Nella serie Colore in Photoshop
Ps: soft proof della visione daltonica
In Photoshop CS4 sono state inserite due preimpostazioni di soft proof chiamate Color Blindness. Si tratta delle anomalie della visione a colori chiamate in generale daltonismo.
È noto che la retina umana contiene quattro tipi di fotorecettori: i bastoncelli (per la visione notturna a scala di grigi) e tre tipi di coni (per la visione diurna a colori). I tre tipi di coni per la visione a colori vengono indicati con le lettere L, M e S, che indicano le lunghezze d’onda a cui i coni sono sensibili:
- L, long, coni sensibili alle onde lunghe, cioè la zona spettrale dei rossi;
- M, medium, coni sensibili alle onde medie, cioè la zona spettrale dei verdi;
- S, short, coni sensibili alle onde corte, cioè la zona spettrale dei blu.
Esistono però degli individui ai quali manca (o comunque non funziona) un tipo di coni (o anche due tipi, o tutti e tre).
Le due nuove impostazioni di soft proof di Photoshop CS4 simulano la visione rispettivamente di un osservatore a cui mancano i coni L e un osservatore a cui mancano i coni M. Cioè viene mostrata l’immagine come la vedrebbe un osservatore a cui mancano i coni L o i coni M. Photoshop CS4 non simula la visione di un osservatore a cui mancano i coni S.
Qualche dettaglio sulle anomalie della visione a colori
Il tricromate normale è un soggetto che non ha alcuna anomalia ai coni della retina e quindi vede normalmente tutti i colori. Questo è quello che vede un tricromate normale (qui e nel seguito dò per scontato che il lettore sia un tricromate normale, altrimenti tutto il discorso viene ovviamente a cadere):

Il tricromate anomalo è un soggetto nella cui retina sono presenti tutti e tre i tipi di coni, ma un tipo di coni presenta delle anomalie:
- il protanomalo presenta una anomalia ai coni L (1% della popolazione);
- il deuteranomalo presenta una anomalia ai coni M (5% della popolazione);
- il tritanomalo presenta una anomalia ai coni S (molto rara).
Il soggetto dicromate o daltonico è un soggetto caratterizzato dall’assenza di funzionalità di un tipo di coni:
- se sono non funzionali i coni L (sensibili al rosso) il soggetto è detto protanope (1% della popolazione) e, più o meno, non distingue tra rossi e verdi;
- se sono non funzionali i coni M (sensibili al verde) il soggetto è detto deuteranope (1% della popolazione) e anche in questo caso confonde tra rossi e verdi;
- se sono non funzionali i coni S (sensibili al blu) il soggetto è detto tritanope (è un difetto molto raro, colpisce il 0,004% della popolazione) e più o meno non distingue tra violetto e giallo.
Questa è la simulazione fatta da Photoshop di quello che vede un protanope e, sotto, di quello che vede un deuteranope (non c’è molta differenza, entrambi non distinguono i rossi dai verdi, c’è però una differenza di chiarezza):


E questa sarebbe la visione di un soggetto tritanope (che tuttavia Photoshop non simula, e che qui ho simulato con Vischeck):

Infine il soggetto monocromate è afflitto da cecità cromatica totale o acromatopsia, cioè non vede i colori ma solo i grigi (incidentalmente, questa immagine l’ho creata con una conversione ad un profilo di classe abstract, un’altra delle novità di Photoshop CS4).

Quest’ultimo difetto è molto raro, interessa 3 persone ogni 100.000 e può derivare dalla funzionalità di un solo tipo di coni (monocromatismo da coni o atipico) o dalla mancanza totale di funzionalità dei coni (monocromatismo da bastoncelli o tipico).
Il neurologo Oliver Sacks ha scritto un libro sugli abitanti di un’isola della Micronesia colpiti da una strana forma di acromatopsia. Il libro non è un romanzo ma si legge come un romanzo. Si intitola L’isola dei senza colore ed è pubblicato in Italia da Adelphi. In Italia esiste una Associazione Acromati Italiani.
Il primo elemento proto- deutero- trito- dei termini composti deriva dal greco e significa rispettivamente primo, secondo, terzo (con riferimento rispettivamente a rosso, verde, blu). Acromatopsia (composto di a privativa e del greco opsis, vista) significa “impossibilità di vedere i colori”. Anopsia significa “impossibilità di vedere”.
Un aiuto per la pronuncia: protanope, deuteranope e tritanope si pronunciano come si pronuncia “miope”. Protanopia, deuteranopia e tritanopia si pronunciano come si pronuncia “miopia”.
“Daltonico” è sinonimo di dicromatismo. Deriva dal nome del chimico inglese John Dalton (1766-1844) che nel 1794 diede una descrizione scientifica della propria visione alterata dei colori nell’articolo “Extraordinary facts relating to the vision of colors”. Basandosi sulla sua descrizione si è creduto per molto tempo che Dalton stesso fosse protanope, mentre esami fatti alla retina dei suoi occhi dopo la sua morte hanno dimostrato che era deuteranope.
Molti casi di anomalie della visione sono ereditari e colpiscono soprattutto i maschi e sono rari nel sesso femminile. Questo fatto si spiega così. Per iniziare, tutti noi (noi esseri umani) abbiamo 23 coppie di cromosomi:

La 23esima coppia sono i cromosomi sessuali, che per il maschio sono X (ereditato dalla madre) e Y (ereditato dal padre); per la femmina sono X (ereditato dalla madre) e X (ereditato dal padre).
I geni dei pigmenti dei coni L (sensibili al rosso) e M (sensibili al verde) stanno sul cromosoma sessuale X (invece il gene del pigmento dei coni S, sensibili al blu, sta sul cromosoma 7, che non dipende dal sesso).
Le donne hanno due copie del cromosoma X, una ereditata dalla madre e una ereditata dal padre. Quindi ogni donna fabbrica circa la metà dei coni rossi con la ricetta materna e l’altra metà con la ricetta paterna. Affinché una donna abbia un difetto della visione del colore entrambi i genitori devono essere portatori del gene difettoso.
Gli uomini hanno una sola copia del cromosoma X, ereditata dalla madre. Quindi ogni uomo fabbrica i coni rossi con l’unico cromosoma X ereditato dalla madre. Affinché un uomo abbia un difetto della visione è sufficiente che la madre abbia lo stesso difetto.
Nel blog di Paola Bressan (ricercatrice all’Università di Padova e autrice del bel libro Il colore della luna) c’è un post sui coni delle donne dal quale ho tratto alcune di queste informazioni. Nel sito Vischeck ci sono altri dettagli sui difetti della visione a colori. In questo post del blog critique wall ci sono una dozzina di immagini, come viste da un tricromate e da un dicromate. Un altro sito interessante per il daltonismo è Color Universal Design.
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Nel prossimo post parliamo di un tema più pratico
cioè la stampa da Photoshop.
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