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Il blog di Mauro Boscarol sulla gestione digitale del colore dal 1998

Nella serie Sensazione e percezione del colore

Contesto, colori isolati e colori non isolati

La nostra sensazione del colore dipende moltissimo dal contesto in cui lo stimolo di colore  viene presentato. Il contesto infatti ne “guida” l’interpretazione e può cambiare la nostra sensazione . Un esperi­mento classico che mette in luce l’importanza del contesto consiste nell’osservare uno stesso stimo­lo di colore su sfondi diversi.

I due piccoli quadrati grigi qui sotto sono fisicamente uguali (cioè sono lo stesso stimolo di colore), ma appaiono diversi, uno più chiaro e uno più scuro. Ciò è dovuto al fatto che i due quadrati sono presentati su sfondi diversi e il si­stema visivo produce due diverse sensazioni di colore. L’effetto prende il nome di contrasto simultaneo.

Questo è un celebre esempio di contrasto simultaneo del pittore e designer tedesco del Bauhaus,  Josef Albers (1888­-1976):

I colori percepiti dei due piccoli rettangoli  marrone interni appaiono diversi: quello di sinistra appare più scuro di quello di destra. Tuttavia gli stimoli sono gli stessi, come si può vedere nell’animazione qui sotto.

albh

Se cerchiamo una classificazione dei contesti in cui uno stimolo può essere presentato, la prima e più semplice distinzione che si può fare riguarda il fatto che lo stimolo sia o non sia accompagnato da altri stimoli, che ne costituiscono il contesto.


Colori isolati e colori non isolati

Se nel campo visivo dell’osservatore compare un unico stimolo che emana la stessa luce da ogni punto della propria area, se cioè lo stimolo è isolato e uniforme, anche il colore percepito è detto colore isolato (unrelated color).

Al contrario un colore non isolato (related color) è il colore generato da uno stimolo accompagnato da altri stimoli nelle sue vicinanze.

Raramen­te capita di osservare uno stimolo isolato. Nella vita di tutti i giorni gli stimoli si presenta­no quasi sempre in modo non isolato, cioè lo stimolo di colore è un mosaico di differenti aree.

Esempi di stimoli isolati provenienti da corpi autoluminosi:

  • un segnale ferro­viario rosso in piena notte, senza la presenza di altre luci;
  • un singolo colore visualizzato su un monitor di computer in un ambiente completa­mente buio (a patto che tutti i pixel accesi visua­lizzino lo stesso colore e che non ci siano altre luci come spie o LED).

Ma anche il colore il cui stimolo proviene da un corpo non autoluminoso può apparire isolato.

  • un primo modo consiste nell’osservare l’oggetto attraverso un piccolo foro praticato in un cartoncino nero o grigio (reduction screen, vedi disegno più sotto); questo tipo di visione viene detto “in apertura”;
  • un secondo modo consiste nel porre l’ogget­to in una stanza scura e, con un faretto nascosto, illumi­narne in modo uniforme una parte;
  • la luna è un esempio di quanto sopra: di notte la si vede illuminata dal sole, che tuttavia è nascosto; qui sotto a sinistra la luna come la vediamo in quanto stimolo isolato; a destra, la luna come la vedremmo se potessimo metterla assieme agli altri oggetti che ci circondano sotto l’illuminazione del sole; in tal caso non sarebbe più un oggetto isolato e nemmeno l’oggetto dal quale proviene la maggiore quantità di luce

 

Alcuni colori (come rosso, blu, arancio) posso­no essere percepiti sia come isolati che come non isolati; altri colori (come marrone, che è un aran­cio scuro, bianco e grigio) esistono solo come colori non isolati.


Il colore è una costruzione mentale

Il fatto che lo stesso stimolo fisico possa dare sensazioni diverse in contesti diversi suggerisce che c’è una dissociazione tra lo stimolo fisico e la sensazione di colore e ciò a sua volta suggerisce l’idea che il colore sia un fenomeno mentale, non fisico. In generale la sensazione di colore di un oggetto è correlata in qualche modo non semplice con le proprietà dell’oggetto. Il colore percepito può dipendere non solo dall’oggetto osservato e dalla luce che lo illumina ma anche dagli altri oggetti della scena e dallo stato neurale degli occhi e della mente che mediano l’esperienza visiva.

In particolare la percezione del grigio esiste solo come colore non isolato. Se è isolato il grigio lo vediamo bianco. Per questo motivo non esistono lampadine grigie.

Tutta la colorimetria psicofisica (per esempio gli spazi XYZ e Yxy che vedremo più avanti) riguarda colori isolati. La colorimetria psicometrica (per esempio il sistema Lab che vedremo più avanti) riguarda invece colori non isolati, precisamente colori in una scena illuminata (e infatti in un sistema psicometrico bisogna specificare l’illuminante della scena).


Letture

Interazione del colore. Esercizi per imparare a vedere
di Josef Albers (citato qui sopra)

 

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Mauro Boscarol

18/2/2011 alle 15:00

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