colore digitale blog

Il blog di Mauro Boscarol sulla gestione digitale del colore dal 1998

Nella serie Introduzione alla gestione digitale del colore

Periferiche digitali

La gestione del colore ha a che fare principalmente con questi quattro tipi di periferica digitale che possiamo dividere in due gruppi:

  • periferiche che catturano il colore
    • fotocamera;
    • scanner;
  • periferiche che producono il colore
    • monitor;
    • stampante, stampatrice, macchina da stampa.

Per quanto riguarda la fotocamera, può essere di tutti i tipi: compatta o reflex (DSLR, digital single lens reflex) o di altro tipo. La fotocamera cattura una immagine RGB in formato JPEG o TIFF e/o Raw.

Ciò che determina i dati Raw creati da una fotocamera sono il sensore, l’esposizione e la sensibilità. Fotocamere diverse creano dati Raw diversi. Anche fotocamere della stessa marca e dello stesso modello possono creare dati Raw diversi per la stessa scena illuminata ed esposta allo stesso modo, perché i sensori possono essere diversi esemplare da esemplare.

La trasformazione da dati Raw a immagine JPEG o TIFF è effettuata da un Raw converter (interno o esterno) dalle cui regolazioni dipende il colore.

La fotocamera è sempre una periferica RGB nel senso che produce sempre dati in modalità di colore RGB.

Per quanto riguarda lo scanner, può essere di tutti i tipi: da tavolo, piano, a tamburo o quant’altro. Nel caso dello scanner è rilevante anche il supporto dell’immagine che viene scannerizzata: carta fotografica, carta naturale, cartone, plastica, pellicola positiva, pellicola negativa, o altro.

Per gli scopi della gestione del colore, ogni scanner è diverso da ogni altro, e anche uno scanner con un certo supporto (per esempio carta fotografica) è considerato diverso dallo stesso scanner con un altro supporto (per esempio pellicola).

Lo scanner fornisce sempre dati RGB, ma alcuni vecchi scanner a tamburo (ormai quasi scomparsi) convertono internamente in CMYK e questa conversione talvolta non è disattivabile.

Per quanto riguarda il monitor, può essere di tutti i tipi: CRT (cathode ray tube, tubo a raggi catodici), LCD (liquid crystal display, display a cristalli liquidi) o altri tipi meno comuni. Tutti i monitor lavorano in modalità RGB (nel senso che accettano segnali RGB).

Tipicamente i monitor possono essere calibrati: si può regolare il bianco (cioè il colore visualizzato dai numeri R = G = B = 255) e si può regolare la compensazione gamma, per fare in modo che il gamma complessivo del monitor sia quello desiderato. La compensazione gamma può essere regolata sul monitor o nella scheda grafica del computer.

Per gli scopi della gestione del colore, ogni monitor è diverso da ogni altro. Anche due monitor stessa marca stesso modello sono diversi, e anche un monitor calibrato in qualche modo (per esempio bianco D65 e gamma 2.2) è considerato diverso dallo stesso monitor calibrato in un altro monitor (per esempio bianco D50 e gamma 1.8) nel senso che visualizzano la stessa immagine in modo diverso. Lo stesso monitor calibrato in due modi diversi è equivalente, per la gestione del colore, a due monitor diversi.

Infatti tipicamente la stessa immagine, visualizzata su monitor diversi, appare diversa, come esemplificato qui:

n3a1 n3a2

D’altra parta questa è una situazione ben nota a chiunque sia mai entrato in uno di quei negozi che vendono televisori dove si possono vedere pareti intere con molti televisori accesi: ogni televisore ha colori diversi. Questa foto l’ho fatta proprio in uno di quei negozi:

IMG_0065

Per quanto riguarda la periferica di stampa, questo termine comprende periferiche di vario tipo: dalle economiche stampanti da tavola a getto d’inchiostro, passando per le stampanti laser a toner e le stampanti a sublimazione, e poi i cosiddetti “plotter” che sono stampanti a getto d’inchiostro di grande formato, le cosiddette “stampanti digitali” (Indigo, Nexpress, …), fino alle macchine da stampa (offset piana, offset rotativa, rotocalco, flessografia, ecc.). E poi le stampanti da laboratorio fotografico che lavorano con carta sensibile (come quelle della Durst o della Fuji).

Per gli scopi della gestione del colore, assieme alla periferica di stampa va anche considerato il supporto (tipicamente la carta) e gli inchiostri (o i coloranti in genere). Una stampante con carta naturale è diversa dalla stessa stampante con carta patinata glossy (nel senso che stampa diversamente) e per quanto riguarda la gestione del colore si tratta di due stampanti diverse.

Stampanti diverse che ricevono la stessa immagine, producono colori diversi. L’effetto potrebbe essere quello indicato qui:

enrica1 enrica2

Fisicamente i coloranti di una periferica di stampa possono essere diversi (inchiostri CMYK, CMmYyK, laser RGB, …) ma dal punto di vista dei dati accettati dal driver, le periferiche di stampa sono tipicamente in modalità RGB o CMYK.

 

Visitato 296 volte, negli ultimi 7 giorni 1 visite

Torna all'indice di Introduzione alla gestione digitale del colore

Mauro Boscarol

19/8/2008 alle 23:49

Parole chiave , , , , ,

Visitato 296 volte, negli ultimi 7 giorni 1 visite

Vuoi fare un commento a questo post?

Devi essere collegato per scrivere un commento.