafica bitmap, il tutto descritto con istruzioni nel linguaggio PostScript. Quindi un file EPS è a tutti gli effetti un file PostScript, e quindi un programma PostScript. Tuttavia, rispetto ad un programma PostScript generico, EPS deve rispettare alcuni vincoli. I tre principali vincoli sono i seguenti.

Innanzitutto un EPS può contenere una singola illustrazione (e quindi una singola pagina, mentre un generico programma PostScript può contenere numerose immagini in numerose pagine) e di questa illustrazione viene inserito nell’EPS il bounding box (posizionamento nella pagina) in un commento PostScript.

Poi, un EPS può contenere anche una anteprima bitmap così che i programmi che non sono in grado di interpretare direttamente il PostScript possano comunque dare una rappresentazione approssimata del contenuto del file su monitor e sulle stampanti non PostScript. Questa anteprima può essere in Pict, TIFF o JPEG.

Infine un EPS rispettare la Document Structuring Convention (DSC). Si tratta di un formato speciale per i documenti PostScript. Se dovete scrivere un programma PostScript, il driver di una stampante, qualche utility, dovete farlo seguendo questa convenzione, in modo che tutti lo possano leggere senza farsi venire il mal di testa. La regole di base sono le seguenti:

  • ci devono essere dei commenti particolari:
    • informativi;
    • strutturali;
  • la prima riga deve essere il commento %!PS-Adobe 3.0 (o versione successiva):
    • da usare se e solo se il documento segue la DSC.

Per quanto riguarda i profili colore, come tutti i file PostScript, EPS può contenere uno o più Color Space Array (CSA) cioè profili PostScript per la descrizione degli spazi di colore utilizzati. Può anche contenere un profilo ICC in un commento.

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Una immagine in formato EPS può essere creato da diversi programmi applicativi, tra i quali:

  • Photoshop
  • FreeHand
  • Illustrator
  • InDesign
  • XPress
  • CorelDraw

e ognuna di queste applicazioni genera un EPS particolare, con certe opzioni e certe istruzioni PostScript. In generale la struttura di un EPS deve rispettare le specifiche proprie di questo formato, ma può avere delle particolarità proprie dell’applicazione che l’ha creato. Quando si vogliono mettere in evidenza le particolarità dell’EPS salvato, per esempio, da Photoshop, si parla di Photoshop EPS invece che semplicemente di EPS.

Nel post EPS: se lo conosci lo eviti vediamo perché il formato EPS, oggi, è considerato un formato grafico obsoleto, superato, e non è più consigliato.

 

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Mauro Boscarol

3/10/2008 alle 13:32

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