colore digitale blog

Il blog di Mauro Boscarol sulla gestione digitale del colore dal 1997

Nella serie Miti, leggende, equivoci sul colore e dintorni

Il bianco neutro

Nel campo grafico e fotografico si sente citare spesso il “bianco neutro”, per esempio si legge che

  • bisognerebbe calibrare il proprio monitor su un bianco neutro
  • è meglio regolare il bianco del monitor a 6500 K poiché questo valore è il più prossimo al valore del bianco neutro della maggior parte dei monitor
  • ho nel tempo una perdita del bianco neutro che prende sembianze sempre più calde

Ma che cos’è questo bianco neutro, e quale sarebbe un bianco non neutro?

Se parliamo di luce diretta, come quella del monitor, non è nemmeno corretto usare il termine “luce bianca”, ma è meglio usare il termine “luce acromatica” (un pezzo di carta è bianco, il latte è bianco, ma la luce…). Esiste la luce cromatica (quella che percepiamo con una tinta) e la luce acromatica (quella che percepiamo senza tinta). Ora, ci sono diverse luci che a noi appaiono acromatiche, non ce n’è una sola, e questo dipende dal fatto che nel sistema visivo esiste un meccanismo di adattamento (che si chiama appunto adattamento cromatico) che modifica la sensibilità dei fotorecettori in modo da percepire acromatica la luce che stiamo vedendo.

Insomma, anche se la luce ha la stessa quantità di radiazioni per ogni lunghezza d’onda, a noi appare acromatica. Ma anche se ci sono un po’ più di radiazioni a onde corte (quelle blu) dopo qualche minuto di adattamento ci appare acromatica, e lo stesso vale se ci sono un po’ più di radiazione a onde lunghe (quelle rosse).

Naturalmente parliamo di luce isolata perché questo adattamento non può avvenire se le luci sono due (per esempio due monitor con due bianchi diversi): l’occhio potrà essere adattato ad una, ma non all’altra che allora vedremo come luce con una tinta.

In ogni caso non esiste una luce “bianco neutra” o meglio, tutto quello che ci appare bianco è neutro per definizione.

Se parliamo di luce in riflessione si potrebbe dire che un bianco è neutro se le sue coordinate colorimetriche Lab hanno a = b= 0. Ma in realtà esistono infiniti sistemi Lab, uno per ogni bianco scelto. Quindi dire che a = b = 0 significa solo che il colore misurato ha la stessa cromaticità del bianco scelto come base del Lab che si sta usando. E questo è un buon metodo per giudicare un grigio neutro (rispetto ad un bianco) ma non un bianco neutro (che bisogna scegliere a priori). Anche in questo caso il bianco neutro è quello che noi giudichiamo bianco.

PS

Ho chiesto un parere a Mark Fairchild, direttore del  Munsell Color Laboratory  del Rochester Institute of Technology e questa è la sua risposta:

Technically speaking there is no such thing as a “non-neutral white”.  White is an achromatic color, which means a color devoid of any perceptible hue content. White also happens to be a very light achromatic color and that’s what separates it from gray. So to say “neutral white” is really redundant.  When one says “white” it is already neutral.

Letture consigliate:

Mark Fairchild Color Appearance Models Wiley
Ralph Evans The Perception of Colors Wiley 1974
Alan Gilchrist Seeing Black and White 2006

 

Torna all'indice di Miti, leggende, equivoci sul colore e dintorni

Mauro Boscarol

6/6/2010 alle 21:18

Parole chiave , , ,

Visitato 1,348 volte, negli ultimi 7 giorni 1 visite

Vuoi fare un commento a questo post?

Devi essere collegato per scrivere un commento.